mercoledì 21 agosto 2019

Mercato Napoli: il punto

Icardi si, Icardi no.
E’ questo il tormentone dell’estate. Non c’è un giornale o una radio che non ne parla.
A Napoli i tifosi restano divisi anche se nelle ultime ore guadagna punti il “Lasciamolo stare nella sua Milano. Napoli si deve amare”.

Prima di parlare dell’argomento preferito di tutti quotidiani e non, facciamo come sempre un breve e reale punto sul mercato del Napoli.

Difesa: C’è solo da sfoltire. L’indiziato numero uno, così come dichiarato dal sua agente, è l’albanese Hysaj. Il Napoli chiede venti milioni. Al momento nessuno è disposto a investire quella cifra. Probabilmente perché tutti sanno che ormai è un esubero. Ci aspettiamo comunque almeno il prestito last minute, magari con un diritto di riscatto. 

Centrocampo: Non se ne parla ma sicuramente servirebbe una valida alternativa ad Allan. Elmas sarà un jolly e che jolly ma parliamo sempre di un giocatore di qualità. Probabile che Ancelotti voglio provare Zielinski come alternativa ad Allan.

Attacco: E’ in arrivo l’ufficialità di Lozano. Il messicano predilige partire dalla fascia sinistra ovvero dove attualmente è Insigne ma può tranquillamente giocare anche a destra o dietro la punta. Insomma il Mister di Reggiolo avrà una valida alternativa in quella porzione di campo. Qualcuno ha ipotizzato come falso nueve ma per caratteristiche, più fisiche che tecniche, non è l’ideale. Per certe movenze somiglia al primo Lavezzi soprattutto per quell’antipatico difetto di innamorarsi della palla.
Milik checché se ne dica il polacco resterà in azzurro a prescindere dell’arrivo di un compagno di reparto. Direi per buona pace di tutti.
Arriviamo alla telenovela. Noi siamo propensi a dire che Icardi non verrà al Napoli ma non tanto perché, come qualche giornale continua a dire, si è promesso alla Vecchia Signora ma semplicemente perché ha preso la questione come un discorso di principio ed orgoglio.
Il tweet della moglie un mesetto fa, già aveva chiarito le sue intenzioni “Dimostreremo a tutto il mondo cosa significa l’amore“ ergo “Resteremo all’Inter anche in tribuna perché noi siamo tifosi ed amiamo l’Inter”.
A De Laurentiis non si può dire nulla al riguardo di questa trattativa ma certo non si può rimanere bloccati per così tanto tempo assecondando i capricci di un uomo che in questo momento forse ha dimenticato anche di essere un giocatore di calcio professionista. 
Dubbi su Llorente. Visto nelle ultime stagioni e vista l’età non crediamo sia la punta ideale da alternare a Milik. A questo punto tanto valeva tenersi Inglese. Ovviamente, in caso di un suo arrivo, saremo felici di essere smentiti dal campo.
Chiudiamo con l’argomento James. Acquisto non più indispensabile dopo l’arrivo di Lozano ma certamente a certe condizioni (quelle di De Laurentiis ndr) vale sempre e comunque la pena avere in rosa un calciatore dalla sue caratteristiche e del suo livello. Anche in questo caso, la soluzione potrebbe arrivare last minute.

domenica 21 luglio 2019

La settimana azzurra, tra mercato e speranze


Dopo il brutto pareggio contro il Benevento di Inzaghi di sabato scorso con tutte le attenuanti del caso, basti pensare che per quasi un’ora di gioco ha mezza primavere, gli azzurri sono tornati in campo venerdì contro il Feralpi Salò. Con una settimana in più sulle gambe e soprattutto con tanti titolari in campo qualcosa di buono si è visto, a partire dall’inserimento nel gruppo di Manolos, autore della sua prima rete partenopea. La partita è terminata con un netto 5-0.

Questa che si sta per aprire dovrebbe essere la settimana di James Rodriguez, in un modo o in un altro verrà svelato il suo futuro. Nessuna delle due parti in gioco ha fatto marcia indietro. Perez vuole guadagnare dalla cessione del colombiano mentre De Laurentiis continua a volere solo il prestito, anche oneroso, ma non l’acquisto. Il motivo lo ha svelato lo stesso patron che vorrebbe investire una cospicua cifra per avere un attaccante da trenta gol. Icardi? Pepè? Difficile fare previsioni perché entrambi conti alla mano sembrano irraggiungibili. L’ex capitano nerazzurro chiede un ingaggio di circa 8 milioni ed ha l’ostacolo dei diritti di immagini mentre il talento francese viene valutato dal Lille circa 80 milioni, difficile pensare ad un esborso del genere. Detto questo, al momento non ci sentiamo di smentire nessuna delle due voci perché per la prima volta abbiamo sentito dichiarare esplicitamente al Presidente azzurro che vorrebbe vincere, e forse questa è la vera notizia della settimana!!! Attenzione al centrocampista Fekir del Lione, utilizzato spesso come trequartista o come ala, cioè alla James Rodriguez. Costa 25 milioni.

Intanto il Napoli continua ad incassare. Ceduto Inglese per 20 milioni di euro al Parma, Vinicius per 17 al Benfica, arrivano anche i 15 milioni della cessione di Rog al Cagliari investiti interamente per Elmas, il centrocampista macedone del Fenerbahce . Quest’ultimo atteso domani in città per visite e firma.
Una cosa è certa il mercato del Napoli è in fermento e come ha detto De LA sarà un agosto rovente.

venerdì 12 luglio 2019

Mercato Napoli: la verità

Cerchiamo di fare un punto reale e sintetico della situazione mercato Napoli.

Portieri: dopo il riscatto di Ospina il reparto è al completo

Difesa: Si cerca una squadra per Hysaj ma il problema resta la richiesta economica di De Laurentiis, non meno di 25 Milioni di euro. La verità è che avendo preso Di Lorenzo tutti sanno che il Napoli è costretto a vendere e per questo nessuna asseconda le richieste del patron. Mario Rui potrebbe restare o meglio si proverà a vendere il portoghese entro fine luglio altrimenti resterà in azzurro.

Centrocampo: Rog sembra destinato al Genoa ma i grifoni vogliono il diritto di riscatto e non l’obbligo che pretende il  Napoli, sembra una storia già sentita a parti inverse. Non appena si chiuderà per Rog, i partenopei chiuderanno per Elmasproveniente dal Fenerbahce anche se nelle ultime ore il club turco ha alzato un pò le pretese (22 milioni ndr).
Telenovela James Rodriguez. Il calciatore per ora non vuole ascoltare nessuno, vuole solo Ancelotti per rilanciarsi sui grandi palcoscenici e su questo che sta facendo leva De Laurentiis. Il Napoli continua ad offrire 10 milioni per il prestito e 25 più bonus per il riscatto. Il Real ribadisce l’obbligatorietà del riscatto e può scendere al massimo a 40 milioni rateizzabili in due anni. Ormai è una lotta di nervi, la speranza della piazza azzurra è che tra i due litiganti non si inserisca il terzo. Le probabilità che James vesta l’azzurro sono al 70% ma non è detto che lo stesso James a lungo andare si possa stancare di questo tira e molla e guardare altrove (Atletico Madrid?).

Attacco:Non è un bluff quando De Laurentiis dichiara che Icardi non interessa. Almeno che non succeda un cataclisma il Napoli non si avvicinerà all’argentino mentre cerca con insistenza una seconda punta che possa fare anche l’esterno come vice Callejon visto che Verdi sembra destinato a lasciare Napoli. Ecco perché si continua a seguire la pista Lozano Rodrigo

lunedì 1 luglio 2019

Ufficiale: Manolas si tinge di azzurro

Dopo un tira e molla durato per settimane, Manolas diventa ufficialmente un giocatore del Napoli anche senza il famoso twitter del presidente ADL che come di consueto attende le previste visite mediche del giocatore greco. Questa volta però, ad ufficializzare l’arrivo del forte difensore centrale alla corte di Ancelotti è stata la stessa Roma attraverso i suoi canali social. 
Tra la cessione di Diawara nell’ affare, valutato 21 milioni e quella di Albiol con la clausola di 4 milioni, l’acquisto del greco è costato 11 milioni di euro e se non è un affare poco ci manca. 
Ancora però lontani anni luce dagli affari a parametro zero che continua a portare a casa la Vecchia Signora, dopo Ramsey arriva anche Rabbiot. Chepeau.

Il prossimo colpo o meglio quello che mezza Napoli sogna è, James Rodriguez, che saranno le alte temperature registrate in questi giorni un pò in tutta Italia, inizia a materializzarsi un pò ovunque.
La verità è che il Napoli continua a discutere con il Real per la formula dell’acquisto. Il presindentissimo Florentino Perez vuole e pretende almeno l’obbligo di acquisto mentre il patron della FilmAuro insiste per un diritto. Il nocciolo sembra essere questo ma tutto fa pensare ad una fumata bianca seppur ancora non vicinissima.

E’ chiaro che Ancelotti abbia fatto comprendere ad ADL che la squadra non solo va rafforzata ma vanno cambiati determinati interpreti ed ecco che si parla con insistenza degli addii di Mario Rui, Hysaj, Ounas, Rog e Verdi.

Attendiamo e vediamo ma una cosa è evidente quest’estate il Napoli sarà protagonista del mercato, e probabilmente un po’ di merito è anche dell’ex Comandante che cambiando sponda ha toccato l’orgoglio del patron azzurro.

domenica 16 giugno 2019

Sarri, il Comandante dell'INCOERENZA

Era nell’aria ma forse è arrivato nel giorno e nell’ora dove nessuno se lo aspettava. In un torrido pomeriggio di una strana domenica di Giugno arriva la notizia che tutta Napoli non voleva leggere o ascoltare: Sarri è il nuovo allenatore della Juve.
Difficile pronunciarlo, figuriamoci scriverlo. L’allenatore toscano nativo partenopeo è un professionista e nessuno di noi si permette di giudicare l’uomo che prova a guadagnare e possibilmente a vincere con il suo lavoro ma Le vere perplessità per il tifoso napoletano e forse anche juventino sono altre.

Partiamo a ritroso e pensiamo alle dichiarazioni di Sarri di neanche un mese fa. L’allenatore dichiarava che il campionato inglese era il miglior torneo in assoluto ed il livello era altissimo, stimolante e insuperabile. Era un sogno per ogni allenatore poter lavorare in quel contesto. Non si vedeva assolutamente un suo rientro in Italia. Un professionista non deve pensare al cuore. Dopo neanche un mese il suo ritorno in Italia con la motivazione, dichiarata direttamente dal Chelsea, di mancanza degli affetti e della tanto amata penisola. COERENZA
Dopo la vittoria in Europa League, Mister Sarri oltre a dedicarla ai napoletani (oggi mi sembra una presa per i f…… come avrebbe detto lui), alla domanda di un suo possibile approdo alla Juve e la possibile reazione dei tifosi azzurri, arrivano i primi tentativi di arrampicamento sugli specchi. “I napoletani sanno quanti li amo”, “Sono un professionista e capiranno”, “L’importante è stato dare il 110% quando ero lì”, “Le bandiere non esistono”ma la frase che colpisce di più è: “Se due persone divorziano ed uno è ancora innamorato non può mica rimanere fedele per sempre?!”.
Frase chiarissima ed esplicita e soprattutto veritiera. Ma ti vai a sposare con colei che hai sempre denigrato, offeso e combattuto?! COERENZA

Sarri sin dai primi giorni partenopei, nel lontano 2015 anzi nel lontanissimo, si dichiarava tifosissimo tifoso azzurro sin dall’infanzia, “allenare la squadra della mia città è un sogno che si avvera”. Da quel momento tutto il popolo napoletano si è rivisto in quell’uomo umile cresciuto a pane e campi di serie D, un uomo venuto dal nulla e pronto a combattere per sovvertire i pronostici e conquistare quel PALAZZO così inavvicinabile.
Parola che hanno portato l’intera popolazione partenopea ad incoronarlo COMANDANTE di un popolo. Lo stesso allenatore si disse fiero di essere chiamato così e soprattutto di rappresentare un popolo intero.
Difficile trovare tutte le volte che Sarri ha attaccato senza mezze misure la Juventus, il sistema ed il cosiddetto Palazzo. Proviamo a riportarne qualcuna:

9 settembre 2015: “ Rigori al Napoli? Bisognerebbe fucilare i giocatori, oppure mettere maglie a righe”.

25 settembre 2015: “ Sulla Juve la penso come i tifosi, ho il loro stesso retro – pensiero ma non fatemi entrare nei dettagli”

31 gennaio 2016: “La Juventus è palesemente di un’altra categoria, noi ci siamo ritrovati in questa situazione solo per l’inizio del campionato difficile dei bianconeri. Non so se Insigne e Higuain possono colmare il gap con la Juventus. Alla lunga il fatturato pesa”. 

20 agosto 2016:”A me sono girati i coglioni quando esponenti della Juve parlavano di Higuain mentre era un nostro giocatore ed io non farò quello che hanno fatto loro”. 

Dopo il passaggio di Higuain alla Juve disse ai microfoni di Sky: ”L’abbandono purtroppo è stato un momento brutt0. Mi potevo aspettare la Premier, non mi aspettavo la Juve. Per un po’ non l’ho sentito e sinceramente non lo volevo nemmeno sentire. Poi ultimamente siamo tornati a sentirci. E’ come la storia di quando ti fa arrabbiare un figlio: lo sbraneresti per qualche giorno però rimane sempre un figlio


21 gennaio 2018: “Vedendo il calendario, la Juve ha gare abbastanza abbordabili, a parte che per la Juventus lo sono tutte, e questo potrebbe metterci pressione. Penso sia stato un errore mastodontico fatto dalla Lega, in alcune gare si poteva mediare e creare soluzioni simili, quindi o giocare in contemporanea o fare giocare qualche gara avanti no

22 aprile 2018: “Dito medio ai tifosi della Juventus. Non si trattava di tifosi, con i quali anzi abbiamo scherzato in albergo. Era un gruppo di persone che ha sputato contro il nostro pullman e ci ha insultati in quanto napoletani. Il gesto era per loro”

Dopo Firenze:” La gente non ha più fiducia nel calcio italiano? Bisogna pensare solo al campo senza secondi pensieri, io non voglio pensare a nient’altro. Nella vita tutto finisce, quindi prima o poi finirà anche quello che vediamo in Italia”

7 settembre 2018: “Lo scudetto? Mi capita di ripensarci. Sarebbe stato il coronamento di una storia straordinaria, di un sogno mio, della squadra e di tutta la città. Qualcuno ha fatto ironia, ma chi ha fatto sport, sa che abbiamo perso lo scudetto in albergo a Firenze. Mal di pancia per Inter – Juve? Si. Perché quello che è successo il giorno dopo è la conseguenza di quella partita”

E tra le tante, prima di un Napoli Juventus: “ Per battere la Juve servono anima e cuore, voglio una prestazione straordinaria per i tifosi. Settore ospiti chiuso? Resto sempre molto male quando si vieta a dei tifosi di venire allo stadio. Se nella tifoseria juventina ci sono dei delinquenti, bisogna arrestarli. Ma non si può colpire uno per colpirne uno. In fondo hanno solo un difetto: sono juventini”

Il professionista non si discute, così come la bravura sulla panchina ma sicuramente la coerenza e la comunicazione non sono il suo forte e crediamo senza offese per nessuno sia arrivato il momento di togliere la corona ad un COMANDANTE che ha deciso di seguire, appena avuta la possibilità, la strada più semplice per il successo ovvero diventare il COMANDANTE di quel palazzo tanto combattuto.

Mr Maurizio Sarri, il nuovo COMANDANTE DELL’INCOERENZA pardon il nuovo allenatore della JUVENTUS


sabato 1 giugno 2019

Mercato Napoli: arriva Di Lorenzo dall’Empoli


E’ Giovanni Di Lorenzo il primo acquisto azzurro. L’esterno difensore di destra è risultato per molti il miglior laterale difensivo della stagione appena termina ma nonostante questo c’è chi a Napoli a storto il naso  all’annuncio dell’ex empolese, c’è chi parla di poca esperienza e soprattutto c’è chi sottolinea che arriva da una squadra appena retrocessa. 

Di Lorenzo ha iniziato la sua carriera come attaccante ma passando tra le varie categorie è arretrato fino a stabilizzarsi sulla fascia destra. Tra i suoi idoli c’è Joao Cancelo, approda al Napoli per 9,5 milioni di euro con un contratto di 5 anni. Al  suo primo anno di Serie  A con l’Empoli ha siglato 5 reti, di cui una proprio contro gli azzurri.

Toscano della Garfagnana, Di Lorenzo è cresciuto a Lucca e ha giocato lì fino al 2009, quando è approdato alla Reggina, dove diventa capitano della Primavera e fa il suo esordio in Serie B contro il Sassuolo, il 29 maggio 2011, a 17 anni.
Nel 2015 dopo il fallimento della squadra calabrese approda al Matera. Due anni in C con il club lucano, la B sfumata via playoff, e poi l’Empoli per 600 mila euro.

Sotto la guida di Andreazzoli, Di Lorenzo è diventato uno dei migliori terzini della Serie A, in due stagioni il calciatore classe 1993 ha collezionato 76 gare e 6 reti, condite da una promozione in Serie A e una retrocessione quest’anno.
Nonostante lo scetticismo di una frangia di tifosi azzurri, siamo certi che anche questa volta il buon De Laurentiis ci ha visto lungo. 
Presto il campo darà la sua sentenza inappellabile. 

sabato 25 maggio 2019

Bologna Napoli 3-2: gli azzurri finiscono la stagione con una brutta sconfitta

Il Napoli chiude la stagione con una sconfitta al dall’Ara e Ancelotti non riesce ad eguagliare il primo anno di Sarri.
Il Napoli parte bene con grinta e voglia e nel primo quarto d’ora si vede solo una squadra in campo. Gli azzurri giocano in scioltezza e offrono anche giocate davvero godibili, si rendono pericolosi con Insigne, Milik e Verdi ma come spesso è accaduto in questa stagione, si crea tanto ma si raccoglie poco. Senza motivo a metà frazione gli uomini di Ancelotti staccano completamente la spinta lasciando il campo ad un voglioso Bologna. Gli uomini di Mihajlovic dopo aver sfiorato un paio di volte il vantaggio, lo ottengono con Santander che di testa colpisce indisturbato. Neanche un minuto Insigne perde una brutta palla a centrocampo e l’ex di turno Dzemaili raddoppia dopo una discesa in solitaria.
Gli schiaffi e probabilmente le grida di Ancellotti, svegliano il Napoli almeno per determinazione e voglia. al 12’ arriva la rete di Ghoulam prima annullata per fuorigioco poi convalidatoa dal VAR.
Ancelotti manda in campo Mertens per un ectoplasma Insigne e Callejon per un Verdi che, per l’ennesima volta, non lascia segno. Gli azzurri ci credono e arrivano al pareggio con il folletto belga a termine di una bell’azione asse Callejon – Younes. I partenopei provano a vincerla anche se nelle ripartenza rosso-blu si rendono sempre pericolosi, complice una fase difensiva azzurra davvero balbettante. 
Il Napoli rischia nel finale di ribaltarla con Zielinski che colpisce l’ennesimo palo della stagione, il ventisettesimo. Nel finale però, arriva il definitivo vantaggio emiliano ancora con Santader che colpisce, quasi per caso, tra le belle statuite Albiol e Luperto. Triplice fischio Bologna batte Napoli 3-2.
Finisce così la stagione azzurra con una partita chiaro oscura che contava poco o nulla ma sicuramente lascia dei segni e delle indicazioni per la prossima.
E’ evidente che questa squadra non può far a meno del miglior difensore della serie A e forse del mondo, così come non si deve lasciar partire a cuor leggero un leone come Allan. Luperto disastroso, nella prima rete si perde Santader. Nella seconda non chiude su Dzemaili lasciandolo tirare indisturbato, nella terza in associazione con Albiol conta le stelle in cielo. Bisogna riflettere se sia un bene lasciarlo a Napoli o forse sia più opportuno mandarlo a giocare con continuità altrove.
Altro capitolo è Verdi, mai incisivo e in ombra in quasi tutte le partite dove è stato chiamato in causa, giusto lasciarlo andare in prestito a ritrovarsi. Milik sbaglia ancora una partita, nell’ultimo mese il polacco ha avuto un repentino calo di forma, sarebbe molto utile oltre che romantico avere un uomo sulla panchina come Quagliarella. Purtroppo restano ancora un mistero le ultime prestazioni opache di Insigne nonostante le smentite di De Laurentiis crediamo che ci sarà un’estate calda intorno allo scugnizzo di Frattamaggiore. 
Benissimo Ruiz e Mertens, danno l’anima e sono gli ultimi ad arrendersi. Molto bene anche Ghoulam che sembra essersi ripreso definitivamente dal suo infortunio. Non si discute la bontà dei piedi di Younes ma sicuramente dovrà essere disciplinato maggiormente per diventare un perno importante di questa squadra. 
Si chiude una stagione positiva per gli obiettivi della Società, forse non esaltante e piacevole da ricordare per tutti i tifosi. Sia chiaro arrivare secondi a tre settimane dalla fine con una nuova gestione tecnica e mettere alle spalle squadre con fatturati superiori, resta comunque un successo.
Ora bisogna programmare rapidamente e soprattutto chiudere tutti gli acquisti sin dal ritiro in modo da permettere ad Ancelotti di partire subito forte alla ripresa della nuova stagione approfittando, forse, che gli altri si assestino con il cambio dell’allenatore.

domenica 19 maggio 2019

Napoli Inter 4-1: gli azzurri strapazzano una povera Inter

Il Napoli saluta il suo pubblico con una vittoria roboante e schiacciante giocando con intensità e quantità contro un Inter davvero piccola.

Si rivede Karnezis tra i pali mentre Insigne parte ancora dalla panchina.
Partita divertente e dai ritmi alti sin dalle prime battute con entrambe le squadre propositive e aggressive. Il Napoli si rende subito pericoloso con  Mertens che da pochi passi di prima intenzione spara alto. I nerazzurri ci provano e cercano di ribattere colpo su colpo ma senza creare vere occasioni. Con i minuti gli azzurri prendono il sopravvento e dominano in largo ed in lungo, al 15’ è Zielinski ad aprire le danze con un destro potente e preciso che si insacca all’incrocio dei pali. Gli azzurri si divertono e fanno divertire, in certi tratti si rivede il Napoli di metà stagione con ripartenze veloci, ficcanti e giocate davvero sublimi. Gli uomini di Ancelotti sembrano avercene di più nelle gambe mentre nella squadra di Spalletti si vede solo tanto nervosismo e confusione anche se allo scadere della frazione Lautaro, su errore della retroguardia azzurra, si ritrova il pallone del pari tra i piedi ma Karnezis respinge.
Nella ripresa il Napoli continua a schiacciare l’Inter nonostante le poche motivazioni, Malcuit è un treno sulla fascia, Ruiz e Zielinski giganteggiano a centrocampo, l’unico sottotono resta Milik meno lucido e cinico sotto porta del solito. Il raddoppio di Mertens di testa su assist di Callejon è solo la conseguenza di una supremazia imbarazzante. L’Inter avrebbe anche la chance per riaprire il match ma Koulibaly salva sulla linea un tiro di D’Ambrosio.

Gli azzurri mai domi arrivano anche al tris con Ruiz con un facile tap-in a seguito di un’ennesima bella giocata. L’Inter con la forza delle disperazione ci prova ma colpisce solo la traversa con Lautaro, pochi minuti ed i partenopei calano anche il poker con la doppietta di Ruiz. Nel finale l’Inter accorcia su rigore con Icardi.

Davvero serata convincente per gli uomini di Ancelotti, sin dall’inizio si vede una squadra affamata, determinata e lucida che con tanta qualità annichilisce la povera Inter.

Si chiude domenica con il Bologna con la possibilità di eguagliare il primo anno di Sarri e vista la grande rivoluzione di questa estate è davvero un eccellente risultato soprattutto considerando le griglie di partenze di tutti i giornali stilate ad inizio anno, con un Napoli dato quinto ai nastri di partenza. La cosa grottesca è che sono proprio gli stessi giornali che ora aizzano la piazza sottolineando che si poteva fare di più. Beata coerenza!!

domenica 12 maggio 2019

S.P.A.L. Napoli 1-2, all’ultimo respiro gli azzurri passano a Ferrara

Ansa
Il Napoli esce dal Mazza con i tre punti dopo una bella e divertente partita nonostante il diluvio sulla città emiliana.
Ancelotti orfano degli infortunati Insigne, Mertens e Ounas lancia Zielinski al fianco di Milik e Younes sull’esterno In difesa si rivedono Malcuit, Luperto e Rui.

La partita  sin dalle prime battute è godibile e piacevole da vedere, d’altronde nessuna delle due squadre aveva problemi di classifica. Al 5’ è Milik ha colpire il palo numero 26, ampiamente record europeo, sulla respinta è lo stesso polacco che impensierisce Viviano bravo a distendersi e salvare in angolo.
La S.P.A.L. in ripartenza crea qualche apprensione, soprattutto con Petagna ma senza impensierire seriamente Meret. Al 32’ Younes salta tutta la difesa spallina ma calcia, da pochi passi, incredibilmente fuori. Il primo tempo finisce a reti bianche nonostante diverse opportunità soprattutto azzurre. Nella ripresa al 51’ è Allan che dopo un’azione insistita insacca con un pregevole tiro a giro. Al 70’ ancora il Napoli a rendersi pericoloso con Ruiz che di testa impegna Viviano, sul successivo angolo è Malcuit a colpire i guantoni dell’estremo difensore bianco azzurro.
Al 74’ errore di Meret in disimpegno che serve Ruiz pressato da un avversario, la palla finisce a Petagna che calcia ma il giovane portiere si riscatta parando con i piedi. La S.P.A.L. accelera e schiaccia gli uomini di Ancelotti.  Al 76’ annullato e poi confermato dal Var il pareggio spallino con Floccari. Pochi minuti e ancora Meret che blocca un colpo di testa di Floccari. Al 82’ arriva il pareggio bianco-azzurro. Luperto atterra in area Floccari. Petagna insacca su rigore. Ipartenopei non ci stanno e all’87’ dopo un meraviglioso uno due Callejon- Rui quest’ultimo insacca il nuovo vantaggio con un violento tiro all’incrocio. In pieno recupero ancora Meret si supera prima su Jankovic e infine su Floccari. Finisce una delle partite più avvincente viste in questo campionato.

Il Napoli imbottito di riserve inizia bene, con un approccio propositivo e volitivononostante non ci sia più nulla da chiedere a questo campionato. Questo già rappresenta uno step successivo. Buone giocate nonostante il campo intriso di acqua anche se si notano alcuni giocatori distratti e un pò in affanno. Basta citare Zielinski e Ruiz con quest’ultimo che sbaglia anche le cose più banali. A centrocampo si rivede uno stratosferico Allan che corre per novanta minuti a tutto campo pressando e ringhiando su ogni giocatore spallino. Bellissimo il gesto del brasiliano dopo la sua rete, corre sotto il settore dei tifosi azzurri e bacia più volte la maglia, forse non è così scontata la sua partenza come determinate testate vogliono farci credere. Il Napoli a metà della ripresa stacca la spina subendo una buona S.P.A.L. Migliore in campo Meret, un predestinato. Un portiere che è destinato a far parlare di sé nonostante la sua giovane età. Ancora nuvole e dubbi su Verdi, l’ex bolognese sembra già essere con la testa altrove. Infine non possiamo non citare Younes, il tedesco continua a dimostrare di avere ottimi numeri ma anche ad essere estremamente egoista, toccherà ad Ancelotti disciplinare il talento per poter avere nella prossima stagione un’altra freccia al suo arco.
Domenica sera si chiude al San Paolo con un’affascinante sfida, il Napoli saluta il proprio pubblico sfidando l’Inter di Spalletti ancora alla ricerca di un posto Champions.

domenica 5 maggio 2019

Napoli Cagliari 2-1: in rimonta gli azzurri conquistano matematicamente il secondo posto


Il Napoli vince in rimonta contro il Cagliari e blinda definitivamente il secondo posto. Si rivede finalmente Albiol al centro della difesa. Nei quattro di centrocampo riposa Callejon per Verdi e viene ripresentato ancora il tedesco Younes.
Primo tempo noiosissimo. Parte meglio la squadra sarda almeno per intensità e voglia contro un Napoli svogliato e spesso impreciso. Con i minuti però gli azzurri prendono il controllo delle azioni ma senza mai impensierire la retroguardia rosso-blu eccetto un diagonale di Younes (in sospetto offside) fuori di poco. La prima frazione termina con un dato negativo mai registrato, se non nella lontanissima prima giornata di Campionato contro la Lazio, zero tiri in porta per la squadra di Ancelotti.
Nella ripresa arrivano i fuochi d’artificio. Il Napoli scende in campo più convinto e soprattutto con più ritmo. Si rende subito pericoloso un paio di volte con Mertens ma nel suo momento migliore è il Cagliari a passare con un diagonale dell’ex Pavoletti imbeccato da uno straordinario tacco di Barella. E’ la scintilla definitiva che accende l’incontro. Gli azzurri si riversano a testa bassa in attacco e complice anche i cambi di Ancelotti (Callejon per Verdi, Milik per Younes, Ruiz per Allan) producono palle goal a ripetizioni. Zielinsky scalda i guantoni di Cragno in due conclusioni da fuori poi è Milik a sfiorare la rete con un paio di conclusioni che finiscono fuori di poco. All’80’ Cragno con l’aiuto del palo compie un vero miracolo su colpo di testa di Mertens ma è lo stesso folletto belga che quattro minuti dopo insacca proprio di testa su cross pennellato di Ghoulam. Gli uomini di Ancelotti ci credono e chiudono il Cagliari nella propria area. Quando il pareggia sembra scritto, in pieno recupero Ghoulam crossa, Ionita colpisce il pallone con il gomito ma l’arbitro fa continuare. Dopo oltre minuto l’arbitro viene richiamato dal VAR e assegna, tra le proteste sarde, il rigore. Insigne con freddezza realizza e regala il secondo posto matematico agli azzurri con tre giornate di anticipo. La quinta volta nell’era De Laurentiis.
Non serve schierarci ma è opportuno fare solo delle piccole riflessioni. Quest’annata oggettivamente parlando non può considerarsi per nulla fallimentare con un secondo posto conquistato a tre giornate dalla fine e con un’uscita ai gironi di Champions contro due corazzate come Liverpool e PSG, tra l’altro eliminazione avvenuta solo per differenza reti. Così come non può essere considerata deludente o sorprendente l’uscita ai quarti di Europa League contro l’Arsenal di Emery sia per esperienza sia per blasone. Magari si può parlare di delusione nell’uscita dalla Coppa Italia per mano di un non irresistibile Milan o perché il Napoli non è mai stato realmente vicino alla Juventus.
Ma l’unica vera delusione, se questa può essere chiamata tale, è il gioco espresso dalla squadra di Ancelotti, purtroppo molto lontano da quello spumeggiante e invidiato da mezza Europa di Sarri. In fin dei conti in termini di risultati nulla è cambiato, considerando non solo che è il primo anno del mister di Reggiolo ma che anche tutte le maggiori testate giornalistiche ad agosto davano il Napoli quinto. Quindi parlare di fallimento sembra eccessivo e non veritiero. A solo scopo di pura cronaca questi sono i dati in fatturato al termine della stagione scorsa Juventus - 410,7 milioni, Inter - 297,3 milioni, Roma - 257 milioni, Milan - 219,8 milioni Napoli - 185,4 milioni a voi le sentenze e le opportune riflessioni. 
Questo sicuramente non vuole dire che vince e vincerà sempre la più ricca ma l’eventuale vittoria del Napoli è un’eccezione e non la regola. Non dimentichiamoci ancora che i partenopei sono l’unica squadra italiana sempre presente in Europa negli ultimi dieci anni e soprattutto con un fatturato virtuoso. Qualche tifoso storce il naso e vorrebbe vedere il Napoli vincere uno scudetto e magari l'anno successivo poi fare un Campionato anonimo ma considerando che De Laurentiis è un imprenditore e il Napoli non è altro che una sua società autofinanziata non si possono fare certi ragionamenti di cuore.