venerdì 23 dicembre 2016

Stanchi e distratti

Finisce con un pareggio il 2016 del Napoli, pareggio che deve far riflettere soprattutto per l’andamento della gara.
Momento chiave è la fine del primo tempo, Kalinic già ammonito cade in area da solo Tagliavento lo grazia in quanto il croato con ampi gesti fa capire al direttore di gara che non voleva il calcio di rigore. Mi chiedo se l’arbitro avesse fischiato il rigore Kalinic avrebbe detto che non lo era?! Purtroppo non lo sapremo mai.

Tornando alla partita, nel primo tempo, ritmi bassi con una supremazia territoriale degli azzurri. Dopo un tiro parato da Tatarusanu su Insigne ed un tiro fuori di poco di Callejon arriva la meravigliosa giocata di Lorenzihno, dal lato destro dell’area viola dribbling secco su Chiesa e tiro a giro all’incrocio. Sublime.
Pochi minuti e dopo un’azione da Playstation Zielinski sfiora il raddoppio, dall’altra lato la viola si fa pericolosa con Kalinic. Finisce il primo tempo con l’infortunio di Chiriches che lascia il campo per Maksimovic.

Ripresa scoppiettante che fa felici tutti i tifosi soprattutto i neutrali molto meno gli allenatori.
La Fiorentina entra in campo con mordente e cattiveria alzando vertiginosamente i ritmi. Maksimovic in perenne difficoltà su Kalinic costretto spesso a fare fallo, su uno di questi, Bernadeschi trova  il pareggio su punizione deviata da Callejon. La Fiorentina continua ad attaccare ma gli azzurri prima sfiorano il vantaggio con Mertens con salvataggio sulla linea di Olivera e poi passano con lo stesso folletto belga su una sciagurata palla persa di Tomovic, per l’azzurro sono 8 goal nelle ultime tre partite.
Il Napoli continua a non saper gestire certi momenti e dopo un minuto ancora Bernadeschi pareggia con un tiro dai venticinque metri , il quale seppur bello, Reina arriva leggermente in ritardo. Dal campo si capisce che la Fiorentina ne ha di più sia fisicamente che mentalmente, ancora Bernadeschi  con un pregevole lancio serve Zarate, appena entrato in campo, che al volo fulmina Reina.
Quando la partita sembra finita, al 92° il nostro Babbo Natale belga trova uno dei suoi spunti procurandosi il calcio di rigore del pari che Gabbiadini, subentrato per Diawara, realizza dimostrando una freddezza non comune.

Il migliore, seppur non brillando rispetto all’ultima uscita, resta Mertens autore di una “furtiva” e caparbia rete e del fallo che ha sancito il rigore per il pari del Napoli. Centrocampo in sofferenza in tutti i suoi attori. Poco incisiva la fascia destra con Callejon e Hysai sotto i loro standard. Bene Insigne, insicuro Maksimovic su Kalinic e Reina ancora una volta non esente da colpe.

Napoli meno spumeggiante rispetto al solito, azzurri in certi frangenti distratti e sulle gambe. Fa riflettere che i partenopei continuano ad avere ancora grosse lacune a livello di mentalità, domenica scorsa sono stati concessi tre goal al Torino in una partita dominata in lungo ed in largo, oggi il Napoli ha subito il pareggio del 2-2 dopo appena cinquanta secondi, una squadra che punta a stare in alto non può permettersi simili distrazioni e cali di tensione.
Il Napoli con i due goal di stasera raggiunge quota 100 goal nell’anno solare nonostante la perdita prima di Higuain e poi di Milik per infortunio, gli azzurri davvero sono una macchina da goal grazie soprattutto al gioco di Mister Sarri.
Finisce un anno fatto di emozioni e ricordi indelebili come il secondo posto in campionato, il record di goal di Higuain e la soddisfazione della qualificazione agli ottavi di Champions da primi nel girone ed con l’ansia di affrontare il Real a Febbraio, finisce anche un anno di rabbia e tristezza per la partenza di Higuain e per non aver lottato fino all’ultima giornata per il titolo. Ci auguriamo un 2017 azzurro fatto solo di gioie per importanti traguardi raggiunti e di limare quelle imperfezioni che,purtroppo, non ci rendono ancora una grande squadra.

Buon Natale e felice anno nuovo a tutti i tifosi azzurri. 

domenica 18 dicembre 2016

Pazzo NAPOLI!!!

fonte:gazzetta.it
Il Napoli raggiunge l’obbiettivo di giornata superando il Milan, raggiungendo il terzo posto e mettendosi a -1 dalla Roma ormai nel mirino.
Il Babbo Natale a Napoli quest’anno è belga, non ci sono parole e aggettivi per descrivere quello che in questo momento sta facendo il nostro “falso nueve”.
L’equilibrio dura circa dieci minuti fino a quando sul Torino si abbatte il ciclone Napoli.
Gli azzurri con degli strepitosi Hamsik e Zielinski dominano il centrocampo mentre la banda bassotti con a capo Mertens fanno vedere le stelle, volendo restare in tema natalizio, alla difesa del Toro.
Ed ecco che in serie arriva la tripletta di Mertens. Il primo su azione d’angolo con una rasoiata di prima intenzione, il secondo su rigore procurato dallo stesso folletto ed il terz o su una respinta miracolosa di Hart su tiro di Callejon. Gli azzurri dominano e corrono quasi il triplo degli avversari, sciorinano calcio di alta scuola che in pochi in Europa riescono a fare con verticalizzazioni e tocchi di fino di una precisione millimetrica. Insigne, Callejon e Mertens creano, disfano e ricreano palle goal a piacimento quasi come una partita di allenamento, negli occhi dei giocatori del Toro e di Mihajlovic si vede il terrore ad ogni discesa del Napoli. Il primo tempo finisce sotto uno scrosciante applauso del pubblico partenopeo.

Il secondo tempo i partenopei  calano il ritmo e permettono ai granata di rientrare, seppur parzialmente, in partita. Da un rimpallo fortuito arriva il tocco di Belotti che accorcia le distanze facendo innervosire Mister Sarri e non solo lui. Chiriches decide di partecipare alla festa esce dalla propria area palla al piede per poi richiudere nell’altra area una  ripartenza magistrale con un tap-in vincente su assist di Callejon.  Le bollicine al San Paolo non sono ancora finite, il Toro approfittando di un’indecisione di Reina su punizione riaccorcia le distanze con Rossettini. Ad onor di regolamento una rete da annullare in quanto il pallone viene, seppur con indecisione, bloccato a terra con una mano da Reina. 4-2 finita??
Macchè Mertens decide di far nominare a TV, tifosi e giornali il Dio del calcio quando con un imparabile palombella cala il suo poker personale e la cinquina per gli azzurri. Mostruoso, divino  un goal davvero alla Diego.
Per la cronaca il Torino chiude il banchetto del goal con un rigore generoso concesso da Doveri per un fallo di Callejon su Iago Falque.
Mertens da 10 in pagella anzi ora nasce un nuovo enigma, sarà un bene riportare il belga sulla fascia per far rientrare Milik o il “famoso” nuovo attaccante?! Il campo ci dirà.
Tutti ampiamente sopra la sufficienza ad eccezione di Reina che incappa in una serata no. Altro dato che la dice lunga sullo stato degli azzurri, da stasera il Napoli ha il miglior attacco delle Serie A superate nella stessa giornata Juventus e Roma.

Azzurri pressoché perfetti sotto ogni aspetto soprattutto nella prima frazione peccato per quei cali di tensione della ripresa che purtroppo prima o poi arrivano e che devono assolutamente sparire affinchè il Napoli possa tornare e restare nelle zone che contano. Preferiamo un magico Napoli che un pazzo Napoli anche e soprattutto per le nostre coronarie!!!

domenica 11 dicembre 2016

Straripanti

Finalmente possiamo gridarlo 'il Napoli è tornato'.
Gli azzurri, nonostante l'orario inusuale, le scorie post Champions e il livello di pressione alzato negli ultimi giorni dai cagliaritani, dimostrano da subito di aver lasciato il periodo negativo entrando in campo con una feroce determinazione e lasciando poco o nulla agli avversari.
Sarri cambia cinque giocatori rispetto a Lisbona ma la soave musica delle ultime partite non cambia.
Pochi minuti e gli azzurri sfiorano il goal prima con Callejon e poi con Zielinsky, entrambi i tiri finiscono fuori di poco. Il Cagliari viene schiacciato in largo ed in lungo da un Napoli in formato Champions. Hamsik sfiora ancora il goal con salvataggio cagliaritano sulla linea. Poco male, Mertens l'uomo del momento, inventa dal nulla riceve in aerea, finta a liberarsi e destro chirurgico per il vantaggio. Dieci minuti e sul finire del primo tempo partita in ghiaccio. Hamsik respinge in rete un pallone finito sulla traversa su colpo di testa di Insigne, azione meravigliosa per velocità e concretezza. Finisce il primo tempo con la sostituzione di Koulibaly che si procura una botta al ginocchio sinistro in una delle sue uscite poco lucide dalla difesa, speriamo non sia nulla di grave.

Secondo tempo riparte come il primo, gli azzurri non accusano la stanchezza delle tante partite ravvicinate e continuano a pressare e giocare in maniera ficcante.
Arriva il tris con Zielinsky che con un siluro dai venticinque metri fulmina Storari, partita virtualmente chiusa. Gli azzurri si divertono, macinano gioco e creano palle goal arrivando con una semplicità disarmante alla porta sarda. Mertens in un periodo d'oro ne fa altri due, il primo su assist di Insigne mentre il secondo tutto da solo. Gli azzurri calano la manita e sfiorano più volte il cappotto, la partita termina con uno spettatore non pagante, Reina . Pagelle altissime, tutti vicino al sette ed ovviamente un otto pieno al folletto belga.

Un Napoli perfetto e come vorremmo sempre, entra in campo con determinazione e attenzione pari ad una partita di Champions, non lasciando nulla al caso, pressing alto, verticalizzazioni, inserimenti e fase offensiva stile Barça, ottimo centrocampo e minime sbavature in difesa. Sono cambiati più volte gli interpreti nelle ultime gare ma il risultato resta di pregevole fattura sia sottoforma di gioco che di risultato. Sono 10 i goal fatti e 2 subiti nelle ultime tre partite e 32 dopo diciotto, quattro in più rispetto all'anno scorso, questo a ribadire che se tutto gira può anche non servire il NOVE che sia Higuain o Milik.

Siamo sinceri, Sarri non ha cambiato quasi nulla rispetto alle precedenti partite sciagurate la differenza la stanno facendo i giocatori con una forma fisica invidiabile che aggiunta agli ultimi risultati positivi fanno sì che il Napoli sia ritornato così prorompente  e che al momento non gli si può precludere nessun obiettivo!!

Senza guardare il calendario e la classifica continuiamo su questa strada e presto torneremo dove meritiamo.

mercoledì 7 dicembre 2016

Ben fatto. Ottavi arriviamo!

Napoli vincente e convincente. Azzurri volano con merito agli ottavi di Champions da primi nel girone.

Ambiente caldissimo, tensione altissima e partita molto tattica e bloccata nelle prima frazione di gioco.

Qualche errore di troppo dall’una e l’altra parte. Il Napoli però, una volta sceso in campo stranamente, non sembra soffrire la bolgia del Da Luz e la sua pressione. Con il passare del tempo e con le buone notizie che arrivavano da Kiev le squadre sembrano

rilassarsi e l'ansia inizia a sparire. Il primo tempo termina con una clamorosa palla goal per Gabbiadini ben parata dal portiere lusitano.

La ripresa diventa esclusivamente uno spareggio per il primo posto visto che i turchi del Beskitas vengono asfaltati dagli ucraini della Dinamo che nulla avevano da chiedere a questa Champions.

Azzurri iniziano a giocare a calcio come solo loro sanno fare. Velocità, verticalizzazioni, pressing e ripartenze, al Benfica , insieme ai suoi tifosi non resta che ammirare gli azzurri. Callejon sfiora il goal su assist magistrale di Insigne poi entra Mertens che con la sua cattiveria e classe spacca l’incontro. Il folletto belga verticalizza per Callejon che con un tocco sotto porta in vantaggio gli azzurri. Il Napoli spadroneggia al Da Luz e Mertens si mette in proprio, in area semina il panico e raddoppia con un meraviglioso tiro di destro che bacia il palo prima di finire in rete.

Gli azzurri non si fermano e restano concentrati e perfetti per quasi tutto l’incontro.

Giusto per non perdere il vizio però, Albiol, a tre minuti dalla fine decide di riscaldare gli animi dei tifosi del Benfica e con una sufficienza deleteria, dovuta alla troppa tranquillità, decide di provare un dribbling non nelle sue corde. Frittata fatta e il Benfica accorcia le distanze rendendo più caldi gli ultimi minuti. Ci fa piacere sottolineare la giusta rabbia che Mister Sarri sfoga con la sua squadra. Amnesia inconcepibile ed inspiegabile. Bisogna evitarle sempre e comunque soprattutto a questi livelli.

La partita però finisce lì. Callejon il migliore, a ruota Mertens e Hamsik. Ampia sufficienza per tutti compreso per Albiol visto che il suo errore non ha influito.

Il Napoli vince e con merito finisce primo nel girone per la prima volta nella sua storia. Gran bella soddisfazione. Qualificazione che purtroppo gli azzurri nell’arco di questi mesi hanno messo a rischio con qualche partita sottotono soprattutto per l’assenza di una vera punta centrale ma che comunque hanno meritato ampiamente.

Ora testa al Campionato fino a Febbraio per ritornare in quelle posizioni che contano e che questa squadra ormai ha nel DNA. A gennaio si attende la punta centrale per completare la rosa e poi si può pensare agli ottavi di Champions qualunque squadra gli azzurri peschino lunedì.

Il Napoli il suo obbiettivo di Coppa l’ha già raggiunto.

Chiudo con una nota, ci ha visto lungo Sarri, aveva ragione giocherà partite ancora più importante di questa sera. Chapeau Mister!!!

 

sabato 3 dicembre 2016

Si riparte?

ANSA
Che sia un nuovo inizio, che sia questa la partita della svolta soprattutto mentale. Il Napoli scende in campo con una cattiveria agonistica vista in poche partite quest’anno, la stessa Inter resta sorpresa dell’aggressività dei primi 15 minuti. Gli azzurri passano subito al primo affondo con un’azione magistrale chiusa con il suo primo goal di Zielinski con un diagonale tanto “sporco” quanto tanto angolato. Palla al centro ed il Napoli, dopo appena tre minuti, raddoppia con il capitano lanciato da un ispiratissimo Zielinski Marek batte Handonovic con un preciso diagonale fulmineo raggiungendo 104 goal di Cavani. Auguri Capitano. Gli azzurri dominano in lungo ed in largo con centrocampo perfetto e in netta supremazia sugli uomini di Pioli, inserimenti continui e intelligenti ma forse andava sfruttata meglio qualche ripartenza. Lo stesso Gabbiadini riesce in qualche movimento da vera punta. Tiene meglio la difesa con il recuperato Albiol anche se concede due buone opportunità con Icardi che il redivivo Reina sventa. Secondo tempo, l’Inter parte a testa bassa rendendosi pericolosa con Perisic che sfiora l’1-2 ma la serata è tinta di azzurro. Su azione d’angolo arriva il tris con un meraviglioso sinistro di prima intenzione di Insigne fino a quel momento un po’ sottotono rispetto alle ultime uscite. L’inter ci riprova e Reina nega un goal fatto a Candreva. Gli azzurri sfruttando i larghi spazi concessi, sfiorano il goal con Hamsik e Gabbiadini ma Handanovic neutralizza entrambe le circostanze. La partita si chiude con un mancato tap-in di testa di Perisic per il goal della bandiera. Da segnalare nella ripresa l’inserimento di Rog accolto dal pubblico come un goal, il ragazzo in un quarto d’ora fa comprendere la bontà dei suoi piedi. Partita ottima del Napoli, approccio perfetto per intensità e cattiveria. Movimento di palla veloce, fluido a attacco degli spazi da grande squadra. Finalmente non il “solito” e noioso tocco di palle delle ultime partite. Ancora qualche cosa da registrare dietro, spesso si giochicchia un po’ troppo concedendo sempre qualcosa agli avversari. Reina torna a dare il suo grande contributo e Albiol sicuramente da più sicurezza. Fortuna che questa sera c’era l'impalpabile dell’Inter. Stratosferico il centrocampo con Zielinsky e Hamsik sugli scudi. Costante il contributo di Diawara. Insigne, dopo un opaco primo tempo, si riprende nel secondo realizzando il suo quarto goal nelle ultime tre partite. Gabbiadini si danna ma continua a mancare di concretezza e spesso fa movimenti talmente sbagliati da farci venire il dubbio se sia un giocatore di serie A. Ottimo Napoli ma non và dimenticata la pochezza dell’Inter di stasera. Speriamo di dare continuità a questa partita. Andiamo a Lisbona a giocarci gli ottavi di Champions con la consapevolezza che se vogliamo sappiamo far male e vincere a prescindere l’avversario.

martedì 29 novembre 2016

Napoli dove sei?


L’atmosfera era giusta per ripartire. Nonostante la giornata lavorativa, e grazie ai prezzi popolari, lo stadio produce un bel colpo d’occhio con 50 mila persone a spingere il Napoli verso una vittoria fondamentale per restare in alto. Purtroppo ancora una volta così non è stato.

Il Napoli comincia con il suo solito e consueto gioco che se non è fatto a mille all’ora diventa noioso e prevedibile. Gli azzurri partono a mille ed anche stasera con un Insigne ispirato, lo scugnizzo si danna per tutto il campo e cerca di prendere per mano i compagni.

In attacco ritroviamo, per l’ennesima chance, Gabbiadini mentre in difesa vengono rispolverati Chiriches e Strinic. Quest’ultimo, nei primi venti minuti, soffre terribilmente chiunque giocatore affronti sulla sua fascia.

A centrocampo rientra Jorgihno. Nella prima frazione il Napoli blocca il Sassuolo nella sua metà campo ma ancora una volta manca nel tocco finale e così regna l’equilibrio tra le due squadre. Il guizzo però arriva dal migliore in campo fino a quel momento, Insigne, il quale riceve da Hamsik  una bellissima palla sulla fascia sinistra, si accentra e lascia partire un fendente di destro che, deviato leggermente da Cannavaro, diventa imprendibile per Consigli. Il primo tempo finisce e tutto lascia presagire ad una vittoria serena.

Il secondo tempo il Napoli, nonostante le occasioni e le ripartenze concesse dal Sassuolo, non chiude l’incontro diventando, con i suoi innumerevoli passaggi, ancora una volta noioso e previdente.

Il Sassuolo colpisce una clamorosa traversa con Missiroli. Sarri inzia con le sue solite e spesso discutibili sostituzioni, toglie ancora una volta Gabbiadini e inserisce Mertens, in una sola mossa combina due disastri. Gabbiadini anche se non splendente faceva movimento e creava spazi ai compagni, mentre Mertens, l’unico diffidato, entra in campo forse troppo carico ed al primo fallo commesso permette al discutibile Valeri di ammonirlo e di fatto di farlo fuori per il big-match di venerdì con l’Inter.

Il Napoli crea due buone occasioni con Insigne e Mertens, il primo non riesce a chiudere un tap-in su cross di Callejon, il secondo con un tiro da fuori prova i riflessi di Consigli. 

Come buona consuetudine il Napoli fa regali agli avversari che non si fanno pregare. Il Sassuolo mette Defrel passa al 4-2-4 e in ripartenza, su lancio di Gazzola, Defrel sbuca tra Hysaj e Chiriches trafiggendo un non incolpevole Reina. Nessuno esente da colpe.

Questa volta gli azzurri, a differenza delle altre volte, cercano di reagire per vincere l’incontro. 

Sarri completa l’opera con una sostituzione tutta da capire, entra per gli ultimi 5 minuti Giaccherini per uno stanco Insigne ma, con un Giaccherini che neanche riesce ad entrare in partita, a questo punto non era meglio lasciare in campo Insigne anche se stanco?  Anche la sfortuna fa capire al Napoli che non è serata per ripartire, all’ultimo secondo Callejon colpisce un palo clamoroso strozzando in gola ai tifosi azzurri l’urlo di gioia, guai però ad usare la sfortuna come alibi. La partita finisce lì. 

Sufficienze per Hamsik, Callejon, Insigne e Koulibaly. Piccoli segni di risveglio per Jorgihno. Insufficienza piena per Strinic e mediocrità per il resto.

La situazione inizia a diventare delicata, era fondamentale vincere non per avvicinare la Juve ma per essere aggrappati al gruppone che ci precede. Il Napoli continua ad avere difficoltà a segnare, non vogliamo e non possiamo racchiudere la causa dei problemi solo nell’assenza di Milik. Gli azzurri sono monotoni, senza idee e avvolte svogliati e fragili mentalmente.

Sarri continua a suonare la stessa musica senza cambiare una nota, stasera il suo dirimpettaio Di Francesco con una mossa rimette la partita in piedi. Inserisce Defrel, cambia modulo e pareggia la partita.

Forse è arrivato il momento che anche il presidente faccia sentire la sua voce, va bene essere dietro la Juve ma essere dietro a Roma, Lazio, Milan, Atalanta ed a parità punti con il Torino crea non poche preoccupazioni. Gli azzurri si devono dare una mossa e cercare di restare il più vicino possibile ai primi posti fino a Gennaio, lì la società non potrà non esimersi da intervenire con decisione sul mercato.

Intanto venerdì arriva l’Inter di Pioli, la bestia nera del Napoli, o si vince oppure rischiamo per quest’anno di cadere  nell’anonimato e dopo qualcuno ci darà spiegazioni.
Unica nota positiva  'l'abbraccio della curva b', a fine gara, a Paolo Cannavaro. Commovente.

giovedì 24 novembre 2016

BRUTTI E SVOGLIATI

Uno dei Napoli più brutti e svogliati della stagione ottenendo uno strimizzito punto con la modesta Dinamo Kiev. In campo si rivede Albiol e viene confermato Diawara a centrocampo.
Primo tempo che scivola senza troppe emozioni, gli azzurri senza idee, poco incisivi e maledettamente ripetitivi, sorprende però ancor di più la poca voglia e cattiveria agonistica pensando ad una partita fondamentale per il prosieguo in Champions. Non possiamo e non vogliamo pensare che il Napoli stesse ancora pensando al forse “biscotto” di un’ora prima tra Beskitas e Benfica che passano, in trenta minuti, dallo 0-3 al 3-3 finale mettendo a serio rischio la qualificazione agli ottavi per gli azzurri.
Secondo tempo sulla falsa riga del primo con due veri tiri pericolosi nella porta degli ucraini con Hamsik e Gabbiadini, rispettivamente il primo ben neutralizzato dal portiere ed il secondo fuori di poco. 
Per il resto nulla, zero, notte fonda.
Solito giro palla, noioso allo sfinimento, azzurri stanchi, senza idee e con poco lucidità
Emblematica la scena finale nel recupero. Reina rallenta una rimessa in gioco nonostante il pubblico incitasse a velocizzare la manovra per l’ultimo attacco. Sembrava che agli azzurri il pareggio andasse bene.

La partita finisce sotto una meritata pioggia di fischi. Trovare sufficienze è dura se non per Hamsik ed il solito Koulibaly per il resto tanta mediocrità. Mediocrità che ormai colpisce da  un po’ di partite anche Sarri, stesse sostituzioni, stesso modulo e stesse giocate. Se si vuole crescere bisogna variare e sorprendere l’avversario che ormai ti conosce a memoria. Ancora nulla è perduto ma il Napoli arriva nella peggior condizione all’ultimo match di Champions giocando la qualificazione in casa dei lusitani del Benfica, situazione che davvero non ci aspettavamo dopo i primi due incontri.

domenica 20 novembre 2016

Finalmente il Magnifico

Bentornato Insigne, bentornato Napoli.
Gli azzurri dopo 9 anni tornano dal Friuli con i tre punti e ripartono alla ricerca delle prime posizioni.
Primo tempo a ritmi alti ed equilibrato con un'unica vera palla goal creata dall'Udinese con Zapata ben neutralizzata da Reina. Maestoso Koulibaly che praticamente annulla da solo l'attacco friuliano.
Nella ripresa inizia una nuova partita, le due squadre si scrollano di dosso le paure che le attanagliava e osano molto di più. Callejon consegna un cioccolatino ad Insigne che non deve far altro che spingere il pallone in rete. Gli azzurri insistono e con un ispiratissimo Lorenzo sfiorano il raddoppio con una doppia opportunità, la seconda fermata solo da una clamorosa traversa. Questa volta il regalo è bianco nero, Ghoulam crossa, Widmer lascia il pallone tra i piedi di Insigne che non perdona per lo 0-2.
Lo scugnizzo si riprende con gli interessi.
Mentre gli azzurri sono praticamente intenti ancora a festeggiare l'Udinese accorcia su azione d'angolo con Perica.La Dacia Arena diventa una bolgia ma il Napoli non si scompone più di tanto e anzi sfiora il tris con Mertens fermato da un ottimo Karnezis.
La partita finisce con la vittoria meritata degli azzurri. 
Fondamentale la vittoria di questa sera, per i punti e soprattutto per il morale. Il Napoli è ancora vivo e Lorenzihno è tornato. Partita esemplare per lo scugnizzo, segna e fa divertire e soprattutto torna ad essere sorridente. Al limite della perfezione Koulibaly, sorprendente quanto inaspettata buona intesa con Chiriches. Sontuoso e instacabile Diawara. Sufficienza piena per il resto della squadra, partita tosta, di cuore, gagliarda e soprattutto di carattere. Una strada che il Napoli non deve lasciare più. 
Ora sguardo rivolto a mercoledì, dove gli azzurri in casa si giocano buona parte delle possibilità dell'accesso agli ottavi di Champions, non è un vero obiettivo ma come diciamo dalle nostre parti è uno sfizio!!


domenica 6 novembre 2016

Quanta amarezza

Ancora un passo falso del Napoli, inizia a diventare un tunnel sempre più lungo e con una piccola luce che si intravede  sempre più lontana.

Partita bellissima soprattutto nel primo tempo, gli azzurri, con netto predominio territoriale,  sfiorano il vantaggio con Mertens (due volte) e con Insigne  peccando, purtroppo come al solito, negli ultimi metri diventando poco incisivi e molto previdenti.

Nella ripresa il canovaccio non cambia gli azzurri che, nonostante tiri pericolosi dalla distanza, non riescono a trovare la rete. Dopo una bella parata, di Reina su Immobile, gli azzurri trovano il vantaggio con un’azione caparbia del capitano, stavolta però il Napoli si supera in negatività e, su grave indecisione di Reina, dopo appena 87 secondi (record in assoluto) subisce il pareggio.

Il Napoli ci riprova con Hjsay ed ancora con Hamsik ma un attento Marchetti neutralizza.

Sotto una leggera pioggia di fischi l’incontro finisce. 

Bene Mertens, come sempre, e bene Insigne soprattutto nel primo tempo anche se ancora poco sciolto. Poco pimpante Callejon. Insuperabile Koulibaly, in netta ripresa Hjsay. Sufficienza piena per Diawara ma mancano le geometrie del buon Jorgihno.  Hamsik il migliore. Disastro e dispiacere per Reina.

Anche le nostre riflessioni diventano monotone ma è evidente che da quando si è infortunato Milik la luce lì davanti si è pesantemente appannata. Senza un punto di riferimento gli azzurri sembrano essere spaesati, poco pungenti e facilmente prevedibili. A parte un grande possesso palla , si fa fatica a concretizzare quello che si crea e, quando finalmente come stasera si riesce a gonfiare la rete, arriva puntualmente il solito regalo che il Napoli non disdegna di dare ad ogni singola squadra che incontra da due mesi a questa parte.

Non è possibile subire un goal con squadra schierata ed è difficile digerire un errore così grossolano da un campione come Reina. Doveva essere comprata, già da Agosto, una vera punta centrale che poteva alternarsi con Milik e lasciare andare Gabbiadini che in questo Napoli continua a sembrare un pesce fuor d’acqua. Dubbi come più volte già sottolineati  la scelta della società di non intervenire sul mercato con l’infortunio di Milik.

Lo stesso Sarri non ci convince, non comprendiamo come non provi a cambiare qualcosa nel moduli e perché non anche negli uomini. Non comprendiamo del perché si continua ad insistere su El Kaddouri piuttosto che su Giaccherini e diventa paradossale il non schieramento neanche per un minuto di un talentuoso come Rog.

Il Napoli rischia di ritrovarsi già a Gennaio fuori da tutti i giochi, non basta, soprattutto in un calcio del genere, finire le partite con tanti tiri versi la porta, un possesso palla schiacciante e  applausi dagli addetti ai lavori. Al Napoli serve vincere le partite, magari giocando male o con un episodio favorevole ma l’importante è fare punti altrimenti rischieremo di dover digerire ancora molti bocconi amari.

martedì 1 novembre 2016

PECCATO

Ancora una volta è un incontro del Napoli che lascia l’amaro in bocca.

Gli azzurri scendono in campo proprio come a Torino senza paura e con sfrontatezza non facendo neanche caso alla bolgia che li circonda.

Gabbiadini e Callejon si rendono pericolosi, il Napoli domina l’incontro in lungo ed in largo sfoderando un’ottima prestazione. Purtroppo capita spesso che, anche se fai una grande partita, se non la metti dentro rischi la beffa ed è così che, a fine primo tempo, uno svarione di Koulibaly concede ai turchi un ennesimo regalo che fortunatamente gli stessi “rifiutano”calciando la palla sul palo.
Il Besiktas, già con tante assenza, è costretto a sostituire Tosic per infortunio. Gunes, l’allenatore dei turchi, sposta Quaresma sul lato opposto bloccando di fatto le incursioni di Hysai e Callejon. Non possiamo non prendere spunto da questo episodio per bacchettare Mister Sarri che continua a giocare in un solo modo, ci piacerebbe in alcuni frangenti vedere delle variabili. Il gioco del  Napoli è bello ma spesso ormai diventa prevedibile.

La ripresa riprende come il primo tempo, gli azzurri sfiorano il goal con Insigne e Callejon, macinano gioco ma continuano a peccare nel tocco finale facendo rimpiangere ancora una volta Milik. Sarri è quasi costretto a sostituire ancora una volta uno spento Gabbiadini per il solito Mertens.

Gli azzurri fraseggiano e continuano a tenere il pallino nel gioco ma, come spesso accade  a questo Napoli, arriva l’ora di un nuovo dono. Maksimovic regala letteralmente un rigore al Beskitas che si porta in vantaggio e quando sembra che la partita stia sfuggendo dalle mani del Napoli  è il capitano che la riprende per i capelli, Hamsik con un meraviglioso sinistro a giro da fuori area pareggia i conti.
Come a Torino però gli azzurri non insistono per portare a casa i tre punti se non con due occasioni nel finale prima con Mertens e poi con Insigne che sfiorano il tanto agoniato sorpasso.
La partita finisce in parità lasciando ancora qualche punto interrogativo e soprattutto una qualificazione agli Ottavi ancora tutta da conquistare. Peccato dover lasciare quattro punti ad una squadra proveniente dalla quarta fascia, c’è da riflettere.

Il Napoli questa volta concede davvero poco in uno stadio caldissimo ma purtroppo è ancora poco, gli azzurri fraseggiano e attaccano bene gli spazi con una buona intensità ma sono poco incisivi negli ultimi metri e sprecano troppo,  pesa ancora una volta una partita fallimentare per Gabbiadini che, oltre a deludere, sta costringendo Mertens a sacrifici che vanno ad incidere molto sulla sua lucidità sottoporta.
Ancora una volta Diawara entrato nelle ripresa dimostra di essere imprescindibile per questo Napoli.


E’ arrivato il momento di cambiare marcia e di iniziare a fare punti con continuità altrimenti saremo costretti a ripetere spesso “PECCATO poteva andare diversamente”.