domenica 29 aprile 2018

Fiorentina Napoli 3-0, addio sogno scudetto

ANSA

servizio di Vincenzo Capretto © riproduzione riservata

Il Napoli, come ampiamente prevedibile dalle 23 di ieri sera, esce sconfitto dal Franchi dicendo addio ai sogni scudetto. Solo la matematica non condanna ancora gli azzurri.
Incontro influenzato (come era successo contro la Roma al San Paolo) dalla vittoria della Juventus di ieri a Milano ma non tanto per il risultato ma per il modo in cui è arrivato. Poco chiaro e con alcune  decisioni arbitrali a dir poco discutibili.
Il Napoli non entra in campo al contrario della Fiorentina che ci mette il cuore. La partita già condizionata soprattutto nella testa degli azzurri si mette subito in salita dopo otto minuti. Simeone in ripartenza brucia un distratto Koulibaly. Il senegalese atterra l’argentino all’ingresso dell’aerea, per Mazzoleni è rigore ed ammonizione come da regolamento. Il Var ricambia la decisione in punizione dal limite per i viola e rosso per il difensore azzurro. Partita praticamente finita quì. Sarri corre ai ripari inserendo Tonelli al posto di Jorginho. Il Napoli, frastornato da tutto, va in bambola e subisce una rete incomprensibile: Biraghi per salvare una palla destinata al fallo laterale lancia involontariamente Simeone. L’argentino sorprende Tonelli e infila Reina tra le gambe. Ad aumentare il nervosismo partenopeo ci si mette anche Mazzoleni che fischia falli e ammonisce come da regolamento ogni azzurro ma non ogni giocatore.
La ripresa è una via crucis per un Napoli nervoso, malinconico e maledettamente depresso. Arriva così anche il raddoppio viola ancora con Simeone su azione d’angolo ed il tris dello stesso Cholito al 93’. Complimenti alla Viola per spirito e determinazione messa in campo.
Il Campionato e forse la credibilità del calcio italiano è finita ieri sera con lo show di Orsato di Schio durante il match Inter – Juve. Difficile motivare e dare delle spiegazioni a dei giovani ragazzi che hanno quasi visto sfumare un sogno già prima di giocare non per demerito loro e neanche per merito degli altri ma solo perché ad un sistema fa più comodo che finisca così. Qualcuno potrebbe sentenziare che il Napoli doveva essere più forte di tutto e tutti ma sinceramente oggi non ce la sentiamo di condannare gli azzurri per una prestazione figlia di un qualcosa non dipeso da loro è che è iniziata, continuata e finita anche peggio. Vogliamo solo applaudire e dire grazie a questi ragazzi per un campionato al di sopra delle aspettative e ricco di emozioni culminato con la meravigliosa vittoria di domenica scorsa a Torino. Quella mai nessuno ce la potrà togliere. Ora nessun processo e solo comprensione a tutto l’ambiente. A bocce ferme e con estrema lucidità ci saranno le giuste valutazioni.
Il nostro meritato Scudetto è stato ampiamente vinto.

lunedì 23 aprile 2018

Juventus Napoli 0-1, un Napoli perfetto espugna con merito l’Allianz Stadium

ANSA

Il Napoli vince con MERITO all’Allianz Stadium contro la Juventus e si porta a -1 in classifica dalla Vecchia Signora ma riavvolgiamo questo meraviglioso nastro.
Un Napoli concentrato, con personalità ed al limite della perfezione scende in campo a Torino annichilendo i bianco-neri e forse anche qualche supporter azzurro. Sin dalle prime battute è sembrato come giocare al San Paolo per la gestione tattica delle due squadre. Il Napoli fa la partita con un pressing altissimo a tutto campo mentre la Juve sembra essere in affanno perenne. Nel primo tempo gli azzurri si rendono pericolosi con un tiro-cross di Rui e con un diagonale di Hamsikche non riesce ad inquadrare la porta di Buffon. La Juve ha l’unica mezza palla goal della partita con una punizione di Pjanic che grazie ad una deviazione lambisce il palo sinistro della porta difesa da Reina.
Nella ripresa tutti si aspettano un Napoli sulle gambe ed una Juve sugli scudi e invece il canovaccio non cambia anzi gli azzurri fanno anche meglio continuando a schiacciare la Juve nella propria metà campo. Sembra un sogno azzurro ma invece è la pura realtà, i partenopei allo Stadium continuano a fare la partita con uno schiacciante possesso palla lasciando lo stesso pubblico bianco-nero quasi ammutolito. La Juventus non riesce mai ad essere pericolosa e spesso costretta a giocare duro. Hamsik sfiora ancora la rete con un gran sinistro che finisce fuori di poco, poi è Callejon su imbeccata di Insigne a sparare alto a volo. Pochi minuti è ancora lo spagnolo che impegna Buffon. Nel finale è Zielinski dalla distanza ad impensierire ancora l’estremo difensore bianco-nero. Il tempo passa, la stanchezza si fa sentire e lo zero a zero sembra il risultato più ovvio ma all’ 89’ il Napoli si riprende, per così dire, quello tolto tre anni fa con il goal di Zaza in un altro decisivo Juve Napoli, è Koulibaly l’insensibile che con un imperioso stacco di testa, su azione d’angolo, buca letteralmente la porta bianco-nera facendo esplodere tutta Napoli e sancendo di fatto la meritata vittoria degli azzurri all’Allianz Stadium.
Mai nessuno pensava di commentare in questi termini una partita giocata a Torino tra Juventus e Napoli soprattutto visto l’esito degli ultimi sei anni. Il Napoli ha dominato dal primo all’ultimo minuto in termini di giocate, di possesso palla, di carattere e soprattutto di voglia di vincere. Non ha concesso praticamente nulla alla Vecchia Signora. Gli azzurri restano concentrati e dentro al match fino all’ultimo secondo nonostante le energie profuse. Davvero chapeau a questi ragazzi ed a Mister Sarri per come ha preparato la partita. Giusto festeggiare, giusto fare caroselli, giusto godere almeno per questa notte perché per i napoletani vincere con la Juventus, ed a domicilio, vale quasi quanto un Campionato. Ricordiamo che mancava da 9 anni la vittoria degli azzurri a Torino. Il Napoli sapeva che se voleva continuare a sognare doveva provare a fare l’impresa. L’impresa è stata fatta ma sia chiaro era solo una battaglia, seppur difficile, la guerra ancora non è stata vinta.
Da domani testa, gambe e cuore verso la difficile trasferta di Firenze, il resto dei festeggiamenti può essere eventualmente rimandato e comunque vada questo finale di stagione, questa notte verrà ricordata per sempre.

giovedì 19 aprile 2018

Napoli Udinese 4-2, è il Crotone ad accendere gli azzurri

Getty

Il Napoli passa in quindici minuti da un clamoroso -9 ad uno speranzoso -4 dalla Juventus riuscendo a rosicchiare due punti alla Vecchia Signora in maniera rocambolesca e quasi insperata ma riavvolgiamo il nastro.

I primi dieci minuti fanno pensare ad un ritorno del “vecchio” Napoli con giocate veloci e ficcanti tanto da portare gli azzurri a sfiorare il vantaggio prima con Hamsik e poi con Insigne ma in entrambi i casi Bizzarri si fa trovare pronto. I minuti passano ed i partenopei si spengono lentamente come un cerino ritornando, purtroppo, ad essere il Napoli dell’ultimo mese: lento, impreciso, svogliato e con poche idee. E come già era capitato con il Chievo, ecco che al 40’ arriva il goal dell’Udinese con Jankto (in posizione sospetta) su una dormita colossale di tutta la retroguardia azzurra. A pochi minuti dalla fine del primo termine il Napoli impatta con una gran giocata di Insigne ma incredibilmente rischia ancora di capitolare un minuto dopo su colpo di testa di Barak, solo una gran parata di Reina evita il peggio.

Il secondo tempo diventa ancora una volta un romanzo azzurro. Il Napoli entra in campo molle e deconcentrato. L’Udinese ne approfitta ed al 55’ passa ancora con Inglesson che calcia indisturbato con la difesa azzurra ancora ferma. Il San Paolo si ammutolisce, gli azzurri sentono il momento difficile e le giocate diventano ancora più macchinose del solito. Ma quando tutto sembra andare male, quando tutto sembra scritto e finito, ecco che arriva l’episodio che accende Napoli ed il Napoli. Allo Scida il Crotone pareggia con la Juventus. Il San Paolo diventa una bolgia, i giocatori si svegliano dal torpore che li aveva attanagliati con una scarica di adrenalina pura. Il Napoli in undici minuti riesce quello che non aveva fatto in un’ora di gioco. Al 64’ pareggio di Albiol di testa su azione d’angolo, sei minuti dopo arriva il sorpasso di Milik che appoggia su respinta di Bizzarri e al 75’ poker degli azzurri con Tonelli ancora d’angolo. Un vento azzurro spazza letteralmente via l’Udinese. La scarica di adrenalina si esaurisce, l’Udinese sfiora di rientrare in partita con una clamorosa traversa di Perica. Gli ultimi minuti dell’incontro sono vissuti da tutti quanti in apnea in attesa del fischio finale e dell’arrivo della lieta notizia da Crotone che, fortunatamente, arriva accompagnata al boato dell’impianto di Fuorigrotta. La partita del San Paolo termina con ancora una piccola speranza nel cuore.

Comunque vada domenica prossima ci sarà solo da ringraziare questi ragazzi, ricordiamo che il Campionato Italiano è l’unico ancora aperto in tutta Europa e questo solo grazie ad uno strepitoso Napoli, sarebbe bello vincere e realizzare un sogno atteso da trent’anni ma è oggettivo e sotto gli occhi di tutti che gli azzurri stanno realizzando un piccolo capolavorotenendo testa ad una corazzata che resta superiore non solo sotto l’aspetto economico e societario ma anche al di fuori del rettangolo di gioco. Stasera il Napoli si è acceso e spento in continuazione e non possiamo far a meno di ringraziare il pareggio del Crotone non solo per aver fermato la Juventus ma soprattutto per aver dato quella carica e quella voglia che ti permette di andare anche oltre alla stanchezza, quasi cronica, che gli azzurri hanno nelle gambe e probabilmente nella testa. La difesa, oggi orfana di Koulibaly, è stato un film horror. Indecisa, imprecisa e quasi sempre in ritardo sugli avversari, va detto che i due centrali hanno compensato i macroscopici errori riuscendo a segnare due reti decisive, quella del pareggio con Albiol e quello della sicurezza con Tonelli. Non si può concedere così tanto ad un Udinese che proveniva da nove sconfitte consecutive. Callejon ancora sottotono, Hamsik dopo i primi ottimi dieci minuti e calato vistosamente così come Diawara. Bene Milik ma soprattuttoInsigne che tra gli attaccanti resta il più mobile.

Domenica arriva la partita delle partitenon solo per il peso del risultato ma conosciamo bene cosa significhi per Napoli. Sappiamo la stanchezza e la poca lucidità che attanaglia gli azzurri da un bel pò e forse in pochi ricordano che i partenopei hanno dovuto preparare in estate un preliminare ma vogliamo sperare con il cuore che i giocatori riescano a trovare le poche energie rimaste fisiche e mentali per affrontare questo decisivo match al meglio.  Saremo contro tendenza ma crediamo che l’importante sarebbe non perderevisto il calendario dei bianconeri, gli azzurri devono fare una partita perfetta e soprattutto non si può sperare di uscire indenni dallo stadium se non si fa una fase difensiva accorta e senza sbavature, ovviamente nulla a che vedere con il match di stasera e siamo certi che Mister Sarri sarà il primo ad avere questo pensiero.
Comunque vada per NOI sarà un successo!!

domenica 15 aprile 2018

Milan Napoli 0-0, Donnarumma al 91’ e la stanchezza frenano gli azzurri



Il Napoli non va oltre lo zero a zero a Milano contro un buon Milan ed è costretto a rallentare ancora.

Partita molto equilibrata sin dalle prime battute giocata ad alti ritmi ma senza grosse vere occasioni. Nella prima frazione le più importanti sono:  da un lato Bonaventura con un tiro dalla distanza che impegna severamente Reina e dall’altro un tiro d’esterno di Callejon che da buona posizione calcia a lato. Per il resto solo tanto agonismo.

Nella ripresa i partenopei sembrano più in palla ma a parte qualche buona giocata non riescono a impensierire seriamente la retroguardia rossonera. Il tempo passa e la stanchezza la fa da padrone, nonostante questo la palla goal più clamorosa dell'intero match è per gli azzurri ed arriva proprio nel recupero. Donnarumma compie un vero miracolo deviando con le unghie un tiro di Milik da pochi metri. La partita finisce e con essa forse anche i sogni di trionfo degli azzurri.

Quasi stucchevole essere così tanto ripetitivi, il Napoli ha la lampadina accesa della riserva ormai da quasi due mesi, dalla partita vinta per cinque a zero a Cagliari. Da quel momento gli azzurri hanno avuto una flessione repentina su quasi tutti gli interpreti ed è chiaro che il gioco di Sarri ne risente pesantemente. I numeri quasi sempre rispecchiano la realtà, gli azzurri nelle ultime cinque partite hanno segnato solo sei reti e questa la dice lunga sul stato di forma del reparto offensivo. I partenopei sono lenti, prevedibili, stanchi e  poco incisivi. Purtroppo non si tratta del singolo ma dell'intera squadra e conseguente è l'intera manovra che balbetta. Come già sottolineato domenica scorsa auspicavamo l’utilizzo di Milik dal primo minuto al posto di uno spento Mertens. Il polacco dimostra di essere al momento il più in forma del reparto offensivo, non a caso la palla goal più clamorosa della partita è proprio sui suoi piedi. Solo una mostruosa parata di Donnarumma non ha permesso alla punta di essere, dopo domenica, di nuovo l’uomo partita. Peccato che nessuno ci potrà mai dire se con l'ariete dall'inizio il risultato sarebbe stato diverso.

Mancano le forze e manca quel mordente anche mentale, purtroppo non è solo il problema delle giornate che diminuiscono ed il distacco dalla vetta che non si accorcia ma oggettivamente il vero problema è che è difficile pensare in questo momento che questa squadra possa recuperare punti a chi la precede.

domenica 8 aprile 2018

Napoli Chievo 2-1, con il cuore gli azzurri restano ancora in corsa per il Campionato

LaPresse



Il calcio regala emozioni che la stessa vita spesso fatica a darci e questo sarà stato il pensiero dei cinquantamila che hanno riempito oggi il San Paolo. Il Napoli in 5 minuti passa dal baratro della disperazione alla gioia insperata della speranza ma facciamo un passo indietro.
Gli azzurri come ormai spesso capita nelle ultime uscite faticano a creare e la loro manovra è spesso prevedibile e senza mordente. Nel primo tempo nonostante il predominio territoriale con possesso palla disarmante (oltre l’80% ndr), il Napoli crea solo una vera palla goal. Insigne imbecca Callejon che da pochi passi spara alle stelle.
Nella ripresa si assiste ad un vero film che passa dall'essere horror, poi drammatico ed infine ad un commovente finale di un classico d’amore. Pochi minuti e Mertens si procura un rigore (un po’ generoso). Il folletto mette tutti d’accordo e lo sbaglia malamente. Gli azzurri accusano il colpo e con la condizione precaria ormai da settimane iniziano lentamente a spegnersi. Sarri mette energie fresche, entra Milik e il Napoli finalmente torna ad essere pericoloso nell’area giallo-blu. E’ lo stesso polacco che sfiora il vantaggio ma Sorrentino si immola. L’imponderabile succede al 72’, Koulibaly serve lungo Tonelli, che nella circostanza appare un po’ distratto, Giacchierini ruba la palla e lancia Stępiński che inesorabilmente batte Reina. Frittata fatta. Il Napoli con stanchezza ma con la forza della disperazione si riversa in avanti. Crea occasioni ma un po’ Sorrentino, un po’ la mancanza di lucidità sotto porta e anche la sfortuna con la traversa di Tonelli non consentono ai partenopei di impattare il risultato. I minuti passano e la sensazione della fine di un sogno si avvicina sempre di più.
Come dicevamo all’inizio il calcio è magia, passione, emozione pura e così che all’89’ Insigne fa un lancio di trenta metri per la testa di Milik che da vero bomber insacca di testa. Lo stadio ci crede, nonostante il poco recupero concesso dall’arbitro (3’ ndr). Fuorigrotta diventa una bolgiae proprio all’ultimo assalto alla porta clivense, è Diawara (suo primo goal in Serie A) che con un chirurgico e freddo destro a giro fa esplodere ed emozionare un intero stadio, lasciando di fatto ancora aperta la porta della speranza.
Gli azzurri anche se non brillanti e con un Mertens decisamente sotto tono meritavano di vincere contro un Chievo che ha giocato per novanti minuti con undici uomini dietro la linea della palla e che di fatto era riuscito a passare solo per un regalo della coppia Koulibaly e Tonelli. E’ evidente e palese che il Napoli è in debito di ossigeno. Le sue giocate sono poco veloci, prevedibili e con poca cattiveria soprattutto in alcuni interpreti. Non ce ne voglia il nostro folletto belga ma forse per la prossima e delicata sfida contro il Milan sarebbe opportunolanciare dal primo minuto Milikche oggi ha dimostrato di essere pronto a reggere il peso dell’attacco partenopeo. Magari lo stesso Mertens potrebbe diventare un’arma letale a partita in corso come lo era una volta. Bene Insigne che resta comunque il più mobile degli azzurri. Ancora perplessità sulla tenuta psicofisica di Koulibaly che sembra essere tornato allo scorso anno quando a fase alterne “regalava” qualche amnesia improvvisa.
Dopo la sconfitta interna con la Roma qualcosa si è spento, al momento evitiamo di puntare il dito contro qualcuno ma il Napoli di oggi contro una squadra davvero mediocre ha rischiato di chiudere anticipatamente il Campionato rendendo di fatto le prossime partite quasi superflue. Tutti siamo felici e contenti per questa vittoria al foto-finish ma se vogliamo giocarci questo sprint fino alla fine, Mister Sarri deve al più presto cercare di capire dove si è bloccato l’ingranaggio ed in qualche modo farlo ripartire anche utilizzando tutta la panchina perché siamo certi che non ci saranno sempre un Milik ed un Diawara di turno che riusciranno a raddrizzare una partita nata e proseguita storta.

sabato 31 marzo 2018

Sassuolo Napoli 1-1, tanti rimpianti per gli azzurri

Afp

Il Napoli sbatte contro il Sassuolo e non riesce ad andare oltre l’1-1 contro i neroverdi.
Gli azzurri partono bene con piglio anche se si nota fin da subito errori gratuiti, tanti dovuti anche al campo scivoloso per la pioggia. Al 6’ Consigli para su Insigneche chiude un gran triangolo con Jorginho, i partenopei mantengono il pallino del gioco ma soffrono terribilmente le ripartenze emiliane soprattutto visto un Koulibaly non proprio in serata. Al 22’ è proprio Politano, che tanto avrebbe voluto l’azzurro, a siglare il vantaggio per il Sassuolo raccogliendo il pallone respinto dal palo su colpo di testa di Peluso. Ancora una volta gli azzurri dimostrano grossi limiti sui calci da fermo.
Il Napoli ci mette qualche minuto a reagire e sfiora il pareggio solo dieci minuti dopo ancora con Insigne: prima calcia clamorosamente fuori davanti a Consigli e poi da pochi metri colpisce letteralmente il portiere nero-verde. Decisamente una serata no per lo scugnizzo di Frattamaggiore.
La ripresa è una via crucis per i partenopeimantenendoci in clima pasquale, il Napoli ci prova ma più con la forza della disperazione che con vere trame. Il ritmo e le idee mancano. Di fronte un Sassuolo che si difende a denti stretti e addirittura ci prova in ripartenza. Sarri lancia Milik(troppo tardi) e il Napoli crea finalmente alternative al suo gioco. All’ 80’ arriva il pareggio su autorete di Rogerioche pressato da Callejonappoggia la palla nella sua porta. Il tempo ci sarebbe per il sorpasso ma il Napoli appare terribilmente stanco e la troppa frenesia non gli permette neanche di fare le giocate più semplici, l’ultima emozione arriva all’83’ con Milikche di rovesciata colpisce una beffarda traversa.
Speriamo di sbagliarci ma la cosa che colpisce di più è la tenuta psico-fisica. Con i minuti il Napoli si lascia trasportare dallo sconforto e dal nervosismo, concede ad una squadra modesta troppe ripartenze pericolose e ancora una volta terribilmente fragile sui calci piazzarti. I minuti passano e la sensazione è di una squadra sulle gambe che non ne ha più. La tenuta fisica, come già accennato qualche settimana fa, inizia ad essere deficitariasoprattutto in alcuni uomini e la settimana di riposo, con le nazionali in campo, in realtà non è servita a nulla. Pochi raggiungono la sufficienza piena.
Peccato. Resta una grossa delusione e l’amaro in bocca perché nonostante tutto con un pizzico di precisione e fortuna, che oggi è totalmente mancata, la partita poteva essere vinta. Ora non bisogna fare drammi, il campionato non era finito prima del pareggio della Juventus con la S.P.A.L., non è finito stasera.  Certo è che, il Sassuolo rischia di diventare davvero la bestia nera del Napoli, dopo una sconfitta due anni fa ed il pari dell’anno scorso, che costò di fatto la Champions diretta, oggi arriva un altro pareggio che potrebbe pesare come un macigno a fine stagione.
Buona Pasqua a tutti!!

lunedì 19 marzo 2018

Napoli Genoa 1-0, azzurri a -2 dalla Juventus



servizio di Vincenzo Capretto ©riproduzione riservata

Gli azzurri con grinta ed orgoglio superano il Genoa ed approfittando del mezzo passo falso di ieri della Juve vanno a -2 dalla testa della classifica.
Il Napoli nella prima mezz’ora probabilmente sente la pressione di una partita che in qualsiasi modo doveva vincere per continuare a coltivare il suo sogno. Il Genoa dal canto suo si dimostra un avversario tutt’altro che semplice nonostante i quaranta punti di distacco in classifica.
La prima occasione è dei grifoni, al 10’ Lazovic con un’incursione da destra spaventa Reina calciando sull’esterno della rete. I partenopei sembrano distratti e pochi minuti dopo è ancora il Genoa a sfiorare il vantaggio con un gran tiro di Bertolacci con il pallone che passa a pochi centimetri dall’incrocio. Finalmente gli azzurri si affacciano in aerea rosso-blu e creano una clamorosa palla-goal: Jorginho imbecca Mertens che defilato entra in area ma invece di passare agli accorrenti Callejon e Insigne calcia a giro con il pallone che termina inesorabilmente fuori. La parte centrale del primo tempo sfila senza grosse emozioni. Al 34’ Spolli da azione d’angolo colpisce di testa a botta sicura ma il pallone finisce fuori di un soffio fuori La notizia buona per i partenopei che questa è l’ultima vera occasione per il Genoa. Il Napoli si sveglia dal torpore e finalmente alza i ritmi dando quella sensazione di voglia di vincere. Al 40’ Allan “riesce” a sbagliare un calcio di rigore in movimento calciando il pallone alle stelle. Il tempo finisce con un clamoroso palo colpito di testa da Insigne.
La ripresa si riapre come era finito il primo tempo, Mertens dal limite con un gran destro colpisce un altro clamoroso palo interno. La tensione sale, i minuti passano ed i brutti presentimenti aumentano, il Napoli staziona costantemente nella trequarti genoana ma non riesce a trovare la giocata giusta per sfondare il fortino grifone. Il calcio è uno sport bello, affascinante, cattivo e spesso anche romantico ed ecco che al 73’ Albiol dopo due anni dall’ultima sua rete e soprattutto alla sua duecentesima partita in azzurro segna di testa su angolo il goal vittoria ed il goal che lascia inalterate i sogni azzurri e di una piazza intera. Nel finale in contropiede Insigne sfiora il raddoppio ancora con un inutile pallonetto fermato agevolmente sulla linea da un genoano. Forse è arrivato il momento che qualcuno faccia capire allo scugnizzo che in questo momento della stagione è deleterio fare certe giocate senza pensare alla sostanza.
Il Napoli doveva vincere in qualsiasi modo, l’obiettivo erano i tre punti e gli azzurri li hanno portati a casa poi si può analizzare anche la prestazione e si possono trovare dei pregi e dei difetti. Premesso che il Genoa in trasferta è una delle migliori squadre del nostro campionato e come spesso capita a parte qualche ripartenza è venuto a Napoli chiudendosi nella sua metà campo, gli azzurri sono sembrati molto nervosi, poco precisi e soprattutto nella prima mezz’ora molto lenti e poco lucidi. Insomma non è un bel Napoli. Hamsik esce per infortunio, Zielinski entra ma non sembra in giornata. In avanti Mertens ed Insigne risultano essere spesso prevedibili perdendosi in inutili fronzoli. Verso la fine del primo tempo e poi l’inizio della ripresa gli azzurri riescono ad alzare i ritmi e qualcosa di buono si vede anche se a parte i pali non arriva la giusta scintilla, fortuna però che arriva la “capoccia” di Albiol che rompe l’equilibrio. Partite semplici da quì alla fine non ce ne sono e sembra un sacrilegio al momento pensare già al famoso scontro diretto con la Juventus del 22 Aprile, il Napoli deve pensare partita dopo partita sperando di recuperare al più presto quella brillantezza che sembra mancare da alcune settimane, l’importante però stasera è essere tornati a sperare!!!

lunedì 12 marzo 2018

Inter Napoli 0-0, gli azzurri perdono la testa della classifica


Reuters


servizio di Vincenzo Capretto ©riproduzione riservata

Un Napoli nervoso e poco cinico non va oltre lo 0-0 contro l’Inter e abdica la testa della classifica a favore della Juventus vittoriosa ancora una volta contro l’Udinese. Partita brutta e con poche emozioni, vince la paura per entrambe le squadre.

Nel primo tempo l’unica mezza opportunità è dell’Inter con un tiro da fuori di Candreva che sfiora il palo.
Nella ripresa con la stanchezza che prende il sopravvento si vede qualcosa in più. L’Inter colpisce un palo con un colpo di testa di Skriniar mentre il Napoli sfiora il vantaggio due volte con Insigne: prima con un tiro a giro che finisce fuori di poco e poi con una “scavetto”, probabilmente fuori luogo, con la palla che finisce sopra la traversa. Il Napoli con poche idee ci prova con Mertens ma ancora una volta senza precisione. La partita finisce con uno scialbo 0-0.


Il Napoli fin dalle prime battute sembra essere poco lucido e soprattutto poco incisivo. Troppi errori in fase di costruzione e di appoggio nonostante la buona velocità di giro palla. Di fronte una buona Inter che pressa in ogni parte ed in ogni dove ma nonostante questo gli azzurri con i minuti prendono in mano le redini del match anche se non riescono mai a rendersi veramente pericolosi. Il punto di forza degli azzurri questa sera diventa il punto debole, la fase offensiva sbaglia sistematicamente tutte le scelte negli ultimi sedici metri e quando finalmente arriva la giocata da Napoli, Insigne a tu per tu con Handanovic decide di fare il pallonetto invece di “bucare” la porta, magari anche con un tiro sporco. Campionati del genere si vincono con i piccoli dettagli e questo potrebbe essere stato uno decisivo. Non possiamo e non vogliamo buttare la croce su una squadra che ha davvero dato tutto e che siamo certi darà ancora tanto ma è palese ed evidente che il Napoli oltre ad avere una rosa ampiamente inferiore alla Juventus manca ancora nel gestire certe pressioni e palesa evidenti limiti mentali.
La sensazione è che il campionato del Napoli sia finito con il goal di Dybala otto giorni fa al 94’ minuto a Roma, non tanto per i numeri ma per un fattore mentale, forse la troppa pressione di queste settimane su una squadra così giovane ed inesperta è stata davvero logorante.
C’è anche da dire che non si comprende perché nel girone di ritorno è stato deciso di utilizzare all'uncino il VAR e “condizionare” certe partite. Questa è un'altra storia.
Probabilmente il sogno è svanito ma è chiaro che fin quando la matematica non dirà il contrario, gli azzurri e l’ambiente Napoli deve continuare a crederci.

Una menzione ai tifosi azzurri, stasera con le oltre dieci mila presenze hanno supportato la squadra dal primo all’ultimo minuto facendo sentire tutto il calore di un popolo ai giocatori, è da quì che bisogna ripartire. Il sorpasso ormai è fatto e virtualmente anche il -4 ma il Napoli deve continuare a divertirsi ed a far divertire come ha sempre fatto, comunque vada gli applausi ci saranno lo stesso!!

domenica 4 marzo 2018

Napoli Roma 2-4, il sogno si trasforma in incubo

E’ arrivato quel giorno tanto aspettato e tanto voluto da tanti anche se non ci spieghiamo il perché, Il Napoli perde al San Paolo in maniera netta e clamorosa contro una Roma data fino ad oggi per morta e rischia di dire addio ai sogni di gloria.
Ansa

La partita inizia in un’atmosfera surreale a causa della vittoria (con l'unico tiro in porta della partita) della Juventus contro la Lazio negli ultimi secondi dell’incontro che lascia in tutto l’ambiente azzurro un senso di impotenza. Fra l'altro non senza polemiche per un rigore solare non dato alla Lazio.
Al 5° la Roma sfiora il vantaggio con Perotti che da pochi, di testa, manda la palla sopra la traversa, nel ribaltamento di fronte il Napoli passa con Insigne e la serata sembra mettersi bene; invece dopo solo un minuto e la sorte indica agli azzurri da che parte ha deciso di stare, recupero di palla a centrocampo di Nainggolan che lancia Under, il turco tira e una deviazione di Rui crea una parabola imprendibile per Reina. Il Napoli non demorde e con Insigne sfiora di nuovo il sorpasso ma il solito Alisson gli nega la doppietta. Una buona Roma attenta e maledettamente cinica ribalta l’incontro con Dzeko che di testa sovrasta Albiol. Il primo tempo finisce così.
Nell ripresa il Napoli si fionda in avanti e sfiora il pareggio due volte sempre con Insigne, nella prima circostanza è ancora Allison che risponde per l’ennesima volta presente mentre nella seconda è sempre la sfortuna che nega la gioia allo scugnizzo partenopeo, il suo tiro a giro finisce fuori di un nulla, se poi ci mettiamo anche un palo di Callejon da angolo si capisce che serata nera è stata. La Roma si riaffaccia nell’area partenopea ed ancora una volta fa male, Dzeko con un gran tiro a giro chiude la partita. Il San Paolo si ammutolisce per qualche minuto. Con la forza della disperazione il Napoli ci riprova sempre con Insigne ma ancora l’uomo ragno brasiliano chiude la porta. La Roma spietata in un capovolgimento di fronte cala il poker con Perotti che riprende una goffa respinta di Rui e batte Reina. Gli azzurri sfiorano ancora la rete con una punizione di Mertens con il pallone salvato sulla linea da Florenzi, il folletto poi sigla l’inutile 2-4 nel finale con un gran tiro da fuori.
La partita finisce tra i meravigliosi applausi del popolo azzurro.
Risultato severo per gli uomini di Sarri, partita strana da analizzare soprattutto vedendo i numeri, 26 tiri a 11 di cui 13 nello specchio contro 5. Il fattore mentale é stato determinante, scendere in campo sapendo come aveva vinto la tua antagonista per questa squadra é stato davvero troppo destabilizzante, poi diversi episodi sfortunati che hanno indirizzato il match, di fronte una Roma che ha giocato la sua buona partita cinica e compatta dando davvero tutto e che si spera faccia lo stesso alla penultima quando incontrerà la Vecchia Signora. Certo il Napoli ci mette anche del suo in termini tecnici, male il centrocampo con Zielinski in apnea e Allan meno pimpante rispetto al solito, in avanti a parte uno straordinario Insigne sottotono Callejon e Mertens. Giocate meno veloci rispetto al solito e poca lucidità negli undici metri, qualche errore di troppo anche in fase di appoggio e costruzione con un marcato ed evidente nervosismo. La difesa e forse più in particolare la fase difensiva da rivedere con Rui protagonista in negativo su tre dei quattro goal.
Non facciamo retromarcia su quello detto in questi mesi, il Napoli, almeno in Campionato, sta facendo una stagione meravigliosa e miracolosa, vista la rosa, riuscire a lottare spalla a spalla con chi ha tutto più di te. La speranza ora è che non venga buttato tutte alle ortiche mantenendo alta la concentrazione, senza cadere in un’inutile depressione anche perché se dovesse succedere questo campionato diventerebbe noioso come nel resto d’Europa!!
Una menzione va fatta al pubblico del San Paolo, IMMENSO. Al triplice fischio cori e applausi per gli uomini di Sarri a significare come i tifosi hanno capito che gli azzurri stanno dando davvero tutto!!

lunedì 26 febbraio 2018

Cagliari Napoli 0-5, il Burian azzurro travolge i rossoblu



Gli azzurri devastano il Cagliari con una prova strabiliante e volano momentaneamente a più quattro sulla Juventus in attesa del recupero dei bianconeri contro l’Atalanta.
Nonostante l’ambiente ostile, il Napoli scende in campo da grande squadra facendosi scivolare di dosso parole e polemiche. Azzurri padroni del campo sin da primi minuti con una chiara differenza di valori in campo nonostante i sardi ci mettano tanto impegno e foga. Al 14’ rigore clamoroso non concesso agli azzurri per una trattenuta su Mertens in aera rosso-blu, probabilmente per i successivi due minuti il vento gelido che sta flagellando l’Italia ghiaccia anche il monitor del VAR, non c’è altra ragione che tenga. Il Napoli non fa una grinza e staziona costantemente nell’area cagliaritana creando diverse opportunità, forse per trovare il pelo pecca un po’ di praticità fino a quando non ci pensa Callejon al 28’ a sbloccare il match con un destro chirurgico su imbeccata di Allan. Il Cagliari fatica a riprendersi e i partenopei in chiusura di tempo raddoppiano meritamente con un tocco ravvicinato di Mertens su cross di Hysaj.
La ripresa non cambia, il Napoli fa la partita a piacimento ed il Cagliari arranca. Al 61’ Hamsik cala il tris con un sinistro di prima intenzione che piega le mani a Cragno, lo stesso portiere che prima della partita dichiarava che voleva far un favore alla vecchia Signora. Pochi minuti e anche il poker è servito con il rigore procurato e siglato da Insigne. La Sardegna Arena si ammutolisce sotto i colpi azzurri ma la ciliegina arriva al 90° con la manita di Rui che insacca di sinistro una meravigliosa punizione facendo rievocare il mito.
Applausi a tutta la squadra ma ancora una menzione fra tutti va fatta ad Allan che sembra essere bionico e Rui che partita dopo partita rende meno doloroso l’infortunio dell’amato Ghoulam. Ci sentiamo di fare i complimenti anche a tutto lo staff perchè vedere una squadra correre in questo modo a fine febbraio è il frutto di un lavoro certosino e mirato.
Partita perfetta, bella da vedere e anche da commentare. Una prova di forza, intelligenza, maturità e compattezza. Una squadra che difende ed attacca come una grande orchestra e che suona una meravigliosa sinfonia guidata dal maestro Sarri.
Spendere ulteriori aggettivi per questo Napoli potrebbe risultare scontato è anche semplice in questo momento, addirittura stucchevole ma davvero erano anni che non si vedeva una squadra così oggettivamente bella, è evidente però che è arrivato il momento di vincere e badare poco ai complimenti e questo gli azzurri sembrano averlo capito.
Gli applausi al termine di un concerto fanno piacere, certo, ma questa volta non bastano e non servono, questa orchestra merita la vittoria e la standing ovation finale!!!