mercoledì 26 settembre 2018

Napoli Parma 3-0, tutto facile per gli azzurri



Il Napoli in scioltezza e con apparente facilità batte con un secco 3-0 il Parma arrivando in grande condizione al match clou di sabato contro la Vecchia Signora.
Ancelotti ancora una volta mischia le carte presentando una squadra con nove undicesimi diversa dalla vittoriosa trasferta di domenica a Torino.
I partenopei partono forte è al 3’ è già vantaggio, Ruiz per Milik che centra per Insigne che da due passi insacca. Gli azzurri continuano a fare l’incontro ed a pressare a tutto campo  con belle giocate e ficcanti. Al 20’ Zielinski si ritrova a tu per tu con Sepe ma incredibilmente il polacco spara alto sopra la traversa. Al 31’ è Insigne che colpisce un clamoroso palo a Sepe battuto. Il Napoli continua ad attaccare e sfiora il raddoppio ancora con Milik e nel finale di tempo con Rui.
Il secondo tempo parte come il primo, al 47’ Insigne lancia Milik che fulmina Sepe per il raddoppio azzurro. Il Napoli continua a sciorinare un calcio godibile arrivando nel finale anche al tris ancora con Milik che appoggia in rete un tiro-cross di Verdi.
Il Napoli così come domenica scorsa contro il Torino parte a mille pressando e ttaccando gli avversari a tutto campo. In certi momenti e forse è l’unica pecca del primo tempo è che gli azzurri sembrano specchiarsi troppo mancando di quel pizzico di praticità che a volte servirebbe e che diventa fondamentale in certe partite.
Nella ripresa il Napoli senza strafare gestisce la partita a piacimento e quello che si nota è una squadra convinta dei propri mezzi e maledettamente affamata. Al momento il modulo più congeniale resta il 442 con difesa alta, un modulo che porta gli azzurri ad esprimersi con disinvoltura e grande senso di equilibrio. Bel Napoli stasera nonostante i tanti cambi, ottima la condizione e buona la scia di vittorie con un attacco ritrovato e una difesa calibrata. Il Napoli si diverte e fa divertire. Non possiamo non spendere qualche parola per Mister Ancelotti, quale allenatore dopo una vittoria bella e convincente come quella di Torino il successivo match cambia nove giocatori?! La risposta è semplice e lampante, un top-player della panchina. Nessuno si aspettava dopo sei giornate e con un calendario così difficile un Napoli secondo a meno tre dalla corazzata Juve e soprattutto un Napoli così già diverso ma nel contempo entusiasmante e convincente rispetto al Napoli di Sarri.
Tutti ampiamente sufficiente ma la palma del migliore è da condividere tra Insigne e Milik.
Sabato arriva la madre delle partite peri il Napoli ed i napoletani, gli azzurri non hanno nulla da perdere nonostante ora dopo sei giornate qualcuno parli di scontro scudetto quando fino ad un mese fa la vera antagonista dei bianco-neri, semmai ce ne fosse una, era un’altra squadra sempre a strisce. A prescindere la fede ci auguriamo che questo campionato non finisca già a Dicembre sarebbe deleterio per l’intero sistema calcistico italiano. In settimana qualcuno si è lamentato che in Europa vincono sempre le stesse squadre a causa della sempre più ampia differenza in termini di fatturato.
Peccato che la stessa persona non noti la stessa cosa in Italia.

domenica 23 settembre 2018

Torino Napoli 1-3, è Insigne show

Un Napoli convincente ed in certi momenti entusiasmante vince con merito a Torino contro i granata scacciando ancora una volta le non poche polemiche dopo il mezzo passo falso di martedì in Champions.

Ancelotti ancora una volta mischia le carte con coraggio, intraprendenza e soprattutto coerenza. Verdi, Luperto e Rog vengono schierati dal primo minuto.
Gli azzurri si schierano di nuovo con il 442 con la coppia dei “piccoletti” (Mertens, Insigne) lì davanti. Il Napoli sin dalle prime battute schiaccia il Torino nella propria metà campo pressando a tutto campo e non concedendo nulla agli avversari. Al primo affondo è Insigne che insacca di prima su una palla vagante nell’area granata. I partenopei non alzano il piede dall’acceleratore e sfiorano più volte il raddoppio con Verdi, poi con Izzo che per anticipare Insigne rischia l’autorete e per finire è Koulibaly che di testa impegna Sirigu. Il giusto premio arriva al 20’ con un’azione da play-station targata Mertens - Verdi con quest’ultimo che insacca di prima intenzione con un sinistro volante.
Raggiunto il raddoppio il Napoli abbassa i ritmi ed il Toro prova a rientrare in partita ma riesce a rendersi pericoloso solo con Rincon allo scadere.


La ripresa inizia con l’imprevisto di giornata, è Luperto a commettere un ingenuo fallo di rigore su Berenguer. Belotti realizza dal dischetto. Mentre il Torino rialza la testa ed il pubblico inizia a crederci arriva un micidiale contropiede azzurro che mette fine alle speranze di rimonta granata. Zielinski lancia per Callejon che tira colpendo il palo, il pallone ritorna tra i piedi di Insigne che non persona insaccando il tris. Il resto della ripresa è una tranquilla gestione azzurra che rischia pochissimo ed anzi sfiora anche il poker. Fischio finale e applausi per il Napoli.


Ansa
Ancelotti non aveva bisogno di dimostrare nulla ma purtroppo la libertà di parola permette a qualche sapientone ancora di mettere in dubbio il suo operato nonostante la sua bacheca parli chiaro. Partita vinta dal mister prima di iniziare con scelte anacronistiche ma tutte studiate e mirate. Sin dal primo giorno il mister di Reggiolo aveva detto di voler far sentire tutti al centro del progetto e così è. Don Carlo insiste con il 442 rendendo il Napoli più coeso tra i reparti, più armonico e che soprattutto rischia di meno, magari con il tempo ed a partita in corso si potrà riprovare il 433. Vero è che il 442 spesso si trasforma con un più pericoloso 4231.

Nei primi venti minuti si è visto un Napoli davvero in palla con giocate e verticalizzazioni sopraffini, reparti corti, con un pressing a tutto campo che hanno sorpreso sin da subito la squadra dell’ex Mazzarri. A parte gli ultimi dieci minuti della prima frazione ed i primi dieci della seconda il Torino è stato annichilito in ogni zona del campo. Il Napoli visto oggi in campo è sembrato concentratissimo e incredibilmente cinico con un solo ed unico obiettivo i tre punti. Sorprendente ma efficace il cambio di Luperto infortunato con Maksimovic come esterno destra con Hysaj spostato poi a sinistra. Cambio che in pochi auspicavamo ma che forse solo un grande allenatore poteva “osare”. Bene anzi ottima la condizione fisica degli azzurri nonostante il grande caldo di oggi a Torino.

Tutti ampiamente sufficiente compreso Luperto che pecca di ingenuità giovanile sul calcio di rigore. Il migliore ancora una volta è Insigne che con le sue quattro reti in cinque partite eguaglia il suo record personale. Gli giova molto il cambio di posizione attuale passando da esterno a centro dell’attacco e con compiti meno difensivi, lo scugnizzo azzurro riesce ad avere una maggiore lucidità e incisività sotto porta. Vero è che non sarà una situazione definitiva, una delle caratteristiche di Don Carlo è proprio quella di variare in continuazione il modulo in base alle necessità ed alla condizione fisica mentale dei suoi giocatori. Ancelotti vince le partite prima nella testa dei suoi uomini e poi con le mosse in campo.

Mercoledì nel turno infrasettimanale il Napoli incontra il sorprendente Parma, probabilmente la vera rivelazione di questo inizio di stagione e poi sabato arriva il match dei match contro la Vecchia Signoraanche se con aspettative diverse, mai come quest’anno gli azzurri non devono dimostrare nulla e non hanno la pressione dalla loro, anzi se vogliamo essere maliziosi per molti addetti ai lavori il Napoli è la quinta forza del Campionato. Contenti loro.

mercoledì 19 settembre 2018

Stella Rossa Napoli 0-0: quanti rimpianti

Il Napoli nonostante una buona partita fatta con coraggio e convinzione non va oltre lo 0-0 contro la Stella Rossa al Marakana di Belgrado.
Gli azzurri scendono in campo con la novità Fabian Ruiz a centrocampo al posto di Hamsik ed il rientro di Albiolal centro della difesa.Partita sempre in mano agli azzurri se non in poche fasi dove con la sola spinta del pubblico i serbi sono riusciti ad affacciarsi dalle parti di Ospina.

Nel primo tempo il Napoli staziona costantemente nella metà campo bianco rossa anche se manca sempre nell’ultimo passaggio. Da segnalare una clamorosa traversa con Insigne e un bel diagonale di Milik respinto dall’estremo difensore serbo. Nella ripresa la musica non cambia, gli azzurri continuano a schiacciare la Stella Rossa nella propria trequarti ma per una questione di centimetri o di imprecisione la palla non entra. Le occasioni arrivano ma il risultato non si sblocca. Prima Rui sfiora la rete su punizione, poi Mertens da pochi passi dalla porta serba calcia fuori e infine è sui piedi di Callejon la più clamorosa delle occasioni della ripresa con il suo tiro che viene salvato sulla linea dalla difesa bianco-rossa. La partita termina e le recriminazioni aumentano.

Resta tanto amaro in bocca al termine, non per la prestazione e questa volta neanche per l’approccio ma con molta onesta, a parte il meraviglioso pubblico, questa Stella Rossa è davvero poca cosa e il Napoli doveva portare a casa l’intera posta in palio soprattutto visto gli avversari che presto si ritroverà ad affrontare. Purtroppo è stata una di quelle serata che la Dea Bendata non ha assistito gli azzurri, dal canto loro i partenopei sono sembrati spesso poco lucidi nel passaggio finale facendo quasi sempre la scelta sbagliata. Bene la fase difensiva e ottima la riproposizione in certi frangenti del 442, la squadra sembra beneficiare di questo modulo con un assetto più equilibrato.

Peccato perché questo pareggio somiglia più ad una sconfitta anche perché nonostante restino cinque partite le poche chance di qualificazione passavano da questo incontro. Lasciamo la porta semi chiusa e come spesso si suol dire “il pallone è rotondo” tutto può ancora succedere a partire dal prossimo match casalingo con il Liverpooldi Klopp e Salah..

sabato 15 settembre 2018

Napoli Fiorentina 1-0: è di Insigne il goal scaccia polemiche

Il Napoli vince di misura con la Fiorentina allontanando polemiche e soprattutto tanti detrattori.
Ancelotti propone ancora un mini turn-over in vista dell’impegno di Champions di martedì contro la Stella Rossa. Maksimovic sostituisce Albiol, Karnezis al posto di Ospina e Mertens al posto di Milik anche se in realtà nella prima parte di gara è Insigne a sorpresa che occupa la posizione di prima punta.

Sin dalle prime battute si nota un Napoli molto più attento e accorto, tant’è che in fase di non possesso gli azzurri difendono con un classico 4-4-2 con Callejon che si abbassa sulla linea di centrocampo.
Il primo tempo sfila come una partita di fine stagione, visti i ritmi, il caldo e la poca affluenza di pubblico accorsa all’impianto di Fuorigrotta. Il più mobile risulta essere Insigne che sfiora un paio di volte la realizzazione, per il resto poche emozioni e qualche sbadiglio di troppo.
Nella ripresa il canovaccio dell’incontro non cambia ma il Napoli prova a spingere di più nonostante l’evidente deficit fisico dovuto sia per l’inizio di stagione ma anche per i tanti giocatori impegnati con le loro nazionali. E’ sempre Insigne ad essere il più pericoloso e intraprendente. Il giusto premio a Lorenzihn arriva a undici minuti dalla fine con la rete della vittoria. Milik lancia lo scugnizzo che in un fazzoletto di campo stoppa e brucia Dragowski.
La stanchezza regna in campo e nonostante la Viola provi a riacciuffare il pari è il Napoli con Zielinski ad avere la palla del raddoppio. Il polacco però sbatte contro l’estremo difensore viola. Il triplice fischio diventa una liberazione e sancisce una vittoria sacrosanta degli azzurri.

@Lapresse
Partiamo da due concetti oggettivi e lampanti. Il Napoli doveva vincerea prescindere la prestazione, questo per non perdere di vista le prime posizioni e soprattutto per dare uno schiaffo a questa lunga scia di polemiche che arrivava dalla partita di Genova contro la Sampdoria. Gli azzurri nonostante non hanno fatto una delle migliori prestazioni hanno ampiamente meritato la vittoriacercandola con più insistenza e voglia rispetto ad una buona Fiorentina ma poche volte realmente pericolosa.
La partita come dicevamo non è stata bella, ha regnato la stanchezza e spesso la noia ma la cosa confortante rispetto a tutte le partite viste fin ora degli azzurri è che il Napoli finalmente ha rischiato davvero poco ed evidente la mano di Ancelotti sia nella testa dei giocatori, con un approccio alla gara finalmente all’altezza e sia con alcuni evidenti accorgimenti tecnico-tattici. Vittoria di cuore che dà morale e serenità anche se c’è da migliorare. La manovra dovrà per forza di cosa velocizzarsi, con reparti più vicini e coesi, più precisione e soprattutto riuscire a creare più varianti negli undici metri ma ripetiamo l’importante oggi era vincere per il resto c’è ancora tempo.
Tutti sufficiente anche se forse dal piccolo folletto belga ci aspettiamo qualcosa in più. Ottimi Koulibaly e Insigne.

Chiudiamo con il discorso pubblico, lungi da noi a schierarci con qualcuno ma una cosa ci preme sottolineare durante la settimana vanno bene tutti i tipi di contestazioni purchè civili ma la “domenica” bisogna essere vicino alla squadra e sostenerla fino al fischio finale. Le polemiche fanno solo male all’ambiente e possono solo far bene alle tante antagoniste degli azzurri.
Martedì il Napoli vola a Belgrado in una trasferta insidiosissima con un ambiente che sarà a dir poco incandescente. Sarebbe importantissimo riuscire a strappare i tre punti per alimentare il “miracolo” qualificazione.

lunedì 3 settembre 2018

Sampdoria Napoli 3-0, tracollo azzurro

Il Napoli esce con le ossa rotte dalla trasferta di Marassi subendo una pesante e cocente sconfitta. Ancelotti, come già ampiamente previsto, effettua un mini turn-over con Verdi al posto di Callejon e Diawara al posto di Hamsik.
Nel primo tempo un Napoli molle sulle gambe e con poca personalità subisce la miglior organizzazione della Sampdoria. Gli azzurri nonostante le bellissime rimonte contro Lazio e Milan continuano a palesare evidenti lacune difensive lasciando sempre troppo spazio agli attaccanti blucerchiati. Ecco che la Doria prima passa con Defrel in contropiede e poi raddoppia con le stesso su ottima imbeccata di Quagliarella. Il primo tempo ci lascia davvero un brutto Napoli.
Nella ripresa Ancellotti cambia gli esterni con Ounas al posto di Verdi e Mertens al posto di Insigne. Il Napoli schiaccia la Samp nella propria area ma un pò la frenesia ed un pizzico di sfortuna non permettono agli azzurri di riaprire l’incontro. E’ mentre i minuti scorrono ed il nervosismo partenopeo lievita arriva il tris capolavoro di Quagliarella, che con un magico tacco infila Ospina. Gli azzurri ci provano con Milik poi con Mertens ma la palla sembra non voler entrare, la partita termina e le riflessioni da fare sono tante.
Il primo tempo è lo specchio di quello visto con il Milan. Gli azzurri sono lenti, atteggiamento passivo ed in affanno perenne in retroguardia. Anche la fase offensiva risulta essere poco incisiva. Nella ripresa il Napoli entra con un atteggiamento molto più aggressivo facendo presagire all’ennesima rimonta ma purtroppo non arriva la terza impresa di fila, effettivamente si sarebbe parlato di miracolo.
Nonostante i facili entusiasmi che hanno circondato la squadra azzurra dopo le due rimonte a Roma e contro il Milan sette giorni fa, Ancelotti aveva già in un certo senso preallarmato l’ambiente comprendendo a pieno le difficoltà nella fase difensiva degli azzurri, non a caso il tecnico aveva detto che non sempre sarebbe stato possibile recuperare e quindi bisognava migliorare rapidamente. Non crediamo che sia solo un problema di approccio e di atteggiamento ma anche di una fase difensiva non ancora collaudata con movimenti non ancora sincronizzati, imbarazzante il primo goal subito in contropiede. Fa riflettere come il Napoli abbia subito la bellezza di sei reti in tre partite, è evidente che bisogna correre ai ripari al più presto ma senza allarmismi, fortuna che arriva la sosta che permetterà ad Ancelotti di apportare le opportune modifiche. Poche le sufficienze, si salvano Allan e Ounas.
Ora, da buon costume italiano, pioveranno critiche e partiranno i processi dagli stessi che fino ad una settimana fa osannavano il Napoli di Ancelotti, sta all’ambiente rimanere compatti e ripartire con il giusto spirito, nulla è perso.

domenica 26 agosto 2018

Canta Napoli, suona Carlo Magno!!




Il Napoli inizia soffrendo, mette dubbi e perplessità ma alla fine da grande squadra con cuore e caparbietà vince e strappa applausi da tutti gli appassionati di calcio. Basta parlare ancora una volta del Napoli di Sarri perché mai come ieri la partita è stata vinta dall’allenatore italiano più vincente con i cambi e con il cambio modulo, forse l’unico vero limite del maestro toscano quello di non saper leggere la partita in corsa. 
Non vanno dimenticate le amnesie difensive che hanno portato al doppio vantaggio rossonero così come non può passare in sordina la poca freschezza di Ospina, parso in ritardo su entrambe le reti subite. Vero è che guardando le statistiche niente faceva presagire ad un risultato tanto netto quanto inaspettato per il diavolo ad inizio ripresa. Il Napoli del primo tempo dopo lo schiaffo subito da Milan recupera tanti palloni, cerca di proporsi sugli esterni ma sembra essere sempre poco incisivo permettendo ai rossoneri di controllare senza troppi affanni.  Nella ripresa neanche il tempo di cominciare e il Milan sembra mettere il sigillo all’incontro. 
Il Napoli ha il merito di non arrendersi mai. La stanchezza del Milan, le sostituzioni ed il cambio di modulo fanno il resto. Gli azzurri rimontano e vincono in crescendo e con convinzione riuscendo in un’altra rimonta dopo quella di una settimana fa e siamo certi, vedendo le tante critiche piovute dopo le amichevoli estive e il calendario alla mano, in pochi pensavano il club di De Laurentiis a punteggio pieno.

La cosa che ci piace inoltre sottolineare è che questa squadra ha ancora grandi margini di miglioramento in ogni reparto ed in molti uomini, è chiaro che il Napoli sta attraversando una metamorfosi di gioco, di idee e di spirito. E se la metamorfosi finisce e gli azzurri sono ancora lì allora si potrà ritornare a sognare. Interessanti le parole di Zielinskial termine della partita che sottolinea l’importanza del colloquio negli spogliatoi a fine primo tempo e sono da incorniciare anche le parole di Ancelotti a fine partita che da persona vincente e pacata smorza l’entusiasmo e l’euforia creatasi dopo una strepitosa remuntada. Carlo MAGNO con oggettività analizza l’incontro passando per le difficoltà iniziali, alla soddisfazione della ripresa ed alla reazione dei suoi uomini fino a complimentarsi con gli avversari per l’ottima partita disputata e addirittura a giustificarli per la sconfitta dando la colpa alla condizione fisica meno brillante rispetto ai suoi visto la partita in meno giocata. Cheapeu.

Come già sottolineato qualche incertezza per Ospina. Poco reattiva e leggermente sorpresa la linea difensiva su entrambe le reti rossonere. Hamsikancora non sufficiente. Mostruoso Allan, forse fin troppo essendo l’inizio. Ottimo Zielinskie Diawara, entrato nella ripresa proprio al posto del polacco. Meno incisivo Milik. Devastante come una volta Mertens ritornato al suo vecchio ruolo da esterno. Benissimo Luperto che prende il posto di Rui affaticato. Sembra che anche qui Carletto ci abbia visto lungo insistendo sulla permanenza del giovane centrale difensivo.

Piccola nota. Triste lo sguardo del Pipita a fine gara, non lo ammetterà mai ma siamo certi che in cuor suo avrà capito di aver sbagliato sia in termini sportivi che in termini mediatici il suo trasferimento alla Vecchia Signora. Sedotto e abbandonato in meno di due anni!!! Ora se volete il carro dei vincitori è ancora aperto ma salite adesso o mai più!!

martedì 21 agosto 2018

Lazio Napoli: la rivincita di Re Carlo



Quando c’è stato il fischio di inizio sono partite le prime “esperte” constatazioni. Il Napoli subirà goal dopo poco, gli azzurri verranno umiliati, la Lazio è nettamente più forte non c’è partita, il Napoli non andrà oltre il quinto posto. Tanti allenatori, tanti esperti, tanti guru. Partita equilibrata fin dalle prima battute poi la voglia della Lazio e le paure degli azzurri, fin troppo bersagliati dalle polemiche del calcio estivo, hanno permesso ai bianco celesti di prendere una leggera supremazia territoriale portando alla rete di Immobile. 
Rete bella per l’attaccante napoletano ma imbarazzante per la difesa azzurra. Forse questa però è stata la vera scintilla per i partenopei che con il passar dei minuti hanno raggiunto sempre più consapevolezza dei propri mezzi e soprattutto estrema razionalità nella gestione del match. Il pareggio di Milik è una delizia per gli occhi, il vantaggio una perla di Insigne. Qualcuno dice che Ancelotti è stato fortunato è che il Napoli ha vinto grazie al Sarrismo, niente di più falso. Gli azzurri hanno vinto grazie a giocate che fanno parte del DNA di questa squadra e non di un allenatore, il merito di Carlo va visto nella tranquillità e semplicità di trovare la zampata vincente mettendo da parte anche l’estetica. Certo il Napoli non è da quinto posto prima di iniziare il Campionato così come ora non è già da scudetto.

Ancora lacune difensive ed un Hamsik troppo spaesato ma con un mostruoso Allan, un ispirato Insigne e soprattutto un ritrovato Milik capace di spazzare con una sola partita l’ombra indimenticata di Cavani. Lasciamo le critiche ai detrattori, lasciamo le pseudo griglie di partenza a chi crede di capire e sapere e teniamoci stretti RE CARLO ed il suo Napoli che a prescindere un mercato non sfavillante dirà la sua in Italia ed anche in Europa!! Sabato arriva il Milan messo davanti agli azzurri sulla griglia di partenza nonostante il meno 27 dell’anno scorso, come diceva qualcuno “sta ca.. e matematic”. Ritorna Higuain, arrivato a Milano come il salvatore della patria. Vedremo, come si suol dire il tempo è galantuomo.

domenica 29 luglio 2018

Tra la telenovela del terzino destro e l’amichevole contro il Chievo si conclude il ritiro del Napoli a Dimaro



Il Napoli lascia il ritiro di Dimaro con la vittoria in amichevole per 2-0 (Verdi, Tonelli ndr) contro il Chievo, partita vera e fin troppo maschia per essere inizio stagione.
Sugli scudi Verdi, autore oltre che di una meravigliosa rete con un diagonale al volo anche di un’ottima prestazione. Ruizmeglio nella ripresa. Male Milik, Inglesee Rog ancora lontani dalla forma ottimale. Convince sempre di più il nuovo ruolo di Hamsik, grande intuizione di Ancelotti. Da sottolineare anche la prestazione di Ounas entrato al posto di un infortunato Insigne e del giovane Luperto nella retroguardia azzurra, il futuro è suo.
La settimana è passata ancora con il “vero” o “falso” di De Laurentiis sulla radio ufficiale del Calcio Napoli. Tra smentite e semi conferme sicuramente il patron ha cambiato toni ed atteggiamenti rendendo la rubrica anche più piacevole da ascoltare e commentare. Non comprendiamo gli striscioni esposti a Napoli contro il patron e la sua gestione, ci sembra eccessivo e sopra le righe questi attacchi ad un presidente che in fin dei conti quest'anno ha portato a Napoli uno degli allenatori più vincenti di tutto il pianeta. Il ritiro si è concluso con la conferenza stampa di Ancelotti e poi con la presentazione ufficiale della squadra al proprio pubblico presente a Dimaro.
La conferenza ci ha presentato un Ancelotti sereno, tranquillo e soprattutto molto soddisfatto e felice della rosa a disposizione. Senza giri di parole ha dichiarato che il suo obiettivo sarà provare a vincere; non è passata inosservata la sottolineatura riguardante la gestione della rosa, in particolare il Mister ha evidenziato come è suo desiderio ruotare per la stagione intera tutta la rosa in modo da non sovraccaricare alcuni elementi e non ritrovarsi allo stesso tempo giocatori demotivati. Chiara la netta differenza della precedente gestione. Anche in questo caso restiamo perplessi su alcune cattiverie girate poche ore dopo sui social nei confronti di Ancelotti, solo perché quest’ultimo si è dichiarato soddisfatto della rosa. A qualcuno il caldo fa brutti scherzi.
Continua la telenovela dell’esterno destro. Sabaly il prescelto scartato alle visite mediche. Si parla di un suo intervento al ginocchio con recupero in non meno di tre mesi. Arias sembra destinato all’Atletico Madrid e quindi sul taccuino resta Darmian, preferito un po’ da tutti perché può giocare su entrambe le fasce e Henrichs dal Bayern Leverkusen. Si spero di chiudere al più presto questa piccola odissea. Per il resto, nonostante i titoloni che spesso vediamo, al momento non bolle nulla in pentola ma se ci saranno dubbi sul duo Inglese-Milik, il colpo all’attacco arriverà.
Il Napoli sabato 4 agosto sfiderà a Dublino i vice campioni d’Europa del Liverpool, gli impegni diventano più duri, l’inizio della stagione si avvicina!!!

domenica 22 luglio 2018

A tutto Napoli: tra amichevole e bufale di mercato il vero protagonista della settimana non è sul campo


Il Napoli conclude il tredicesimo giorno di ritiro con l’amichevole contro il Carpi, finita 5-1. Nei primi quindici minuti si vede la mano di Ancelotti con ottime trame e buon fraseggio, con i minuti e con i cambi la partita cala di ritmi ma resta sempre piacevole. Bene come sempre l’intesa Insigne – Callejon. Conferme positive per Ruiz e Verdi mentre in fase di adattamento Hamsik nel nuovo ruolo. I partenopei si confermano in crescita. Al termina della partita Ancelotti si è mostrato entusiasta del suo Napoli.

Veniamo al protagonista  della settimana: Aurelio De Laurentiis.

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Siamo certi che prima o poi qualcuno avrà la brillante idea di scrivere una biografia su questo camaleontico personaggio, non credo esista altra definizione al momento. Non ci schiereremo per partito preso con il patron o con i giornalisti ma è evidente come spesso accade che la verità stia nel mezzo. Qualche giornalista esagera con certe affermazioni e dichiarazioni senza veri e propri indizi di mercato ricamando e creando molto spesso aspettative nel tifoso che poi sistematicamente vengono deluse. De Laurentiis dal canto suo non può sminuire e soprattutto sbeffeggiare il lavoro di stimati giornalisti e testate con modi e parole degne del peggior tifoso da bar. Difficile poi accettare certe esternazioni e prediche dal presidente della società che due anni fa a proposito dell’addio del Pipita rispose “Higuain via? Ci sono le stesse probabilità che cada un asteroide”. Il Napoli ci perde in immagine e stile non solo a livello nazionale ma in un certo senso potrebbe creare anche malumori nello stesso Ancelotti, allenatore e professionista ammirato e decantato in tutto il mondo.

Non condanniamo a priori il mercato del Napoli ne la sua politica ma ci sono modi e modi per dichiarare che giocatori del calibro di Benzema o Di Maria non sono idonei per il progetto azzurro così come sembrano al quanto stucchevoli le parole di De Laurentiis sul ritorno di Cavani quando addossa a quest’ultimo tutta la colpa del suo mancato arrivo perché non vuole diminuire il suo lauto stipendio guadagnato sul campo a colpi di reti. De Laurentiis dovrebbe essere affiancato da una persona, che seppur non capisca di calcio, possa almeno fargli comprendere la giusta dialettica da usare con i media ed anche con i tifosi. La risposta “sono io il vostro Cavani” del patron, ad un supporter partenopeo che gli chiedeva il ritorno del matador, non è per nulla divertente e neanche ironica viste le aspettative del popolo azzurro, anche in questo caso possiamo tranquillamente dire che il patron ha fatto l’ennesimo autogoal.
Auspichiamo un minimo di buon senso nelle azioni intraprese dalla Società sia sul fattore prettamente di campo che su quello comunicativo.
Riguardo al mercato, per la fascia destra gli azzurri messo da parte Lainer, ritenuto incedibile da parte del Salisburgo sembrano orientati verso Arias del Psv. Nella prossima settimana ci dovrebbe essere la fumata bianca per l’esterno di destra così come resta ancora da decidere il terzo portiere azzurro, diventato importantissimo visto l’infortunio di Meret. In attacco nonostante le aspettative di un popolo intero, De Laurentiis al momento non è intenzionato a fare pazzie almeno che non sia un’espressa richiesta di Ancelotti il quale ha chiesto qualche settimana per comprendere a pieno le potenzialità di Milik ed Inglese.

domenica 15 luglio 2018

Napoli: si parte!!



La stagione è ufficialmente partita ieri con la prima amichevole giocata dagli azzurri contro il Gozzano finita per 4-0. Ancelotti mescola le carte più volte ed al momento è inutile perdersi in valutazioni tecnico-tattiche poco veritiere ma non è passato inosservato il piede vellutato di Ruiz autore della prima rete stagionale dei partenopei, la già buona condizione di Diawara ed i movimenti da vera punta di Inglese. Intrigante la nuove posizione di Hamsik da playmaker

In attesa del colpo, che al momento escludiamo, gli azzurri attendono il rientro dei giocatori impegnati al Mondiale. Belle le parole di presentazione di Mister Ancelotti che rinfrancano tutto l’ambiente partenopeo che con l’arrivo di CR7 alla Juventus era decisamente sottotono. Ancelotti non si dà sconfitto si dall'inizio e anzi non si nasconde dietro a nessun alibi, da vero signore del calcio e lancia fin da ora il guanto di sfida alla Vecchia Signora ed a CR7.

Per quanto riguarda il mercato, il Napoli è ancora alla ricerca di un’alternativa a Hysaj anche se nelle ultime ore con i forti dubbi sul recupero di Ghoulam i partenopei stanno cercando un esterno capace di giocare in ambo i lati. Lainer resta sempre una pista calda ma non la più probabile. Per il resto Ancelotti si è preso del tempo per valutare la rosa. Riguardo il discorso Cavani, il patron non ha nessuna intenzione di spendere certe cifre, soprattutto per un trentunenne ma come spesso fa ha spostato, con le sue dichiarazioni, l’attenzione sul Matador passando la “palla” a lui.

Infine vorremmo fare i complimenti alla Vecchia Signora per aver portato nel nostro Campionato il migliore al mondo (insieme a Messi) portando a compimento una maestosa operazione in termini calcistici ma sopratutto in marketing, operazione che di riflesso  aumenta l’orgoglio dei partenopei che l'anno scorso, nonostante una forza economica decisamente inferiore ai bianco neri, sono stati capaci di contendergli il tricolore fino alla fine.

Salutiamo con affetto e gli auguriamo un grosso in bocca al lupo al Comandante per la sua nuova avventura al Chelsea, siamo certi che si farà apprezzare ed ammirare anche nella difficile Premier League.