servizio di Vincenzo Capretto ©riproduzione riservata
Gli azzurri dopo il tonfo dell’Inter nel pomeriggio contro l’Udinese si riprendono la testa della classifica andando a vincere a Torino con forza ed autorevolezza.
Sarri sceglie ancora una volta il “solito” Napoli delle ultime domeniche ma questa volta c’è un’eccezione, forse quella decisiva, il Mister è riuscito a preparare il match per sei giorni di fila, cosa che non accadeva da mesi. Riavvolgiamo il nastro.
Sarri sceglie ancora una volta il “solito” Napoli delle ultime domeniche ma questa volta c’è un’eccezione, forse quella decisiva, il Mister è riuscito a preparare il match per sei giorni di fila, cosa che non accadeva da mesi. Riavvolgiamo il nastro.
Si parte e dopo 3’ gli azzurri passano con Koulibaly che d’azione d’angolo trafigge di testa Sirigu, questa volta non è un fuoco di paglia, il Napoli sembra essere ritornato e prima sfiora il raddoppio con Mertens con un gran diagonale che finisce fuori di un niente e poi lo ottiene con Zielinski lanciato in rete da Jorginho. Il Torino è tramortito ed il Napoli affonda il colpo. Alla mezz’ora Jorginho serve Mertens in area, il folletto belga aspetta l’arrivo di Hamsik che con un bolide preciso e violento serve il tris e agguanta Maradona al vertice della classifica dei goal fatti in maglia azzurra. Il primo tempo finisce con il Toro in avanti con Baselli che da pochi metri dalla porta azzurra spara alto.
Nel secondo tempo il Napoli abbassa i ritmi ed il Torino prende campo senza però creare grosse palle goal, anzi è il Napoli che sfiora il poker con Zielinski ma il tiro è debole e con Hamsik che a botta sicura lambisce il palo. Gli sforzi dei granata vengono premiati al 63’ con Belotti che con un tiro non del tutto irresistibile supera Reina. Gli azzurri sanno soffrire ed in ripartenza si avvicinano ancora alla quarta rete, prima è Allan che si presenta a tu per tu con Sirugu ma si “addormenta” permettendo l’intervento del difensore e poi è Mertens che da solo scivola nel momento del tap-in vincente a portiere battuto. La partita termina tra gli applausi dei tanti tifosi azzurri occorsi all’Olimpico di Torino.
Sin dai primi minuti si vede che gli azzurri non sono quelli “brutti”, lenti, stanchi e con poche idee visti nelle ultime settimane. Ritorna il goal, la brillantezza, le giocate e la velocità, la conseguenza inevitabile è che il Napoli dopo solo 30 minuti è già sul tre a zero. E’pur vero che di fronte il Torino commette errori difensivi da matita rossa ma questo non sminuisce la grande prestazione e soprattutto il devastante primo tempo dei partenopei. Nel secondo tempo gli azzurri calano fisicamente ed iniziano a soffrire ma nonostante questo sfiorano il poker più volte concedendo al Torino solo il goal della bandiera con il gallo Belotti. Buono, anzi buonissimo il rientro di Insigne che dimostra di aver smaltito ampiamente l’infortunio.
Il capitano, diremo finalmente, raggiunge Maradona in testa alla classifica dei marcatori azzurri di tutti i tempi entrando di diritto nella leggenda della Sociètà, nonostante le tante critiche soprattutto negli ultimi periodi mai nessuno ha messo in dubbio quello che rappresenta per il Napoli: una bandiera o meglio l’ultima vera bandiera del Napoli dopo D10S.
Il capitano, diremo finalmente, raggiunge Maradona in testa alla classifica dei marcatori azzurri di tutti i tempi entrando di diritto nella leggenda della Sociètà, nonostante le tante critiche soprattutto negli ultimi periodi mai nessuno ha messo in dubbio quello che rappresenta per il Napoli: una bandiera o meglio l’ultima vera bandiera del Napoli dopo D10S.
Tutti ampiamente sopra la sufficienza, di spessore la prestazione ancora una volta di Koulibaly ma la palma del migliore oggi va di diritto ad Hamsik capitano e simbolo di un’intera città. Il peggiore se può essere chiamato tale è Reina, sembrato indeciso non solo sulla rete subita e Mertens che sembra essere fuori forma e anche tremendamente sfortunato, lo aspettiamo con ansia.
Il Napoli da continuità ai primi segnali di risveglio già visti domenica nel secondo tempo contro la Fiorentina e soprattutto conquista i tre punti che lo riporta in vetta meritatamente in uno dei campionati più belli e difficili di tutta la storia del calcio italiano.
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