venerdì 2 novembre 2018

Napoli Empoli 5-1, manita azzurra



Il Napoli batte con un rotondo 5 a 1 l’Empoli e si riprende, almeno per una notte, il secondo posto in solitaria.

Ancelotti fa il suo, solito, saggio turn- over lasciando a riposo Ospina, Albiol, Allan Hamsik e incredibilmente Callejon proponendo Ruiz e Zielinski sugli esterni mentre al centrocampo la coppia inedita Rog – Diawara.
Il Napoli parte a razzo attaccando l’Empoli a tutto campo con l’intento di chiudere l’incontro il prima possibile. All’11’ il gli azzurri passano, Koulibaly recupera palla e dopo una bella discesa serve Insigne che con un colpo da biliardo batte Provedel. Gli azzurri continuano ad attaccare ma senza creare ulteriori rischi alla difesa toscana. L’Empoli prende fiducia e prova ad affacciarsi in area azzurra creandogli qualche piccola apprensione difensiva. Il Napoli dopo un tiro di Zielinski, respinto dal portiere toscano, raddoppia con Mertens che con un tiro chirurgico dai venti metri supera ancora l’incolpevole Provedel.
Nella ripresa gli azzurri entrano in campo un pò distratti con l’Empoli che ne approfitta per prendere campo e dopo qualche azione pericolosa accorcia in contropiede con Caputo. I partenopei accusano il colpo per qualche minuto, simbolica la sfuriata di Koulibaly al centro dell’area partenopea a seguito di un’azione molto pericolosa dell’Empoli. Con l'ingresso dell'artiglieria pesante, Callejon-Allan, arriva ancora una perla di Mertens per il tris. I toscani non si disuniscono e continuano a provare a rientrare in partita sfiorando un paio di volte il 2-3. Nel finale il Napoli dilaga prima con Milik, entrato da poco, che finalizza una bell’azione corale ed in pieno recupero è ancora Mertens che con la sua tripletta cala la manita. La partita finisce tra il tripudio dello San Paolo.

Il Napoli nonostante il risultato non gioca la sua miglior partita, alternando giocate spettacolari a momenti nel quale gli azzurri sembrano distratti e svogliati lasciando il campo ad un ottimo Empoli. Probabile che abbia inciso nella testa dei giocatori l’incontro decisivo di Champions di martedì. Mai come questa sera però gli azzurri sono stati quasi perfetti e devastanti ogni qual volta arrivavano in aerea empolese. Ancora chapeau a Mister Ancelotti per il suo ennesimo e vincente turn-over e soprattutto per aver avuto il coraggio di lasciare giocatori fuori che sono stati quasi sempre determinante. Benissimo Koulibaly e Insigne. Meno incisivo Fabian Ruiz forse non proprio a suo agio come esterno. Immenso CIRO Mertens, probabilmente nel suo miglior momento di forma. Da sottolineare i meravigliosi goal fatti dai due piccoletti, entrambi fanno sembrare facile qualcosa di estremamente bello e complicato.
Arriva martedì una delle partite più emozionanti e importanti della stagione, in un San Paolo gremito all’inverosimile il Napoli proverà a battere i campioni del PSG per l’allungo decisivo verso gli ottavi di Champions.

L’importante in primis è CREDERCI!!

lunedì 29 ottobre 2018

Napoli Roma 1-1, un pari molto amaro


Finisce con un pari e ancora con un po’ di amaro in bocca il big-match della domenica sera tra Napoli e Roma.
Ancelotti decide di puntare su Fabian Rui lasciando Zieliski in panchina. Davanti ritorna Milik al posto di Mertens.
La partita inizia e subito si nota un Napoli distratto è forse un pò stanco anche se la prima occasione è azzurra al 7’ con Fabian Rui che dopo una serpentina serve un pallone d’oro a Insigne che calcia a colpo sicuro ma la palla è deviata da Manolas sopra la traversa. Al 14’ colossale dormita di tutta la difesa azzurra con Under che serve El Sharaawayche insacca indisturbato. Il Napoli ci prova con Milik ed Hamsik ma Olsen respinge in entrambe le occasioni. Ancora Milik sfiora il pari di testa ma la palla esce di un soffio. Al 35’ è la Roma che va vicina al raddoppio, Under serve Dzeko che prima viene frenato da Ospina in uscita ma poi riprende e calcia, è Albiol a salvare sulla linea.
Nella ripresa il Napoli parte a testa a bassa e sfiora il pareggio con Callejon imbeccato da Koulibaly ma ancora Olsen con l’aiuto del palo salva la Roma. Gli azzurri ci provano con tanta voglia ed agonismo ma con poca lucidità. E’ Insignead avere tre palle buone ma lo scugnizzo di Frattamaggiore non è in serata e calcia sistematicamente fuori. I partenopei con le ultime energie trovano il pari al 90°, Insigne centra per Callejon che svirgola ma involontariamente serve Mertensche infila Olsen. La partita in pratica termina lì perché nel recupero, con il permesso di Massa, si gioca poco o niente.
Gli azzurri sono sembrati un pò sulle gambe, svogliati e con la testa altrovesoprattutto in alcuni uomini chiave, probabilmente hanno pagato il grosso dispendio di energie fisiche e mentali nella trasferta di Parigi. Proprio i due uomini migliori di questo inizio di stagione, Koulibaly ed Insigne sono sembrati poco lucidi e con poco mordente. Koulibaly non solo sbaglia nell’azione del goal ma sbaglia appoggi e chiusure non da lui. Lo stesso dicasi per Insigne che gli manca il mordente delle ultime uscite e forse la frase pronunciata prima dell’inizio di gara era un segnale. Lo scugnizzo ai microfoni di Sky ha dichiarato che in Champions ci sono più stimoli. Speriamo che Don Carlo abbia "saputo" di questa frase in modo da tirare le orecchie al suo pupillo. Strano sentir dire una frase del genere proprio da lui, il simbolo di questa squadra. Il Napoli ormai non si può permettere simili esternazioni anche perché quest’anno è un’impresa riuscire a portare a casa un trofeo ma oggettivamente se parliamo in termini di percentuali la bilancia sicuramente pende verso il Campionato, quindi gli stimoli dovrebbero essere anche maggiori rispetto alle notti europee.
Nonostante le amnesie difensive il Napoli avrebbe comunque meritato ampiamente di vinceresia come occasioni da goal sia come mole di gioco contro una Roma che ad un certo punto, vista la somiglianza di maglia, è sembrata una piccola squadra di bassa classifica (Chievo) che badava solo ed esclusivamente a non prenderle. Da sottolineare la grinta, lo sguardo e la voglia di Mertens che subito dopo il pareggio corre a prendere il pallone per riportarlo a centrocampo. Forse stasera sono mancati proprio i Mertens di turno.
Venerdì arriva il buon Empoli al San Paolo con l’obbligo per il Napoli di fare bottino pieno per poi presentarsi tinto e lucido alla partita, probabilmente decisiva, di Champions contro il PSG.

giovedì 25 ottobre 2018

PSG Napoli 2-2, azzurri a due minuti dall’impresa



Il Napoli esce con un preziosissimo punto dal Parco dei principi con una prestazione davvero super ma anche con tanta amarezza in bocca. Riavvolgiamo il nastro.
Ancelotti ancora una volta mischia le carte presentando un modulo già visto ma ancora con interpreti differenti. Nei quattro di difesa come contro il Liverpool si rivede a destra Maksimovic. A centrocampo Ruiz ed in attacco i piccoletti Mertens – Insigne.
Il Napoli prova a fare il solito pressing a tutto campo ma dura pochi minuti perchè l’eccellente palleggio parigino costringe gli azzurri ad una tattica attendista. Con il passare dei minuti il PSG alza il baricentro conquistando per qualche momento la metà campo azzurra. Il primo tiro in porta arriva al 18’ con Cavani ma Ospina non si fa sorprendere.
Al 24’ minuto è clamorosa la palla goal per gli azzurri, Rui crossa dalla sinistra per Mertens che calcia al volo colpendo una clamorosa traversa. Un minuto e il Napoli si rende ancora pericoloso in ripartenza ma Callejon spreca tirando tra braccia del portiere.
Al 29’ arriva il giusto premio per gli azzurri, Callejon lancia Insigneche con un morbido pallonetto insacca. Gli azzurri rischiano anche di raddoppiare pochi minuti dopo, Mertens  scodella per Insigne che al volo spara in alto.
Al 37’ la palla goal più clamorosa francesce, Neymar lancia Mbappe ma uno strepitoso Ospina respinge di piede. Il finale di tempo finisce ancora con un’altra palla goal azzurra, Ruiz ruba il pallone centra per Insigne che calcia malamente fuori.
Nella ripresa si vede un PSG più pimpante, al 49’ Neymar con una grande azione personale costringe Ospina agli straordinari, pochi minuti ed è Meunier di testa ad impegnare ancora il portiere azzurro che si rifugia in angolo.
Al 60’ il PSG raggiunge il pareggio con una fortunata autorete di Ruisu cross di Meunier.
Dopo un momento di stasi del match al 77’ il Napoli ripassa, azione personale di Rui che tira, il pallone resta in aerea e Mertenscome un avvoltoio insacca il nuovo vantaggio azzurro. Gli azzurri tengono bene il campo ma al 93’ arriva la doccia gelata, DiMariacon gran tiro a giro insacca l’insperato pareggio pareggino
Ancelotti gioca con lo stesso modulo presentato due settimane fa con il Liverpool, 442 in fase di non possesso e con un 352 in fase offensiva con Rui che si affianca ai centrocampisti. Gli azzurri per i primi quindici minuti subiscono il fascino dei campioni parigini apparendo fin troppo timidi. Il PSG però a parte un tiro di Cavani non impensierisce la retroguardia azzurra. Finito il momento di assestamento e diremo di attesa il Napoli esce dal guscio e con quasi irriverenza inizia a dettare legge in campo e dopo aver sfiorato più volte la reta la realizza con una gran giocata sull’asse Callejon-Insigne. Il primo tempo ci lascia un Napoli davvero bello e convincente con i francesi in certi momenti addirittura in balia degli azzurri.
Nella ripresa, come ci si aspettava, il PSG spinge sull’acceleratore ma il Napoli crolla solo su una sfortunata autorete. La partita si mantiene equilibrata con un Napoli che tiene magnificamente il campo lottando con caparbietà e sagacia su ogni pallone. Insigne esce per infortunio ma i partenopei non si scompone più di tanto ed a metà ripresa arriva il giusto premio di una sfavillante prestazione di squadra con il vantaggio di Mertens. Peccato non aver sfruttato qualche buona ripartenza per chiudere definitivamente il match. Quando tutto faceva presagire ad un’altra piccola impresa dopo aver battuto il Liverpool arriva il goal da campione di Di Maria. Forse volendo vedere il particolare ingenuo Rui a dare il fianco destro all’argentino visto che non è nuovo a certi tiri ma nulla può comunque stasera scalfire la grande prova degli azzurri.
Probabilmente prima dell’inizio dell’incontro tutti avremmo firmato per un pareggio a Parigi ma dopo una prestazione di spessore, subire il pareggio a due minuti dal termine lascia tanto anzi tantissimo amaro in bocca seppur vedere un Napoli così autoritarioe contro una delle squadre regine d’Europa inorgoglisce e soprattutto fa capire quanta strada ha fatto la squadra di Ancelotti capace ormai di giocarsela con chiunque ed in qualsiasi stadio d’Europa.
Ora testa al campionato per restare in scia alla vecchia signora. Ci sarà tempo per concentrarci sul return match, probabilmente, decisivo tra quindici giorni contro Cavani & Co.

domenica 21 ottobre 2018

Udinese Napoli 0-3, gli azzurri a -4 dalla Juventus

Getty

Il Napoli esce vincitore dalla Dacia Arena 3 a 0 ed accorcia sulla capolista Juventus fermata nel pomeriggio sorprendentemente dal Genoa allo Stadium.
Ancelotti questa volta conferma il positivo Malcuit sulla destra e lancia Verdi dal primo minuto mentre in avanti propone la coppia “strana” Milik-Mertens. A riposo Hamsik. Gli azzurri partono come spesso succeda a razzo con un pressing asfissiante a tutto campo recuperando palloni su palloni e proprio su uno di questi è Fabian Ruiz, entrato al posto di Verdi infortunato dopo pochi minuti, a realizzare il vantaggio con un meraviglioso destro a giro. Il Napoli dopo venti minuti di buon calcio abbassa un pò i ritmie su una dormita di Albiol è Lasagna a sfiorare il paraggio. Karnezis non senza problemi salva. La partita diventa equilibrata con continui ribaltamenti. Alla mezz’ora è Zielinski a sprecare da buona opportunità dopo un bel uno-due con Allan. Il primo tempo termina con uno spavento in aerea partenopea con Bussetto che in mischia sfiora il pari. Nella ripresa il Napoli lascia il campo ai friuliani che ci provano con tanto orgoglio e intensità seppur senza essere mai veramente pericolosi. A metà della ripresa anzi è Samir che sfiora una clamorosa autorete colpendo il palo esterno con un pericoloso retropassaggio. All’80’ Malcuit, uno dei migliori, dribbla due giocatori bianconeri serve Callejon che calcia ma Opoku colpisce la palla con il braccio. Rigore solare ma forse non per gli arbitri della Var. Dopo quasi tre minuti nel quale la Var vivisezionatutta l’azione del Napoli è Mertensa realizzare il raddoppio su calcio di rigore. Pochi minuti è arriva il tris di Rogentrato da appena quaranta secondi. Il finale è una melina azzurra tra il tripudio dei supporters accorsi al Friuli. Il Napoli doveva vincere e lo ha fatto forse non nella maniera più netta e nitida ma l’importante erano i tre punti soprattutto dopo il mezzo passo falso della Vecchia Signora nel pomeriggio e anche per arrivare con il morale alto nella sfida Champions quasi impossibile di mercoledì contro i campioni di Francia. 
Gli azzurri partono bene contro una mediocre Udinese segnano quasi subito con Ruiz ma come spesso accade abbassano i ritmi, iniziano a specchiarsi e lasciano l’Udinese in partita. Errori banali e piccole amnesie spalancano autostrade ai bianconeri che fortunatamente non ne approfittano. Nella ripresa il Napoli entra come aveva finito il tempo, fiato corto, poca lucidità ed errori banali soprattutto in ripartenza. Fortuna che a chi invece non manca mai la lucidità è Koulibaly, immenso e insuperabile. Non sbaglia praticamente nulla. La mano di Opoku a dieci minuti dalla fine permette al Napoli di mettere in ghiaccio una partita che con i minuti poteva trasformarsi in una vera trappola.  Non si può non menzionare la Varche stasera sembra funzionare fin troppo. Nel primo tempo richiama Mariani dopo un’ammonizione di Milik facendo rischiare un’eventuale assurda espulsione al polacco per un fallo che seppur duro certamente non meritevole di un cartellino rosso. Quasi comica invece la scena del calcio di rigore dove l’azione viene vista e rivista per tre minuti per sanzionare poi il legittimo calcio di rigore. Ci auspichiamo che in tutte le partite venga utilizzata così minuziosamente questa potente e meravigliosa tecnologia mettendo sempre i dubbi nelle scelte, anche se giuste, dell’arbitro di campo.
Non al meglio Milik e Zielinski. Qualche amnesia di troppo per Albiol. Bene Ruiz. Il migliore ancora una volta è Koulibaly ed è chiaro che anche per Don Carlo è imprescindibile. Il tecnico di Reggiolo nonostante la diffida del senegalese e con alle porte la sfida con la Roma di domenica lo lancia ancora nella mischia. Da clonare. 
Arriva in Champions, probabilmente, la vera sfida decisiva per un inaspettato passaggio del turno. Mercoledì gli azzurri sono di fronte ad una squadra di fenomeni ed un risultato positivo sarebbe davvero un’impresa non da poco. La speranza è l’ultima morire.

domenica 7 ottobre 2018

Napoli Sassuolo 2-0, gli azzurri ripartono

Il Napoli supera, come da pronostico,  il Sassuolo per 2 a 0 con uno sfavillante primo tempo e con una seconda frazione un po’ altalenante.
Ancelotti per l’ennesima volta sorprende tutti schierando la decima formazione differente dall’inizio della stagione, la novità più importante è Ounas dal primo minuto al posto di Insigne.
Come ormai spesso accade gli azzurri partono a mille ed al 2’ sono già in vantaggio con Ounas. Il franco-algerino approfitta di un errato disimpegno di Locatelli per realizzare la sua prima rete in serie A. Il Napoli continua ad attaccare e pressare a tutto campo sfiorando il raddoppio a ripetizione, la più ghiotta delle occasioni è sui piedi di Mertens solo davanti a Consigli calcia malamente fuori.
A metà tempo gli azzurri calano i ritmi ed il Sassuolo inizia lentamente a prendere campo ed affacciarsi dalle parti di Ospina. Nella ripresa partita equilibratissima. De Zerbi con alcuni cambi dà un maggiore equilibrio alla propria squadra. Gli azzurri provano nei primi minuti ancora con il pressing alto e sfiorano il raddoppio sempre con Ounas ma il suo tiro finisce fuori di poco. I minuti passano ed i partenopei sembrano essere svogliati e sempre più imprecisi anche nelle giocate più semplici e soprattutto fa strano vedere tanto spazio  tra i reparti. Il Sassuolo prende coraggio e sfiora il pari su due occasioni prima con Berardi e poi con Djuricic, Ospina senza non poche difficoltà risponde presente. Fortuna vuole che nel miglior momento nero-verde arriva la perla di Insigneentrato al posto di Ounas. Hysaj vince un rimpallo sulla fascia centra per lo scugnizzo che con un tiro a giro insacca sotto la traversa.
Il risultato sembra in cassaforte ma gli azzurri non hanno la forza di tenere la squadra di De Zerbi lontano dall’area e solo un superbo Ospina non permette alla squadra emiliana di rientrare in partita. La partita termina infine con l’espulsione diretta di Rogerio per un fallo su Callejon.
Il Napoli centra la sesta vittoria in Campionato riprendendosi il secondo posto in solitaria, una vittoria meritata ma non così semplice come poteva apparire sulla carta. Pronti via e gli azzurri in vantaggio proprio con la novità della serata, Ounas. Il Napoli surclassa gli avversari attuando un efficace pressing a tutto campo e con azioni veloce e perentorie arriva con estrema facilità alla conclusione. Il Sassuolo nei primi venti minuti probabilmente neanche vede la palla e solo l’imprecisione azzurra e un ottimo Consigli permettono ai nero-verdi di restare in partita. Non è il primo match che gli azzurri non sfruttano appieno tutte le opportunità create e forse questo è un qualcosa su cui lavorare per Re Carlo. Nella ripresa il Sassuolo con gli ingressi di Boga al posto di Locatelli e Berardi diventa più equilibrato e il Napoli inizia ad accusare le scorie della partita di Champions di mercoledì contro il Liverpool. Un pizzico di fortuna e la bravura di Ospina, seppur esteticamente non bello da vedere, permettono al Napoli di restare in vantaggio ed anzi con Insigne di chiudere l’incontro. Lorenzihno sta vivendo sicuramente il più bell’inizio di stagione da quando è in maglia azzurra. La sua rete è fantastica ed i suoi festeggiamenti in primis con Hamsik e poi con il resto della squadra fanno comprendere quanto questo gruppo sia coeso ed unito. Forse una delle immagini più belle di questa domenica. Il Sassuolo, una delle sorprese di questa prima parte di campionato, non si arrende e con voglia prova a rientrare in partita ma Ospina si supera.
Si conclude una settimana che nonostante la sconfitta di Torino con la Juve ci lascia una Napoli alla sosta di campionato ancora in gioco su tutti i fronti e con la sensazione che ci siano ulteriori margini di miglioramento.
Stasera l’importante erano i tre punti per rimanere lassù, la sosta servirà ad Ancelotti per capire cosa è successo nella ripresa ed attuare gli opportuni accorgimenti. Infine c’è da sottolineare che ancora una volta Don Carlo dimostra a tutti di poter vincere le partite con tutta la rosa che ha disposizione, facendo la felicità del patron azzurro.

giovedì 4 ottobre 2018

Napoli Liverpool 1-0, i partenopei dominano e stendono i vice campioni d'Europa

Un meraviglioso Napoli con cuore e merito batte nell’arena di Fuorigrotta i vice campioni d’Europa del Liverpool con un goal del suo scugnizzo. Ancelotti ancora una volta sorprende tutti schierando dal primo minuto Maksimovic al fianco di Albiol e Koulibaly con Mario Rui spostato sulla linea di centrocampo, una mossa che si è rivelata uno scacco matto. Un 3-5-2 che all’occorrenza si trasforma in un 4-4-2.
Gli azzurri partono concentratissimi e maledettamente motivati lasciando sorpresi non solo gli avversari ma anche tuti gli addetti ai lavori. Il Napoli staziona costantemente nella metà campo dei reds dominando in largo ed il lungo, il primo tempo si chiude in parità ma con il Napoli che sfiora il vantaggio con Insigne che calcia fuori di poco e con Milik che impegna Alisson con un tiro dal limite.
La ripresa è puro orgasmo per i supporters azzurri. Il Napoli gioca da grande squadra senza timori e con grande caparbia. Il Liverpool prova a rendersi pericoloso ma un’ottima fase difensiva dei partenopei accompagnata anche da un superbo Ospina concede poco o nulla. Gli azzurri alzano il ritmo, capiscono che il colpaccio è dietro l’angolo e affondano da ogni parte, ci provano ancora con Milik ma Alisson si supera, poi è Callejon ma la palla viene salvata sulla linea e infine è Mertens a colpire una clamorosa traversa su cross di Rui. Quando tutti iniziano a pensare ad un’altra serata amara, a quel pizzico di fortuna che spesso manca arriva la giocata giusta, un’azione bellissima da vedere è commentare. E’ l’89° quando Callejon duetta con Mertens, lo spagnolo crossa forte e teso a tagliare la difesa e Lorenzinho in scivolata insacca. Il San Paolo è in delirio. Gli ultimi minuti sono di pura ansia accompagnata ad una grande eccitazione e soddisfazione. Arriva il triplice fischio, l’incontro finisce ed il petto si gonfia, il Napoli ha compiuto una piccola impresa. Vittoria strameritata e preziosissima.
Un Napoli stratosferico mette sotto una tra le migliori squadre d’Europa nonché l’attuale capolista del campionato inglese. Ancelotti non sbaglia una mossa, dalla formazione alle sostituzioni e sicuramente alle parole che hanno inciso nella testa dei sui ragazzi. Un Napoli sfavillante che ha dominato ed ha convinto per novanta minuti e pure qualcuno si aspettava un tracollo sia per la forza della squadra avversaria sia per le scorie della cocente sconfitta di Torino con la Juventus ma forse qualcuno non aveva fatto i conti con il pluridecorato Don Carlo. Un allenatore che non è caso è l’allenatore italiano più vincente e sono bastati pochi mesi per capire quanto sia un coach di livello internazionale capace di leggere le partite come in pochi sanno fare, capace di cambiare uomini e schemi in ogni dove ed in ogni quando senza timore. Sin dalle prime battute si è visto un Napoli compatto, attento e aggressivo che non lasciava nulla al caso. L’idea di Maksimovic nei quattro in fase difensiva e nei tre in fase d’attacco con Rui che diventa all’occorrenza un esterno offensivo di destra sorprendenon poco Klopp e la sua banda quasi mai pericolosa nonostante i campioni che annovera. Partita perfetta, vinta in ogni dettaglio.
Stasera i sette fioccano, difficile menzionare tutti e decidere il migliore. Si va dal bionico Allan, a Callejonl’immortale, al maestoso Kolulibaly, al sorprendente ma non troppo Maksimovic. La palma del migliore però non può non essere data a Insigne che con il suo goal continua a far sperare e sognare il popolo azzurro nel girone della “muerte”!!

sabato 29 settembre 2018

Juventus Napoli 3-1, amara sconfitta per gli azzurri


ll Napoli esce dallo Allianz Stadium con una brutta sconfitta nel risultato ma sicuramente non nella sostanza. Colpe sue, ma forse non solo.
I partenopei scendono in campo con la formazione “tipo” Sarri ma ancora una volta con il collaudato 442. Gli azzurri partono, così come nelle ultime uscite, a razzo pressando ed attaccando i bianco-neri a tutto campo. Al 5’ è Zielinski a colpire un clamoroso palo dalla distanza, pochi minuti e su errore di Bonucci in uscita, Allan anticipa Dybala serve Callejon che centra per Mertens che insacca a porta vuota. Gli azzurri con i minuti colpevolmente calano perdendo il possesso del centrocampo mentre la Juve sale in cattedra con un buon possesso palla che si trasforma in supremazia territoriale. Al 26’ arriva il pareggio che era nell’aria, Ronaldo si invola sulla fascia crossa per Mandzukic che insacca di testa. La Juve continua ad attaccare e con Ronaldo sfiora il sorpasso su punizione ma Ospina ci mette una pezza.
Nella ripresa arriva la doccia fredda. Ronaldo calcia con potenza e Ospina devia sul palo, la palla arriva a Mandzukic che a porta vuota insacca il sorpasso. Il Napoli prova a rialzare la testa ed alzare soprattutto i ritmi ma sul maggior sforzo arriva l’episodio che direziona definitivamente la gara. Rui incautamente dà un pestone a Dybala venendo ammonito per la secodna volta  con molto probabilità su suggerimento del VAR visti i secondi che passano dal fallo. Vada per il secondo cartellino ma sicuramente ci sono molti dubbi sulla prima ammonizione a metà primo tempo per un fallo dello stesso Rui su Pjanic. Nonostante l’inferiorità numerica il Napoli ha anche la palla del pareggio con Callejon ma l’argentino solo in aerea calcia in bocca a Szczęsny. L’incontro in pratica finisce lì. Arriva poi anche il tris bianco-nero con Bonucci su azione d’angolo appoggia il pallone in rete su assist di Ronaldo. Il finale è senza emozione se non per la gestione discutibile dei cartellini di Banti.
Il Napoli parte alla grande sorprendendo la stessa Juve, gioca venti minuti di un bellissimo e convincente calcio passando meritatamente in vantaggio. Il problema è proprio lì, gli azzurri diventano timorosi e con il passar dei minuti perdono quel mordente che aveva caratterizzato la primna parte di gara. La Juve con i gran campioni che si ritrova dal canto suo ci mette poco a rimettere la partita in piedi. Nella prima rete c’è da sottolineare un primo errore di Hysaj che manca la respinta di testa lanciando di fatto Ronaldo. Sul cross del portoghese l’errore macroscopico è di Koulibaly che segue Emre Can nonostante il tedesco sia già marcato da Albiol. Di fatto il senegalese lascia Manduzikic libero di insaccare di testa. Nel sorpasso della Vecchia Signora forse il portiere azzurro poteva fare qualcosa in più, sembra in ritardo nel momento della distensione, c’è poi da dire che è solo il fato che fa carambolare la palla proprio su Mandzukic per il più facile dei gaol. Il Napoli a metà ripresa in realtà sembra rientrare in partita ma una scelta di Bantifin troppo fiscale, calcolando anche la prima ammonizione, ferma le velleità di rimonta degli azzurri espellendo Rui, fra l’altro prossimo alla sostituzione. Arriva poi la terza e ultima rete della Vecchia Signora dove è Malcuit a perdersi Bonucci.
Al termine della partita c’è una sensazione di amaro in bocca, un po’ per il braccino corto azzurro che invece di affondare il colpo dopo l’uno a zero si accontentano di controllare il match e un po’ per un’espulsione che ti lascia il dubbio cosa sarebbe successo se invece la partita fosse continuata undici contro undici.
Luci ed ombre tra gli azzurri. Il migliore è senza ombra di dubbio il leone Allan, indomabile ed instancabile.
La Juventus ha una squadra attrezzata per ammazzare il Campionatosta al Napoli di Ancelotti non permetterlo soprattutto nella testa prima che nel gioco e nelle gambe.
Ora mettere da parte subito questa sconfitta e pensare alla partita di mercoledì per un dentro o fuori contro il Liverpool di Salah e Klopp.

mercoledì 26 settembre 2018

Napoli Parma 3-0, tutto facile per gli azzurri



Il Napoli in scioltezza e con apparente facilità batte con un secco 3-0 il Parma arrivando in grande condizione al match clou di sabato contro la Vecchia Signora.
Ancelotti ancora una volta mischia le carte presentando una squadra con nove undicesimi diversa dalla vittoriosa trasferta di domenica a Torino.
I partenopei partono forte è al 3’ è già vantaggio, Ruiz per Milik che centra per Insigne che da due passi insacca. Gli azzurri continuano a fare l’incontro ed a pressare a tutto campo  con belle giocate e ficcanti. Al 20’ Zielinski si ritrova a tu per tu con Sepe ma incredibilmente il polacco spara alto sopra la traversa. Al 31’ è Insigne che colpisce un clamoroso palo a Sepe battuto. Il Napoli continua ad attaccare e sfiora il raddoppio ancora con Milik e nel finale di tempo con Rui.
Il secondo tempo parte come il primo, al 47’ Insigne lancia Milik che fulmina Sepe per il raddoppio azzurro. Il Napoli continua a sciorinare un calcio godibile arrivando nel finale anche al tris ancora con Milik che appoggia in rete un tiro-cross di Verdi.
Il Napoli così come domenica scorsa contro il Torino parte a mille pressando e ttaccando gli avversari a tutto campo. In certi momenti e forse è l’unica pecca del primo tempo è che gli azzurri sembrano specchiarsi troppo mancando di quel pizzico di praticità che a volte servirebbe e che diventa fondamentale in certe partite.
Nella ripresa il Napoli senza strafare gestisce la partita a piacimento e quello che si nota è una squadra convinta dei propri mezzi e maledettamente affamata. Al momento il modulo più congeniale resta il 442 con difesa alta, un modulo che porta gli azzurri ad esprimersi con disinvoltura e grande senso di equilibrio. Bel Napoli stasera nonostante i tanti cambi, ottima la condizione e buona la scia di vittorie con un attacco ritrovato e una difesa calibrata. Il Napoli si diverte e fa divertire. Non possiamo non spendere qualche parola per Mister Ancelotti, quale allenatore dopo una vittoria bella e convincente come quella di Torino il successivo match cambia nove giocatori?! La risposta è semplice e lampante, un top-player della panchina. Nessuno si aspettava dopo sei giornate e con un calendario così difficile un Napoli secondo a meno tre dalla corazzata Juve e soprattutto un Napoli così già diverso ma nel contempo entusiasmante e convincente rispetto al Napoli di Sarri.
Tutti ampiamente sufficiente ma la palma del migliore è da condividere tra Insigne e Milik.
Sabato arriva la madre delle partite peri il Napoli ed i napoletani, gli azzurri non hanno nulla da perdere nonostante ora dopo sei giornate qualcuno parli di scontro scudetto quando fino ad un mese fa la vera antagonista dei bianco-neri, semmai ce ne fosse una, era un’altra squadra sempre a strisce. A prescindere la fede ci auguriamo che questo campionato non finisca già a Dicembre sarebbe deleterio per l’intero sistema calcistico italiano. In settimana qualcuno si è lamentato che in Europa vincono sempre le stesse squadre a causa della sempre più ampia differenza in termini di fatturato.
Peccato che la stessa persona non noti la stessa cosa in Italia.

domenica 23 settembre 2018

Torino Napoli 1-3, è Insigne show

Un Napoli convincente ed in certi momenti entusiasmante vince con merito a Torino contro i granata scacciando ancora una volta le non poche polemiche dopo il mezzo passo falso di martedì in Champions.

Ancelotti ancora una volta mischia le carte con coraggio, intraprendenza e soprattutto coerenza. Verdi, Luperto e Rog vengono schierati dal primo minuto.
Gli azzurri si schierano di nuovo con il 442 con la coppia dei “piccoletti” (Mertens, Insigne) lì davanti. Il Napoli sin dalle prime battute schiaccia il Torino nella propria metà campo pressando a tutto campo e non concedendo nulla agli avversari. Al primo affondo è Insigne che insacca di prima su una palla vagante nell’area granata. I partenopei non alzano il piede dall’acceleratore e sfiorano più volte il raddoppio con Verdi, poi con Izzo che per anticipare Insigne rischia l’autorete e per finire è Koulibaly che di testa impegna Sirigu. Il giusto premio arriva al 20’ con un’azione da play-station targata Mertens - Verdi con quest’ultimo che insacca di prima intenzione con un sinistro volante.
Raggiunto il raddoppio il Napoli abbassa i ritmi ed il Toro prova a rientrare in partita ma riesce a rendersi pericoloso solo con Rincon allo scadere.


La ripresa inizia con l’imprevisto di giornata, è Luperto a commettere un ingenuo fallo di rigore su Berenguer. Belotti realizza dal dischetto. Mentre il Torino rialza la testa ed il pubblico inizia a crederci arriva un micidiale contropiede azzurro che mette fine alle speranze di rimonta granata. Zielinski lancia per Callejon che tira colpendo il palo, il pallone ritorna tra i piedi di Insigne che non persona insaccando il tris. Il resto della ripresa è una tranquilla gestione azzurra che rischia pochissimo ed anzi sfiora anche il poker. Fischio finale e applausi per il Napoli.


Ansa
Ancelotti non aveva bisogno di dimostrare nulla ma purtroppo la libertà di parola permette a qualche sapientone ancora di mettere in dubbio il suo operato nonostante la sua bacheca parli chiaro. Partita vinta dal mister prima di iniziare con scelte anacronistiche ma tutte studiate e mirate. Sin dal primo giorno il mister di Reggiolo aveva detto di voler far sentire tutti al centro del progetto e così è. Don Carlo insiste con il 442 rendendo il Napoli più coeso tra i reparti, più armonico e che soprattutto rischia di meno, magari con il tempo ed a partita in corso si potrà riprovare il 433. Vero è che il 442 spesso si trasforma con un più pericoloso 4231.

Nei primi venti minuti si è visto un Napoli davvero in palla con giocate e verticalizzazioni sopraffini, reparti corti, con un pressing a tutto campo che hanno sorpreso sin da subito la squadra dell’ex Mazzarri. A parte gli ultimi dieci minuti della prima frazione ed i primi dieci della seconda il Torino è stato annichilito in ogni zona del campo. Il Napoli visto oggi in campo è sembrato concentratissimo e incredibilmente cinico con un solo ed unico obiettivo i tre punti. Sorprendente ma efficace il cambio di Luperto infortunato con Maksimovic come esterno destra con Hysaj spostato poi a sinistra. Cambio che in pochi auspicavamo ma che forse solo un grande allenatore poteva “osare”. Bene anzi ottima la condizione fisica degli azzurri nonostante il grande caldo di oggi a Torino.

Tutti ampiamente sufficiente compreso Luperto che pecca di ingenuità giovanile sul calcio di rigore. Il migliore ancora una volta è Insigne che con le sue quattro reti in cinque partite eguaglia il suo record personale. Gli giova molto il cambio di posizione attuale passando da esterno a centro dell’attacco e con compiti meno difensivi, lo scugnizzo azzurro riesce ad avere una maggiore lucidità e incisività sotto porta. Vero è che non sarà una situazione definitiva, una delle caratteristiche di Don Carlo è proprio quella di variare in continuazione il modulo in base alle necessità ed alla condizione fisica mentale dei suoi giocatori. Ancelotti vince le partite prima nella testa dei suoi uomini e poi con le mosse in campo.

Mercoledì nel turno infrasettimanale il Napoli incontra il sorprendente Parma, probabilmente la vera rivelazione di questo inizio di stagione e poi sabato arriva il match dei match contro la Vecchia Signoraanche se con aspettative diverse, mai come quest’anno gli azzurri non devono dimostrare nulla e non hanno la pressione dalla loro, anzi se vogliamo essere maliziosi per molti addetti ai lavori il Napoli è la quinta forza del Campionato. Contenti loro.

mercoledì 19 settembre 2018

Stella Rossa Napoli 0-0: quanti rimpianti

Il Napoli nonostante una buona partita fatta con coraggio e convinzione non va oltre lo 0-0 contro la Stella Rossa al Marakana di Belgrado.
Gli azzurri scendono in campo con la novità Fabian Ruiz a centrocampo al posto di Hamsik ed il rientro di Albiolal centro della difesa.Partita sempre in mano agli azzurri se non in poche fasi dove con la sola spinta del pubblico i serbi sono riusciti ad affacciarsi dalle parti di Ospina.

Nel primo tempo il Napoli staziona costantemente nella metà campo bianco rossa anche se manca sempre nell’ultimo passaggio. Da segnalare una clamorosa traversa con Insigne e un bel diagonale di Milik respinto dall’estremo difensore serbo. Nella ripresa la musica non cambia, gli azzurri continuano a schiacciare la Stella Rossa nella propria trequarti ma per una questione di centimetri o di imprecisione la palla non entra. Le occasioni arrivano ma il risultato non si sblocca. Prima Rui sfiora la rete su punizione, poi Mertens da pochi passi dalla porta serba calcia fuori e infine è sui piedi di Callejon la più clamorosa delle occasioni della ripresa con il suo tiro che viene salvato sulla linea dalla difesa bianco-rossa. La partita termina e le recriminazioni aumentano.

Resta tanto amaro in bocca al termine, non per la prestazione e questa volta neanche per l’approccio ma con molta onesta, a parte il meraviglioso pubblico, questa Stella Rossa è davvero poca cosa e il Napoli doveva portare a casa l’intera posta in palio soprattutto visto gli avversari che presto si ritroverà ad affrontare. Purtroppo è stata una di quelle serata che la Dea Bendata non ha assistito gli azzurri, dal canto loro i partenopei sono sembrati spesso poco lucidi nel passaggio finale facendo quasi sempre la scelta sbagliata. Bene la fase difensiva e ottima la riproposizione in certi frangenti del 442, la squadra sembra beneficiare di questo modulo con un assetto più equilibrato.

Peccato perché questo pareggio somiglia più ad una sconfitta anche perché nonostante restino cinque partite le poche chance di qualificazione passavano da questo incontro. Lasciamo la porta semi chiusa e come spesso si suol dire “il pallone è rotondo” tutto può ancora succedere a partire dal prossimo match casalingo con il Liverpooldi Klopp e Salah..