domenica 15 dicembre 2019

Napoli Parma 1-2: ancora un disastro di color azzurro

Il primo Napoli di Gattuso perde ancora. Gli azzurri vanno sotto, per mano di Kulusevski, su errore clamoroso di Koulibaly, nella stessa azione brutto infortunio per il senegalese. Nella ripresa riescono a pareggiare con Milik e nel finale vengono condannati da Gerivinho. I partenopei, ormai, non vincono in campionato da oltre 50 giorni.
Purtroppo la regola del calcio condanna, quando le cose vanno male, sempre e solo la stessa persona, l’allenatore. Ma in questo momento, a parte qualche eccezione, chi dovrebbe essere licenziato su due piedi sono proprio i giocatori. La situazione è preoccupante, delicata. Qui non si tratta del quarto posto o dell’Europa League, qui si tratta di ritrovarsi in qualcosa che questi giocatori non sono abituati. Il Napoli ha ancora due tre partite di credito poi il baratro è lì ad un soffio. Non vogliamo essere catastrofici ma solo oggettivi ed obiettivi. Il rischio reale è questo.
Non possiamo gettare la croce sul povero Gattuso che si è ritrovato una sorta di Ferrari tra le mani con l’acqua nel serbatoio. Risalire diventa arduo se non si capisce da dove entra questa acqua. L’additivo Ringhio non basta da solo. Siamo d’accordissimo con il tecnico calabrese, quando in conferenza post gara dice che i primi dieci minuti rappresentano il Napoli di questo momento. Errori ridicoli per giocatori di Serie A, ansia e paura. E siamo altrettanto d’accordo quando dice di non appellarsi alla sfortuna, sarebbe troppo semplice. Peccato, però, che solo nella conferenza lo stesso Mister abbia capito che la squadra non ha equilibro. In quasi in tutti i reparti. Pazza la sostituzione di Allan per Mertens, seppur il belga dà vivacità alla manovra azzurra, lascia un Napoli già in crisi di identità senza l’unico vero lottatore al centrocampo.

Diventa davvero difficile raccontare del Napoli. Quasi tutti gli interpreti sembrano la brutta copia dei giocatori ammirati e desiderati da tutto il mondo. Da Koulibaly a Fabian Ruiz, da Insigne a Mertens.
Prima di parlare di classifica e fare proclami bisogna lavorare sulla testa di questi uomini, senza quella non si farà molto strada, neanche con un guerriero come Gattuso. Il nostro pensiero espresso già qualche domenica fa, resta lo stesso. Non cambia di una virgola. Gli azzurri quando scendono in campo, come una buona squadra di bassa classica, devono prima di tutto badare a non prenderle e poi tentare a ripartire per far male. Non ci sono strade alternative. In attesa di risultati e miglioramenti fisici ma soprattutto mentali
Oggi, in questo momento, questa squadra è troppo fragile per provare ad imporre gioco e ritmi anche perché, quasi sistematicamente, al primo errore viene punita. Prima riuscirà a calarsi in questa realtà e prima uscirà da questo lungo tunnel

lunedì 2 dicembre 2019

Napoli Bologna 1-2: è crisi nera per gli azzurri

E’ crisi nera in casa azzurra. Gli uomini di Ancelotti cadono mestamente anche contro il Bologna. Il Napoli che è ad un punto dagli ottavi di Champoins, non vince in Campionato da sette giornate.
Non parliamo di una squadra di diciottenni e neanche di giocatori mediocri. Non vogliamo sentire parlare di motivazione ne tantomeno di problemi societari, non c’è scusa che tenga. Nonostante un discreto primo tempo che gli azzurri meritatamente portano a casa con il goal di Llorente, nelle ripresa si sciolgono con il burro. Senza un centrocampo, sbagliano la fase offensiva dove senza lucidità provano a fare qualcosa e soprattutto in quella difensiva, dove purtroppo i danni sono quasi sempre irreversibili. Il risultato è consequenziale.
Evidente, come già avevamo sottolineato, che il Napoli non era guarito con il pareggio di Anfieldm dove si era vista una grande compattezza difensiva ma sicuramente non il gioco, ovviamente visto l’avversario ed il contesto tutti abbiamo esaltato quella prova.
Il Napoli non ha gioco, ha poco mordente ed una profonda crisi mentale. E’ palese che i giocatori sono intimoriti ad ogni errore che commettono e la stessa ansia li porta a sbagliare anche le cose più semplici. Spiace dirlo ma il responsabile è uno, Carlo Ancelotti. E' l'allenatore che devo trovare il bandolo della matassa e nessun altro. Non si comprende certe scelte, prima e durante l’incontro. Gli azzurri subiscono e traballano ad ogni azione offensiva avversaria, sono estremamente vulnerabili insicuri e squilibrati , d'altronde questo canovaccio è ridondante da ormai due mesi. Allora perché non giocare con un semplice e accorto 4-4-2 difendendo e provando a ripartire. Non c’è da vergognarsi, Il Napoli in questo momento è questo con limiti di ogni tipo, quindi meglio prima non prenderle e poi provare a vincere a prescindere dall’avversario.
Infine non possiamo non rivolgere un pensiero ai giocatori: invece di contestare la Società, che giustamente pretende, provino a sudare la maglia e a guadagnarsi quello stipendio che tanto difendono. Il Napoli rischia davvero di ritrovarsi in un limbo pericoloso e deprimente, se è vero che è ad un passo dagli ottavi in Champions, in campionato si ritrova in un anonimo centro classifica con il serio rischio di essere tra qualche mese fuori da qualunque gioco.
Serve una scossa. Veloce e repentina.

giovedì 28 novembre 2019

Liverpool Napoli 1-1: un grintoso Napoli ad un punto dagli ottavi



Un Napoli di cuore esce indenne dall’Anfield portandosi ad un punto dalla qualficazione agli ottavi di Champions.
Ora dire che il Napoli è guarito ne passa, sostenere che ha un’anima è realtà. Sorprende la compattezza degli azzurri a dispetto delle ultime prestazioni agonizzanti. Ancelotti schiera una squadra molto prudente portando Di Lorenzo a centrocampo al posto di Callejon, gioca con un classico 4-4-2 a dispetto di chi dice il contrario e con Maksimovic spostato come terzino. Il Napoli gioca sin dalle prima battute una partita accorta, attenta e di sacrificio. Non bella, ma di sostanza. Passa all’improvviso con un guizzo: Mertens scatta sul filo del fuorigioco e insacca Allison con una precisione chirurgica. Il folletto, probabilmente per polemica, non esulta.
 Il Liverpool con rabbia ed intensità schiaccia il Napoli e Meret salva in almeno due circostanze. Nelle ripresa i Reds alzano il baricentro e riescono ad acciuffare il pareggio su azione d’angolo. Gli azzurri crollano fisicamente lasciando fino al termine il pallino del gioco agli uomini di Klopp. La squadra di Ancelotti  non riesce più ad impensierire più la difesa inglese ma con tenacia e grinta riesce a portare un preziosissimo pareggio a casa, alla vigilia insperato. Per la cronaca entrambi i goal vengono sviscerati al VAR per dei presunti contatti fallosi, ma giustamente, vengono convalidati. 
Maestosa prova di Allan e Koulibaly, tra le migliori della stagione. Ottima tutta la fase difensiva degli azzurri, era questo l’unico modo per uscire indenni dall’inferno di Anfield. Tiene botta il centrocampo manca però qualche finalizzazione. Tra quindici giorni, il Napoli in casa con il Genk, rischia addirittura di arrivare primo in un’ultima giornata davvero scoppiettante.
Se il gioco latita in questo momento non bisogna disperarsi ma certamente con questa grinta e voglia le posizioni in campionato potranno essere sicuramente scalate. Prima, però, arriverà venerdì l’incontro chiarificatore con il patron... si spera.




domenica 20 ottobre 2019

Napoli Verona 2-0, vincente ma non convincente

Nel secondo anticipo del sabato sera, un discreto Napoli ha la meglio  per 2 a 0 su un buon Verona, visti i potenziali gli aggettivi non sono usati a caso.
Ennesima partita del Napoli dai due volti. Nel primo tempo solo un grande Meret salva gli azzurri dal capitolare. Nella ripresa i partenopei entrano in campo più compatti e portano a casa il match con merito pur senza brillare.
Si sblocca finalmente Milik con due goal pesanti e da vera punta centrale. Il Napoli nel complesso non è da buttare ma con oggettività sembra essere sempre troppo fragile in fase difensiva. Ancelotti, a due mesi dalla partenza del campionato, non riesce a trovare ancora la quadra e checché lui dica, è ancora alla ricerca del modulo ottimale per il suo Napoli. 
L’importante per gli uomini del tecnico di Reggiolo era vincere per non perdere il passo con le altre. Malcuit tra i migliori. Fabian conferma la sua classe e si comprende perché una squadra come i blancos abbia messo gli occhi su questo giocatore. Delude Younes partito dal primo minuto. Milik su gli scudi. Sufficienza striminzita per il resto della squadra.
Mercoledì gli azzurri affronteranno il Salisburgo per la Champions, in una partita fondamentale per la qualificazione agli ottavi.

domenica 25 agosto 2019

Fiorentina Napoli 3-4, vittoria di carattere

Nel big-match serale se ne vedono di tutti i colori. In un franchi gremito come ai tempi di Batistuta,
la Fiorentina per la prima mezz’ora neanche fa vedere il pallone agli uomini di Ancelotti. La banda di Montella, infarcita di under 21, gioca al doppio della velocità rispetto agli azzurri. Da sottolineare le prestazioni di Sottil e Castrovilli. Ne sentiremo spesso parlare.
In vantaggio la Viola su rigore concesso per fallo di mano di Zilienski vengono raggiunti al 35’ con un destro a giro di Mertens. Drągowski poteva fare qualcosa in più.
Pochi minuti ed il Napoli passa, su un discusso, calcio di rigore di Insigne.
Nella ripresa partita molto più equilibrata, ma è evidente che la mossa di Ancelotti di spostare Ruiz più avant,i non è delle più azzeccate. Il 4-2-3-1 fa soffrire terribilmente si Allan che Zielinski non ancora in grado di gestire questa nuova soluzione.
La Fiorentina pareggia su azione angolo con un potente colpo di testa di Milenkovic . Meret sembra in leggero ritardo. Con le squadre lunghissime, è lo spettacolo a guadagnarci. E’ Callejon a firmare il nuovo sorpasso azzurro con un preciso diagonale. Lo stesso dicasi per il meraviglioso 3-3 di Boateng sull’altra sponda. Poteva essere il risultato più giusto ma ancora una ripartenza dei tre piccoletti azzurri porta al definitivo vantaggio azzurro. Il 3-4 è di Insigne chiude una bellissima ed entusiasmante gara. 
Il Napoli non convince con questo 4-2-3-1 anche se siamo solo alla prima. Abbiamo seri duri che uno stratega come Ancelotti sabato presenterà lo stesso modulo allo Stadium.
Bene Di Lorenzo e Rui. Stanchi Koulibaly e Allan, i pochi allenamenti causa nazionale, si fanno sentire. Callejon e Mertens dimostrano sul campo perché meritano il rinnovo. Manolas tra alti e bassi. Lo aspettiamo. 
La Fiorentina sembra lontana anni luce dall’inguardabile squadra scesa in campo per l’ultima di Campionato contro il Genoa. Quest’anno, con l’entusiasmo ritrovato ed una squadra assortita in ogni reparto, potrà dire decisamente la sua.
Capitolo VAR. Il primo rigore, fischiato alla Viola per fallo di mano di Zielinsk,i con regole alla mano poteva essere dato ma non si può non valutare la distanza, il rimpallo su un'altra parte del corpo (petto ndt) e la naturalità del movimento. Un rigore del genere potrebbe creare precedenti pericolosi.
Nel secondo calcio di rigore, Mertens sembra palesemente tuffarsi e cercare lui il contatto con Castrovilli.
Esagerate le proteste di Montella nel finale non nel concetto ma nei modi. 
Pradè il DS della Fiorentina, al contrario, accetta la decisione. Sottolineando che polemiche del genere alla prima giornata sono palesemente inutili, ma soprattutto il dirigente viola afferma che gli arbitri gli hanno chiarito perché è stato assegnato il rigore ai partenopei.  Anzi veniamo a scoprire che nella stanza del Var ci sono altre telecamere. Stamane gira la versione che il rigore sia stato dato per un fallo di mano di Pulgar sulla stessa azione. 
Torniamo ancora a parlare di buon senso, un concetto quasi estromesso dalla vita pallonara.
Cosa costa spiegare con un comunicato, un’intervista, farci vedere le immagini nella sala Var o addirittura riportare le conversazioni dell’arbitro con i suoi colleghi. Siamo abituati e sembra che ormai faccia comodo un po’ a tutti vivere sempre nell’ipotesi del complotto. 
Forse perché in questo modo non si innescherebbero polemiche?! … Ed a qualcuno non converrebbe

mercoledì 21 agosto 2019

Mercato Napoli: il punto

Icardi si, Icardi no.
E’ questo il tormentone dell’estate. Non c’è un giornale o una radio che non ne parla.
A Napoli i tifosi restano divisi anche se nelle ultime ore guadagna punti il “Lasciamolo stare nella sua Milano. Napoli si deve amare”.

Prima di parlare dell’argomento preferito di tutti quotidiani e non, facciamo come sempre un breve e reale punto sul mercato del Napoli.

Difesa: C’è solo da sfoltire. L’indiziato numero uno, così come dichiarato dal sua agente, è l’albanese Hysaj. Il Napoli chiede venti milioni. Al momento nessuno è disposto a investire quella cifra. Probabilmente perché tutti sanno che ormai è un esubero. Ci aspettiamo comunque almeno il prestito last minute, magari con un diritto di riscatto. 

Centrocampo: Non se ne parla ma sicuramente servirebbe una valida alternativa ad Allan. Elmas sarà un jolly e che jolly ma parliamo sempre di un giocatore di qualità. Probabile che Ancelotti voglio provare Zielinski come alternativa ad Allan.

Attacco: E’ in arrivo l’ufficialità di Lozano. Il messicano predilige partire dalla fascia sinistra ovvero dove attualmente è Insigne ma può tranquillamente giocare anche a destra o dietro la punta. Insomma il Mister di Reggiolo avrà una valida alternativa in quella porzione di campo. Qualcuno ha ipotizzato come falso nueve ma per caratteristiche, più fisiche che tecniche, non è l’ideale. Per certe movenze somiglia al primo Lavezzi soprattutto per quell’antipatico difetto di innamorarsi della palla.
Milik checché se ne dica il polacco resterà in azzurro a prescindere dell’arrivo di un compagno di reparto. Direi per buona pace di tutti.
Arriviamo alla telenovela. Noi siamo propensi a dire che Icardi non verrà al Napoli ma non tanto perché, come qualche giornale continua a dire, si è promesso alla Vecchia Signora ma semplicemente perché ha preso la questione come un discorso di principio ed orgoglio.
Il tweet della moglie un mesetto fa, già aveva chiarito le sue intenzioni “Dimostreremo a tutto il mondo cosa significa l’amore“ ergo “Resteremo all’Inter anche in tribuna perché noi siamo tifosi ed amiamo l’Inter”.
A De Laurentiis non si può dire nulla al riguardo di questa trattativa ma certo non si può rimanere bloccati per così tanto tempo assecondando i capricci di un uomo che in questo momento forse ha dimenticato anche di essere un giocatore di calcio professionista. 
Dubbi su Llorente. Visto nelle ultime stagioni e vista l’età non crediamo sia la punta ideale da alternare a Milik. A questo punto tanto valeva tenersi Inglese. Ovviamente, in caso di un suo arrivo, saremo felici di essere smentiti dal campo.
Chiudiamo con l’argomento James. Acquisto non più indispensabile dopo l’arrivo di Lozano ma certamente a certe condizioni (quelle di De Laurentiis ndr) vale sempre e comunque la pena avere in rosa un calciatore dalla sue caratteristiche e del suo livello. Anche in questo caso, la soluzione potrebbe arrivare last minute.

domenica 21 luglio 2019

La settimana azzurra, tra mercato e speranze


Dopo il brutto pareggio contro il Benevento di Inzaghi di sabato scorso con tutte le attenuanti del caso, basti pensare che per quasi un’ora di gioco ha mezza primavere, gli azzurri sono tornati in campo venerdì contro il Feralpi Salò. Con una settimana in più sulle gambe e soprattutto con tanti titolari in campo qualcosa di buono si è visto, a partire dall’inserimento nel gruppo di Manolos, autore della sua prima rete partenopea. La partita è terminata con un netto 5-0.

Questa che si sta per aprire dovrebbe essere la settimana di James Rodriguez, in un modo o in un altro verrà svelato il suo futuro. Nessuna delle due parti in gioco ha fatto marcia indietro. Perez vuole guadagnare dalla cessione del colombiano mentre De Laurentiis continua a volere solo il prestito, anche oneroso, ma non l’acquisto. Il motivo lo ha svelato lo stesso patron che vorrebbe investire una cospicua cifra per avere un attaccante da trenta gol. Icardi? Pepè? Difficile fare previsioni perché entrambi conti alla mano sembrano irraggiungibili. L’ex capitano nerazzurro chiede un ingaggio di circa 8 milioni ed ha l’ostacolo dei diritti di immagini mentre il talento francese viene valutato dal Lille circa 80 milioni, difficile pensare ad un esborso del genere. Detto questo, al momento non ci sentiamo di smentire nessuna delle due voci perché per la prima volta abbiamo sentito dichiarare esplicitamente al Presidente azzurro che vorrebbe vincere, e forse questa è la vera notizia della settimana!!! Attenzione al centrocampista Fekir del Lione, utilizzato spesso come trequartista o come ala, cioè alla James Rodriguez. Costa 25 milioni.

Intanto il Napoli continua ad incassare. Ceduto Inglese per 20 milioni di euro al Parma, Vinicius per 17 al Benfica, arrivano anche i 15 milioni della cessione di Rog al Cagliari investiti interamente per Elmas, il centrocampista macedone del Fenerbahce . Quest’ultimo atteso domani in città per visite e firma.
Una cosa è certa il mercato del Napoli è in fermento e come ha detto De LA sarà un agosto rovente.

venerdì 12 luglio 2019

Mercato Napoli: la verità

Cerchiamo di fare un punto reale e sintetico della situazione mercato Napoli.

Portieri: dopo il riscatto di Ospina il reparto è al completo

Difesa: Si cerca una squadra per Hysaj ma il problema resta la richiesta economica di De Laurentiis, non meno di 25 Milioni di euro. La verità è che avendo preso Di Lorenzo tutti sanno che il Napoli è costretto a vendere e per questo nessuna asseconda le richieste del patron. Mario Rui potrebbe restare o meglio si proverà a vendere il portoghese entro fine luglio altrimenti resterà in azzurro.

Centrocampo: Rog sembra destinato al Genoa ma i grifoni vogliono il diritto di riscatto e non l’obbligo che pretende il  Napoli, sembra una storia già sentita a parti inverse. Non appena si chiuderà per Rog, i partenopei chiuderanno per Elmasproveniente dal Fenerbahce anche se nelle ultime ore il club turco ha alzato un pò le pretese (22 milioni ndr).
Telenovela James Rodriguez. Il calciatore per ora non vuole ascoltare nessuno, vuole solo Ancelotti per rilanciarsi sui grandi palcoscenici e su questo che sta facendo leva De Laurentiis. Il Napoli continua ad offrire 10 milioni per il prestito e 25 più bonus per il riscatto. Il Real ribadisce l’obbligatorietà del riscatto e può scendere al massimo a 40 milioni rateizzabili in due anni. Ormai è una lotta di nervi, la speranza della piazza azzurra è che tra i due litiganti non si inserisca il terzo. Le probabilità che James vesta l’azzurro sono al 70% ma non è detto che lo stesso James a lungo andare si possa stancare di questo tira e molla e guardare altrove (Atletico Madrid?).

Attacco:Non è un bluff quando De Laurentiis dichiara che Icardi non interessa. Almeno che non succeda un cataclisma il Napoli non si avvicinerà all’argentino mentre cerca con insistenza una seconda punta che possa fare anche l’esterno come vice Callejon visto che Verdi sembra destinato a lasciare Napoli. Ecco perché si continua a seguire la pista Lozano Rodrigo

lunedì 1 luglio 2019

Ufficiale: Manolas si tinge di azzurro

Dopo un tira e molla durato per settimane, Manolas diventa ufficialmente un giocatore del Napoli anche senza il famoso twitter del presidente ADL che come di consueto attende le previste visite mediche del giocatore greco. Questa volta però, ad ufficializzare l’arrivo del forte difensore centrale alla corte di Ancelotti è stata la stessa Roma attraverso i suoi canali social. 
Tra la cessione di Diawara nell’ affare, valutato 21 milioni e quella di Albiol con la clausola di 4 milioni, l’acquisto del greco è costato 11 milioni di euro e se non è un affare poco ci manca. 
Ancora però lontani anni luce dagli affari a parametro zero che continua a portare a casa la Vecchia Signora, dopo Ramsey arriva anche Rabbiot. Chepeau.

Il prossimo colpo o meglio quello che mezza Napoli sogna è, James Rodriguez, che saranno le alte temperature registrate in questi giorni un pò in tutta Italia, inizia a materializzarsi un pò ovunque.
La verità è che il Napoli continua a discutere con il Real per la formula dell’acquisto. Il presindentissimo Florentino Perez vuole e pretende almeno l’obbligo di acquisto mentre il patron della FilmAuro insiste per un diritto. Il nocciolo sembra essere questo ma tutto fa pensare ad una fumata bianca seppur ancora non vicinissima.

E’ chiaro che Ancelotti abbia fatto comprendere ad ADL che la squadra non solo va rafforzata ma vanno cambiati determinati interpreti ed ecco che si parla con insistenza degli addii di Mario Rui, Hysaj, Ounas, Rog e Verdi.

Attendiamo e vediamo ma una cosa è evidente quest’estate il Napoli sarà protagonista del mercato, e probabilmente un po’ di merito è anche dell’ex Comandante che cambiando sponda ha toccato l’orgoglio del patron azzurro.

domenica 16 giugno 2019

Sarri, il Comandante dell'INCOERENZA

Era nell’aria ma forse è arrivato nel giorno e nell’ora dove nessuno se lo aspettava. In un torrido pomeriggio di una strana domenica di Giugno arriva la notizia che tutta Napoli non voleva leggere o ascoltare: Sarri è il nuovo allenatore della Juve.
Difficile pronunciarlo, figuriamoci scriverlo. L’allenatore toscano nativo partenopeo è un professionista e nessuno di noi si permette di giudicare l’uomo che prova a guadagnare e possibilmente a vincere con il suo lavoro ma Le vere perplessità per il tifoso napoletano e forse anche juventino sono altre.

Partiamo a ritroso e pensiamo alle dichiarazioni di Sarri di neanche un mese fa. L’allenatore dichiarava che il campionato inglese era il miglior torneo in assoluto ed il livello era altissimo, stimolante e insuperabile. Era un sogno per ogni allenatore poter lavorare in quel contesto. Non si vedeva assolutamente un suo rientro in Italia. Un professionista non deve pensare al cuore. Dopo neanche un mese il suo ritorno in Italia con la motivazione, dichiarata direttamente dal Chelsea, di mancanza degli affetti e della tanto amata penisola. COERENZA
Dopo la vittoria in Europa League, Mister Sarri oltre a dedicarla ai napoletani (oggi mi sembra una presa per i f…… come avrebbe detto lui), alla domanda di un suo possibile approdo alla Juve e la possibile reazione dei tifosi azzurri, arrivano i primi tentativi di arrampicamento sugli specchi. “I napoletani sanno quanti li amo”, “Sono un professionista e capiranno”, “L’importante è stato dare il 110% quando ero lì”, “Le bandiere non esistono”ma la frase che colpisce di più è: “Se due persone divorziano ed uno è ancora innamorato non può mica rimanere fedele per sempre?!”.
Frase chiarissima ed esplicita e soprattutto veritiera. Ma ti vai a sposare con colei che hai sempre denigrato, offeso e combattuto?! COERENZA

Sarri sin dai primi giorni partenopei, nel lontano 2015 anzi nel lontanissimo, si dichiarava tifosissimo tifoso azzurro sin dall’infanzia, “allenare la squadra della mia città è un sogno che si avvera”. Da quel momento tutto il popolo napoletano si è rivisto in quell’uomo umile cresciuto a pane e campi di serie D, un uomo venuto dal nulla e pronto a combattere per sovvertire i pronostici e conquistare quel PALAZZO così inavvicinabile.
Parola che hanno portato l’intera popolazione partenopea ad incoronarlo COMANDANTE di un popolo. Lo stesso allenatore si disse fiero di essere chiamato così e soprattutto di rappresentare un popolo intero.
Difficile trovare tutte le volte che Sarri ha attaccato senza mezze misure la Juventus, il sistema ed il cosiddetto Palazzo. Proviamo a riportarne qualcuna:

9 settembre 2015: “ Rigori al Napoli? Bisognerebbe fucilare i giocatori, oppure mettere maglie a righe”.

25 settembre 2015: “ Sulla Juve la penso come i tifosi, ho il loro stesso retro – pensiero ma non fatemi entrare nei dettagli”

31 gennaio 2016: “La Juventus è palesemente di un’altra categoria, noi ci siamo ritrovati in questa situazione solo per l’inizio del campionato difficile dei bianconeri. Non so se Insigne e Higuain possono colmare il gap con la Juventus. Alla lunga il fatturato pesa”. 

20 agosto 2016:”A me sono girati i coglioni quando esponenti della Juve parlavano di Higuain mentre era un nostro giocatore ed io non farò quello che hanno fatto loro”. 

Dopo il passaggio di Higuain alla Juve disse ai microfoni di Sky: ”L’abbandono purtroppo è stato un momento brutt0. Mi potevo aspettare la Premier, non mi aspettavo la Juve. Per un po’ non l’ho sentito e sinceramente non lo volevo nemmeno sentire. Poi ultimamente siamo tornati a sentirci. E’ come la storia di quando ti fa arrabbiare un figlio: lo sbraneresti per qualche giorno però rimane sempre un figlio


21 gennaio 2018: “Vedendo il calendario, la Juve ha gare abbastanza abbordabili, a parte che per la Juventus lo sono tutte, e questo potrebbe metterci pressione. Penso sia stato un errore mastodontico fatto dalla Lega, in alcune gare si poteva mediare e creare soluzioni simili, quindi o giocare in contemporanea o fare giocare qualche gara avanti no

22 aprile 2018: “Dito medio ai tifosi della Juventus. Non si trattava di tifosi, con i quali anzi abbiamo scherzato in albergo. Era un gruppo di persone che ha sputato contro il nostro pullman e ci ha insultati in quanto napoletani. Il gesto era per loro”

Dopo Firenze:” La gente non ha più fiducia nel calcio italiano? Bisogna pensare solo al campo senza secondi pensieri, io non voglio pensare a nient’altro. Nella vita tutto finisce, quindi prima o poi finirà anche quello che vediamo in Italia”

7 settembre 2018: “Lo scudetto? Mi capita di ripensarci. Sarebbe stato il coronamento di una storia straordinaria, di un sogno mio, della squadra e di tutta la città. Qualcuno ha fatto ironia, ma chi ha fatto sport, sa che abbiamo perso lo scudetto in albergo a Firenze. Mal di pancia per Inter – Juve? Si. Perché quello che è successo il giorno dopo è la conseguenza di quella partita”

E tra le tante, prima di un Napoli Juventus: “ Per battere la Juve servono anima e cuore, voglio una prestazione straordinaria per i tifosi. Settore ospiti chiuso? Resto sempre molto male quando si vieta a dei tifosi di venire allo stadio. Se nella tifoseria juventina ci sono dei delinquenti, bisogna arrestarli. Ma non si può colpire uno per colpirne uno. In fondo hanno solo un difetto: sono juventini”

Il professionista non si discute, così come la bravura sulla panchina ma sicuramente la coerenza e la comunicazione non sono il suo forte e crediamo senza offese per nessuno sia arrivato il momento di togliere la corona ad un COMANDANTE che ha deciso di seguire, appena avuta la possibilità, la strada più semplice per il successo ovvero diventare il COMANDANTE di quel palazzo tanto combattuto.

Mr Maurizio Sarri, il nuovo COMANDANTE DELL’INCOERENZA pardon il nuovo allenatore della JUVENTUS