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giovedì 7 dicembre 2017

Feyenoord Napoli 2-1, finisce con una brutta sconfitta l’avventura Champions



servizio di Vincenzo Capretto @ riproduzione riservata

Il Napoli saluta, come da copione, la Champions nella notte di Rotterdam perdendo addirittura contro il modesto Feyernoord.
Non si può non ammirare i tifosi olandesi che nonostante lo zero nella casella dei punti riempiono lo stadio all’inverosimile, in Italia una cosa del genere non avverrà mai.
Pronti via ed il Napoli passa, da azione d’angolo è Zielinski a metterla dentro per il vantaggio azzurro. Gli azzurri gestiscono bene la gara e sfiorano la rete prima con Mertens che a tu per tu con il portiere olandese si fa ipnotizzare dallo stesso e poi con Hamsik che viene anticipato sulla linea di porta biancorossa a portiere battuto. In pieno controllo del match il Napoli subisce il pareggio del Feyenoord, Albiol manca lo stacco e di testa Jorgensen trafigge un incolpevole Reina. Proprio in contemporanea arriva la notizia del vantaggio dello Shakthar contro il City tagliando le gambe definitivamente agli azzurri. Il primo tempo finisce con un rigore negato al Napoli per un fallo in area su Callejon.
Il secondo tempo è solo la conseguenza di quello che accade in Ucraina, il Napoli ci prova senza convinzione ed il Feyenoord fa la sua buona partita di contenimento. Gli azzurri si superano al 90° quando riescono a far segnare anche il goal vittoria agli olandesi rimasti in dieci, ancora di testa questa volta con Juste ed ancora su dormita colossale di Albiol.
Sapevamo già prima di iniziare che le possibilità di superare il turno erano davvero basse, nessuno di noi ha mai pensato che il City andava in Ucraina a giocarsi una partita che non serviva a nulla e soprattutto prima di un big match come quello di domenica che gli uomini di Guardiola avranno contro lo United. Il Napoli in realtà in parte, prima di questa partita, l’aveva fatto perdendo la prima gara con lo Shakthar ma poi vincendo con gli interessi il “ritorno”, purtroppo la sfortuna del Napoli è stata quella di incontrare il Manchester City nelle partite centrali quando gli inglesi giocavano ancora per la qualificazione. Ovviamente questa è un’interpretazione puramente buonista, gli azzurri quella prima gara di Champions in Ucraina non dovevano perderla anche perché hanno dimostrato di essere più forti e soprattutto perché sapevano molto bene che le sfide con gli ucraini erano quelle decisive. Entrare nel dettaglio di questo incontro non è semplice perché è una partita che dal primo all’ultimo minuto è stata condizionata da quello che succedeva a Kharkiv.
Gli azzurri non possono fare a meno di uomini come Ghoulam e Insigne e stasera, sulla fascia sinistra, si è fatta sentire ancora di più la loro mancanza. I partenopei a parte i primi venti minuti sono sembrati ancora una volta lenti, con poche idee e con scarsa convinzione. La sensazione è sempre la stessa: gli azzurri non giocano più il loro spumeggiante calcio sembrano davvero molto stanchi, continuano a sbagliare troppi appoggi, mancano di quelle accelerazioni, movimenti e quelle verticalizzazioni che hanno fruttato così tanto agli uomini di Sarri. Il Napoli inizia male la Champions e la finisce ancora peggio, perde la sua quarta partita su sei in un girone tutt'altro che impossibile e riesce nell’ardua impresa a far vincere la prima partita della stagione in Champions ad un modestissimo Feyenoord.
Bisogna trovare il bando della matassa perché a prescindere gli oggettivi limiti fisici ed i tanto decantati limiti di rosa, gli azzurri stanno palesando grossi limiti anche di tenuta mentale, una squadra che vuole diventare grande non può farsi condizionare dalle notizie che provengono da altri campi, prima si vince e si convince, e poi si aspettano notizie.
In una serata così grigia nessuno degli azzurri raggiunge la sufficienza, su tutti il peggiore è Albiol capace di dormire su entrambi i goal olandesi.
Il Napoli retrocede in Europa League e lo fa da non testa di serie vista la sconfitta di questa sera, ricordiamo che in base ai punti raccolti nel proprio girone le migliori quattro delle squadre retrocesse dalla Champions saranno teste di serie.
L’Europa League riprenderà a Febbraio e fin da ora si spera che gli azzurri non snobbino comunque una competizione europea che con l’avanzar dei turni diventa sempre più affascinante e importante.
Ora testa al campionato mettendo da parte più in fretta possibile questa nuova delusione dopo quella di venerdì, la speranza è quella di trasformare tutta la rabbia e la delusione, compensando la grande stanchezza, se non nel gioco tanto decantato di qualche domenica fa nei tre punti che servono come il pane sia per la classifica ma soprattutto per il morale.

domenica 10 settembre 2017

Un Napoli non bello espugna Bologna, gli azzurri fanno tre vittorie su tre



Nel solito clima infuocato del Dall’Ara con la sua, probabile, peggior prestazione dall’inizio della stagione il Napoli vince a Bologna.

LA PARTITA: AL 6°, il Bologna vicino al gol. Rossoblu molto aggressivi, recuperano palla e servono Verdi che disorienta Hysaj e va al tiro dall'interno dell'area da posizione defilata con un bel diagonale, palla fuori di poco. Pochi minuti ed un miracolo di Reina evita il goal su punizione calciata benissimo da Verdi. Il Napoli si affaccia nell’area solo al 33°, lancio di Allan per Callejon in posizione di ala sinistra, tocco per l'inserimento di Hamsik che tira a volo, palla centrale bloccata da Mirante. Il primo tempo finisce con l’infortunio di Chiriches, ancora una volta alla spalla.
Nella ripresa è ancora il Bologna che sfiora il vantaggio. Destro a tu per tu con Reina che esce benissimo e salva ancora, la palla rimbalza su Destro e corre verso la porta, ma Koulibaly salva sulla linea. Al 66’ gira la partita, cross di Insigne dalla sinistra per Callejon che buca Helander e di testa fa 1-0. Il Bologna si sgonfia minuto dopo minuto e all’82’ arriva il colpo del KO, Mertens ruba palla a Pulgar e si presenta davanti a Mirante, battendolo con una conclusione che si infila tra le gambe del portiere. Cinque minuti ed il tris è calato, azione meravigliosa del Napoli che arriva in porta con la palla, appoggio finale di Callejon per Zileinski che deve solo depositare in rete. Gli azzurri addirittura nel finale sfiorano il poker con Allan, oggettivamente esagerato.

L’ANALISI: Non comprendiamo la scelta di Sarri di schierare Jorginho ed Hamsik al posto di una mediana più tonica e combattente come Diawara e Zielinski. Diventa un mistero Maksimovic, al serbo ancora una volta gli viene preferito il rumeno Chiriches nonostante i suoi, già noti, problemi alla spalla. Primi venticinque minuti di marca bolognese, il Napoli letteralmente in balia degli avversari. Da un lato una squadra aggressiva e battagliera dall’altra una distratta e molle, gli azzurri sbagliano passaggi, anche elementari, in sequenza denotando un’incomprensibile svogliatezza. Si salvano solo Callejon e Reina, quest’ultimo autore del miracolo sulla punizione di Verdi.
Il secondo tempo è la copia del primo, Napoli rientra appena più pimpante ma è il Bologna che sfiora la rete con Destro, ancora Reina salva. Nel momento di stanca della partita, Insigne tira fuori dal cilindro l’assist da campione per Callejon che si fa trovare sempre presente. Il Napoli si sblocca, prende coraggio e approfittando del calo psicofisico chiude la partita con 1-2 micidiale. Risultato severo per il Bologna, gli azzurri sfruttano tutte le palle goal avute invertendo il trend che di solito lo contraddistingue. Il risultato non deve influenzare le valutazioni, c’è da capire perché il Napoli è entrato in campo così scarico mentalmente effettuando errori banali in continuazione e soprattutto molto lento rispetto al solito. Bene però, vincere questo tipo di partite, le cosiddette partite “sporche”. Giocare male, soffrire ed essere così cinici è un altro segnale di crescita mentale.
Peggiori c’è ne sono tanti oggi da Jorginho ad Hamsik, allo stesso Insigne, anche se allo scugnizzo va dato merito del pregevolissimo assist a Callejon che difatti spiana la strada alla vittoria per gli azzurri. I migliori sono Reina che salva con due parate fondamentali, Koulibaly un muro e Callejon presente ovunque. Se si vince così davvero possiamo pensare in grande……ora testa e gambe a mercoledì per la prima di Champions!!!

domenica 6 agosto 2017

Bournemouth Napoli 2-2. Il solito Napoli bello e sciupone impatta nell’ultima amichevole esterna

servizio di Vincenzo CAPRETTO © riproduzione riservata

Gli azzurri nell’ultima amichevole fuori dalle mura amiche impattano contro il Bournemouth denotando i soliti limiti.
Il Napoli si schiera con la formazione tipo dell’anno scorso e, con ogni probabilità, la stessa che sfiderà il Nizza nel preliminare di Champions.
Un primo tempo meraviglioso, gli azzurri pressano a tutto campo sciorinando un calcio da applausi con passaggi veloci e improvvise verticalizzazioni arrivando con una facilità disarmante alla conclusione. Inizia Callejon su imbeccata di Insigne, il pallonetto dello spagnolo viene salvato sulla linea, pochi minuti è lo stesso scugnizzo di Frattamaggiore a mettersi in proprio ma il portiere inglese respinge. Dopo un’ennesima occasione con Hamsik che calcia di poco alto da buona posizione, arriva il meritato vantaggio in maniera rocambolesca. Begovic sbaglia il rinvio, il pallone arriva ad Insigne che tira, deviazione fortuita di Mertens che spiazza il portiere. I partenopei prima della fine della prima frazione sfiorano il raddoppio più volte, due con Mertens ed una con Insigne ma è il portiere inglese che ancora una volta nega la rete agli azzurri.
Insigne nell’azione del vantaggio azzurro. – Fonte WEB –
Il secondo tempo scende in campo la brutta copia del Napoli del primo. Azzurri poco concentrati e molli soprattutto sulle seconde palle. Il pareggio del Bournesmoth arriva al 10’, cross dalla sinistra di Gradel che viene deviato da Hysaj, Reina non esce al meglio dai pali ed Afobeviene lasciato libero di colpire di testa a porta praticamente sguarnita. Gli azzurri provano a replicare con Mertens ed Insigne ma senza esito. Il Napoli cala fisicamente e mentalmente concedendo campo agli avversari. Nel finale il botta è risposta con lo stesso protagonista, Zielinski.  Passano in vantaggio gli inglesi, Zielinski subisce un intervento duro e la difesa azzurra inspiegabilmente si ferma, in attesa del fischio dell’arbitro che non arriva. Ne approfitta Francis che sbuca da dietro ed infila Rafael. Pochi minuti e arriva il pari definitivo, Rog dal centro dall’area scarica dietro per Zielinski che con il piatto trova un colpo da biliardo che si infila nell’angolino basso.
Mi verrebbe da dire solito Napoli, solite amnesie, solite delusioni. Azzurri straordinari nella prima frazione ma come spesso capitava l’anno scorso, non riescono a capitalizzare le tante palle goal create. Nella ripresa il calo fisico e soprattutto quello mentale fanno compiere le solite amnesie alla squadra. Nel primo goal non si comprende come Ibe parti dalla sua metà campo senza incontrare grossi impedimenti mentre non si comprende del perché una squadra intera e nello specifico Albiol si fermi completamente sul presunto fallo subito da Zielinski, ingenuità da dilettanti.
Buona prova di Insigne, Callejon, Hamsik e Zileniski quest’ultimo subentrato nella ripresa per Allan. Piccole sofferenze nella fase difensiva di Hysaj. Ancora rimandato Milik.
Nonostante tutto risultato bugiardo ma che comunque si spera possa servire per comprendere certi errori in vista dell’importantissimo preliminare con il Nizza.
Si replica il 10 con l’esordio degli azzurri al San Palo contro l’Espanyol, ultima sfida che non conta poi è vietato sbagliare, si comincia sul serio!!!