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giovedì 18 giugno 2020

La Coppa Italia è azzurra

Il Napoli vince la sua sesta Coppa Italia battendo per 4-2 ai rigori la Juventus. Ad onor di cronaca se non l’avessero vinta gli uomini di Gattuso sarebbe stato quasi un sacrilegio.
Nonostante l’improbabile tentativo di simulare il pubblico virtuale, la partita si gioca in un clima surreale. Se poi pensiamo anche che era una finale, la tristezza aumenta esponenzialmente. 
I primi minuti vedono gli uomini dell’ex Sarri schiacciare sul piede dell’acceleratore ma solo un errore di Callejon in uscita permette a Ronaldo di calciare da buona posizione. Meret sventa con tempismo. I minuti passano e la sensazione è che seppur i bianconeri hanno possesso palla risultano essere sterili in fase offensiva. A metà ripresa è il Napoli a suonare il suo primo squillo con una punizione di Insigne che colpisce il palo esterno. La partita resta estremamente equilibrata. Nel finale Demme da pochi passi calcia su Buffon.
Nella ripresa il canovaccio non cambia ma con i minuti la Juve rallenta vistosamente mentre gli azzurri con voglia e cuore provano a vincerla. Milik spreca da buona posizione poi nel finale di partita Buffon si supere su un colpo di testa di Maksimovic e nella stessa azione un clamoroso palo di Elmas nega la vittoria nei tempi regolamentari agli azzurri.
Nella lotteria dei rigori sbagliano subito Dybala e Danilo. Il Napoli è impeccabile. Il rigore decisivo lo realizza Milik.
Così come con oggettività, probabilmente ai punti, gli uomini di Gattuso contro l’Inter non avrebbero meritato la finale, così possiamo dire che il Napoli visto ieri ha meritato con merito di vincere la sua sesta Coppa Italia. Squadra concentrata, accorta, con grinta, voglia e cuore. Possiamo dire che ogni singolo giocatore azzurro sceso in campo sembrava un Gattuso. Complimenti Mister e complimenti alla Società che ha creduto in lui. Juve annichilita sotto tutti i punti di vista. 
Il migliore è Meret sia per la reattività in un paio di interventi che per il primo rigore parato. A seguire, ancora, una sontuosa partita di Makismovic. Qualche sbavatura per Koulibaly. Bene Demme. Ancora non convincenti Zielinski e Fabian. In avanti sufficienza piena per tutti tranne per Callejon, ormai vicinissimo all’addio.
Da Repubblica.it
Chapeau al presidente della Juve Agnelli: meraviglioso il gesto di consegnare le medaglie ai vincitori ma non solo, encomiabile il suo viso ed il sorriso. Complimenti alla Società Juventus per il tweet di congratulazioni al Napoli. Sarebbe bello se tutto fosse vissuto sempre così.
Capitolo Sarri, impossibile non parlarne. Ormai la maschera è caduta. Non si può ascoltare al termine della partita frasi del tipo : “Il Napoli ha vinto perché ha tirato meglio i rigori” o “Avevamo delle assenze”. Mister meglio un laconico silenzio.
Bastava una semplice frase: “Il Napoli ha giocato meglio di noi ed ha meritato. Dobbiamo capire dove abbiamo sbagliato”. Con poche parole si sarebbe dimostrato sportivo ed avrebbe detto al mondo juventino che presto capiranno dove hanno sbagliato.
Una stagione partita male, proseguita peggio ma che ora sembra si possa salvare. Intanto il Napoli da ieri è qualificato direttamente ai gironi di Europa League.
Sembrano utopie in questo momento recuperare il quarto posto in Campionato o superare il Barcellona, ma con lo spirito di sacrificio e l’abnegazione vista ieri nulla è precluso.

sabato 11 gennaio 2020

Lazio Napoli 1-0: ennesimo suicidio azzurro


Senza parole.
Quando finalmente si riesce a vedere un Napoli convincente o forse meglio dire un secondo tempo convincente, arriva l’ennesimo errore individuale che condanna gli uomini di Gattuso. Ormai facciamo fatica a contarli. Due con il Parma, tre con l’Inter e uno stasera.

I partenopei entrano in campo abbastanza bene, non si rendono particolarmente pericolosi, se non con una punizione di Insigne e una discesa di Allan. Milik troppo solo e Insigne ancora poco incisivo. Ma quello che si nota è una squadra più attenta e che finalmente riesce a tenere l’avversario.

Il secondo tempo è tinto di azzurro o meglio verde visto la maglia del Napoli. Gli azzurri schiacciano la Lazio e sfiorano il vantaggio prima con Zielinski che prende l’ennesimo palo, poi con Insigne con una grand diagonale parato dall’ottimo Strakosha. La Lazio non offende, il Napoli tiene il pallino del gioco, quando tutto faceva presagire al successo degli uomini di Gattuso, ecco l’ennesimo errore, gratuito ed inspiegabile, che condanna i partenopei: Ospina prova a fare il Messi di turno con un dribbling su Immobile, l’attaccante non ci casca si prende la palla e tira. Di Lorenzo in buona posizione ci prova ma la schiaccia in rete. A quel punto in tanti hanno alzato gli occhi al cielo e hanno detto “quest’annata deve finire al più presto”.

Non ci sono spiegazione. Gattuso si sveglia e fa tre cambi in 7 minuti. Perché non prima?!Insigne nel finale ci riprova ma ancora Strakosha respinge. Nulla da aggiungere se non che queste sconfitte, l’ennesima, rischia di peggiorare un ambiente che è al limite del tracollo.
Senza offese ma come dice un detto nella città di Pulcinella e Totò, forse gli azzurri dovrebbero farsi benedire da “un prete ri…….”

lunedì 23 dicembre 2019

Una strenna per Gattuso

Il Napoli di Gattuso in extremis riesce a superare una della sue bestie nere, il Sassuolo. Gli azzurri tornano alla vittoria dopo due mesi con un autorete nel recupero di Obiang, ribaltando l’iniziale vantaggio emiliano di Traorè nella prima frazione. Nell’intermezzo il pari di Allan.
Come ha più volte sottolineato, nel post gara, l’allenatore calabrese il Napoli è ancora malato. Non si può e non deve essere dimenticato il primo tempo: nel quale gli azzurri sono stati imbarazzanti e solo per imprecisione avversaria e per un pizzico di buona sorte non sono capitolati più volte. Svogliati, senza idee e con un Fabian Ruiz, come vertice basso del centrocampo a tre, davvero imbarazzante. Senza equilibrio, senza mordente e con una stato psicofisico deficitario, Il Napoli, ancora una volta ha evidenziato tutti i limiti degli ultimi due mesi.
Nella ripresa approfittando anche del calo fisico della compagine di De Zerbi, finalmente, si è subito notato una squadra più accorta, concentrata e aggressiva. Tutto racchiuso in quella parola tanto decantata da quelle parti, la cazzimma. La cazzimma di Rino Gattuso. Allan riesce ad inventare un goal da centravanti puro girandosi in un fazzoletto di terreno ed insaccando nel set. Da quel momento una sola squadra in campo: il Napoli. Poche trame e giocate di rilievo ma carattere e cattiveria hanno portato i partenopei a vincere una partita che potrebbe essere uno spartiacque per la stagione. Emblematico l’abbraccio degli azzurri sotto il settore ospite associata all’esultanza di tutta la panchina. La tensione e il momento difficile è palese, la vittoria è stata una dolce liberazione. Bellissimo l’abbraccio di Gattuso con Insigne a fine incontro. Una cosa è chiara a tutti ora, il gruppo è unito e compatto. Altra bella notizia oltre ai tre punti.

Piccola nota, non concesso un clamoroso rigore al Napoli sull’1-0, per atterramento di Hysaj da parte di Locatelli. Se l’arbitro ha sbagliato ed è scusabile, il VAR cosa stava facendo?!
La strada è lunga, non bisogna guardare la classifica, che resta deficitaria e pericolosa pensando anche al calendario da brividi che aspetta gli uomini di Gattuso: Inter, Lazio, Fiorentina, Juventus, ma se il Ringhio voleva una piccola strenna natalizia, è arrivata.
Aspettando qualcosa anche nella calza dell’epifania, il tecnico di Corigliano, finalmente ha visto i primi segnali di ripresa di un malato che rischiava di cronicizzare nella sua patologia.

domenica 15 dicembre 2019

Napoli Parma 1-2: ancora un disastro di color azzurro

Il primo Napoli di Gattuso perde ancora. Gli azzurri vanno sotto, per mano di Kulusevski, su errore clamoroso di Koulibaly, nella stessa azione brutto infortunio per il senegalese. Nella ripresa riescono a pareggiare con Milik e nel finale vengono condannati da Gerivinho. I partenopei, ormai, non vincono in campionato da oltre 50 giorni.
Purtroppo la regola del calcio condanna, quando le cose vanno male, sempre e solo la stessa persona, l’allenatore. Ma in questo momento, a parte qualche eccezione, chi dovrebbe essere licenziato su due piedi sono proprio i giocatori. La situazione è preoccupante, delicata. Qui non si tratta del quarto posto o dell’Europa League, qui si tratta di ritrovarsi in qualcosa che questi giocatori non sono abituati. Il Napoli ha ancora due tre partite di credito poi il baratro è lì ad un soffio. Non vogliamo essere catastrofici ma solo oggettivi ed obiettivi. Il rischio reale è questo.
Non possiamo gettare la croce sul povero Gattuso che si è ritrovato una sorta di Ferrari tra le mani con l’acqua nel serbatoio. Risalire diventa arduo se non si capisce da dove entra questa acqua. L’additivo Ringhio non basta da solo. Siamo d’accordissimo con il tecnico calabrese, quando in conferenza post gara dice che i primi dieci minuti rappresentano il Napoli di questo momento. Errori ridicoli per giocatori di Serie A, ansia e paura. E siamo altrettanto d’accordo quando dice di non appellarsi alla sfortuna, sarebbe troppo semplice. Peccato, però, che solo nella conferenza lo stesso Mister abbia capito che la squadra non ha equilibro. In quasi in tutti i reparti. Pazza la sostituzione di Allan per Mertens, seppur il belga dà vivacità alla manovra azzurra, lascia un Napoli già in crisi di identità senza l’unico vero lottatore al centrocampo.

Diventa davvero difficile raccontare del Napoli. Quasi tutti gli interpreti sembrano la brutta copia dei giocatori ammirati e desiderati da tutto il mondo. Da Koulibaly a Fabian Ruiz, da Insigne a Mertens.
Prima di parlare di classifica e fare proclami bisogna lavorare sulla testa di questi uomini, senza quella non si farà molto strada, neanche con un guerriero come Gattuso. Il nostro pensiero espresso già qualche domenica fa, resta lo stesso. Non cambia di una virgola. Gli azzurri quando scendono in campo, come una buona squadra di bassa classica, devono prima di tutto badare a non prenderle e poi tentare a ripartire per far male. Non ci sono strade alternative. In attesa di risultati e miglioramenti fisici ma soprattutto mentali
Oggi, in questo momento, questa squadra è troppo fragile per provare ad imporre gioco e ritmi anche perché, quasi sistematicamente, al primo errore viene punita. Prima riuscirà a calarsi in questa realtà e prima uscirà da questo lungo tunnel

lunedì 2 dicembre 2019

Napoli Bologna 1-2: è crisi nera per gli azzurri

E’ crisi nera in casa azzurra. Gli uomini di Ancelotti cadono mestamente anche contro il Bologna. Il Napoli che è ad un punto dagli ottavi di Champoins, non vince in Campionato da sette giornate.
Non parliamo di una squadra di diciottenni e neanche di giocatori mediocri. Non vogliamo sentire parlare di motivazione ne tantomeno di problemi societari, non c’è scusa che tenga. Nonostante un discreto primo tempo che gli azzurri meritatamente portano a casa con il goal di Llorente, nelle ripresa si sciolgono con il burro. Senza un centrocampo, sbagliano la fase offensiva dove senza lucidità provano a fare qualcosa e soprattutto in quella difensiva, dove purtroppo i danni sono quasi sempre irreversibili. Il risultato è consequenziale.
Evidente, come già avevamo sottolineato, che il Napoli non era guarito con il pareggio di Anfieldm dove si era vista una grande compattezza difensiva ma sicuramente non il gioco, ovviamente visto l’avversario ed il contesto tutti abbiamo esaltato quella prova.
Il Napoli non ha gioco, ha poco mordente ed una profonda crisi mentale. E’ palese che i giocatori sono intimoriti ad ogni errore che commettono e la stessa ansia li porta a sbagliare anche le cose più semplici. Spiace dirlo ma il responsabile è uno, Carlo Ancelotti. E' l'allenatore che devo trovare il bandolo della matassa e nessun altro. Non si comprende certe scelte, prima e durante l’incontro. Gli azzurri subiscono e traballano ad ogni azione offensiva avversaria, sono estremamente vulnerabili insicuri e squilibrati , d'altronde questo canovaccio è ridondante da ormai due mesi. Allora perché non giocare con un semplice e accorto 4-4-2 difendendo e provando a ripartire. Non c’è da vergognarsi, Il Napoli in questo momento è questo con limiti di ogni tipo, quindi meglio prima non prenderle e poi provare a vincere a prescindere dall’avversario.
Infine non possiamo non rivolgere un pensiero ai giocatori: invece di contestare la Società, che giustamente pretende, provino a sudare la maglia e a guadagnarsi quello stipendio che tanto difendono. Il Napoli rischia davvero di ritrovarsi in un limbo pericoloso e deprimente, se è vero che è ad un passo dagli ottavi in Champions, in campionato si ritrova in un anonimo centro classifica con il serio rischio di essere tra qualche mese fuori da qualunque gioco.
Serve una scossa. Veloce e repentina.

giovedì 28 novembre 2019

Liverpool Napoli 1-1: un grintoso Napoli ad un punto dagli ottavi



Un Napoli di cuore esce indenne dall’Anfield portandosi ad un punto dalla qualficazione agli ottavi di Champions.
Ora dire che il Napoli è guarito ne passa, sostenere che ha un’anima è realtà. Sorprende la compattezza degli azzurri a dispetto delle ultime prestazioni agonizzanti. Ancelotti schiera una squadra molto prudente portando Di Lorenzo a centrocampo al posto di Callejon, gioca con un classico 4-4-2 a dispetto di chi dice il contrario e con Maksimovic spostato come terzino. Il Napoli gioca sin dalle prima battute una partita accorta, attenta e di sacrificio. Non bella, ma di sostanza. Passa all’improvviso con un guizzo: Mertens scatta sul filo del fuorigioco e insacca Allison con una precisione chirurgica. Il folletto, probabilmente per polemica, non esulta.
 Il Liverpool con rabbia ed intensità schiaccia il Napoli e Meret salva in almeno due circostanze. Nelle ripresa i Reds alzano il baricentro e riescono ad acciuffare il pareggio su azione d’angolo. Gli azzurri crollano fisicamente lasciando fino al termine il pallino del gioco agli uomini di Klopp. La squadra di Ancelotti  non riesce più ad impensierire più la difesa inglese ma con tenacia e grinta riesce a portare un preziosissimo pareggio a casa, alla vigilia insperato. Per la cronaca entrambi i goal vengono sviscerati al VAR per dei presunti contatti fallosi, ma giustamente, vengono convalidati. 
Maestosa prova di Allan e Koulibaly, tra le migliori della stagione. Ottima tutta la fase difensiva degli azzurri, era questo l’unico modo per uscire indenni dall’inferno di Anfield. Tiene botta il centrocampo manca però qualche finalizzazione. Tra quindici giorni, il Napoli in casa con il Genk, rischia addirittura di arrivare primo in un’ultima giornata davvero scoppiettante.
Se il gioco latita in questo momento non bisogna disperarsi ma certamente con questa grinta e voglia le posizioni in campionato potranno essere sicuramente scalate. Prima, però, arriverà venerdì l’incontro chiarificatore con il patron... si spera.




domenica 20 ottobre 2019

Napoli Verona 2-0, vincente ma non convincente

Nel secondo anticipo del sabato sera, un discreto Napoli ha la meglio  per 2 a 0 su un buon Verona, visti i potenziali gli aggettivi non sono usati a caso.
Ennesima partita del Napoli dai due volti. Nel primo tempo solo un grande Meret salva gli azzurri dal capitolare. Nella ripresa i partenopei entrano in campo più compatti e portano a casa il match con merito pur senza brillare.
Si sblocca finalmente Milik con due goal pesanti e da vera punta centrale. Il Napoli nel complesso non è da buttare ma con oggettività sembra essere sempre troppo fragile in fase difensiva. Ancelotti, a due mesi dalla partenza del campionato, non riesce a trovare ancora la quadra e checché lui dica, è ancora alla ricerca del modulo ottimale per il suo Napoli. 
L’importante per gli uomini del tecnico di Reggiolo era vincere per non perdere il passo con le altre. Malcuit tra i migliori. Fabian conferma la sua classe e si comprende perché una squadra come i blancos abbia messo gli occhi su questo giocatore. Delude Younes partito dal primo minuto. Milik su gli scudi. Sufficienza striminzita per il resto della squadra.
Mercoledì gli azzurri affronteranno il Salisburgo per la Champions, in una partita fondamentale per la qualificazione agli ottavi.

domenica 25 agosto 2019

Fiorentina Napoli 3-4, vittoria di carattere

Nel big-match serale se ne vedono di tutti i colori. In un franchi gremito come ai tempi di Batistuta,
la Fiorentina per la prima mezz’ora neanche fa vedere il pallone agli uomini di Ancelotti. La banda di Montella, infarcita di under 21, gioca al doppio della velocità rispetto agli azzurri. Da sottolineare le prestazioni di Sottil e Castrovilli. Ne sentiremo spesso parlare.
In vantaggio la Viola su rigore concesso per fallo di mano di Zilienski vengono raggiunti al 35’ con un destro a giro di Mertens. Drągowski poteva fare qualcosa in più.
Pochi minuti ed il Napoli passa, su un discusso, calcio di rigore di Insigne.
Nella ripresa partita molto più equilibrata, ma è evidente che la mossa di Ancelotti di spostare Ruiz più avant,i non è delle più azzeccate. Il 4-2-3-1 fa soffrire terribilmente si Allan che Zielinski non ancora in grado di gestire questa nuova soluzione.
La Fiorentina pareggia su azione angolo con un potente colpo di testa di Milenkovic . Meret sembra in leggero ritardo. Con le squadre lunghissime, è lo spettacolo a guadagnarci. E’ Callejon a firmare il nuovo sorpasso azzurro con un preciso diagonale. Lo stesso dicasi per il meraviglioso 3-3 di Boateng sull’altra sponda. Poteva essere il risultato più giusto ma ancora una ripartenza dei tre piccoletti azzurri porta al definitivo vantaggio azzurro. Il 3-4 è di Insigne chiude una bellissima ed entusiasmante gara. 
Il Napoli non convince con questo 4-2-3-1 anche se siamo solo alla prima. Abbiamo seri duri che uno stratega come Ancelotti sabato presenterà lo stesso modulo allo Stadium.
Bene Di Lorenzo e Rui. Stanchi Koulibaly e Allan, i pochi allenamenti causa nazionale, si fanno sentire. Callejon e Mertens dimostrano sul campo perché meritano il rinnovo. Manolas tra alti e bassi. Lo aspettiamo. 
La Fiorentina sembra lontana anni luce dall’inguardabile squadra scesa in campo per l’ultima di Campionato contro il Genoa. Quest’anno, con l’entusiasmo ritrovato ed una squadra assortita in ogni reparto, potrà dire decisamente la sua.
Capitolo VAR. Il primo rigore, fischiato alla Viola per fallo di mano di Zielinsk,i con regole alla mano poteva essere dato ma non si può non valutare la distanza, il rimpallo su un'altra parte del corpo (petto ndt) e la naturalità del movimento. Un rigore del genere potrebbe creare precedenti pericolosi.
Nel secondo calcio di rigore, Mertens sembra palesemente tuffarsi e cercare lui il contatto con Castrovilli.
Esagerate le proteste di Montella nel finale non nel concetto ma nei modi. 
Pradè il DS della Fiorentina, al contrario, accetta la decisione. Sottolineando che polemiche del genere alla prima giornata sono palesemente inutili, ma soprattutto il dirigente viola afferma che gli arbitri gli hanno chiarito perché è stato assegnato il rigore ai partenopei.  Anzi veniamo a scoprire che nella stanza del Var ci sono altre telecamere. Stamane gira la versione che il rigore sia stato dato per un fallo di mano di Pulgar sulla stessa azione. 
Torniamo ancora a parlare di buon senso, un concetto quasi estromesso dalla vita pallonara.
Cosa costa spiegare con un comunicato, un’intervista, farci vedere le immagini nella sala Var o addirittura riportare le conversazioni dell’arbitro con i suoi colleghi. Siamo abituati e sembra che ormai faccia comodo un po’ a tutti vivere sempre nell’ipotesi del complotto. 
Forse perché in questo modo non si innescherebbero polemiche?! … Ed a qualcuno non converrebbe

mercoledì 21 agosto 2019

Mercato Napoli: il punto

Icardi si, Icardi no.
E’ questo il tormentone dell’estate. Non c’è un giornale o una radio che non ne parla.
A Napoli i tifosi restano divisi anche se nelle ultime ore guadagna punti il “Lasciamolo stare nella sua Milano. Napoli si deve amare”.

Prima di parlare dell’argomento preferito di tutti quotidiani e non, facciamo come sempre un breve e reale punto sul mercato del Napoli.

Difesa: C’è solo da sfoltire. L’indiziato numero uno, così come dichiarato dal sua agente, è l’albanese Hysaj. Il Napoli chiede venti milioni. Al momento nessuno è disposto a investire quella cifra. Probabilmente perché tutti sanno che ormai è un esubero. Ci aspettiamo comunque almeno il prestito last minute, magari con un diritto di riscatto. 

Centrocampo: Non se ne parla ma sicuramente servirebbe una valida alternativa ad Allan. Elmas sarà un jolly e che jolly ma parliamo sempre di un giocatore di qualità. Probabile che Ancelotti voglio provare Zielinski come alternativa ad Allan.

Attacco: E’ in arrivo l’ufficialità di Lozano. Il messicano predilige partire dalla fascia sinistra ovvero dove attualmente è Insigne ma può tranquillamente giocare anche a destra o dietro la punta. Insomma il Mister di Reggiolo avrà una valida alternativa in quella porzione di campo. Qualcuno ha ipotizzato come falso nueve ma per caratteristiche, più fisiche che tecniche, non è l’ideale. Per certe movenze somiglia al primo Lavezzi soprattutto per quell’antipatico difetto di innamorarsi della palla.
Milik checché se ne dica il polacco resterà in azzurro a prescindere dell’arrivo di un compagno di reparto. Direi per buona pace di tutti.
Arriviamo alla telenovela. Noi siamo propensi a dire che Icardi non verrà al Napoli ma non tanto perché, come qualche giornale continua a dire, si è promesso alla Vecchia Signora ma semplicemente perché ha preso la questione come un discorso di principio ed orgoglio.
Il tweet della moglie un mesetto fa, già aveva chiarito le sue intenzioni “Dimostreremo a tutto il mondo cosa significa l’amore“ ergo “Resteremo all’Inter anche in tribuna perché noi siamo tifosi ed amiamo l’Inter”.
A De Laurentiis non si può dire nulla al riguardo di questa trattativa ma certo non si può rimanere bloccati per così tanto tempo assecondando i capricci di un uomo che in questo momento forse ha dimenticato anche di essere un giocatore di calcio professionista. 
Dubbi su Llorente. Visto nelle ultime stagioni e vista l’età non crediamo sia la punta ideale da alternare a Milik. A questo punto tanto valeva tenersi Inglese. Ovviamente, in caso di un suo arrivo, saremo felici di essere smentiti dal campo.
Chiudiamo con l’argomento James. Acquisto non più indispensabile dopo l’arrivo di Lozano ma certamente a certe condizioni (quelle di De Laurentiis ndr) vale sempre e comunque la pena avere in rosa un calciatore dalla sue caratteristiche e del suo livello. Anche in questo caso, la soluzione potrebbe arrivare last minute.

domenica 21 luglio 2019

La settimana azzurra, tra mercato e speranze


Dopo il brutto pareggio contro il Benevento di Inzaghi di sabato scorso con tutte le attenuanti del caso, basti pensare che per quasi un’ora di gioco ha mezza primavere, gli azzurri sono tornati in campo venerdì contro il Feralpi Salò. Con una settimana in più sulle gambe e soprattutto con tanti titolari in campo qualcosa di buono si è visto, a partire dall’inserimento nel gruppo di Manolos, autore della sua prima rete partenopea. La partita è terminata con un netto 5-0.

Questa che si sta per aprire dovrebbe essere la settimana di James Rodriguez, in un modo o in un altro verrà svelato il suo futuro. Nessuna delle due parti in gioco ha fatto marcia indietro. Perez vuole guadagnare dalla cessione del colombiano mentre De Laurentiis continua a volere solo il prestito, anche oneroso, ma non l’acquisto. Il motivo lo ha svelato lo stesso patron che vorrebbe investire una cospicua cifra per avere un attaccante da trenta gol. Icardi? Pepè? Difficile fare previsioni perché entrambi conti alla mano sembrano irraggiungibili. L’ex capitano nerazzurro chiede un ingaggio di circa 8 milioni ed ha l’ostacolo dei diritti di immagini mentre il talento francese viene valutato dal Lille circa 80 milioni, difficile pensare ad un esborso del genere. Detto questo, al momento non ci sentiamo di smentire nessuna delle due voci perché per la prima volta abbiamo sentito dichiarare esplicitamente al Presidente azzurro che vorrebbe vincere, e forse questa è la vera notizia della settimana!!! Attenzione al centrocampista Fekir del Lione, utilizzato spesso come trequartista o come ala, cioè alla James Rodriguez. Costa 25 milioni.

Intanto il Napoli continua ad incassare. Ceduto Inglese per 20 milioni di euro al Parma, Vinicius per 17 al Benfica, arrivano anche i 15 milioni della cessione di Rog al Cagliari investiti interamente per Elmas, il centrocampista macedone del Fenerbahce . Quest’ultimo atteso domani in città per visite e firma.
Una cosa è certa il mercato del Napoli è in fermento e come ha detto De LA sarà un agosto rovente.

venerdì 12 luglio 2019

Mercato Napoli: la verità

Cerchiamo di fare un punto reale e sintetico della situazione mercato Napoli.

Portieri: dopo il riscatto di Ospina il reparto è al completo

Difesa: Si cerca una squadra per Hysaj ma il problema resta la richiesta economica di De Laurentiis, non meno di 25 Milioni di euro. La verità è che avendo preso Di Lorenzo tutti sanno che il Napoli è costretto a vendere e per questo nessuna asseconda le richieste del patron. Mario Rui potrebbe restare o meglio si proverà a vendere il portoghese entro fine luglio altrimenti resterà in azzurro.

Centrocampo: Rog sembra destinato al Genoa ma i grifoni vogliono il diritto di riscatto e non l’obbligo che pretende il  Napoli, sembra una storia già sentita a parti inverse. Non appena si chiuderà per Rog, i partenopei chiuderanno per Elmasproveniente dal Fenerbahce anche se nelle ultime ore il club turco ha alzato un pò le pretese (22 milioni ndr).
Telenovela James Rodriguez. Il calciatore per ora non vuole ascoltare nessuno, vuole solo Ancelotti per rilanciarsi sui grandi palcoscenici e su questo che sta facendo leva De Laurentiis. Il Napoli continua ad offrire 10 milioni per il prestito e 25 più bonus per il riscatto. Il Real ribadisce l’obbligatorietà del riscatto e può scendere al massimo a 40 milioni rateizzabili in due anni. Ormai è una lotta di nervi, la speranza della piazza azzurra è che tra i due litiganti non si inserisca il terzo. Le probabilità che James vesta l’azzurro sono al 70% ma non è detto che lo stesso James a lungo andare si possa stancare di questo tira e molla e guardare altrove (Atletico Madrid?).

Attacco:Non è un bluff quando De Laurentiis dichiara che Icardi non interessa. Almeno che non succeda un cataclisma il Napoli non si avvicinerà all’argentino mentre cerca con insistenza una seconda punta che possa fare anche l’esterno come vice Callejon visto che Verdi sembra destinato a lasciare Napoli. Ecco perché si continua a seguire la pista Lozano Rodrigo

lunedì 1 luglio 2019

Ufficiale: Manolas si tinge di azzurro

Dopo un tira e molla durato per settimane, Manolas diventa ufficialmente un giocatore del Napoli anche senza il famoso twitter del presidente ADL che come di consueto attende le previste visite mediche del giocatore greco. Questa volta però, ad ufficializzare l’arrivo del forte difensore centrale alla corte di Ancelotti è stata la stessa Roma attraverso i suoi canali social. 
Tra la cessione di Diawara nell’ affare, valutato 21 milioni e quella di Albiol con la clausola di 4 milioni, l’acquisto del greco è costato 11 milioni di euro e se non è un affare poco ci manca. 
Ancora però lontani anni luce dagli affari a parametro zero che continua a portare a casa la Vecchia Signora, dopo Ramsey arriva anche Rabbiot. Chepeau.

Il prossimo colpo o meglio quello che mezza Napoli sogna è, James Rodriguez, che saranno le alte temperature registrate in questi giorni un pò in tutta Italia, inizia a materializzarsi un pò ovunque.
La verità è che il Napoli continua a discutere con il Real per la formula dell’acquisto. Il presindentissimo Florentino Perez vuole e pretende almeno l’obbligo di acquisto mentre il patron della FilmAuro insiste per un diritto. Il nocciolo sembra essere questo ma tutto fa pensare ad una fumata bianca seppur ancora non vicinissima.

E’ chiaro che Ancelotti abbia fatto comprendere ad ADL che la squadra non solo va rafforzata ma vanno cambiati determinati interpreti ed ecco che si parla con insistenza degli addii di Mario Rui, Hysaj, Ounas, Rog e Verdi.

Attendiamo e vediamo ma una cosa è evidente quest’estate il Napoli sarà protagonista del mercato, e probabilmente un po’ di merito è anche dell’ex Comandante che cambiando sponda ha toccato l’orgoglio del patron azzurro.

sabato 25 maggio 2019

Bologna Napoli 3-2: gli azzurri finiscono la stagione con una brutta sconfitta

Il Napoli chiude la stagione con una sconfitta al dall’Ara e Ancelotti non riesce ad eguagliare il primo anno di Sarri.
Il Napoli parte bene con grinta e voglia e nel primo quarto d’ora si vede solo una squadra in campo. Gli azzurri giocano in scioltezza e offrono anche giocate davvero godibili, si rendono pericolosi con Insigne, Milik e Verdi ma come spesso è accaduto in questa stagione, si crea tanto ma si raccoglie poco. Senza motivo a metà frazione gli uomini di Ancelotti staccano completamente la spinta lasciando il campo ad un voglioso Bologna. Gli uomini di Mihajlovic dopo aver sfiorato un paio di volte il vantaggio, lo ottengono con Santander che di testa colpisce indisturbato. Neanche un minuto Insigne perde una brutta palla a centrocampo e l’ex di turno Dzemaili raddoppia dopo una discesa in solitaria.
Gli schiaffi e probabilmente le grida di Ancellotti, svegliano il Napoli almeno per determinazione e voglia. al 12’ arriva la rete di Ghoulam prima annullata per fuorigioco poi convalidatoa dal VAR.
Ancelotti manda in campo Mertens per un ectoplasma Insigne e Callejon per un Verdi che, per l’ennesima volta, non lascia segno. Gli azzurri ci credono e arrivano al pareggio con il folletto belga a termine di una bell’azione asse Callejon – Younes. I partenopei provano a vincerla anche se nelle ripartenza rosso-blu si rendono sempre pericolosi, complice una fase difensiva azzurra davvero balbettante. 
Il Napoli rischia nel finale di ribaltarla con Zielinski che colpisce l’ennesimo palo della stagione, il ventisettesimo. Nel finale però, arriva il definitivo vantaggio emiliano ancora con Santader che colpisce, quasi per caso, tra le belle statuite Albiol e Luperto. Triplice fischio Bologna batte Napoli 3-2.
Finisce così la stagione azzurra con una partita chiaro oscura che contava poco o nulla ma sicuramente lascia dei segni e delle indicazioni per la prossima.
E’ evidente che questa squadra non può far a meno del miglior difensore della serie A e forse del mondo, così come non si deve lasciar partire a cuor leggero un leone come Allan. Luperto disastroso, nella prima rete si perde Santader. Nella seconda non chiude su Dzemaili lasciandolo tirare indisturbato, nella terza in associazione con Albiol conta le stelle in cielo. Bisogna riflettere se sia un bene lasciarlo a Napoli o forse sia più opportuno mandarlo a giocare con continuità altrove.
Altro capitolo è Verdi, mai incisivo e in ombra in quasi tutte le partite dove è stato chiamato in causa, giusto lasciarlo andare in prestito a ritrovarsi. Milik sbaglia ancora una partita, nell’ultimo mese il polacco ha avuto un repentino calo di forma, sarebbe molto utile oltre che romantico avere un uomo sulla panchina come Quagliarella. Purtroppo restano ancora un mistero le ultime prestazioni opache di Insigne nonostante le smentite di De Laurentiis crediamo che ci sarà un’estate calda intorno allo scugnizzo di Frattamaggiore. 
Benissimo Ruiz e Mertens, danno l’anima e sono gli ultimi ad arrendersi. Molto bene anche Ghoulam che sembra essersi ripreso definitivamente dal suo infortunio. Non si discute la bontà dei piedi di Younes ma sicuramente dovrà essere disciplinato maggiormente per diventare un perno importante di questa squadra. 
Si chiude una stagione positiva per gli obiettivi della Società, forse non esaltante e piacevole da ricordare per tutti i tifosi. Sia chiaro arrivare secondi a tre settimane dalla fine con una nuova gestione tecnica e mettere alle spalle squadre con fatturati superiori, resta comunque un successo.
Ora bisogna programmare rapidamente e soprattutto chiudere tutti gli acquisti sin dal ritiro in modo da permettere ad Ancelotti di partire subito forte alla ripresa della nuova stagione approfittando, forse, che gli altri si assestino con il cambio dell’allenatore.

domenica 19 maggio 2019

Napoli Inter 4-1: gli azzurri strapazzano una povera Inter

Il Napoli saluta il suo pubblico con una vittoria roboante e schiacciante giocando con intensità e quantità contro un Inter davvero piccola.

Si rivede Karnezis tra i pali mentre Insigne parte ancora dalla panchina.
Partita divertente e dai ritmi alti sin dalle prime battute con entrambe le squadre propositive e aggressive. Il Napoli si rende subito pericoloso con  Mertens che da pochi passi di prima intenzione spara alto. I nerazzurri ci provano e cercano di ribattere colpo su colpo ma senza creare vere occasioni. Con i minuti gli azzurri prendono il sopravvento e dominano in largo ed in lungo, al 15’ è Zielinski ad aprire le danze con un destro potente e preciso che si insacca all’incrocio dei pali. Gli azzurri si divertono e fanno divertire, in certi tratti si rivede il Napoli di metà stagione con ripartenze veloci, ficcanti e giocate davvero sublimi. Gli uomini di Ancelotti sembrano avercene di più nelle gambe mentre nella squadra di Spalletti si vede solo tanto nervosismo e confusione anche se allo scadere della frazione Lautaro, su errore della retroguardia azzurra, si ritrova il pallone del pari tra i piedi ma Karnezis respinge.
Nella ripresa il Napoli continua a schiacciare l’Inter nonostante le poche motivazioni, Malcuit è un treno sulla fascia, Ruiz e Zielinski giganteggiano a centrocampo, l’unico sottotono resta Milik meno lucido e cinico sotto porta del solito. Il raddoppio di Mertens di testa su assist di Callejon è solo la conseguenza di una supremazia imbarazzante. L’Inter avrebbe anche la chance per riaprire il match ma Koulibaly salva sulla linea un tiro di D’Ambrosio.

Gli azzurri mai domi arrivano anche al tris con Ruiz con un facile tap-in a seguito di un’ennesima bella giocata. L’Inter con la forza delle disperazione ci prova ma colpisce solo la traversa con Lautaro, pochi minuti ed i partenopei calano anche il poker con la doppietta di Ruiz. Nel finale l’Inter accorcia su rigore con Icardi.

Davvero serata convincente per gli uomini di Ancelotti, sin dall’inizio si vede una squadra affamata, determinata e lucida che con tanta qualità annichilisce la povera Inter.

Si chiude domenica con il Bologna con la possibilità di eguagliare il primo anno di Sarri e vista la grande rivoluzione di questa estate è davvero un eccellente risultato soprattutto considerando le griglie di partenze di tutti i giornali stilate ad inizio anno, con un Napoli dato quinto ai nastri di partenza. La cosa grottesca è che sono proprio gli stessi giornali che ora aizzano la piazza sottolineando che si poteva fare di più. Beata coerenza!!

domenica 12 maggio 2019

S.P.A.L. Napoli 1-2, all’ultimo respiro gli azzurri passano a Ferrara

Ansa
Il Napoli esce dal Mazza con i tre punti dopo una bella e divertente partita nonostante il diluvio sulla città emiliana.
Ancelotti orfano degli infortunati Insigne, Mertens e Ounas lancia Zielinski al fianco di Milik e Younes sull’esterno In difesa si rivedono Malcuit, Luperto e Rui.

La partita  sin dalle prime battute è godibile e piacevole da vedere, d’altronde nessuna delle due squadre aveva problemi di classifica. Al 5’ è Milik ha colpire il palo numero 26, ampiamente record europeo, sulla respinta è lo stesso polacco che impensierisce Viviano bravo a distendersi e salvare in angolo.
La S.P.A.L. in ripartenza crea qualche apprensione, soprattutto con Petagna ma senza impensierire seriamente Meret. Al 32’ Younes salta tutta la difesa spallina ma calcia, da pochi passi, incredibilmente fuori. Il primo tempo finisce a reti bianche nonostante diverse opportunità soprattutto azzurre. Nella ripresa al 51’ è Allan che dopo un’azione insistita insacca con un pregevole tiro a giro. Al 70’ ancora il Napoli a rendersi pericoloso con Ruiz che di testa impegna Viviano, sul successivo angolo è Malcuit a colpire i guantoni dell’estremo difensore bianco azzurro.
Al 74’ errore di Meret in disimpegno che serve Ruiz pressato da un avversario, la palla finisce a Petagna che calcia ma il giovane portiere si riscatta parando con i piedi. La S.P.A.L. accelera e schiaccia gli uomini di Ancelotti.  Al 76’ annullato e poi confermato dal Var il pareggio spallino con Floccari. Pochi minuti e ancora Meret che blocca un colpo di testa di Floccari. Al 82’ arriva il pareggio bianco-azzurro. Luperto atterra in area Floccari. Petagna insacca su rigore. Ipartenopei non ci stanno e all’87’ dopo un meraviglioso uno due Callejon- Rui quest’ultimo insacca il nuovo vantaggio con un violento tiro all’incrocio. In pieno recupero ancora Meret si supera prima su Jankovic e infine su Floccari. Finisce una delle partite più avvincente viste in questo campionato.

Il Napoli imbottito di riserve inizia bene, con un approccio propositivo e volitivononostante non ci sia più nulla da chiedere a questo campionato. Questo già rappresenta uno step successivo. Buone giocate nonostante il campo intriso di acqua anche se si notano alcuni giocatori distratti e un pò in affanno. Basta citare Zielinski e Ruiz con quest’ultimo che sbaglia anche le cose più banali. A centrocampo si rivede uno stratosferico Allan che corre per novanta minuti a tutto campo pressando e ringhiando su ogni giocatore spallino. Bellissimo il gesto del brasiliano dopo la sua rete, corre sotto il settore dei tifosi azzurri e bacia più volte la maglia, forse non è così scontata la sua partenza come determinate testate vogliono farci credere. Il Napoli a metà della ripresa stacca la spina subendo una buona S.P.A.L. Migliore in campo Meret, un predestinato. Un portiere che è destinato a far parlare di sé nonostante la sua giovane età. Ancora nuvole e dubbi su Verdi, l’ex bolognese sembra già essere con la testa altrove. Infine non possiamo non citare Younes, il tedesco continua a dimostrare di avere ottimi numeri ma anche ad essere estremamente egoista, toccherà ad Ancelotti disciplinare il talento per poter avere nella prossima stagione un’altra freccia al suo arco.
Domenica sera si chiude al San Paolo con un’affascinante sfida, il Napoli saluta il proprio pubblico sfidando l’Inter di Spalletti ancora alla ricerca di un posto Champions.

domenica 5 maggio 2019

Napoli Cagliari 2-1: in rimonta gli azzurri conquistano matematicamente il secondo posto


Il Napoli vince in rimonta contro il Cagliari e blinda definitivamente il secondo posto. Si rivede finalmente Albiol al centro della difesa. Nei quattro di centrocampo riposa Callejon per Verdi e viene ripresentato ancora il tedesco Younes.
Primo tempo noiosissimo. Parte meglio la squadra sarda almeno per intensità e voglia contro un Napoli svogliato e spesso impreciso. Con i minuti però gli azzurri prendono il controllo delle azioni ma senza mai impensierire la retroguardia rosso-blu eccetto un diagonale di Younes (in sospetto offside) fuori di poco. La prima frazione termina con un dato negativo mai registrato, se non nella lontanissima prima giornata di Campionato contro la Lazio, zero tiri in porta per la squadra di Ancelotti.
Nella ripresa arrivano i fuochi d’artificio. Il Napoli scende in campo più convinto e soprattutto con più ritmo. Si rende subito pericoloso un paio di volte con Mertens ma nel suo momento migliore è il Cagliari a passare con un diagonale dell’ex Pavoletti imbeccato da uno straordinario tacco di Barella. E’ la scintilla definitiva che accende l’incontro. Gli azzurri si riversano a testa bassa in attacco e complice anche i cambi di Ancelotti (Callejon per Verdi, Milik per Younes, Ruiz per Allan) producono palle goal a ripetizioni. Zielinsky scalda i guantoni di Cragno in due conclusioni da fuori poi è Milik a sfiorare la rete con un paio di conclusioni che finiscono fuori di poco. All’80’ Cragno con l’aiuto del palo compie un vero miracolo su colpo di testa di Mertens ma è lo stesso folletto belga che quattro minuti dopo insacca proprio di testa su cross pennellato di Ghoulam. Gli uomini di Ancelotti ci credono e chiudono il Cagliari nella propria area. Quando il pareggia sembra scritto, in pieno recupero Ghoulam crossa, Ionita colpisce il pallone con il gomito ma l’arbitro fa continuare. Dopo oltre minuto l’arbitro viene richiamato dal VAR e assegna, tra le proteste sarde, il rigore. Insigne con freddezza realizza e regala il secondo posto matematico agli azzurri con tre giornate di anticipo. La quinta volta nell’era De Laurentiis.
Non serve schierarci ma è opportuno fare solo delle piccole riflessioni. Quest’annata oggettivamente parlando non può considerarsi per nulla fallimentare con un secondo posto conquistato a tre giornate dalla fine e con un’uscita ai gironi di Champions contro due corazzate come Liverpool e PSG, tra l’altro eliminazione avvenuta solo per differenza reti. Così come non può essere considerata deludente o sorprendente l’uscita ai quarti di Europa League contro l’Arsenal di Emery sia per esperienza sia per blasone. Magari si può parlare di delusione nell’uscita dalla Coppa Italia per mano di un non irresistibile Milan o perché il Napoli non è mai stato realmente vicino alla Juventus.
Ma l’unica vera delusione, se questa può essere chiamata tale, è il gioco espresso dalla squadra di Ancelotti, purtroppo molto lontano da quello spumeggiante e invidiato da mezza Europa di Sarri. In fin dei conti in termini di risultati nulla è cambiato, considerando non solo che è il primo anno del mister di Reggiolo ma che anche tutte le maggiori testate giornalistiche ad agosto davano il Napoli quinto. Quindi parlare di fallimento sembra eccessivo e non veritiero. A solo scopo di pura cronaca questi sono i dati in fatturato al termine della stagione scorsa Juventus - 410,7 milioni, Inter - 297,3 milioni, Roma - 257 milioni, Milan - 219,8 milioni Napoli - 185,4 milioni a voi le sentenze e le opportune riflessioni. 
Questo sicuramente non vuole dire che vince e vincerà sempre la più ricca ma l’eventuale vittoria del Napoli è un’eccezione e non la regola. Non dimentichiamoci ancora che i partenopei sono l’unica squadra italiana sempre presente in Europa negli ultimi dieci anni e soprattutto con un fatturato virtuoso. Qualche tifoso storce il naso e vorrebbe vedere il Napoli vincere uno scudetto e magari l'anno successivo poi fare un Campionato anonimo ma considerando che De Laurentiis è un imprenditore e il Napoli non è altro che una sua società autofinanziata non si possono fare certi ragionamenti di cuore.

venerdì 19 aprile 2019

Napoli Arsenal 0-1, mestamente gli azzurri abbandonano anche l’Europa League

Il Napoli viene sconfitto anche al San Paolo dai Gunners e abbandona malinconicamente anche l’Europa League. A gli uomini di Ancelotti non resta che difendere il secondo posto in campionato. Ancelotti schiera la stessa formazione che ha battuto il Liverpool e pareggiato con il Psg  nel girone in Champions con Maksimovic spostato sulla fascia destra nella difesa a quattro.
Dell’Arsenal “pericolante” in trasferta neanche l’ombra. I gunners sin dalle prime battute pressano a tutto campo e lasciano poco o nulla agli azzurri. I partenopei con i minuti prendono coraggio e sfiorano la rete prima con Callejon che calcia da buo na posizione  su Cech e con Milik che solo spreca di testa. Tra le due occasioni annullata una rete proprio al polacco per un dubbio fuorigioco.

Nel miglior momento azzurro l’Arsenal chiude la qualificazione con una punizione di Lacazette. Nella circostanza è Meret colpevolmente a non coprire il suo palo. Nella ripresa è l’Arsenal a sfiorare il raddoppio con Aubameyang ma Meret compie un vero miracolo opponendosi al tiro del francese.
Il Napoli ci prova  con poche idee e spesso in  maniera confusionaria. Milik da zero metri ciabatta un facile tap-in e poco dopo Cech salva su una possibile autoreti. Probabilmente se si fosse giocato altri novanta minuti , stasera la palla non sarebbe mai entrata. Arsenal meritatamente in semifinale, la squadra di Emery dopo una gran gara all’andata interpreta nel miglior dei modi e con autorità anche la gara di ritorno.
Partita equilibrata ma con un Napoli sorpreso dall’inizio inglese, poi meglio ma il goal di Lacazette taglia definitivamente le gambe ai partenopei rendendo di fatto già qualcosa di difficile, impossibile. Gli azzurri continuano, come le ultime domeniche, a sbagliare troppo. L’impressione è sempre la stessa, gli uomini Ancelotti sono poco lucidi e poco brillanti. Si fa fatica a produrre ed a rendersi pericolosi. Il centrocampo spesso sofferente con uomini chiave sottotono.
Come già chiaro ed evidente le brutte partite contro Genoa ed Empoli non erano per distrazione alla partita di stasera ma solo segnali di una lenta e inesorabile parabola. Il Napoli di Ancelotti probabilmente è sparito al termine del girone di andata, probabilmente è da qui che devono partire le riflessioni così come non va dimenticato che i partenopei a Gennaio hanno perso sia Rog che Hamsik senza di fatto mai sostituirli.
Sufficienza solo per Koulibay. Peccato per l’ingenuità di Meret sulla rete, però anche queste cose fanno cresce. Nessuno potrà dimenticare la strepitosa partita dell’andata ed anche la parata del secondo tempo su Aubameyang.
Ora giusto tuffarsi completamente nel campionato con l’intento di mantenere il meritato secondo posto e per Ancelotti capire chi potrà essere utile alla causa l’anno prossimo e chi invece dovrà cambiare aria.

domenica 14 aprile 2019

Chievo Napoli 1-3, tutto facile per gli azzurri

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Il Napoli vince con estrema facilità a Verona e condanna all’aritmetica retrocessione gli uomini di Di Carlo. Ancelotti senza pensare alla partita di giovedì schiera una formazione a trazione anteriore, schierando dal primo minuto contemporaneamente Milik, Insigne e Mertens, lasciando riposare Allan e Meret.
E’ il Napoli che prova a fare la partita sin dalle prime battute. Si rivedono delle buone trame ma con poca precisione sottoporta ma l 13’ da calcio d’angolo Koulibaly di testa, in piena libertà, realizza il vantaggio azzurro. Gli uomini di Ancelotti senza strafare sfiorano il raddoppio, sempre di testa, prima con Chiriches e poi con Milik.

Nella ripresa non cambia il canovaccio del match. Il Napoli domina senza patemi ed il Chievo prova solo a non peggiore il passivo. Al 60’ è Milik, dopo uno strepitoso uno-due con Insigne, ad andare vicino al raddoppio con un tiro ravvicinato che finisce di un nulla fuori. Pochi minuti e proprio il polacco insacca da fuori con un preciso interno sinistro. Nel finale arriva prima il tris del Napoli, ancora con Koulibaly che su azione d’angolo mette in rete con un violento sinistro e poi il goal bandiera del Chievo con Cesar che di testa batte Ospina.

Partita lenta ed a tratti noiosa, classica di fine anno. Senza strafare si vede un Napoli voglioso di lasciarsi alle spalle le tante polemiche piovute in questi giorni. Primo tempo con buone giocate ma ancora con qualche errore di troppo in fase di appoggio. Nella ripresa gli azzurri alzano leggermente il ritmo e chiudono una partita mai in discussione. Peccato per il goal subito nel finale, più che altro perché arriva con una difesa praticamente immobile. Certo la vittoria va prese con le molle vista la pochezza dell’avversario ma segnali positivi rispetto alle ultime uscite se ne sono visti, soprattutto come voglia ed approccio. Buona la vittoria per trovare umore, per tenere a debita distanza l’Inter e per arrivare, almeno psicologicamente, più “leggeri” alla sfida di giovedì. Molto bene Koulibaly e non solo per la doppietta. Sguardo combattivo, voglioso e con grande grinta ovvero il Kalidu che conosciamo. E’ dalla sua personalità e dal suo attaccamento ai colori azzurri che il Napoli deve ripartire per provare l’impresa giovedì.  Ora testa e cuore al match che vale una stagione con la consapevolezza ma anche con la leggerezza di dovere fare una grande prestazione. Servirà ritmo, voglia e una partita perfetta non solo in fase realizzativa ma soprattutto nella fase difensiva dove il Napoli da molte settimane continua a balbettare. Il resto lo farà il San Paolo.

venerdì 12 aprile 2019

Arsenal Napoli 2-0: disastro azzurro

Un bruttissimo Napoli esce sconfitto senza appello dall’Emirates e poteva andare anche peggio.
Ancora una volta un approccio sbagliato e questa volta non ci sono scusanti che tengano.
I Gunners con brillantezza e qualità giocano a piacimento e surclassano gli uomini di Ancelotti in largo ed in lungo. L’Arsenal passa con Ramsey al 14’ e dieci minuti dopo raddoppia con Torreira, anche se il tiro è deviato in maniera decisiva da Koulibaly.
Il Napoli non riesce ad uscire dalla propria metà campo sbagliando in continuazione anche le cose più elementari. Azzurri che stentano pure sul piano fisico arrivando sistematicamente sempre secondi su ogni palla. Nonostante un primo tempo inguardabile, il Napoli ha anche la palla buona con Insigne, ma lo scugnizzo di Frattamaggiore calcia alle stelle da buona posizione.

Nella ripresa la musica non cambia anche se qualche timida discesa gli azzurri la provano.  Solo un grande Meret evita un passivo peggiore salvando in almeno altre tre palle goal per gli uomini di Emery. Il Napoli ha  ancora la sua ghiotta palla goal, che avrebbe reso il ritorno tutt’altra cosa, ma Zielinski da pochi passi su assist di Insigne spara alto. 

Come già evidenziato qualche giorno fa, il Napoli non ha solo problemi mentali ma ha decisamente uno stato di forma precario, soprattutto in certi elementi. Assurdo l’approccio viste tra l’altro che lo  stesso Ancelotti aveva parlato nelle interviste pre gara di volere una squadra coraggiosa. 
Il primo tempo degli azzurri resterà come uno dei più brutti della stagione. Giocatori impauriti, spaesati e senza idee. Emblematici gli sguardi degli azzurri e sorprendente che ad un certo punto gli azzurri addirittura rallentano il gioco quasi come tramortiti dalle folate londinesi.
L’Arsenal si diverte e fa divertire senza neanche troppi sforzi. Nella ripresa un pizzico meglio, un barlume di speranza per il ritorno. 
Al Napoli tra un a settimana servirà un’impresa ma certamente Ancelotti dovrà fare qualcosa in più per stimolare una squadra che sembra non avercene più ne mentalmente ne fisicamente.
Insufficienza per tutti tranne per Meret, incolpevole sulle reti subite ma eccezionale in alcuni interventi e forse tutto sommato se il Napoli è ancora potenzialmente in corsa per la qualificazione lo deve alle parate del suo estremo difensore.
Ancora una volta non solo si è notata la rosa corta ma sopratutto la mancanza di un leader in campo, un uomo che con il solo sguardo possa dare linfa e coraggio ai suoi compagni.

domenica 7 aprile 2019

Napoli Genoa 1-1, partenopei senza mordente

Ancora uno stop per gli uomini di Ancelotti, che non vanno oltre l’1-1 contro un buon Genoa.
Ancelotti rilancia Ghoulam a sinistra e Karnezis tra i pali. In panchina si rivede Insigne.
Partita divertente con ritmi decisamente alti. Il Napoli parte forte e sfiora la rete con Milik con un tiro alto sopra la traversa. Il Genoa risponde con un indemoniato Pandev che sfiora la rete in tre occasioni ma per fortuna degli azzurri il pallone non entra sempre per questioni di centimetri.
Al 28’ il Genoa resta in dieci per l’espulsione di Sturaro reo di un bruttissimo fallo su Allan. Nella circostanza è il VAR che richiama l’attenzione dell’arbitro. I grifoni accusano il colpo e gli azzurri passano al 35’ con Mertens che dal limite insacca. I rossoblu non si scompongono e continuano a giocare la loro ottima gara creando non pochi pensieri alla retroguardia azzurra. Nel finale prima è Callejon a sfiorare il vantaggio ma Radu compie il suo primo miracolo della serata e dopo è Lazovic che su assist di Pandev realizza il meritato pareggio genoano.
Nella ripresa il Napoli ci prova con più convinzione ma un po’ per imprecisione e un po’ per un grande Radu non riesce a passare. Il Genoa con ordine e applicazione porta a casa un punto importante per la sua corsa alla salvezza.
Speriamo di sbagliarci e soprattutto di essere smentiti giovedì sera ma il Napoli non ha solo staccato mentalmente la spina, c’è qualcosa che scricchiola pericolosamente in tutta la fase passiva. Il centrocampo sembra a corto di fiato e quasi sempre viene infilato dagli avversari. La difesa, con Koulibaly ancora una volta non perfetto, rischia sistematicamente ad ogni discesa avversaria. L’emblema di questo preoccupante momento lo si è potuto vedere quando nonostante la superiorità numerica il Napoli riusciva comunque a subire ripartenze pericolose del Genoa. Se poi ci metti pure che stasera si è ritornato a sbagliare anche sottoporta, diventa quasi automatico non vincere le partite. 
Mancano quattro giorni ad una partita che potrebbe valere una stagione, vogliamo credere che Ancelotti riesca a riportare il giusto equilibrio e le giuste accortezze per ritrovare il vero Napoli. Presentarsi in questo stato a Londra si rischia addirittura di rendere vana la partita di ritorno. Hysaj ancora una gara insufficiente, la coppia Koulibaly- Maksimovic a fasi alterne. Ghoulam lontano dalla sua miglior forma . Zielinski evanescente e Milik poco incisivo, troppe le palle goal sprecate dal polacco. In generale tutta la squadra stanca fisicamente e mentalmente.
Un po’ tutti lo auspicavano sin dall’inizio ma vederlo materialmente mette tristezza. Domenica, con ancora sette giornate da giocare, lo scudetto verrà già assegnato, restiamo dell’opinione che bisogna trovare una formula per rendere questo campionato più avvincente.
Testa e cuore a Londra dove giovedì ore 21 il Napoli disputerà l’andata di finale di Europa League contro l’Arsenal di Emry, vero intenditore di questa competizione. 
La speranza è di vedere un altro Napoli.