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sabato 25 maggio 2019

Bologna Napoli 3-2: gli azzurri finiscono la stagione con una brutta sconfitta

Il Napoli chiude la stagione con una sconfitta al dall’Ara e Ancelotti non riesce ad eguagliare il primo anno di Sarri.
Il Napoli parte bene con grinta e voglia e nel primo quarto d’ora si vede solo una squadra in campo. Gli azzurri giocano in scioltezza e offrono anche giocate davvero godibili, si rendono pericolosi con Insigne, Milik e Verdi ma come spesso è accaduto in questa stagione, si crea tanto ma si raccoglie poco. Senza motivo a metà frazione gli uomini di Ancelotti staccano completamente la spinta lasciando il campo ad un voglioso Bologna. Gli uomini di Mihajlovic dopo aver sfiorato un paio di volte il vantaggio, lo ottengono con Santander che di testa colpisce indisturbato. Neanche un minuto Insigne perde una brutta palla a centrocampo e l’ex di turno Dzemaili raddoppia dopo una discesa in solitaria.
Gli schiaffi e probabilmente le grida di Ancellotti, svegliano il Napoli almeno per determinazione e voglia. al 12’ arriva la rete di Ghoulam prima annullata per fuorigioco poi convalidatoa dal VAR.
Ancelotti manda in campo Mertens per un ectoplasma Insigne e Callejon per un Verdi che, per l’ennesima volta, non lascia segno. Gli azzurri ci credono e arrivano al pareggio con il folletto belga a termine di una bell’azione asse Callejon – Younes. I partenopei provano a vincerla anche se nelle ripartenza rosso-blu si rendono sempre pericolosi, complice una fase difensiva azzurra davvero balbettante. 
Il Napoli rischia nel finale di ribaltarla con Zielinski che colpisce l’ennesimo palo della stagione, il ventisettesimo. Nel finale però, arriva il definitivo vantaggio emiliano ancora con Santader che colpisce, quasi per caso, tra le belle statuite Albiol e Luperto. Triplice fischio Bologna batte Napoli 3-2.
Finisce così la stagione azzurra con una partita chiaro oscura che contava poco o nulla ma sicuramente lascia dei segni e delle indicazioni per la prossima.
E’ evidente che questa squadra non può far a meno del miglior difensore della serie A e forse del mondo, così come non si deve lasciar partire a cuor leggero un leone come Allan. Luperto disastroso, nella prima rete si perde Santader. Nella seconda non chiude su Dzemaili lasciandolo tirare indisturbato, nella terza in associazione con Albiol conta le stelle in cielo. Bisogna riflettere se sia un bene lasciarlo a Napoli o forse sia più opportuno mandarlo a giocare con continuità altrove.
Altro capitolo è Verdi, mai incisivo e in ombra in quasi tutte le partite dove è stato chiamato in causa, giusto lasciarlo andare in prestito a ritrovarsi. Milik sbaglia ancora una partita, nell’ultimo mese il polacco ha avuto un repentino calo di forma, sarebbe molto utile oltre che romantico avere un uomo sulla panchina come Quagliarella. Purtroppo restano ancora un mistero le ultime prestazioni opache di Insigne nonostante le smentite di De Laurentiis crediamo che ci sarà un’estate calda intorno allo scugnizzo di Frattamaggiore. 
Benissimo Ruiz e Mertens, danno l’anima e sono gli ultimi ad arrendersi. Molto bene anche Ghoulam che sembra essersi ripreso definitivamente dal suo infortunio. Non si discute la bontà dei piedi di Younes ma sicuramente dovrà essere disciplinato maggiormente per diventare un perno importante di questa squadra. 
Si chiude una stagione positiva per gli obiettivi della Società, forse non esaltante e piacevole da ricordare per tutti i tifosi. Sia chiaro arrivare secondi a tre settimane dalla fine con una nuova gestione tecnica e mettere alle spalle squadre con fatturati superiori, resta comunque un successo.
Ora bisogna programmare rapidamente e soprattutto chiudere tutti gli acquisti sin dal ritiro in modo da permettere ad Ancelotti di partire subito forte alla ripresa della nuova stagione approfittando, forse, che gli altri si assestino con il cambio dell’allenatore.

domenica 19 maggio 2019

Napoli Inter 4-1: gli azzurri strapazzano una povera Inter

Il Napoli saluta il suo pubblico con una vittoria roboante e schiacciante giocando con intensità e quantità contro un Inter davvero piccola.

Si rivede Karnezis tra i pali mentre Insigne parte ancora dalla panchina.
Partita divertente e dai ritmi alti sin dalle prime battute con entrambe le squadre propositive e aggressive. Il Napoli si rende subito pericoloso con  Mertens che da pochi passi di prima intenzione spara alto. I nerazzurri ci provano e cercano di ribattere colpo su colpo ma senza creare vere occasioni. Con i minuti gli azzurri prendono il sopravvento e dominano in largo ed in lungo, al 15’ è Zielinski ad aprire le danze con un destro potente e preciso che si insacca all’incrocio dei pali. Gli azzurri si divertono e fanno divertire, in certi tratti si rivede il Napoli di metà stagione con ripartenze veloci, ficcanti e giocate davvero sublimi. Gli uomini di Ancelotti sembrano avercene di più nelle gambe mentre nella squadra di Spalletti si vede solo tanto nervosismo e confusione anche se allo scadere della frazione Lautaro, su errore della retroguardia azzurra, si ritrova il pallone del pari tra i piedi ma Karnezis respinge.
Nella ripresa il Napoli continua a schiacciare l’Inter nonostante le poche motivazioni, Malcuit è un treno sulla fascia, Ruiz e Zielinski giganteggiano a centrocampo, l’unico sottotono resta Milik meno lucido e cinico sotto porta del solito. Il raddoppio di Mertens di testa su assist di Callejon è solo la conseguenza di una supremazia imbarazzante. L’Inter avrebbe anche la chance per riaprire il match ma Koulibaly salva sulla linea un tiro di D’Ambrosio.

Gli azzurri mai domi arrivano anche al tris con Ruiz con un facile tap-in a seguito di un’ennesima bella giocata. L’Inter con la forza delle disperazione ci prova ma colpisce solo la traversa con Lautaro, pochi minuti ed i partenopei calano anche il poker con la doppietta di Ruiz. Nel finale l’Inter accorcia su rigore con Icardi.

Davvero serata convincente per gli uomini di Ancelotti, sin dall’inizio si vede una squadra affamata, determinata e lucida che con tanta qualità annichilisce la povera Inter.

Si chiude domenica con il Bologna con la possibilità di eguagliare il primo anno di Sarri e vista la grande rivoluzione di questa estate è davvero un eccellente risultato soprattutto considerando le griglie di partenze di tutti i giornali stilate ad inizio anno, con un Napoli dato quinto ai nastri di partenza. La cosa grottesca è che sono proprio gli stessi giornali che ora aizzano la piazza sottolineando che si poteva fare di più. Beata coerenza!!

domenica 7 aprile 2019

Napoli Genoa 1-1, partenopei senza mordente

Ancora uno stop per gli uomini di Ancelotti, che non vanno oltre l’1-1 contro un buon Genoa.
Ancelotti rilancia Ghoulam a sinistra e Karnezis tra i pali. In panchina si rivede Insigne.
Partita divertente con ritmi decisamente alti. Il Napoli parte forte e sfiora la rete con Milik con un tiro alto sopra la traversa. Il Genoa risponde con un indemoniato Pandev che sfiora la rete in tre occasioni ma per fortuna degli azzurri il pallone non entra sempre per questioni di centimetri.
Al 28’ il Genoa resta in dieci per l’espulsione di Sturaro reo di un bruttissimo fallo su Allan. Nella circostanza è il VAR che richiama l’attenzione dell’arbitro. I grifoni accusano il colpo e gli azzurri passano al 35’ con Mertens che dal limite insacca. I rossoblu non si scompongono e continuano a giocare la loro ottima gara creando non pochi pensieri alla retroguardia azzurra. Nel finale prima è Callejon a sfiorare il vantaggio ma Radu compie il suo primo miracolo della serata e dopo è Lazovic che su assist di Pandev realizza il meritato pareggio genoano.
Nella ripresa il Napoli ci prova con più convinzione ma un po’ per imprecisione e un po’ per un grande Radu non riesce a passare. Il Genoa con ordine e applicazione porta a casa un punto importante per la sua corsa alla salvezza.
Speriamo di sbagliarci e soprattutto di essere smentiti giovedì sera ma il Napoli non ha solo staccato mentalmente la spina, c’è qualcosa che scricchiola pericolosamente in tutta la fase passiva. Il centrocampo sembra a corto di fiato e quasi sempre viene infilato dagli avversari. La difesa, con Koulibaly ancora una volta non perfetto, rischia sistematicamente ad ogni discesa avversaria. L’emblema di questo preoccupante momento lo si è potuto vedere quando nonostante la superiorità numerica il Napoli riusciva comunque a subire ripartenze pericolose del Genoa. Se poi ci metti pure che stasera si è ritornato a sbagliare anche sottoporta, diventa quasi automatico non vincere le partite. 
Mancano quattro giorni ad una partita che potrebbe valere una stagione, vogliamo credere che Ancelotti riesca a riportare il giusto equilibrio e le giuste accortezze per ritrovare il vero Napoli. Presentarsi in questo stato a Londra si rischia addirittura di rendere vana la partita di ritorno. Hysaj ancora una gara insufficiente, la coppia Koulibaly- Maksimovic a fasi alterne. Ghoulam lontano dalla sua miglior forma . Zielinski evanescente e Milik poco incisivo, troppe le palle goal sprecate dal polacco. In generale tutta la squadra stanca fisicamente e mentalmente.
Un po’ tutti lo auspicavano sin dall’inizio ma vederlo materialmente mette tristezza. Domenica, con ancora sette giornate da giocare, lo scudetto verrà già assegnato, restiamo dell’opinione che bisogna trovare una formula per rendere questo campionato più avvincente.
Testa e cuore a Londra dove giovedì ore 21 il Napoli disputerà l’andata di finale di Europa League contro l’Arsenal di Emry, vero intenditore di questa competizione. 
La speranza è di vedere un altro Napoli.

domenica 11 febbraio 2018

Napoli Lazio 4-1, Standing Ovation per gli azzurri

Ansa



Con un secondo tempo stellare a ritmo di samba il Napoli si riprende, ancora una volta, il primato della classifica e continua la bellissima lotta con la Vecchia Signora mai doma nonostante i sei scudetti di fila. Riavvolgiamo il nastro.

Tutto faceva presagire questa volta al sorpasso bianco-nero anche gli astri sembravano dirci questo. Pochi giorni fa il nuovo infortunio a Ghoulam che era prossimo al rientro, poi si ferma Albiol per un risentimento muscolare, a poche ore dall’inizio del match anche Chirches alza bandiera bianca (ne avrà per una ventina di giorni ndr). Anche l’inizio dell’incontro faceva pensare ad una notte da dimenticare, al 3’ Immobile crossa al centro, azzurri sorpresi e De Vrij, come l’andata, buca Reina con una leggera deviazione. Nella circostanza il portiere spagnolo non è esente da colpe. Il Napoli fatica a costruire complice anche una buona Lazio ben messa in campo che gioca con impegno e cattiveria concedendo poco o nulla. Azzurri, con evidente nervosismo, risultato imprecisi anche nei semplici passaggi, centrocampo sofferente e attacco poco incisivo a parte qualche fiammata di Insigne. La scintilla azzurra arriva al 43’, Jorginho lancia Callejon sul filo del fuorigioco, lo spagnolo prima aggancia in maniera splendida e poi batte con freddezza Strakosha. Finisce il primo tempo e con esso tutte le paure partenopee.
Il secondo tempo è una sinfonia azzurra o meglio ancora un film da Oscar. Il Napoli scende in campo indemoniato, gioca a ritmi vertiginosi sciorinando un calcio champagne con giocate splendide e maledettamente ficcanti, crea occasioni e palle goal a grappoli prendendo gli avversari letteralmente a pallonate. Al 54’ cross di Callejon e Wallace per anticipare Insigne mette la palla nella sua stessa rete, due minuti e Zielinski trova il tris deviando un tiro di Mario Rui. Partita chiusa. La perla e la massima espressione del sarrismo arriva con il poker azzurro: Jorginho duetta con Zielinski, il polacco supera due avversari, si invola in area e inventa per Mertens che con un tocco morbido supera ancora una volta il portiere bianco celeste. Il resto dell’incontro è pura accademia per gli azzurri che sfiorano anche la cinquina, la partita finisce in una bolgia tra gli applausi convinti dei propri sostenitori e l’ormai famosa “un giorno all’improvviso”, giù il cappello davanti a questo Napoli. 

Primo tempo probabilmente figlio delle tensioni e preoccupazioni vissute in questo periodo senza nulla togliere alla Lazio, che resta una delle più belle soprese di questo Campionato. Secondo tempo bellissimo, perfetto, una goduria per tutti gli amanti del bel calcio. Forse proprio i tanti temuti infortuni alla fine del primo tempo “aiutano” gli azzurri: infatti è il capitano Hamsik a lasciare il campo per l’ennesimo infortunio degli uomini di Sarri ma al suo posto entra un devastante Zielinski uno dei protagonisti indiscussi della brillante seconda frazione. Chiudiamo con una piccola menzione a Tonelli. Lanciato all’improvviso nella mischia non si lascia sorprendere e dimostra di meritare insieme a tutti noi questo meraviglioso SOGNO!!!

lunedì 5 febbraio 2018

Benevento Napoli 0-2, gli azzurri si riprendono la vetta

Il Napoli vince il derby con il Benevento ed effettua un nuovo controsorpasso alla Juventus ritornando in testa alla classifica.
Partita tutt’altro che semplice, sin dal primo minuto si capisce che non è una gara come le altre e soprattutto i 50 punti di differenza tra le due squadre non si vedono affatto.
I primi dieci minuti sono un monologo del Benevento con un pressing asfissiante e inserimenti continui, il Napoli sorpreso, a fatica riesce a fermare gli attacchi sanniti. Finita la sfuriata giallorossa, gli azzurri cominciano a giocare da Napoli e sfiorano la rete con Insigne che con un pallonetto delizioso colpisce una clamorosa traversa. Pochi minuti e Hamsik calcia alle stelle da pochi metri dalla porta sannita, al terzo tentativo i partenopei passano con il “solito” eurogoal di Mertens che fine a quello momento era risultato non pervenuto, il folletto belga con un docile pallonetto batte Puggioni realizzando la sua quarta rete nelle ultime tre giornate. Il Napoli stacca di nuovo la spina senza affondare il colpo peccando spesso di presunzione e sufficienza, il Benevento riprende coraggio e finisce il tempo con una clamorosa palla goal sprecata da Duricic. La ripresa parte con il botto, errore in uscita dalla propria area del Benevento, Allan ruba palla, serve Callejon che centra per Hamsik per il raddoppio ed il suo 118° goal in maglia azzurra. Partita che sembra essere messa in ghiaccio ma mentre il Napoli continua a specchiarsi un po’ troppo con inutili giocate di fino, il Benevento con cuore cerca di riaprirla, ci sarebbe anche riuscito con il calcio di rigore assegnato da Di Bello a metà ripresa per un fallo di Koulibaly su Costa ma il VAR, giustamente, cancella il penalty per un fuorigioco ad inizio azione sannita. La partita in pratica termina lì.

Napoli bello a tratti con un approccio un pò molle e con la terribile pecca di non chiudere una partita che con i minuti rischiava di diventare una trappola ma c’è anche sottolineare che di fronte stasera c’era un Benevento davvero in palla che sicuramente non merita la classifica attuale, gli auguriamo che riesca nell’ardua impresa di salvarsi. I migliori sono Mertens e Hamsik, il belga con una nuova perla sblocca una partita che stava diventando pericolosa, il capitano si fa trovare presente sul tap-in vincente per il raddoppio azzurro e non possiamo non menzionare il lungo bacio dato alla maglia dopo la rete. Meno preciso rispetto al solito Koulibaly e di conseguenza un pò tutta la retroguardia. A centrocampo bene la coppia Allan - Jorginho.
A prescindere i colori
bisogna ringraziare questo Napoli che sta riuscendo a tenere aperto un campionato che altrimenti sarebbe, così come nel resto d’Europa, terribilmente noioso e scontato, gli azzurri stanno andando davvero oltre le più rosee aspettative nonostante una rosa sensibilmente inferiore alla pluri scudettata Juventus e questo è un dato oggettivo.
Finiamo con un piccolo sarcastico sorriso, immaginiamo nella testa dei tifosi napoletani cosa sia girato stasera all’uscita di Mertens per infortunio visto anche l'impegno duro di sabato contro una sorprendente
Lazio e questo è solo un esempio per far comprendere l’impresa che per ora gli azzurri stanno costruendo!!!

domenica 21 gennaio 2018

Atalanta Napoli 0-1, neanche questa domenica ci sarà il sorpasso!!!



Il Napoli vince una delle partite più difficili e importanti degli ultimi anni contro la sua bestia nera, quella Atalanta capace di ottenere bottino pieno nei tre degli ultimi quattro match disputati contro gli azzurri, ma riavvolgiamo il nastro.
Primo tempo molto equilibrato con nessuna vera palla goal da segnalare, gli uomini di Gasperini ancora una volta imbrigliano il Napoli con un pressing alto ed asfissiante, i partenopei non riescono a trovare mai la giocata ed anzi sembrano soffrire non solo l’Atalanta ma tutto l’ambiente e soprattutto la grande pressione dovuta all’importante posta in palio.
Il secondo tempo è bellissimo, emozionante ed al cardiopalma. Gli azzurri, approfittando anche dell’evidente calo fisico degli orobici, alzano i ritmi ed il baricentro e con Callejon sfiorano di testa il vantaggio ma Berisha si oppone da campione. Pochi minuti e la giocata buona arriva, Callejon lancia Mertens sul filo del fuorigioco e il folletto belga con un gran diagonale porta in vantaggio il Napoli. L’Atalanta si rialza ma un grande Reina nega il pareggio a Cristante. Sarri decide, giustamente, di cambiare modulo e di passare ad un più equilibrato 4-4-2, sono gli azzurri che hanno l’occasione per chiudere il match definitivamente con Hamsik ma lo slovacco spara alto da buona posizione. Il Napoli con i denti resiste alle offensive neroazzurre ed anzi in ripartenza riesce anche a raddoppiare con il capitano ma il Var annulla per un dubbio fuorigioco, nel finale  Rog dopo un’azione insistente rovina tutto al momento di calciare tirando malamente tra le braccia del portiere neroazzurro. La partita diventa particolarmente brutta e nervosa,  Sarri in difesa dell’importantissimo risultato inserisce Maggio per Callejon chiudendo l’incontro addirittura con la difesa a cinque. Il fischio finale è una liberazione per il popolo azzurro e per i giocatori ed è la fine della speranza per tutti coloro che oggi si aspettavano il sorpasso. La felicità dei partenopei  è tutta da vedere e godere, il Napoli non bellissimo ma maledettamente cinico e gagliardo  vince una partita che per l’economia del campionato potrebbe risultare decisiva. Gli azzurri non hanno vinto nulla e quindi non bisogna fermarsi ma certamente vincere a Bergamo in questo momento non può e non deve passare come una vittoria qualsiasi.
La palma del migliore è di Mertens che decide di sbloccarsi proprio nel momento topico della stagione, bene anche Allan che lotta come un leone. Sufficienza piena per tutti ma una menzione particolare va ai due centrali di retroguardia (Albiol – Koulibaly) ed a Pepe Reina che effettua una parata di un livello di difficoltà davvero notevole.
Non possiamo non aprire una piccola parentesi, accettiamo le polemiche e le contestazioni quando sono costruttive e rispettano tutti i colori ma non comprendiamo e non condividiamo le polemiche che vengono create ad hoc e che servono solo ad inasprire gli animi. Fanno bene le televisioni a segnalare a Gasperini, che secondo le loro riprese forse la rete di Mertens era appena in fuorigioco ma sbagliano a non far notare allo stesso che la rete di Hasmik era probabilmente regolare. Siamo certi che in quel caso lo stato d’animo dell’allenatore orobico sarebbe stato molto più equilibrato.

domenica 29 ottobre 2017

Napoli Sassuolo 3-1, gli azzurri si riprendono la testa della classifica



servizio di Vincenzo Capretto ©riproduzione riservata

Gli azzurri battono il Sassuolo in un San Paolo gremito e si riprendono la vetta della classifica.
Nonostante il risultato non è stata una semplice sgambata, anzi tutt’altro. Il primo quarto d’ora del match ci fa dare, ancora una volta, ragione a Mister Sarri che a parte il solito turnover a centrocampo cambia solo Chiriches per Koulibaly e Maggio per Hysaj. Il Sassuolo dimostra di non valere l’attuale classifica provando a giocarsela a viso aperto, sono proprio i neroverdi a sfiorare clamorosamente il vantaggio con una punizione di Sensi che sbatte sulla traversa. Il Napoli decide di fare il Napoli e bombarda il Sassuolo da ogni parte ma è solo su un errore del giovane Sensi che passa, Allan ruba il pallone al centrocampista emiliano poco fuori dall’area neroverde e trafigge Consigli. Gli uomini di Sarri continuano con il loro fraseggio e le loro giocate precise e veloci creando diverse palle goal, la più clamorosa è il palo di Ghoulam con un destro dal limite. Come spesso capita nel calcio, nel miglior momento del Napoli, il Sassuolo pareggia con Falcinelli che sovrasta Albiol di testa trafigendo l'incolpevole Reina, fortuna vuole che gli azzurri ritrovano subito il vantaggio direttamente da angolo con Callejon chiudendo il primo tempo avanti.
Nella ripresa riprende il monologo azzurro che si concretizza con il tris di Mertens che appoggia in rete l’assist di testa di Albiol. Il Napoli molla la presa e il Sassuolo diventa pericolosissimo, prima si guadagna un calcio di rigore che poi il Var lo trasforma in punizione dal limite, poi Cassata colpisce un palo clamoroso di testa, questa è l’ultima fiammata degli emiliani. I partenopei riprendono a schiacciare gli avversari sfiorando il poker in diverse circostanze con Hamsik ed Insigne, solo un grande Consigli ed un pizzico di sfortuna non permettono agli azzurri di arrotondare il risultato. La partita termina con un incredibile doppio palo di Zielinski. Bellissima l’atmosfera al triplice fischio, tutto lo stadio intona la canzone “un giorno all’improvviso” e l’emozione sale, una cosa è certa Napoli ci crede al sogno.
Analizzando la partita al microscopio ci si rende conto che il Napoli ha creato tanto ma non ha finalizzato lo stesso e purtroppo la seconda partita consecutiva che gli azzurri concedono goal e qualche occasione di troppo all'avversario, vogliamo sperare che questo sia solo un momento passeggero perché purtroppo gli azzurri, visto le avversarie, non si possono permettere di abbassare la guardia e di lasciare punti per strada. Ecco questo è un piccolo rammarico, è difficile trovare una squadra che vince dieci su undici partite di Campionato e avere “solo” tre punti di vantaggio dalle seconde (in attesa dell’Inter), per non parlare della Roma, quinta, che potenzialmente con il recupero con la Sampdoria potrebbe essere a meno quattro. Siamo tutti d’accordo che per lo spettacolo è meraviglioso un campionato del genere ma visto dalla sponda azzurra forse era meglio il solito torneo con due al massimo tre antagoniste.
Il peggiore è Chiriches, poco preciso e poco sicuro questo ci riporta di nuovo al solito interrogativo, davvero Maksimovic è inferiore al rumeno?! Sufficienza piena per tutti, i migliori sono Allan e Mertens, il brasiliano è un rullo compressore al centrocampo mentre il belga dimostra di non sentire per nulla la fatica regalando ancora una prestazione di alto livello.
L’obiettivo di giornata è stato raggiunto, ora mettere da parte il Campionato e concentrarsi anima e corpo alla partita di Champions di mercoledì dove il Napoli si giocherà buona parte delle chance di approdare agli ottavi, gli azzurri dovranno cercare la rivincita contro il Manchester City in un San Paolo ancora una volta esaurito in ogni ordine di posto, magari creando anche di meno e finalizzando di più ma soprattutto concedendo nulla perché gli inglesi non sono il Sassuolo!!

giovedì 26 ottobre 2017

Genoa Napoli 2-3, con sofferenza gli azzurri tornano in vetta

Gli azzurri vincono una dura battaglia nell’arena di Genova effettuando il controsorpasso in testa ai danni dell’Inter.
Il Napoli entra in campo con Chiriches al posto di Albiol e il “solito” turnover a centrocampo con Diawara e Zielisnski per Jorgihno-Allan.
L’inizio è da brividi, al primo affondo il Genoa passa: errore di allineamento della retroguardia azzurra e
Taarabt con un gran diagonale batte Reina. Gli azzurri faticano a riprendersi e commettono troppi errori sbagliando anche banali tocchi, il primo quarto d’ora conferma la poca lucidità, poca brillantezza e la stanchezza accumulata nelle ultime partite. Fortuna vuole che il Napoli abbia quei famosi top player tanto decantati, Mertens tra i peggiori negli ultimi incontri fa il fenomeno: pareggia con una magistrale punizione e ribalta con una nuova perla della sua stagione, lancio di Diawara per il belga che al volo stoppa e di prima intenzione fulmina Perin. Un Napoli brutto fino a quel momento si scrolla dal torpore e riprende a giocare il suo calcio, le giocate diventano più fluide, soprattutto nella mediana, e finalmente si rivede quella velocità e quel palleggio che contraddistingue gli azzurri in questo inizio di stagione ma nel finale del tempo è il Genoa a sfiorare il pareggio su un errore di Hysaj, fortuna è che Reina salva sul tiro di Lazovic. A fine primo tempo si ha la sensazione di un Napoli che va a strappi e che concede troppo all’avversario. Nella ripresa i partenopei sembrano più in palla e soprattutto più attenti in ogni zona del campo creando di più e concedendo meno al Genoa, ancora Mertens propizia il tris con un diagonale che viene deviato da Zukanovic nella propria porta. La partita appare finita lì, il Napoli amministra ed i rossoblu sembrano non averne più ma ancora una distrazione difensiva permettono al Genoa di rientrare in partita con il goal del napoletano Izzo su mischia. Non esente da colpe in questa circostanza anche Reina per un’uscita discutibile. Pochi minuti ed i grifoni sfiorano il clamoroso pareggio con Lapadula che con un tiro al volo sibila la traversa, finita la paura, gli azzurri con sofferenza portano a casa tre punti pesanti e fondamentali per la classifica e per le proprie aspirazioni.

Partita davvero strana e di difficile interpretazione, un approccio ancora sbagliato degli azzurri che permette agli avversari di crederci nonostante l’evidente divario tra le due compagini, poi grazie ad un fuoriclasse riprendono l’inerzia della partita dominandola con autorità e classe con l’unica pecca di non chiuderla definitivamente. Arriva la seconda clamorosa disattenzione difensiva della partita che fa rientrare il Genoa in corsa ma a parte qualche minuto di totale sbandamento il Napoli, nel finale, dimostra di saper soffrire e andare oltre l’ostacolo.
Stasera qualche scricchiolio di troppo in fase difensiva con giocatori spesso distratti e poco lucidi ma probabilmente doveva essere messo in conto visto il tour de force di questo periodo, l’importante è stato portare a casa i tre punti per dare un segnale forte alle avversarie e riprendersi la vetta. Chiediamo scusa a Mister Sarri che ancora una volta ha avuto ragione nello schierare Mertens titolare nonostante quasi tutta la piazza chiedesse il suo riposo.
Il peggiore della serata è Callejon in evidente riserva di energia, il migliore ritorna ad essere il nostro Ciro Mertens che da solo vince la partita e delizia tutto il calcio italiano è di un altro goal da antologia.
Ora recuperare le energie e non sottovalutare l’impegno di domenica contro il
Sassuolo per continuare a resistere lassù poi ci giocheremo il tutto per tutto con il Manchester City in Champions.

domenica 1 ottobre 2017

Arriva la settima sinfonia, al San Paolo gli azzurri dominano il Cagliari

Arriva la settima sinfonia, gli azzurri fanno sette vittorie su sette e conquistano il diciannovesimo risultato utile considerando i dodici della scorsa stagione. 25 goal nelle prime sette giornate mai nessuna squadra aveva fatto tanto in Serie A.
LA PARTITA: Pronti e via, il Napoli è in vantaggio. Al 4’ scambio meraviglioso nell’area del Cagliari tra Mertens ed Hamsik, il belga serve nello spazio il capitano che da solo davanti a Cragno lo infila con un tiro potente e rasoterra. Al 23’ azzurri ad un passo dal raddoppio. Gran palla di Allan per Mertens che manda a vuoto un avversario con una finta e mette al centro per Insigne che da due passi dalla porta non la trova. Al 39’ minuto arriva il meritato raddoppio, Mertensrealizza su rigore procurato dallo stesso.
Ad inizio ripresa la partita viene messa in ghiaccio. al 46’ Jorginho serve su punizione Koulibaly che da due passi gonfia la rete. Gli azzurri continuano a macinare gioco divertendosi e dando spettacolo, sfiorano il goal con Callejon al termine di una giocata meravigliosa ma è il portiere a negargli la gioia della rete, poi è Insigne, Hamsik ed infine Ghoulam a sfiorare il tris ma per centimetri mancano la porta.
La partita termina tra gli applausi convinti dei supporters azzurri accorsi a Fuorigrotta.
L’ANALISI: Bello, bellissimo, perfetti o quasi. Il Napoli ancora una volta vince, convince e soprattutto diverte e regala uno spettacolo degno del miglior concerto di Beethoven. Finalmente non c’è neanche la solita sbavatura difensiva, difficile anche per gli avversari non ammettere il piacere che si prova nel vedere giocare questo Napoli. Cagliari tramortito sin dalle prime battute, mai in partita ed in totale balia della dolce melodia suonata dai giocatori del Napoli a ritmo di giocate di fino, precisione e velocità. Gli azzurri questa volta non abbassano mai la guardia dal primo all’ultimo minuto, entrano decisi e consapevoli del loro obiettivo. L’unico dubbio resta la bontà della rosa ancora inferiore a certe squadre, non parliamo dei tredici/quattordici elementi su cui contare ma su numeri più grandi. E’ emblematico l’episodio a fine partita quando Ghoulam si accascia a terra, la prima domanda che a tutti è passata per la mente è stata “Ed ora come facciamo?!”. Ecco questo è forse l’unico limite e forse anche l’unica paura che ad oggi ci preoccupa.
Non c’è un peggiore in campo, tutti ampiamente sopra la sufficienza. Merita una menzione particolare Koulibaly che oltre ad essere autore della terza rete, annienta gli attaccanti rosso-blu, Jorginho per i suoi innumerevoli e precisi passaggi e infine Hamsik mai come oggi al centro del gioco ed ormai prossimo a raggiungere il Pibe de oro in testa alla classifica dei cannonieri del Napoli di tutti i tempi. Il migliore ancora una volta è Mertens, non ci sono più parole e aggettivi per descriverlo: assist da urlo, rete, giocate da campione. Prima che sia troppo tardi cloniamolo!!
Ora, anche se è difficile, lasciamo i complimenti alle televisioni ed ai giornali e concentriamoci sin da subito sui prossimi impegni dove gli azzurri affronteranno in sequenza Roma, Manchester City (in Champions) ed Inter. A fine di questo ciclo potremmo tirare le prime somme, in questo caso servono soprattutto i risultati più che la bellezza per dare continuità al sogno primato.

sabato 23 settembre 2017

Con sofferenza il Napoli supera una bella Spal, è record di vittorie



Il Napoli vince la sesta partita su sei soffrendo più del previsto contro un’ottima Spal.

Gli azzurri schierano Maksimovic dal primo minuto e Diawara e Zielinski sulla mediana. Primo tempo molto equilibrato nel quale non si nota la scontata differenza tra le due compagini. Al 6’ azione personale di Hamsik che salta un avversario da sinistra, si accentra e scarica il tiro, respinge Gomis in angolo. Al 13’ Antenucci sfrutta una disattenzione di Maksimovic e riparte, palla per Schiattarella che colpisce e trova l'angolino per l’1-0 spallino. Neanche il tempo di mettere la palla al centro e pareggio del Napoli, Insigne, riceve al limite e si gira in un fazzoletto di terra, conclusione potente e precisa sulla quale Gomis non può nulla. Il tempo finisce ancora con Insigne, gran palla di Ghoulam dalla sinistra, sul cross teso si avventa lo scugnizzo che colpisce ma trova la presa di Gomis.

La ripresa nonostante il Napoli risulti più pimpante è avara di emozioni fino al 72’ quando Ghoulam delinea un cross fantastico per Callejon che si infila da dietro, lo spagnolo viene dimenticato dalla difesa avversaria ed infila in porta di testa. Pochi minuti ed il Napoli sfiora il tris prima con Milik di testa e poi con Mertens con un gran diagonale ma in entrambe circostanze Gomis è bravo a respingere. Al 78’ Viviani trova il gol con una punizione che soprende Reina sul proprio palo. All’82’ azione fantastica di Ghoulam partito da sinistra, si accentra e punta la porta in velocità. Con un destro a giro trova l'angolino lontano alle spalle di Gomis e riporta gli azzurri in vantaggio. La partita termina con il brutto infortunio di Milik che crolla a terra dopo un movimento anomalo del ginocchio destro, da sottolineare che non si tratta del ginocchio operato pochi mesi fa.
L'ANALISI: Ancora una volta alcuni azzurri entrano in campo svogliati e senza mordente, il primo tempo nonostante l’evidente divario tecnico diventa equilibrato. La Spal gioca una partita molto attenta e scrupolosa, si difende con i denti creando molta densità al centro del campo, crea non poche apprensioni quando si affaccia dalle parti di Reina anche se il Napoli ci mette del suo, Diawara sbaglia continui appoggi, Zielinski in presenza di Hamsik diventa troppo spesso irriconoscibile e lo stesso Mertens fatica a trovare spazio. Maksimovic dimostra di essere timoroso e poco preciso anche nelle giocate più semplici.
Nel secondo tempo gli azzurri entrano in campo più determinati ma senza creare grosse palle goal, nel momento di stanca del match Ghoulam decide di fare il protagonista, prima serve un pallone d’oro a Callejon e poi decide di fare un coast to coast per il meraviglioso ed importante 3-2. Nel mezzo Reina sembra titubante sulla punizione che porta al pareggio la Spal. Il Napoli vince un’altra partita “sporca” dando, se ci fosse ancora bisogno, un ennesimo segnale al campionato. Se gli azzurri vincono partite non giocando a mille potrebbe essere un ottimo segnale per questa lunga stagione. Minuti di panico all’infortunio di Milik, a tutti è passato per la mente l’infortunio dell’anno scorso.
Qualche giocatore non raggiunge la sufficienza come Zielinski e Diawara. Maksimovic si riprende nella ripresa dopo un primo tempo mediocre, il peggiore è Reina e non solo per la rete subita su punizione sul proprio palo ma anche per qualche scelta discutibile su delle uscite. Male anche il migliore di questo inizio di stagione, Mertens. Il folletto belga è poco incisivo e sembra poco lucido. Benissimo Insigne e Callejon ma la palma del migliore è di Ghoulam, la vittoria passa dai suoi piedi prima con l’assist per Callejon e poi per il goal vittoria.
Ci preme sottolineare che è assurdo oggigiorno giocare in serie A su un campo da serie C, è ovvio fra l’altro che il Napoli risulta una delle squadre più penalizzate visto che il suo gioco si basa sul palleggio e la velocità.
Record raggiunto: con la vittoria di questa sera il Napoli raggiunge i 18 risultati utili consecutivi e, per la prima volta nella storia della società partenopea, vince consecutivamente le prime 6 del campionato (l’undicesima contando le ultime 5 della passata stagione). Ora testa e gambe alla Champions, martedì è una partita da non fallire con la speranza di avere buone notizie dall’infermeria per Milik.

mercoledì 20 settembre 2017

FantaNapoli, azzurri in rimonta asfaltano anche la Lazio




Gli azzurri tornano da Roma con tre punti pesantissimi ottenuti con una delle miglior squadre del momento, Sarri decide di schierare Maggio al posto di Hysaj, per il resto solita formazione.
Il primo tempo si gioca a ritmo molto alto ma le azioni pericolose sono davvero poco.
Al 28’ la Lazio passa, Immobile salta prima Allan poi Koulibaly e mette al centro per De Vrij che beffa Reina e porta la Lazio in vantaggio. Gli azzurri sfiorano il pari dieci minuti dopo, Insigne serve per l'inserimento di Hamsik che si presenta davanti al portiere e colpisce il palo esterno dopo aver provato a saltare l’estremo difensore.
Il tempo finisce con una palla goal per il Napoli. Lancio perfetto di Insigne per Callejon sul filo del fuorigioco, lo spagnolo si presenta davanti alla porta e conclude, ma Strakosha si supera e devia in angolo. Non è certo che il goal sarebbe stato convalidato per una dubbia posizione dello spagnolo, in quel caso il VAR avrebbe potuto annullare la rete successivamente.
Nella ripresa inizia una nuova partita, in cinque minuti il Napoli ribalta l’incontro, al 53’ cross di Ghoulam su calcio d'angolo, Albiol conclude ma trova un'altra grande parata del portiere della Lazio, sulla ribattuta però c'è Koulibaly che fa 1-1. Due minuti e c’è il sorpasso, assist perfetto di Hamsik per l'inserimento di Callejon che davanti al portiere realizza il gol del vantaggio azzurro. Al 58’ la ciliegina, lancio in profondità per Mertens, il portiere laziale esce e manda il pallone verso il fallo laterale, ma Dries da posizione defilatissima trova un pallonetto strepitoso e fa 1-3 per gli azzurri. La partita si trascina fino all’88’ quando Insigne colpisce il palo dalla distanza. Al 90’ arriva il poker azzurro, Jorgihno realizza su rigore per fallo su Zielinski.
ANALISI: Approccio non come le partite con Bologna, Atalanta e Shaktar ma sicuramente non con quella carica agonistica che ci si aspettava. La Lazio dimostra ancora una volta di essere una delle migliori squadre in questo inizio di stagione, ben messa in campo sia tatticamente che fisicamente. Non crea tanto ma sicuramente limita il gioco del Napoli. Il goal di De Vrij è un film horror per la difesa azzurra, Allan prima si fa saltare come un birillo, poi Koulibaly decide di affrontare Immobile con una sorta di posizione da karatekid facendo la stessa figura di Allan, infine De Vrij colpisce indisturbato in mezzo a quattro avversari. Non incolpevole Reina. Fortunatamente gli azzurri concedono in pratica solo quello. Il secondo tempo il Napoli lo inizia ancora titubante poi basta un episodio per far nascere un’altra partita. Dopo il pareggio di Koulibaly, gli azzurri in sei minuti ribaltano la gara dando una dimostrazione di forza e lanciando un grosso segnale al campionato. Bellissimi gli occhi e l’agonismo degli azzurri subito dopo il pareggio, è sembrato vedere una tigre pronta a sferrare l’attacco decisivo sulla sua preda. Il goal di Mertens è un capolavoro per astuzia, classe, bellezza e precisione, insomma un goal da applaudire qualsiasi sia la fede. Il Napoli è una squadra bella ed ha una sua identità specifica e quando non riesce ad esprimersi come vuole va in difficoltà, al momento resta l’unico limite. Va detto per onestà di cronaca che la Lazio perde per infortunio Bastos, De Vrij e Basta, sicuramente è stato un vantaggio non di poco conto per gli azzurri, così come va detto che anche gli infortuni fanno parte del gioco. Piedi per terra non è successo nulla, è ovvio che non si può non sognare anche perché la Lazio aveva battuto prima la Juve in Supercoppa e poi il Milan in campionato.
Ottimi Jorginho, ancora una volta il faro del centrocampo, Insigne che si muove e smania per tutto l’attacco. In netta ripresa Hamsik ma ancora una volta la palma del migliore in campo è di Mertens nonostante un primo tempo non all’altezza, il suo goal fa gridare ad un nome, D10S. Il Pibe ne fece uno simile 32 anni fa proprio contro la Lazio. Reina, il peggiore solo perché forse poteva qualcosa sul tiro di De Vrij. Non c’è tempo per festeggiare ma pensare subito all’anticipo di sabato da sottovalutare contro la Spal.

domenica 17 settembre 2017

E’ il Napoli che fa vedere le STREGHE al Benevento



Gli azzurri passeggiano sul Benevento mettendosi alle spalle la delusione di mercoledì in Champions. Sarri questa volta decide per il schierare la formazione “titolare” sorprendendo un po’ tutti. Resta soprattutto ancora il mistero Maksimovic.

Al 3’ è già vantaggio azzurro, grande progressione di Allan che appoggia per Mertens, conclusione da posizione defilata respinta corta da Belec sui piedi proprio del brasiliano che mette in rete e viene premiato per la splendida progressione. Dieci minuti e raddoppio, cross basso dalla sinistra di Ghoulam, Insigne si gira e tira immediatamente sul secondo palo indovinando una rara perla. Al 23’ è Hamsik a sfiorare il tris di testa su assist di Callejon, Belec respinge. Pochi minuti ed il Napoli chiude il match, palla fantastica di Insigne per l'inserimento di Mertens che tocca con grande eleganza e da due passi appoggia in rete. Cinque minuti e arriva il poker, cross basso di Ghoulam per Callejon che davanti a Belec non sbaglia e cala il poker. Benevento mai in partita, il tempo finisce con Mertens che sfiora il pokerissimo su assist di Albiol, il tiro finisce alto.

Il secondo tempo gli azzurri abbassano i ritmi e gestiscono la gara. Il Napoli sfiora la manita per due volte con Callejon ma è sempre il portiere giallo-rosso a dire no, la cinquina arriva comunque al 64’ su calcio di rigore di Mertens procurato da Giaccherini. Gli azzurri chiudono all' 89’ il set e la partita ancora con Mertens sempre su calcio di rigore procurato questa volta dal giovane Ounas.

ANALISI: Facendo la dovuta premessa che di fronte il Napoli aveva un avversario non irresistibile ed è anche evidente che tra le due compagini non può essere fatto un paragone vista la differenza di valori, va sottolineato comunque che gli azzurri dopo tre partite non sbagliano l’approccio entrando in campo convinti, concentrati e soprattutto con la voglia di rivalsa dopo la sconfitta di mercoledì. Il primo tempo è uno show, i partenopei rispolverano le loro meravigliose giocate fatte di tocchi rapidi e precisi a memoria e con i soliti inserimenti devastanti degli esterni. Reina spettatore non pagante, nessuna sbavatura in difesa e centrocampo che gira a mille con un Allan sontuoso. Attacco stratosferico, segnano tutte le bocche di fuoco. Buona anche la tenuta fisica calcolando la trasferta di Kiev di mercoledì. Il Benevento mai in partita e letteralmente surclassato per tutti i 90 minuti, in certi frangenti talmente la differenza tra le squadre che è sembrata la partita di allenamento del giovedì, va dato merito comunque agli azzurri che non hanno mai abbassato la concentrazione così come richiesto da sempre da Mister Sarri. Mantenere equilibrio anche nei giudizi, non eravamo brocchi mercoledì non siamo campioni oggi. Prima di capire se il Napoli ha superato quella piccola involuzione di gioco e soprattutto di approccio sbagliato palesato nelle ultime tre gare, aspettiamo di vedere gli azzurri nella difficile trasferta di mercoledì contro la Lazio, senza ombra di dubbio il primo vero ostacolo in questo inizio di campionato.
Tutti abbondantemente sopra la sufficienza, il migliore ancora una volta è Mertens non solo per la tripletta ma per la sua fame insaziabile di goal e soprattutto per quella cattiveria e voglia che mette sempre dal primo all’ultimo minuto.
Sottolineo ancora una volta come quest’anno il Napoli è un gruppo coeso dentro e fuori dal campo lo si nota sempre, quando si perde, quando si vince, negli abbracci per un goal, nelle sostituzioni ed anche in settimana a Castel Volturno, è certo che in una lunga stagione come questa potrebbe essere un’arma in più!!

domenica 10 settembre 2017

Un Napoli non bello espugna Bologna, gli azzurri fanno tre vittorie su tre



Nel solito clima infuocato del Dall’Ara con la sua, probabile, peggior prestazione dall’inizio della stagione il Napoli vince a Bologna.

LA PARTITA: AL 6°, il Bologna vicino al gol. Rossoblu molto aggressivi, recuperano palla e servono Verdi che disorienta Hysaj e va al tiro dall'interno dell'area da posizione defilata con un bel diagonale, palla fuori di poco. Pochi minuti ed un miracolo di Reina evita il goal su punizione calciata benissimo da Verdi. Il Napoli si affaccia nell’area solo al 33°, lancio di Allan per Callejon in posizione di ala sinistra, tocco per l'inserimento di Hamsik che tira a volo, palla centrale bloccata da Mirante. Il primo tempo finisce con l’infortunio di Chiriches, ancora una volta alla spalla.
Nella ripresa è ancora il Bologna che sfiora il vantaggio. Destro a tu per tu con Reina che esce benissimo e salva ancora, la palla rimbalza su Destro e corre verso la porta, ma Koulibaly salva sulla linea. Al 66’ gira la partita, cross di Insigne dalla sinistra per Callejon che buca Helander e di testa fa 1-0. Il Bologna si sgonfia minuto dopo minuto e all’82’ arriva il colpo del KO, Mertens ruba palla a Pulgar e si presenta davanti a Mirante, battendolo con una conclusione che si infila tra le gambe del portiere. Cinque minuti ed il tris è calato, azione meravigliosa del Napoli che arriva in porta con la palla, appoggio finale di Callejon per Zileinski che deve solo depositare in rete. Gli azzurri addirittura nel finale sfiorano il poker con Allan, oggettivamente esagerato.

L’ANALISI: Non comprendiamo la scelta di Sarri di schierare Jorginho ed Hamsik al posto di una mediana più tonica e combattente come Diawara e Zielinski. Diventa un mistero Maksimovic, al serbo ancora una volta gli viene preferito il rumeno Chiriches nonostante i suoi, già noti, problemi alla spalla. Primi venticinque minuti di marca bolognese, il Napoli letteralmente in balia degli avversari. Da un lato una squadra aggressiva e battagliera dall’altra una distratta e molle, gli azzurri sbagliano passaggi, anche elementari, in sequenza denotando un’incomprensibile svogliatezza. Si salvano solo Callejon e Reina, quest’ultimo autore del miracolo sulla punizione di Verdi.
Il secondo tempo è la copia del primo, Napoli rientra appena più pimpante ma è il Bologna che sfiora la rete con Destro, ancora Reina salva. Nel momento di stanca della partita, Insigne tira fuori dal cilindro l’assist da campione per Callejon che si fa trovare sempre presente. Il Napoli si sblocca, prende coraggio e approfittando del calo psicofisico chiude la partita con 1-2 micidiale. Risultato severo per il Bologna, gli azzurri sfruttano tutte le palle goal avute invertendo il trend che di solito lo contraddistingue. Il risultato non deve influenzare le valutazioni, c’è da capire perché il Napoli è entrato in campo così scarico mentalmente effettuando errori banali in continuazione e soprattutto molto lento rispetto al solito. Bene però, vincere questo tipo di partite, le cosiddette partite “sporche”. Giocare male, soffrire ed essere così cinici è un altro segnale di crescita mentale.
Peggiori c’è ne sono tanti oggi da Jorginho ad Hamsik, allo stesso Insigne, anche se allo scugnizzo va dato merito del pregevolissimo assist a Callejon che difatti spiana la strada alla vittoria per gli azzurri. I migliori sono Reina che salva con due parate fondamentali, Koulibaly un muro e Callejon presente ovunque. Se si vince così davvero possiamo pensare in grande……ora testa e gambe a mercoledì per la prima di Champions!!!

lunedì 28 agosto 2017

Napoli Atalanta 3-1, con sofferenza gli azzurri sfatano il tabù Atalanta

IIl Napoli sfata anche il tabù Atalanta e arriva alla sosta a punteggio chiudendo con un ottimo bottino il primo mini ciclo, 4 vittorie con 10 reti fatte e 2 subite.
Gli azzurri scendono in campo contratti e forse distratti dalle innumerevoli voci di mercato soprattutto con il caso Reina.L’Atalanta ancora ben messa in campo da Gasperini dimostra di stare bene sia fisicamente che mentalmente tendendo bene il campo, squadra corta ed aggressiva.
Al 15’ gli orobici passano, Cristante salta più in alto tra Callejon e Maggio e colpisce di testa sul cross da calcio d'angolo mettendo la palla in rete. Gli azzurri timidamente provano a reagire ma senza clamorose occasioni, poco precisi e in alcuni frangenti addirittura impacciati. L’Atalanta si rende ancora pericolosa prima con Ilicic con un tiro dalla distanza respinto da Reina e poi con Masiello che da buona posizione non chiude il tap-in vincente. Finisce il primo tempo con un Napoli davvero sottotono e messo in grosse difficoltà da un’ottima Atalanta.
La ripresa inizia come il primo tempo, i nero-azzurri sembrano essere ancora più pimpanti e con Ilicic sfiorano il raddoppio che con un diagonale sfiora il palo. Arriva l’episodio che fa girare la partita. Cross di Ghoulam dalla bandierina deviato dalla difesa dell'Atalanta, Zielinski controlla di petto e va al tiro al volo che finisce nel sette. Pareggio stupendo e partita che cambia totalmente. Cinque minuti e il Napoli conclude la rimonta. Azione meravigliosa del Napoli. Lancio perfetto di Allan in verticale per Insigne che di testa fa da sponda per Mertens che di prima batte Berisha. La squadra di Gasperini non si perde d’animo e sfiora il pareggio con Kurtic che da buona posizione spara in alto. Gli azzurri si scrollano tutte le paure di dosso e alzano il baricentro, prima sfiorano il tris con Mertens ma il folletto belga tira alto da buona posizione e poi lo ottengono con la prima rete azzurra di Rog. Contropiede da manuale del Napoli: Callejon scatta sull'esterno, palla al centro per Mertens che di prima appoggia a Rog che cala il tris. Il sipario si abbassa sulla partita.
L’ANALISI: Azzurri che entrano in campo scarichi mentalmente e sulle gambe, non si comprende se la causa è da ricercare nelle partite ravvicinate di queste settimane oppure per la questione Reina che tiene banco. La solita Atalanta imbriglia la squadra di Sarri giocando 60 minuti gagliardi e con tonicità, il Napoli non riesce a sviluppare il suo solito gioco e oltre a creare poco subisce una rete da calcio d’angolo evitabilissima. Fortunatamente gli azzurri non sono composti solo da 2-3 ottimi giocatori ma ormai è una rosa di eccellente livello e questa sera lo si nota particolarmente. Zielinski trova un euro goal, Allan entra dalla panchina al posto di uno spento Hamsik e cambia la partita, infine Rog subentra, lotta e segna il goal della sicurezza dimostrando ancora una volta la bontà delle sue doti. Il Napoli soffre e vince, subisce e rinasce con carattere e cuore accettando per molti minuti anche la supremazia dell’Atalanta poi da grande squadra in 5 minuti la ribalta e lancia un altro segnale a se stessa in primis e poi agli altri, questa partita l’anno scorso probabilmente l’avrebbe persa. Il peggiore in assoluto è il capitano Hamsik, un fantasma a seguire Jorginho forse entrambi pagano la pesante preparazione. Il migliore ancora Mertens è l’ultimo che si arrende anche nei momenti di difficoltà, segna il 2-1 e serve l’assist per il tris. Bene Zielinski,ottimi tutti i rincalzi Diawara, Allan, Rog.
CASO REINA: Non posso non dedicare qualche parola per questa situazione gestita male da tutti i protagonisti. Parto da ADL, comprendo che Reina ha 35 anni e non vuoi rinnovargli il contratto soprattutto se lo spagnolo chiede un triennale a certe cifre ma non comprendo perché non prendere già da mesi il suo sostituto e farlo crescere alle sue spalle. PSG molto scorretto, sa della sua potenza economica e quindi si presenta dove e quando vuole a far razzia di giocatori. Reina, ci mettiamo nei suoi panni e davvero non sapremmo cosa fare, da un lato c’è un contratto lungo e ricco (tre anni a 3,5 milioni a stagione) con la squadra del momento, il PSG è destinato a vincere nei prossimi anni quasi tutto ma dall’altro c’è una promessa fatta ai compagni, all’allenatore e forse alla città intera. Per il bene del Napoli spero resti perché i tempi sono davvero stretti per prendere una valida alternativa e soprattutto un nuovo leader perché siamo sinceri il Napoli perderebbe un buon portiere ma un GRANDE leader. Al rientro dalla sosta scopriremo.

giovedì 10 agosto 2017

Napoli Espanyol 2-0, gli azzurri superano gli spagnoli con Mertens e Albiol. Pronti a sfidare il Nizza di Balotelli

Gli azzurri chiudono la preparazione con una buona prestazione contro l’Espanyol.
Il Napoli esordisce al San Paolo nell’ultima amichevole prima del big match di mercoledì contro il Nizza valevole per i preliminari di Champions.
Sarri schiera ancora una volta la formazione tipo, con l’unica variante di Maggio al posto di Hysaj reo di una prestazione al chiaro scuro domenica contro il Bournemouth.
Primo tempo bello e convincente come i primi 45’ di Bournemouth forse per essere zelanti con meno velocità e meno intensità anche se bisogna considerare il caldo afoso di questa a sera a Fuorigrotta.E’ Insigne il più pericoloso nella prima frazione ma il talento napoletano dimostra di non essere in serata sbagliando sistematicamente tutte le opportunità avute, piovono qualche fischio dagli spalti ma fortunatamente prendono il sopravvento gli applausi. Il goal arriva con una magistrale punizione di Mertens al 35’. L’Espanyol si affaccia una sola volta nell’area di Reina con un colpo di testa su azione d’angolo che sfiora il palo.
Nella ripresa prima delle solite sostituzioni il Napoli raddoppia ancora su calcio fermo, è Albiol che di testa realizza su angolo battuto da Callejon. Inizia la girandola delle sostituzioni ma nel Napoli non cambia nulla anzi convince con i titolarissimi e convince con le seconde linee. Ounas rientrato dall’infortunio delizia il pubblico con sontuose giocate impreziosite da un clamoroso palo al 79’, pochi minuti e l’altro talento Rog colpisce, dalla distanza con un bolide, il secondo legno della serata. La partita termina con applausi convinti dei pochi supporters accorsi allo stadio.
Buon Napoli, a tratti convincente e spettacolare considerando anche la temperatura e l’afa che si respirava. Sarri forse dimostra di avere ancora qualche dubbio a chi affidare la fascia destra mercoledì contro il Nizza. Ottimi Albiol e Mertens con quest’ultimo che inizia a carburare. Non bene Insigne a parte qualche giocata ma una partita no ci può anche stare, forse l’unico appunto da fare allo scugnizzo è l’ostinazione, non comprendiamo il perché insistere in certe giocate e certi tiri quando è chiaro che non è serata. Bene tutta la fase difensiva, questa volta senza sbavature. L’unica pecca è l’irruenza di Allan che spesso può diventare controproducente. Nella girandola delle sostituzioni da segnalare ancora una volta il talento di Ounas e Rog, con il primo già nei cuori dei tifosi.
Ora testa e gambe alle partite che contano, si parte mercoledì 16 con l’andata dei preliminari di Champions contro il Nizza di Balotelli, incontro che probabilmente solo il momento lo rende “incerto” perché la stessa partita giocata a Novembre non avrebbe storia, tra le due compagini c’è una netta differenza ma a prescindere il momentum il Napoli ha il dovere di ottenere la qualificazione ai gironi di Champions!!

domenica 6 agosto 2017

Bournemouth Napoli 2-2. Il solito Napoli bello e sciupone impatta nell’ultima amichevole esterna

servizio di Vincenzo CAPRETTO © riproduzione riservata

Gli azzurri nell’ultima amichevole fuori dalle mura amiche impattano contro il Bournemouth denotando i soliti limiti.
Il Napoli si schiera con la formazione tipo dell’anno scorso e, con ogni probabilità, la stessa che sfiderà il Nizza nel preliminare di Champions.
Un primo tempo meraviglioso, gli azzurri pressano a tutto campo sciorinando un calcio da applausi con passaggi veloci e improvvise verticalizzazioni arrivando con una facilità disarmante alla conclusione. Inizia Callejon su imbeccata di Insigne, il pallonetto dello spagnolo viene salvato sulla linea, pochi minuti è lo stesso scugnizzo di Frattamaggiore a mettersi in proprio ma il portiere inglese respinge. Dopo un’ennesima occasione con Hamsik che calcia di poco alto da buona posizione, arriva il meritato vantaggio in maniera rocambolesca. Begovic sbaglia il rinvio, il pallone arriva ad Insigne che tira, deviazione fortuita di Mertens che spiazza il portiere. I partenopei prima della fine della prima frazione sfiorano il raddoppio più volte, due con Mertens ed una con Insigne ma è il portiere inglese che ancora una volta nega la rete agli azzurri.
Insigne nell’azione del vantaggio azzurro. – Fonte WEB –
Il secondo tempo scende in campo la brutta copia del Napoli del primo. Azzurri poco concentrati e molli soprattutto sulle seconde palle. Il pareggio del Bournesmoth arriva al 10’, cross dalla sinistra di Gradel che viene deviato da Hysaj, Reina non esce al meglio dai pali ed Afobeviene lasciato libero di colpire di testa a porta praticamente sguarnita. Gli azzurri provano a replicare con Mertens ed Insigne ma senza esito. Il Napoli cala fisicamente e mentalmente concedendo campo agli avversari. Nel finale il botta è risposta con lo stesso protagonista, Zielinski.  Passano in vantaggio gli inglesi, Zielinski subisce un intervento duro e la difesa azzurra inspiegabilmente si ferma, in attesa del fischio dell’arbitro che non arriva. Ne approfitta Francis che sbuca da dietro ed infila Rafael. Pochi minuti e arriva il pari definitivo, Rog dal centro dall’area scarica dietro per Zielinski che con il piatto trova un colpo da biliardo che si infila nell’angolino basso.
Mi verrebbe da dire solito Napoli, solite amnesie, solite delusioni. Azzurri straordinari nella prima frazione ma come spesso capitava l’anno scorso, non riescono a capitalizzare le tante palle goal create. Nella ripresa il calo fisico e soprattutto quello mentale fanno compiere le solite amnesie alla squadra. Nel primo goal non si comprende come Ibe parti dalla sua metà campo senza incontrare grossi impedimenti mentre non si comprende del perché una squadra intera e nello specifico Albiol si fermi completamente sul presunto fallo subito da Zielinski, ingenuità da dilettanti.
Buona prova di Insigne, Callejon, Hamsik e Zileniski quest’ultimo subentrato nella ripresa per Allan. Piccole sofferenze nella fase difensiva di Hysaj. Ancora rimandato Milik.
Nonostante tutto risultato bugiardo ma che comunque si spera possa servire per comprendere certi errori in vista dell’importantissimo preliminare con il Nizza.
Si replica il 10 con l’esordio degli azzurri al San Palo contro l’Espanyol, ultima sfida che non conta poi è vietato sbagliare, si comincia sul serio!!!