domenica 5 maggio 2019

Napoli Cagliari 2-1: in rimonta gli azzurri conquistano matematicamente il secondo posto


Il Napoli vince in rimonta contro il Cagliari e blinda definitivamente il secondo posto. Si rivede finalmente Albiol al centro della difesa. Nei quattro di centrocampo riposa Callejon per Verdi e viene ripresentato ancora il tedesco Younes.
Primo tempo noiosissimo. Parte meglio la squadra sarda almeno per intensità e voglia contro un Napoli svogliato e spesso impreciso. Con i minuti però gli azzurri prendono il controllo delle azioni ma senza mai impensierire la retroguardia rosso-blu eccetto un diagonale di Younes (in sospetto offside) fuori di poco. La prima frazione termina con un dato negativo mai registrato, se non nella lontanissima prima giornata di Campionato contro la Lazio, zero tiri in porta per la squadra di Ancelotti.
Nella ripresa arrivano i fuochi d’artificio. Il Napoli scende in campo più convinto e soprattutto con più ritmo. Si rende subito pericoloso un paio di volte con Mertens ma nel suo momento migliore è il Cagliari a passare con un diagonale dell’ex Pavoletti imbeccato da uno straordinario tacco di Barella. E’ la scintilla definitiva che accende l’incontro. Gli azzurri si riversano a testa bassa in attacco e complice anche i cambi di Ancelotti (Callejon per Verdi, Milik per Younes, Ruiz per Allan) producono palle goal a ripetizioni. Zielinsky scalda i guantoni di Cragno in due conclusioni da fuori poi è Milik a sfiorare la rete con un paio di conclusioni che finiscono fuori di poco. All’80’ Cragno con l’aiuto del palo compie un vero miracolo su colpo di testa di Mertens ma è lo stesso folletto belga che quattro minuti dopo insacca proprio di testa su cross pennellato di Ghoulam. Gli uomini di Ancelotti ci credono e chiudono il Cagliari nella propria area. Quando il pareggia sembra scritto, in pieno recupero Ghoulam crossa, Ionita colpisce il pallone con il gomito ma l’arbitro fa continuare. Dopo oltre minuto l’arbitro viene richiamato dal VAR e assegna, tra le proteste sarde, il rigore. Insigne con freddezza realizza e regala il secondo posto matematico agli azzurri con tre giornate di anticipo. La quinta volta nell’era De Laurentiis.
Non serve schierarci ma è opportuno fare solo delle piccole riflessioni. Quest’annata oggettivamente parlando non può considerarsi per nulla fallimentare con un secondo posto conquistato a tre giornate dalla fine e con un’uscita ai gironi di Champions contro due corazzate come Liverpool e PSG, tra l’altro eliminazione avvenuta solo per differenza reti. Così come non può essere considerata deludente o sorprendente l’uscita ai quarti di Europa League contro l’Arsenal di Emery sia per esperienza sia per blasone. Magari si può parlare di delusione nell’uscita dalla Coppa Italia per mano di un non irresistibile Milan o perché il Napoli non è mai stato realmente vicino alla Juventus.
Ma l’unica vera delusione, se questa può essere chiamata tale, è il gioco espresso dalla squadra di Ancelotti, purtroppo molto lontano da quello spumeggiante e invidiato da mezza Europa di Sarri. In fin dei conti in termini di risultati nulla è cambiato, considerando non solo che è il primo anno del mister di Reggiolo ma che anche tutte le maggiori testate giornalistiche ad agosto davano il Napoli quinto. Quindi parlare di fallimento sembra eccessivo e non veritiero. A solo scopo di pura cronaca questi sono i dati in fatturato al termine della stagione scorsa Juventus - 410,7 milioni, Inter - 297,3 milioni, Roma - 257 milioni, Milan - 219,8 milioni Napoli - 185,4 milioni a voi le sentenze e le opportune riflessioni. 
Questo sicuramente non vuole dire che vince e vincerà sempre la più ricca ma l’eventuale vittoria del Napoli è un’eccezione e non la regola. Non dimentichiamoci ancora che i partenopei sono l’unica squadra italiana sempre presente in Europa negli ultimi dieci anni e soprattutto con un fatturato virtuoso. Qualche tifoso storce il naso e vorrebbe vedere il Napoli vincere uno scudetto e magari l'anno successivo poi fare un Campionato anonimo ma considerando che De Laurentiis è un imprenditore e il Napoli non è altro che una sua società autofinanziata non si possono fare certi ragionamenti di cuore.

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