domenica 28 gennaio 2018

Un brutto Napoli batte il Bologna 3 a 1 e si riprende la testa della classifica


La notizia più importante è che il Napoli si riprende la testa della classifica battendo in rimonta un buon Bologna ma la vittoria azzurra è stata tutt’altro che semplice.

Mister Sarri sbaglia a lamentarsi sul giocare dopo la Juventus ma probabilmente lui conosce bene la tensione che si respira nello spogliatoio azzurro e la conferma sono i primi minuti del match.
Trenta secondi ed il Bologna passa, discesa di Dzemaili, cross di Di Francesco, Koulibaly salta a vuoto e Palacio di testa anticipa un incerto Rui. Il San Paolo si ammutolisce e la pressione, già alta prima del match, aumenta come un macigno sulla testa degli azzurri, la buona sorte vuole che il Napoli dopo pochi minuti riesce a pareggiare su azione d’angolo con un clamoroso autorete di Mbaye.
I partenopei nonostante il pareggio continuano a giocare male e soffrire terribilmente le ripartenze del Bologna che non ripassa in vantaggio solo per un gran intervento di Reina su Palacio sfuggito  nella circostanza a Chiriches. La partita si mantiene in equilibrio fino al 37’ quando un’ingenua trattenuta di Masina su Callejon permette agli azzurri di ribaltare il risultato con il rigore di Mertens. Parlare di rigore scandaloso ci sembra eccessivo forse la parola adatta è generoso anche se va segnalata che al VAR c’era il miglior arbitro italiano Orsato che non ha fatto altro che confermare la prima impressione dell’arbitro di campo. Aperte le polemiche. Nella ripresa il Napoli rischia poco o nulla anche se così come nella prima frazione non riesce a fare il suo solito calcio spumeggiante e così osannato, fortuna vuole che arriva il colpo da campione. A metà ripresa Mertens mette la palla all’incrocio dei pali lasciando un tranquillo finale ai tifosi azzurri. Retroguardia orfana di Albiol soffre maledettamente il Bologna, a centrocampo si salva solo il solito Allan. Meno mobile il trio offensivo ma con un Mertens ispiratissimo.
 
Speriamo e non vogliamo credere che questa partita non al meglio sia figlia della pressione di dover vincere per forza dopo la vittoria della Juventus perché questo a stretto giro potrebbe accadere spesso e sinceramente per una squadra come il Napoli che vuole provare a vincere il titolo non può e non deve essere una motivazione sufficiente. Lascia perplessi l’approccio all’incontro, la poca precisione e quella sensazione di un leggero appannamento durato per tutto l’incontro senza nulla togliere ad un coriaceo Bologna ma oggi, comunque,  l’importante era tornare a mettere la testa davanti a tutti, le prestazioni siamo certi torneranno!!
Testa e gambe a Benevento che a prescindere la classifica resta comunque un derby.

domenica 21 gennaio 2018

Atalanta Napoli 0-1, neanche questa domenica ci sarà il sorpasso!!!



Il Napoli vince una delle partite più difficili e importanti degli ultimi anni contro la sua bestia nera, quella Atalanta capace di ottenere bottino pieno nei tre degli ultimi quattro match disputati contro gli azzurri, ma riavvolgiamo il nastro.
Primo tempo molto equilibrato con nessuna vera palla goal da segnalare, gli uomini di Gasperini ancora una volta imbrigliano il Napoli con un pressing alto ed asfissiante, i partenopei non riescono a trovare mai la giocata ed anzi sembrano soffrire non solo l’Atalanta ma tutto l’ambiente e soprattutto la grande pressione dovuta all’importante posta in palio.
Il secondo tempo è bellissimo, emozionante ed al cardiopalma. Gli azzurri, approfittando anche dell’evidente calo fisico degli orobici, alzano i ritmi ed il baricentro e con Callejon sfiorano di testa il vantaggio ma Berisha si oppone da campione. Pochi minuti e la giocata buona arriva, Callejon lancia Mertens sul filo del fuorigioco e il folletto belga con un gran diagonale porta in vantaggio il Napoli. L’Atalanta si rialza ma un grande Reina nega il pareggio a Cristante. Sarri decide, giustamente, di cambiare modulo e di passare ad un più equilibrato 4-4-2, sono gli azzurri che hanno l’occasione per chiudere il match definitivamente con Hamsik ma lo slovacco spara alto da buona posizione. Il Napoli con i denti resiste alle offensive neroazzurre ed anzi in ripartenza riesce anche a raddoppiare con il capitano ma il Var annulla per un dubbio fuorigioco, nel finale  Rog dopo un’azione insistente rovina tutto al momento di calciare tirando malamente tra le braccia del portiere neroazzurro. La partita diventa particolarmente brutta e nervosa,  Sarri in difesa dell’importantissimo risultato inserisce Maggio per Callejon chiudendo l’incontro addirittura con la difesa a cinque. Il fischio finale è una liberazione per il popolo azzurro e per i giocatori ed è la fine della speranza per tutti coloro che oggi si aspettavano il sorpasso. La felicità dei partenopei  è tutta da vedere e godere, il Napoli non bellissimo ma maledettamente cinico e gagliardo  vince una partita che per l’economia del campionato potrebbe risultare decisiva. Gli azzurri non hanno vinto nulla e quindi non bisogna fermarsi ma certamente vincere a Bergamo in questo momento non può e non deve passare come una vittoria qualsiasi.
La palma del migliore è di Mertens che decide di sbloccarsi proprio nel momento topico della stagione, bene anche Allan che lotta come un leone. Sufficienza piena per tutti ma una menzione particolare va ai due centrali di retroguardia (Albiol – Koulibaly) ed a Pepe Reina che effettua una parata di un livello di difficoltà davvero notevole.
Non possiamo non aprire una piccola parentesi, accettiamo le polemiche e le contestazioni quando sono costruttive e rispettano tutti i colori ma non comprendiamo e non condividiamo le polemiche che vengono create ad hoc e che servono solo ad inasprire gli animi. Fanno bene le televisioni a segnalare a Gasperini, che secondo le loro riprese forse la rete di Mertens era appena in fuorigioco ma sbagliano a non far notare allo stesso che la rete di Hasmik era probabilmente regolare. Siamo certi che in quel caso lo stato d’animo dell’allenatore orobico sarebbe stato molto più equilibrato.

domenica 14 gennaio 2018

Mercato Napoli: le ultime



servizio di Vincenzo Capretto ©riproduzione riservata

Cerchiamo di fare il punto sul mercato del Napoli.
Portieri: Reina ha avuto l’ok dalla Società a trattare con altre squadre per un nuovo contratto a partire dal prossimo Luglio. Il Napoli sta valutando diverse strade per la sua sotituzione, la più accreditata al momento porta il nome di Perin visti anche i buoni rapporti tra la Società di De Laurentiis e quella di Preziosi. Non è ancora tramontata l’idea di Leno.
Rafael andrà a scadenza mentre Sepe non è certo di accettare ancora una volta il ruolo da secondo e starebbe pensando di chiedere di essere ceduto o almeno dato di nuovo in prestito per poter giocare con più continuità.
Difensori: il Napoli è completamente fermo, si cerca di capire i tempi di recupero di Ghoulam che sembrano molto più rapidi rispetto al previsto. In caso che invece l'algerino non rientri in tempi brevi i partenopei si tufferanno alla ricerca di un sinistro che conosca già il campionato italiano, difficile che venga qualcuno dall’estero. Sarà un nome non da prime pagine.
Centrocampo: a quello attuale non serve nulla, i partenopei hanno preso il giovanissimo centrocampista Machach (21 anni ndr) a parametro zero dal Tolosa dopo che lo stesso giocatore aveva rescisso con la società francese per problemi caratteriali. Purtroppo si parla più del suo carattere che del suo modo di giocare. In realtà è un buon giocatore capace di ricoprire più ruoli a centrocampo, non velocissimo ma abbastanza tecnico e bravo in progressione ma con una testa troppo “calda”, non è chiaro ancora se il Napoli lo giri in prestito fino a Giugno o le tenga in rosa. L’idea di fondo è quello di lasciarlo (anche senza giocare) con la rosa questo per permettere al giocatore di abituarsi all’ambiente Napoli e nello stesso tempo a Mister Sarri di calmare sin da subito i sui bollenti spiriti.
Attacco: preso il talentuoso Younes dall’Ajax (non ancora ufficiale ndr), 24 anni attaccante. Gioca con entrambi i piedi ma predilige l’esterno sinistro e quindi sarebbe la valida alternativa ad Insigne. L’Ajax ha chiaramente detto che non lo lascerà partire a Gennaio a costo di perdere a parametro zero a giugno. Ciciretti che dovrebbe arrivare a Giugno a parametro zero (ancora non si sa se per tenerlo o darlo in qualche operazione) sembrerebbe destinato in Spagna (Getafe) almeno fino all'estate. Infine abbiamo la telenovela Verdi (25 anni ndr), nonostante le rassicurazioni di Sarri il giocatore non è convinto di scegliere Napoli ma non solo per i pochi minuti che rischierebbe di giocare ma per un motivo di ambizioni professionali del ragazzo. Verdi considera il Napoli una buona squadra ma non un Top Club, la sua speranza è quella di fare un’altra metà stagione ad alto livello e poi con calma ascoltare tutte le proposte che arriveranno in estate. Ovviamente sa bene che la scelta di non andare a Napoli ora sarebbe un rischio e per questo nelle ultime ore sta valutando attentamente la possibilità di trasferirsi subito all’ombra del Vesuvio. Verdi è in cima ai desideri di Sarri perché lo conosce, perché il talentuoso giocatore felsineo conosce il campionato italiano e soprattutto può giocare ovunque nel reparto offensivo. L’alternativa è Deulofeu (23 anni ndr) che aspetta con ansia di ritornare in Italia e non ha nessuna remora a giocare nel Napoli. Entro qualche giorno il Napoli prenderà uno dei due. In attesa del rientro di Milik gli azzurri non dovrebbero fare altro sul mercato in entrata mentre con ogni probabilità si cercherà di piazzare in uscita Giaccherini e uno tra Tonelli e Maksimovic in prestito.

sabato 6 gennaio 2018

Napoli H.Verona 2-0, Koulibaly e Callejon scacciano le paure



Gli azzurri scendono in campo contro il Verona di Mister Pecchia con la giusta cattiveria e convinzione facendo presagire ad una scampagnata domenicale, i primi minuti del match confermano questa ipotesi ma poi con il passar del tempo, la frenesia, la poca precisione e forse la troppa leziosità degli azzurri permettono agli scaligeri di non capitolare. A centrocampo ritroviamo un Jorginho poco ispirato anche per la marcatura ad uomo di Romulo ed un Hamsik poco propositivo. In avanti Insigne sembra meno ispirato mancando sempre il guizzo giusto mentre il suo compagno di reparto Mertens sfiora la rete due volte, prima colpisce un palo a portiere battuto e poi lo stesso Nicolas (alla fine il migliore dei suoi) gli nega il goal su un gran tiro dello stesso folletto. I minuti danno sicurezza al Verona mentre ai partenopei fungono come ulteriore fattore di ansia al punto tale che iniziano ha sbagliare appoggi fin troppo semplici.
Il secondo tempo sembra prendere la stessa strada per gli uomini di Sarri ovvero quella della sofferenza mista ad ansia e paura, Nicolas continua a parare qualsiasi cosa e quando non lo fa ecco che arriva il secondo palo della partita con Insigne meno contratto rispetto al primo tempo. Fortuna che nell’azione meno elaborata e più semplice arriva il sospirato vantaggio con Koulibaly che di testa insacca da azione d'angolo, nella circostanza viene espulsa mezza panchina giallo-blu per proteste a causa di una presunta carica del senegalese sul portiere scaligero. Il VAR chiarisce a tutti che non c’è stato nessun fallo. Strana reazione di tutto il Verona visto la presenza del VAR, ci chiediamo se le squadre iniziano a capire che fare pressione sull’arbitro possa influenzare la sua stessa eventuale interpretazione dell’azione, questo sarebbe un cattivo segnale a tutto il sistema. La partita si mette in discesa e pochi minuti dopo un gran lancio di Insigne porta al raddoppio di Callejon, assegno dopo oltre due mesi.
Cala il sipario sull'incontro anche se il Verona nel finale rischia di aprirlo con Pazzini che in contropiede impegna Reina. Il Napoli con un pizzico di sofferenza ottiene tre punti importantissimi, partita mai messa in discussione visto anche l’enorme divario tra le compagini ma purtroppo spesso la pressione di dover vincere per forza ti porta ad essere meno lucido e cinico rispetto al solito. Gli azzurri se vogliono arrivare in fondo devono imparare a giocare con questo nuovo “compagno” e non devono farsi prendere da frenesie perché le partite si possono vincere anche al 90°, l’importante è vincerle.
Tutti ampiamente sufficiente con qualche eccellenza, su tutti Koulibaly che oltre ad essere tra i migliori difensori d’Europa inizia a diventare anche decisivo nell’area avversaria. Un giocatore destinato a diventare un campione in poco tempo. Molto bene Insigne soprattutto nella ripresa dove si mette a completa disposizione della squadra e Callejon che corona con la rete una prestazione davvero positiva.
Ora pausa con un occhio sul mercato, si riprende a pranzo il 21 gennaio con una delle partite più difficili del campionato per ambiente, per pressione e soprattutto per l’avversario, l’Atalanta di Gasperini la stessa che ha buttato fuori il Napoli dalla Coppa Italia e che sistematicamente manda in crisi la compagine di Sarri. Quell’incontro ci dirà tanto anche per lasciare solo parole a quelli che in tanti vedono una frenata degli azzurri proprio a Bergamo.

mercoledì 3 gennaio 2018

Napoli Atalanta 1-2, un brutto Napoli cade sotto i colpi dell'Atalanta



servizio di Vincenzo Capretto © riproduzione riservata


Il Napoli esce mestamente ai quarti di Coppa Italia perdendo al San Paolo contro una buona Atalanta e lasciando diverse perplessità.
Sarri
fa tanto turn-over mandando in campo solo quattro titolarissimi.
La prima emozione dell’incontro è del Napoli, al 7’
Callejon impegna con un bel diagonale Berisha che si rifugia in angolo. Gli azzurri sbagliano troppi appoggi mentre l’Atalanta si dimostra compatta giocando con intensità e impegno mettendo in difficoltà gli azzurri soprattutto nella costruzione della manovra.
Al 29’ la palla goal più clamorosa: grande assist di Ounas per
Zielinski che da pochi metri spreca malamente calciando tra le mani del portiere orobico, sul ribaltamento susseguente è Gomez che di testa impegna Sepe.
Nella ripresa arriva subito la doccia fredda, al 50’ Gomez cross al centro dell’area, Rui scivola permettendo a Cornelius di tirare, muro dello stesso Rui e palla a
Castagne che infila Sepe. Gli azzurri accusano il colpo e non danno segni di reazione neanche con gli ingressi di Mertens, Insigne ed infine Allan. All’81’ Gomez scappa sulla fascia supera Chiriches e batte Sepe sul proprio palo. Sipario sull'incontro, neanche il goal di Mertens negli ultimi minuti riesce a salvare i partenopei da una cocente eliminazione

Azzurri entrano in campo con poca personalità, snobbando non tanto l’avversario ma proprio l’incontro. Nel primo tempo un Napoli inedito cerca di arginare un’attenta e aggressiva Atalanta ma un pò il campo non al meglio per l’abbondante pioggia caduta qualche ora prima e un pò la poca conoscenza reciproca tra gli interpreti rendono l’azione degli azzurri lenta e spesso di facile comprensione per gli avversari. Una prima parte di gara che purtroppo ci fa rendere conto che le seconde linee non sono tutte all’altezza delle prime.
Nel secondo tempo il Napoli riesce a fare anche peggio del primo, ancora senza mordente e senza cattiveria neanche con l’ingresso di Mertens e Insigne cade sotto i colpi della squadra di Gasperini. Non solo subisce due reti, ma a parte il goal di Mertens nel finale, non riesce mai a tirare in porta e questa la dice lunga sulla pochezza degli azzurri stasera. Brutto Napoli, troppo brutto per essere vero, non serve l’attenuante dei tanti cambi, è l’approccio all’incontro che è completamente sbagliato, c
osì come in Champions gli azzurri sembrano quasi essere “distratti” dal Campionato e neanche l’idea di sfidare eventualmente l’odiata nemica in semifinale stuzzica il palato dei giocatori in campo. La conferma arriva nel post direttamente dalle parole di Sarri. I partenopei si accendono solo al goal di Mertens ma questo è troppo poco per una squadra che ormai dovrebbe avere sempre l’obiettivo di vincere. Ora resta la domanda ma possibile che questa squadra snobbi anche l’Europa League? Conviene, anche se inconsciamente, puntare tutte le proprie energie sul Campionato con il rischio di ritrovarsi con solo un cerino in mano a fine anno?!
L’Atalanta resta la bestia nera degli azzurri, l’anno scorso ha ottenuto sei punti in campionato infliggendo tra l’altro anche la prima sconfitta al Napoli del 2017, quest’anno si ripete con la prima del 2018.
A prescindere gli uomini e la mentalità vincente (che in campionario non mancherà) speriamo che Sarri, in vista della difficile trasferta a Bergamo tra tre settimane, trovi contromisure idonee contro questa Atalanta che ormai è prassi riesce sistematicamente a mettere in difficoltà gli azzurri e sottolineiamo che questa volta non si può sbagliare.

Analizzando la prestazione delle seconde linee ci resta solo tanto amaro in bocca. Sepe non convince sui entrambi i goal subiti, nel primo nonostante la vicinanza del tiro la scelta di restare fermo nei pali lascia qualche dubbio, nel secondo il tiro è sul primo palo e l’errore più evidente è che si stende troppo presto. Chiriches, nonostante qualche buona chiusura è protagonista in negativo su entrambi i goal perdendosi Gomez e l’errore più grossolano sul secondo lo fa in partenza, sul lancio per l’argentino invece di uscire e metterlo in fuorigioco viene attratto dal pallone e va all’inseguimento del Papu. Ounas, si mette in evidenza per qualche buona giocata ma poi con i minuti sparisce letteralmente dal campo. Diawara il peggiore, impalpabile e inguardabile. Rog tanto agonismo ma poco incisivo. Rui sfortunato sull’azione del primo goal atalantino (scivola ndr) ma spesso si dimostra essere troppo lezioso. Tra i titolarissimi insufficienza per Hamsik, sottotono a parte qualche spunto ad inizio gara. Piccolo appunto per Sarri, non avremmo mai lasciato in panchina Allan, il migliore del Napoli nelle ultime gare e ancora una volta ci chiediamo il mistero Maksimovic che fine abbia fatto. L’unica nota positiva è la rete di Mertens che si sblocca dopo otto incontri di digiuno.

Ora, voltare pagina al più presto ma è evidente che vanno fatte opportune valutazioni a porte chiuse, dalla panchina corta alla qualità delle seconde linee ma soprattutto va cambiato l’atteggiamento e la mentalità, le partite vanno giocate per essere vinte tutte, comprese quelle del giovedì.

Chiudiamo con una piccola nota, quando la Rai trasmette il Napoli forse è meglio togliere l’audio!!

sabato 30 dicembre 2017

Crotone Napoli 0-1, gli azzurri sono Campioni d’inverno



servizio di Vincenzo Capretto ©riproduzione riservata


Il Napoli, non senza qualche sofferenza di troppo, vince a Crotone mantenendo la testa della classifica e laureandosi campione d’inverno per la quinta volta nella sua storia, in due delle quali è poi arrivato il tricolore.

Gli azzurri schierano la miglior formazione con la solita eccezione di Hysaj a sinistra e Maggio a destra per la concomitante squalifica di Rui. La prima occasione degli azzurri corrisponde al vantaggio, al 17’ è un’azione corale a portare alla rete numero 117 del capitano Hamsik con un sinistro violento ad incrociare dove Cordaz non può nulla. Il Napoli conduce le danze a proprio piacimento ma solo al 34’ sfiora il raddoppio con un gran tiro di prima di Insigne deviato in angolo da Cordaz. Il primo tempo termina con un Napoli meritatamente in vantaggio ed un Crotone apparso davvero troppo poco per gli azzurri e che per lunghi tratti ha badato solo a difendersi.

Nella ripresa gli azzurri entrano in campo un po’molli ed il Crotone al 50’ sfiora il pareggio con un’azione personale di Stoian che con un gran tiro sibila il palo alla sinistra di Reina. I calabresi sembrano crederci un po’ di più e si affacciano spesso nella metà campo azzurra. Al 60’ Reina rilancia male, ne approfitta Trotta che con un pallonetto prova a sorprenderlo ma lo stesso spagnolo riprende la posizione e para senza problemi. Gli azzurri si rivedono in attacco con Insigne che al 64’ colpisce una clamorosa traversa con un meraviglioso tiro a giro, sulla respinta è bravo Cordaz su Callejon a mandare la palla in angolo. Al 65’corner per il Crotone, Mertens tocca il pallone con braccio e spalla. Episodio non chiaro ma anche se involontario il rigore poteva starci. Al 76’ la miglior palla goal per i rosso-blu, Crociata dal limite impegna severamente Reina con un gran fendente. La partita termina con un doppio miracolo di Cordaz, prima vola su un tiro da fuori di Diawara e poi si supera sul susseguente diagonale di Callejon respingendo il pallone con il piede. Termina l’incontro con una sofferenza forse neanche prevista.

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Prima di analizzare l’incontro vogliamo soffermarci sulle polemiche post partita della squadra calabrese, dirigenti compresi. Si parla di vergognoso non aver dato il rigore al Crotone per il fallo di mano di Mertens al 65’. Abbiamo detto che il rigore poteva starci ma non è chiaro l’episodio e analizzando lo stesso dovremmo anche capire la volontarietà del fallo. Detto questo chiediamo a tutta la Società Crotone, squadra molto simpatica, ma davvero siete convinti che quel rigore poteva cambiare le sorti dell’incontro? Davvero avete la presunzione di pensare che gli azzurri non avrebbero vinto lo stesso l’incontro? Ci piacerebbe rigiocare la partita per assegnarvi quel rigore.

Il Napoli entra in campo concentrato e conscio dell’obiettivo anche se sulla strada si ritrova un avversario non previsto: il campo al limite della giocabilità che non aiuta di certo il gioco del Napoli fatto soprattutto di passaggi veloci e continuo giro palla. Primo tempo giocato bene e dominato nonostante i vari “bus” rosso-blu collocati nella trequarti calabrese. Il goal azzurro di Hamsik che segna la sua terza rete consecutiva è solo il risultato naturale della supremazia partenopea. Nel secondo tempo, gli azzurri convinti della loro forza e della netta superiorità nei confronti degli avversari abbassano il ritmo e la concentrazione dando coraggio ad un Crotone che aveva ben poco da chiedere all’incontro. Fortuna che i calabresi non approfittano di questo passaggio durato una decina di minuti, poi un pò l’imprecisione azzurra ed i miracoli di Cordaz fanno sì che l’incontro non si chiuda prima. Ecco questa resta l’unica pecca di questa sera, partite del genere vanno chiuse anzitempo senza patemi e inutili sofferenze.

Tante sufficienze tra gli azzurri con la sola nota stonata che arriva ancora una volta da parte di Mertens ma il folletto belga ha ancora tanto credito anche perché non segna, non gli vengono le giocate ma continua a lottare come sempre e questo gli viene dato atto. I migliori sono Hamsik che è al terzo goal consecutivo, si conferma in crescita ed è tra quelli che sbaglia meno in termini di passaggi nonostante il terreno e Allan che ormai è un dato costante tra i migliori, recupera ancora tanti palloni, pressa e si propone. Deliziosa la finta del tiro prima di servire il pallone ad Hamsik per il goal vittoria.

I partenopei chiudono un 2017 d’oro prendendosi il platonico titolo di campioni d’inverno. I numeri parlano di un Napoli nell’anno solare strepitoso: zero sconfitte in trasferta in 20 partite, 99 punti in 39 gare di campionato e quasi cento gol segnati (96). Senza dimenticare i 48 punti guadagnati finora in campionato.
Aggiungiamo ancora una volta che il Napoli fattura circa 250 Milioni di Euro in meno rispetto alla Juve, se non è un miracolo poco ci manca.
A questa favola manca solo il lieto fine.
BUON ANNO A TUTTI!!

sabato 23 dicembre 2017

Napoli Sampdoria 3-2, gli azzurri si regalano un Natale in testa alla classifica



servizio di Vincenzo Capretto © riproduzione riservata

Il Napoli si regala un Natale da primo della classe, con il cuore e con i denti riesce ad ottenere un’importantissima vittoria nel match pre-natalizio contro la Sampdoria di Giampaolo.
Partita che inizia subito con il botto, dopo due minuti punizione di Ramirez dai trenta metri e vantaggio doriano. Nella circostanza gravi colpe di Reina, nonostante l’attenuante del sole, non può subire una rete da quella distanza e per di più sul suo palo. Gli azzurri ci mettono un paio di minuti per riprendersi ma quando lo fanno, iniziano a macinare gioco ed occasioni. All’ 8’ è Callejon, su lancio di Insigne, che al volo impegna Viviano. Pochi minuti è Mertens con una girata volante, improvvisa e spettacolare a sfiorare il palo. Al terzo tentativo il Napoli fa centro: Mertens ruba la palla a Barreto, lancia Callejon che calcia al volo ma Viviano prima si supera e poi nulla può sul tap-in di Allan. Gli azzurri indomiti continuano ad attaccare ma il portiere doriano dice ancora no su un diagonale di Insigne, il Napoli fa la partita e la domina ma un’incursione di Ramirez mette in crisi Albiol ed Hysaj con quest’ultimo che atterra l’uruguaiano permettendo ai blucerchiati di riportarsi in vantaggio con il susseguente calcio di rigore di Quagliarella. Gli azzurri non demordono e ripartono, ancora una palla rubata nella trequarti doriana con Allan, palla a Mertens che di prima appoggia ad Insigne che al volo fulmina Viviano. Sul finire del tempo un’azione insistita dell’inarrestabile Allan e un’intuizione del folletto belga porta Hamsik a siglare il meritato sorpasso facendo entrare di diritto il capitano nella storia azzurra con il suo 116° goal. Il primo tempo termina con un pirotecnico 3-2 per gli azzurri.
Nel secondo tempo è la stanchezza che la fa padrone, i partenopei cercano ma senza convinzione di chiudere l’incontro mentre la Sampdoria in ripartenza prova a pareggiare. I doriani fanno possesso palla ma senza rendersi mai veramente pericolosi. Azioni rilevanti sono comunque solo di marca azzurra, Mertens su punizione impegna Viviano e sul finire della gara è ancora il belga che impegna severamente l’estremo difensore doriano, facendo risultare lo stesso, al termine del match il migliore fra i suoi. Nel mezzo un pò di sofferenza per gli uomini di Sarri, soprattutto perché al 76’ il Napoli resta in dieci per una doppia ammonizione di Rui. Il fischio finale è una liberazione per tutto il San Paolo ed il popolo azzurro.
Un primo tempo bello ed emozionante forse con qualche errore difensivo di troppo per entrambe le compagini. Gli azzurri con questa partita confermano, dopo le ultime due, di essere ritornati in condizione sia fisica che mentale. Non era facile rialzarsi con quella veemenza e con quella voglia dopo essere passati in svantaggio per due volte. Il Napoli del primo tempo mostra, come qualche settimana fa, una forza devastante da centrocampo in su in termini di giocate e pressing denotando anche una lucidità e praticità da grande squadra. Giornali e media diranno che i goal degli azzurri nascono da errori della Sampdoria e su questo non ci piove ma vi vogliamo far notare che gli errori nascono dal pressing asfissiante fatto dai partenopei soprattutto nel primo tempo e non secondario c’è da sottolineare come gli uomini di Mister Sarri una volta recuperata la palla in tre tocchi sono arrivati sistematicamente alla conclusione. Dopo un primo tempo giocato da entrambe le squadre a ritmi vertiginosi, la ripresa è l’inevitabile conseguenza con una partita che diventa improvvisamente lenta e molto nervosa con poche giocate degne di nota. Gli azzurri nonostante la stanchezza e l’inferiorità numerica soffrono con il cuore e arrivano al 90° regalandosi un Natale azzurro. Segnali positivi e rasserenanti a parte qualche sbandata di troppo nelle retrovie ma l’importante era vincere, il breve momento negativo sembra essere stato messo definitivamente alle spalle.
I peggiori sono tutti in retroguardia: Reina come già detto, Hysaj ingenuo nell’affrontare Ramirez sull’azione del calcio di rigore per i doriani ed in generale risulta spesso insicuro e poco attento, Rui perché non deve e non può essere così superficiale nelle occasioni dei falli di ammonizione lasciando la sua squadra per quasi venti minuti in inferiorità numerica. Non come al solito Jorginho ma comunque sufficiente la sua prova. Bene Insigne, il suo goal poco decantato ma per nulla facile. Ottimo Mertens, pur senza trovare la rete è autore di due assist decisivi e di diverse buone giocate. Leggenda Hamsik che da stasera supera Maradona e scrive il suo nome in cima alla lista dei cannonieri azzurri. Il migliore indiscusso di oggi è Allan, ancora una volta. Mostruoso, straripante e indemoniato lascia il segno in tutti e tre goal azzurri: nella prima rete segue l’azione con astuzia, nella seconda è lui che dà l’inizio all’azione con il recupero della palla nella trequarti doriana e la terza rete nasce tutto dalla sua insistita percussione in area blucerchiata.
A prescindere il risultato che uscirà tra Juventus e Roma sarà comunque un Natale tinto da azzurro. Buon Natate a tutti.

mercoledì 20 dicembre 2017

Napoli Udinese 1-0, agli azzurri basta un goal di Insigne per accedere ai quarti di Coppa Italia





In un San Paolo infreddolito, con insolite temperature polari, il Napoli supera di misura l’Udinese e approda ai quarti di finale di Coppa Italia.

Primo tempo avaro di emozioni con ritmi lenti e compassati, il Napoli ci prova anche se con diversi interpreti risulta difficile sviluppare le solite manovre, di fronte una buona Udinese che bada prevalentemente alla fase difensiva. La palla goal più clamorosa è fra i piedi di Callejon che al 25’ servito da Rog spara su Scuffet. Pochi minuti e Ounas dal limite colpisce il palo esterno poi nulla più. Nella ripresa gli azzurri alzano i ritmi e schiacciano i bianco neri nella propria metà campo. Dieci minuti e  Sarri lancia i pezzi da novanta e la partita cambia. Al 67’ Rog recupera una gran palla servendo Mertens, il folletto belga allarga per Insigne che con un diagonale chirurgico realizza il goal partita. Pochi minuti e Mertens sfiora il raddoppio in due occasioni: prima con un tiro al volo che esce fuori di un nulla  a  Scuffet battuto e poi sempre il belga chiude un meraviglioso uno-due con Insigne ma l’estremo difensore bianco-nero gli nega la gioia del goal. La partita termina tra gli applausi dei pochi supporters accorsi al San Paolo.
Difficile fare considerazioni e riflessioni sul primo tempo dove il giusto massiccio turn-over fatto da Sarri non ha fruttato in termini di risultato, la manovra risulta poco fluida e non di eccelsa qualità ed in alcune circostante con movimenti inesistenti o sbagliati. Nel secondo tempo un pò la maggior voglia degli azzurri e soprattutto i cambi fanno si che il match e la qualificazione sorridono agli azzurri. Si rivedono buone giocate, ritmi alti e maggiore qualità. C’è da dire che l’Udinese in certi momenti si è difesa in dieci dietro la linea della palla avendo come unico obiettivo quello di non prenderle e questo certamente non ha  aiutato lo spettacolo in campo.

Analizzando nello specifico gli uomini meno utilizzati in questa prima parte di stagione abbiamo delle belle e cattive sorprese. Sepe poco impegnato soffre un po’ le prese sui calci d’angolo, Maksimovic alterna buone giocate a momenti di indecisione, Rog può essere considerato a tutti gli effetti un potenziale titolare: lotta, si danna e fa delle ottime giocate non é per caso che dai suoi piedi parte l’azione del goal dei partenopei. Giaccherini, un fantasma, un giocatore svogliato e con la testa altrove ma difficile in questo momento trovargli una squadra con il suo ingaggio e con queste prestazioni. Ounas acerbo, forse potenzialmente è quello che ha più numeri e spesso lo fa notare ma la poca confidenza con i compagni ed il terreno di gioco lo porta spesso ad isolarsi.
Il peggiore è Giaccherini, a seguire Callejon. Per il resto tanta sufficienza, il migliore è Insigne e con la sua rete porta il Napoli ai quarti della Coppa Nazionale.
Bene e condividiamo il turnover fatto da Sarri anzi lo auspicavamo anche in altri incontri. La vittoria aiuta mentalmente e fisicamente quindi è importante oltre ad essere gratificante andare avanti in Coppa, anche perché potrebbe essere ancora il palcoscenico dei giocatori meno utilizzati.
Ora testa e mirino puntato al difficile incontro di sabato contro la Sampdoria di Giampaolo per continuare a mantenere la testa della classifica.

sabato 16 dicembre 2017

Torino Napoli 1-3, è di nuovo primato!!



servizio di Vincenzo Capretto ©riproduzione riservata

Gli azzurri dopo il tonfo dell’Inter nel pomeriggio contro l’Udinese si riprendono la testa della classifica andando a vincere a Torino con forza ed autorevolezza.
Sarri sceglie ancora una volta il “solito” Napoli delle ultime domeniche ma questa volta c’è un’eccezione, forse quella decisiva, il Mister è riuscito a preparare il match per sei giorni di fila, cosa che non accadeva da mesi. Riavvolgiamo il nastro.
Si parte e dopo 3’ gli azzurri passano con Koulibaly che d’azione d’angolo trafigge di testa Sirigu, questa volta non è un fuoco di paglia, il Napoli sembra essere ritornato e prima sfiora il raddoppio con Mertens con un gran diagonale che finisce fuori di un niente e poi lo ottiene con Zielinski lanciato in rete da Jorginho. Il Torino è tramortito ed il Napoli affonda il colpo. Alla mezz’ora Jorginho serve Mertens in area, il folletto belga aspetta l’arrivo di Hamsik che con un bolide preciso e violento serve il tris e agguanta Maradona al vertice della classifica dei goal fatti in maglia azzurra. Il primo tempo finisce con il Toro in avanti con Baselli che da pochi metri dalla porta azzurra spara alto.
Nel secondo tempo il Napoli abbassa i ritmi ed il Torino prende campo senza però creare grosse palle goal, anzi è il Napoli che sfiora il poker con Zielinski ma il tiro è debole e con Hamsik che a botta sicura lambisce il palo. Gli sforzi dei granata vengono premiati al 63’ con Belotti che con un tiro non del tutto irresistibile supera Reina. Gli azzurri sanno soffrire ed in ripartenza si avvicinano ancora alla quarta rete, prima è Allan che si presenta a tu per tu con Sirugu  ma si “addormenta” permettendo l’intervento del difensore e poi è Mertens che da solo scivola nel momento del tap-in vincente a portiere battuto. La partita termina tra gli applausi dei tanti tifosi azzurri occorsi all’Olimpico di Torino.
Sin dai primi minuti si vede che gli azzurri non sono quelli “brutti”, lenti, stanchi e con poche idee visti nelle ultime settimane. Ritorna il goal, la brillantezza, le giocate e la velocità, la conseguenza inevitabile è che il Napoli dopo solo 30 minuti è già sul tre a zero. E’pur vero che di fronte il Torino commette errori difensivi da matita rossa ma questo non sminuisce la grande prestazione e soprattutto il devastante primo tempo dei partenopei. Nel secondo tempo gli azzurri calano fisicamente ed iniziano a soffrire ma nonostante questo sfiorano il poker più volte concedendo al Torino solo il goal della bandiera con il gallo Belotti. Buono, anzi buonissimo il rientro di Insigne che dimostra di aver smaltito ampiamente l’infortunio.
Il capitano, diremo finalmente, raggiunge Maradona in testa alla classifica dei marcatori azzurri di tutti i tempi entrando di diritto nella leggenda della Sociètà, nonostante le tante critiche soprattutto negli ultimi periodi mai nessuno ha messo in dubbio quello che rappresenta per il Napoli: una bandiera o meglio l’ultima vera bandiera del Napoli dopo D10S.
Tutti ampiamente sopra la sufficienza, di spessore la prestazione ancora una volta di Koulibaly ma la palma del migliore oggi va di diritto ad Hamsik capitano e simbolo di un’intera città. Il peggiore se può essere chiamato tale è Reina, sembrato indeciso non solo sulla rete subita e Mertens che sembra essere fuori forma e anche tremendamente sfortunato, lo aspettiamo con ansia.
Il Napoli da continuità ai primi segnali di risveglio già visti domenica nel secondo tempo contro la Fiorentina e soprattutto conquista i tre punti che lo riporta in vetta meritatamente in uno dei campionati più belli e difficili di tutta la storia del calcio italiano.

domenica 10 dicembre 2017

Napoli Fiorentina 0-0, gli azzurri sprecano l'opportunità di riportarsi in testa



servizio di Vincenzo Capretto © riproduzione riservata

Il Napoli impatta al San Paolo contro una buona Fiorentina e spreca l'opportunità di ritornare in testa alla classifica.
Sarri schiera Zielinski al posto di Insigne e ripropone Rui sulla fascia a sostituire l’infortunato Ghoulam.
Nel primo tempo gli azzurri giocano praticamente solo sette minuti, giusto il tempo di vedere una malinconica serpentina di Mertens che serve Jorginho che spara alta da buona posizione, per il resto il Napoli risulta non pervenuto. Di contro una buona Fiorentina si affaccia poche volte nell’aria azzurra ma quando lo fa è sempre pericolosa, è Simeone il più pericoloso dei viola, prima presentandosi a tu per tu con Reina e poco dopo di testa ma in entrambi i casi lo spagnolo è bravo a non farsi sorprendere.
Nel secondo tempo si vede qualche sprazzo di “vecchio” Napoli e la conseguenza è che gli azzurri creano quattro nitide palle goal. Pronti via Allan serve Zielinski che da solo spara alto, sei minuti dopo ancora il polacco si ritrova davanti a Sportiello ma il suo tiro viene deviato sul palo dall’estremo difensore viola. Gli azzurri sembrano aver imboccato la strada giusta e sfiorano ancora il vantaggio con Hamsik che dal limite calcia sull’esterno della rete con Sportiello battuto e con Callejon che di testa manda il pallone poco sopra la traversa. Il più clamoroso match point dell’intero incontro è di Mertens che al 70’ completamente solo spara addosso al portiere viola chiudendo di fatto lì l’incontro. Encomiabili i tifosi azzurri che al triplice fischio finale applaudono e inneggiano gli azzurri nonostante la grossa delusione per non aver portato a casa in tre punti.
Il Napoli fin dalle prime battute denota i limiti delle ultime settimane giocando un calcio lento, prevedibile e con poche idee, addirittura gli azzurri risultano noiosi ed irritanti con un possesso palla sterile e poco incisivo. La catena di sinistra, punto forte di questi mesi, diventa con le assenze forzate di Ghoulam e Insigne il punto debole degli uomini di Sarri, e giusto il tentativo di arginare il problema con Rui e Zielinski ma non comprendiamo la “testardaggine” nell’insistere sul polacco in un ruolo non suo, non a caso due palle goal clamorose arrivano proprio sui piedi dell’ex friuliano che pur abbastanza tecnico non ha certamente l’istinto da bomber. Il Napoli della seconda frazione di gioco ha dato qualche segnale di ripresa, almeno nei primi venticinque minuti, anche se ancora lontano da quel Napoli così ammirato e così decantato di qualche settimana fa. Purtroppo se anche Mertens, il nostro miglior bomber fallisce un’occasione così ghiotta come quella capita al 70’ allora c’è davvero da preoccuparsi. E’ inutile girarci intorno, i numeri non mentono mai: gli azzurri non vincono da tre partite (Juventus, Feyenoord, Fiorentina ndr), Mertens ha segnato una sola rete nelle ultime 6 giornate di Campionato, il Napoli nelle ultime 5 giornate ha segnato solo tre reti. Questa è la fotografia di un momento davvero complicato.
Il miglior è Allan combatte e si danna. Bene anche Reina, Albiol e Koulibaly. Male Jorginho, malissimo Callejon e Mertens ancora i peggiori.
Il Napoli non riesce più a vincere, per colpa della famosa coperta corta, per colpa della stanchezza accumulata in questi mesi, per colpa degli infortuni e per colpa di Mister Sarri. Lasciateci passare questa affermazione perché non è possibile che il Mister non riesca a trovare alternative di gioco nonostante i limiti palesati, nonostante gli appannamenti di tanti giocatori chiave e ci risulta inverosimile che un allenatore esperto come lui non provi a mescolare le carte, a cambiare uomini e soprattutto a cambiare gioco e modulo. E’ oggettivo che in questo momento il Napoli non possa giocare il calcio di Sarri e quindi prima che sia troppo tardi è l’allenatore che deve adattarsi al contesto e cercare in qualsiasi modo di restare attaccato a quel treno che fortunatamente per noi resta ancora ben visibile e di facile raggiungimento... ma per quanto ancora?!