domenica 13 dicembre 2015

PECCATO

Dopo 20 anni finisce senza reti il derby del Sud. Partita equilibrata con due squadre che giocano inizialmente a specchio.
Primo tempo di marca territoriale azzurra con due conclusioni del buon Insigne, alte da buona posizione.
In entrambi i casi, però poteva servire il Pipita, oggi apparso come Bologna, troppo nervoso.
Dubbi su un fuorigioco di Callejon che aveva guadagnato un sicuro calcio di rigore.
La ripresa, offre più spunti di interesse. La Roma, mette per qualche minuto la testa fuori dal sacco e permette al Napoli di avere due occasioni con Hamsik che pecca di lucidità e pizzico di fortuna.
Con l’ingresso di Mertens, il Napoli ha quel guizzo che serviva. Il folletto belga crea scompiglio nella difesa giallo-rossa. Ha anche la palla del vantaggio tiro potente respinta del portiere ma El Kadduri non riesce a mettere la palla nel sacco.
Nel mezzo del secondo tempo goal annullato a De Rossi su cross di Rudiger ma con palla che molto probabilmente per effetto esce fuori dal terreno di gioco.
La partita finisce comunque tra gli applausi del pubblico che ha apprezzato l’impegno degli azzurri.

Il Napoli si allontana ancora un pò dalla vetta, piccolo campanello d’allarme è la lentezza di gioco, di manovra e poco movimenti in certi frangenti. Giocatori stanchi e poco lucidi a partire da Higuain.
Nonostante questo il Napoli ha creato almeno 4 palle goal con un possesso palla che ha sfiorato il 70%.

C’è da dire ad onor di cronaca che il Napoli gioca con una Roma provinciale, arroccata e brutta da vedere, con il solo scopo di non prenderle e di strappare il punticino per la classifica. I dati parlano di zero tiri in porta!! Parliamo di una squadra che è agli ottavi di Champions e che ha speso in estate un patrimonio....Contenti loro......

Speriamo di arrivare a Gennaio ancora con un distacco marginale. Il presidente non può non ritoccare questa squadra che è evidente ha bisogno di ricambi all'altezza.

Sottolineiamo che nessuno si sarebbe aspettato comunque un Napoli in queste posizioni a Dicembre.

domenica 6 dicembre 2015

PRESUNTUOSI

Un Napoli disastroso, subisce una pesante e bruciante sconfitta a Bologna, subendo per la prima volta tre goal.
Non appelliamoci al primo goal in fuorigioco di Destro, ne all’atteggiamento irriverente di Mazzoleni.
Il Napoli, come Sarri già aveva previsto, è entrato in campo scarico mentalmente e fisicamente, come se la vittoria con l’Inter fosse valsa la vittoria del campionato.
Quello che preoccupa molto, così come già avevamo evidenziato la settimana scorsa, è la tenuta mentale, oltre alla rosa corta.
Difesa allo sbando  sin dalle prime battute, con Albiol e  Koulibaly che sembrano le brutte copie dei soliti baluardi delle ultime gare. Centrocampo inesistente e attaccanti poco lucidi nell’ultimo passaggio.
Nonostante questo, il Napoli ha avuto anche la palla goal ad inizio incontro per passare in vantaggio con Callejon, che un po’ la sfortuna un po’ l’imprecisione dell’azzurro, permette a Mirante di fare una bella parata di piede.
Poi arriva il goal di Destro in contropiede,viziato come detto dal fuorigioco dell’attaccante. Subito il raddoppio del Bologna con difesa azzurra immobile e schierata su calcio d’angolo. Palo del Napoli con Callejon e per finire la giornata in bellezza, nella ripresa, assist di Hamsik  a Destro, tiro e papera anche di Reina. Nel finale si sveglia il Pipita con una doppietta in 5 minuti, almeno rafforza la sua leadership di cannoniere.

Troviamo un lato positivo, hanno sbagliato tutti nella stessa giornata, meglio così.
Un buon Bologna organizzato, cattivo e tenace vince meritatamente la partita.

Preoccupa, lo spirito con cui i Partenopei sono scesi in campo, appagati e forse timorosi di questo peso del primo posto.

Impensierisce, la NON reazione avuta agli schiaffi presi dal Bologna. E’ la prima volta che il Napoli di Sarri è andato sotto, è certo che il modo di reagire non è stato quello di una squadra che lotta per i vertici.
Non eravamo campioni d’Italia prima, non siamo da retrocessione oggi.
Che sia una sconfitta salutare, siamo certi che Mister Sarri, in settimana darà una sonora strigliata ai suoi uomini.
Perdiamo il primato e ritorniamo ad inseguire, forse ci piace di più!!
Torniamo con i piedi per terra per chi avesse fatto voli pindarici e speriamo di non vedere mai più un Napoli così spento e PRESUNTUOSO!!!

Tutti uniti verso il big match di domenica al San Paolo contro la Roma.


lunedì 30 novembre 2015

P R I M I

La lunga rincorsa durata quasi tre mesi è finita!!! Siamo primi!!
Il paradosso di questa partita è che, il “peggior” Napoli delle ultime partite, batte la miglior Inter della stagione che dimostra di non essere lì per caso. Non vogliamo, non possiamo non goderci questo meritato
primo posto, ma il secondo tempo della compagine di Sarri, riapre i vecchi dubbi, riguardanti la bontà e la lunghezza della rosa e se questa squadra mentalmente è pronta per lottare per un anno intero per determinati traguardi.
 Purtroppo oltre ai soliti 12-13 uomini, il livello si abbassa notevolmente. Speriamo che il Patron, suggerito dall’ottimo Sarri, faccia quei piccoli ritocchi per continuare a sognare fino a Maggio, per l’aspetto mentale ci fidiamo ciecamente di mister Sarri.
Primo tempo di alto tasso agonistico, con un meraviglioso goal realizzato dopo pochi minuti dal Pipita, al momento uno dei giocatori più forti ed in forma al mondo!!! “Solito” ottimo  fraseggio del Napoli anche se con troppa tensione sulla linea difensiva. La partita era molto sentita, non solo dai giocatori, su questo bisogna lavorare tutti insieme  se si vuole restare lassù.
Nonostante le proteste vibranti del tecnico Mancini, il primo tempo si conclude con la giusta espulsione per doppia ammonizione di Nagatomo.
Secondo tempo di marca nero-azzurra, Il centrocampo del Napoli un po’ alla volta sparisce, stanco delle tante partite ravvicinate e la squadra viene colpita da una “strana” paura di vincere. 
Nel miglior momento dell’Inter arriva come un meraviglioso fulmine il solito lampo di Gonzalo che batte ancora Handanovic. Higuain  sembra quasi mettersi sulle spalle la squadra nei momenti di difficoltà. L'Inter riaccorcia con Ljaic ma il finale sorride ai nostri colori, palo clamoroso dell’Inter con Jovetic e miracolo di Pepe Reina su Miranda che manda ancora il pallone sul palo.

Godiamoci il primato dopo 25 anni e teniamo i piedi per terra, la strada è lunga, irta ed insidiosa. Certo è che nessuno non può dire che il Napoli sia stata la miglior squadra d’Italia negli ultimi tre mesi....finalmente PRIMI!!

domenica 22 novembre 2015

S T R E P I T O S I


In questo momento è difficile trovare un difetto a questo Napoli, addirittura sembra troppo perfetto
per essere vero ed in alcuni casi gioca come squadre molto più blasonate, vedi Barcellona.
Difesa impenetrabile, quinta partita di fila senza subire goal, ancora una volta un Reina spettatore non pagante. Sedicesimo risultato utile. Ventisei goal fatti, otto subiti. I numeri non mentono, il Napoli, al momento è la miglior squadra d’Italia, a prescindere il risultato dell’Inter di questa sera.

E’ agli occhi di tutti che il cambio è dovuto solo ed esclusivamente all'allenatore, uomo che vive di pane e calcio, che si è fatto le ossa nelle serie minori. I giocatori hanno fame di risultati e giocano tutti insieme per un solo risultato, la vittoria!! Qualsiasi sia l’avversario e qualsiasi siano le avversità.
Il Napoli ormai non fa distinzione tra piccole, medie e grandi. Sciorina sempre lo stesso meraviglioso gioco fatto di equilibrio, tenacia e calcio spumeggiante. Forse per assurdo, oltre alla rosa un po' corta, la preoccupazione principale è che siamo alla tredicesima giornata ed il Napoli è una macchina perfetta!! Potrà durare?! Attendiamo qualche mese e lo scopriremo.

Oggi nonostante un avversario che aveva solo un obiettivo, non prenderle, il Napoli è riuscito a trovare lo spiraglio giusto, che tempi addietro non avrebbe mai trovato. Il primo tempo, i partenopei schiacciano l’avversario senza,però,trovare il guizzo giusto. Nel secondo tempo, complice la stanchezza del Verona e la tenacia e la perseveranza degli uomini di Sarri, il Napoli riesce a trovare la giocata vincente, regalando ai tifosi azzurri una gioia ancora marchiata Lorenzihno, fino a quel momento in ombra.

Il secondo goal è il simbolo del Napoli in questo momento, tocchi veloci rapidi in serie, inizia Allan,poi Hamsik, Insigne e tap-in del Pipita, Chapeau al Napoli stile blazugrana. Il Bentegodi si tinge da azzurro, il Napoli è primo, almeno fino a stasera. Godiamoci questo strepitoso Napoli attendendo il prossimo match clou contro l’inter di Mancini,squadra tanto brutta ma tanto vincente. Mentre a Napoli si sogna a Madrid qualcuno ha gli incubi.....L’incubo dell’esonero..... 

domenica 8 novembre 2015

Che SOFFERENZA!!

Se si vuole diventare grandi, bisogna saper soffrire, bisogna reggere la pressione di dover vincere per forza perché le tue antagoniste hanno vinto tutte, bisogna affrontare ogni partita come una finale a prescindere l’avversario.... Il Napoli stasera è riuscito in questo.
Partita col trabocchetto, sulla carta tutto semplice, sul campo meno.
Per la seconda domenica consecutiva, il Napoli ancora una volta crea tanto, ma pecca sotto porta di lucidità e cinismo ed è per questo che alla fine in partite del genere si rischia anche la beffa.
Una buona Udinese, organizzata e arroccata in fase difensiva resta in partita fino alla fine e rischia anche il pari ma come sempre Pepe risponde presente toccando sulla traversa l’unica vera palla goal della banda di Colantuono.

Per fortuna nostra, noi abbiamo il miglior attaccante della Serie A, il Pipita che dopo aver preso le misure con un paio di occasioni nel primo tempo, riesce a trafiggere i friuliani ad inizio ripresa, con un goal che per tanti può essere semplice ma che solo in pochi riescono a fare, sotto pressione da due difensori bianco neri, riesce a trovare con un diagonale perfetto l’unico angolo disponibile dove non può arrivare l’estremo difensore friuliano...CHAPEAU.....Che campione...
Fortunatamente c’è lui, in una serata dove Insigne non illumina come il suo solito e Callejon che ormai ha dimenticato cosa significa segnare in campionato.
Un dato che resta ampiamente positivo, il Napoli è diventato un bunker, quarta partita senza subire goal, meccanismi collaudati e giocatori concentrati. A parte il finale, centrocampo come sempre tonico e prezioso filtro per la difesa.

Gli azzurri si rimettono sulla scia di Roma ed Inter, aspettando la Fiorentina.

Con un pizzico di cattiveria in più si poteva evitare tanta sofferenza soprattutto nel finale ma stasera l’importante erano i tre punti per continuare il nostro sogno, la METAMORFOSI è completa, il Napoli di Sarri al momento supera ampiamente il Napoli del pluridecorato Benitez per spirito e gioco.....con la speranza di superarlo anche nei risultati!!

martedì 3 novembre 2015

PECCATO!!

In una meravigliosa atmosfera, visto lo gemellaggio, il Napoli non riesce ad espugnare il Ferraris.
Primo tempo lento e un po’ noioso. Secondo tempo costellato di numerose palle goal in predominanza partenopea.
Il Napoli ancora una volta dimostra un’ottima solidità difensiva, a parte quando Koulibaly decide di provare ad imitare, con risultati pessimi, Kroll. Centrocampo un po’ evanescente con un Allan decisamente appesantito.
Hysay subisce il talento di Perotti mentre lì davanti manca la lucidità e la cattiveria giusta. Il Napoli avrebbe meritato ai punti, comunque la vittoria, per le numerose palle goal create e per un rigore sul Pipita, per fallo di Burdisso, che ancora grida vendetta.
La stanchezza inizia a farsi sentire, giocare ogni tre giorni, forse per la rosa attuale del Napoli è deleterio.
Sicuramente Roma ed Inter hanno una rosa più ampia ed a lungo andare questo potrebbe prevalere, ma il Napoli, ha dalla parte sua tanta fame ed un allenatore che è abituato ad arrangiarsi in casi estremi.
Non drammatizziamo, il punto a Genoa, ci può stare, basta che già da domenica, contro l’Udinese si continui la marcia spedita interrotta ieri, altrimenti inizieremo a comprendere dove può essere l’intoppo.

lunedì 26 ottobre 2015

ESAME SUPERATO

Con tenacia e caparbia, il Napoli di Sarri supera quasi a pieni voti la “sindrome da prestazione” con le medie piccole.
Un po’ come ci capita di vedere da qualche domenica, il Napoli concede i primi dieci minuti all’avversario.
Il Chievo, ci mette tanta grinta e fisicità, pressing alto e buone ripartenze. In una di queste, Castro si presenta solo davanti a Reina ma invece di tirare serve, in maniera maldestra, Paloschi che arriva in ritardo per il possibile vantaggio clivense.
Finiti i primi dieci minuti, ecco il Napoli che conosciamo, pressing alto, veloce nella manovra e schemi collaudati, forse l’unico neo, con un Insigne non in vena. Il Napoli sfiora il goal prima con Callejon e poi con due magie del Pipita che gridano ancora vendetta. Uno due con Hamsik e palo di sinistra. Tiro meraviglioso da fuori area e palo di destra. Il primo tempo si conclude con l’amaro in bocca.
Nella ripresa gli uomini di Sarri, lasciano per qualche minuto il campo ad uno sterile Chievo.
In una notte fredda d’autunno veronese, arriva il lampo che scalda i migliaia di tifosi partenopei presenti sugli spalti. Discesa di Ghoulam sulla sinistra, cross rasoterra al centro, ed il Pipita da vero campione di prima intenzione, buca letteralmente le mani al povero Bizzarri. Ancora una volta da leader indiscusso il Pipita inventa una delle sue. Applausi a scena aperta.
La partita viene controllata dal Napoli che sfiora il raddoppio più volte sempre con il Pipita.
A quindici minuti dalla fine la stanchezza si fa sentire, ricordando che il Napoli giovedì ha giocato in Danimarca per l’E.L. IL Chievo prende il pallino del centrocampo, il Napoli corre ai ripari sostituendo un esausto Hamsik per Lopez per ridare equilibrio. Successivamente Gabbiadini per il Pipita e Mertens per Insigne che subisce un piccolo infortunio al ginocchio. Il Chievo gioca duro ma l’unica vera occasione, nasce da un quasi autorete di Koulibaly in anticipo su Castro.
La partita finisce, non il Napoli brillante di Juve, Milan e Fiorentina ma sicuramente un buon Napoli capace di soffrire e di crederci. La stanchezza delle tante partite ravvicinate inizia a vedersi ma quando si hanno campioni del calibro del Pipita anche quella può essere superata agevolmente.
Non è utopia pensare in grande, il Napoli di Sarri ha un’anima ed un gioco e con il passar delle giornata anche i calciatori si stanno rendendo conto che possono fare qualcosa di meraviglioso.
Esame superato, avanti con il prossimo dal nome Palermo.

domenica 18 ottobre 2015

CUORE NAPOLI

In un San Paolo dalle grandi occasioni, il Napoli da un segnale forte al Campionato.
Non sarà una comparsa ma vuole essere col cuore e con i denti protagonista.
In una delle più belle partite viste in questo campionato, il Napoli vince meritatamente dimostrando ancora una volta carattere e cuore.
Primo tempo di marca territoriale viola, pressing altissimo e asfissiante anche se con un’unica vera occasione firmata Blaszczykowski, ma l’ottimo Reina dice come sempre presente. Allan e Jorgihno soffrono il centrocampo viola degli ottimi Valero, Alonso e Vecino. Nel finale di primo tempo il Pipita sfiora la rete di testa. Si va negli spogliatoi con la sensazione che la partita non finirà 0-0.

Nella ripresa il Napoli parte a mille, lasciando la Fiorentina al palo.
Invenzione di Hamsik che lancia Lorenzihno che dal lato sinistro dell’area di prima intenzione a giro trafigge il portiere viola. Dopo pochi minuti Albiol sfiora il raddoppio, poi Callejon con uno sciagurato diagonale. La Fiorentina ci mette un po’ a riprendersi, ma lentamente avanza il baricentro, fin quando riesce a trovare il pareggio, inaspettatamente con Kalinic, bravo a trafiggere d’esterno Pepe Reina in uscita, forse in leggero ritardo Koulibaly.

Il Napoli sostenuto da un meraviglioso pubblico, non si scompone. Riparte e prima sfiora il nuovo vantaggio con Mertens che sbaglia un semplice tap-in su tiro di Higuain respinto da Tatarusanu e poi trova comunque il vantaggio con il Pipita.
Azione che sta diventando il marchio di fabbrica dei ragazzi di Sarri.
Palla strappata da Higuain dai piedi Ilicic a centrocampo, uno due con Mertens ed il Pipita non perdona. Il San Paolo esplode insieme a tutta la panchina azzurra.
La partita resta viva fino alla fine con continui capovolgimenti, anche se è il Napoli ad essere sempre più pericoloso. Arriva il triplice fischio che sancisce un’ennesima prestazione convincente del Napoli. Squadra quadrata che non lascia nulla al caso, movimenti che ormai sembrano essere collaudati, minime sbavature ed un comune fattore denominatore LOTTARE……. Finalmente vediamo una squadra che lotta e ci crede su ogni pallone dal primo all’ultimo minuto.
Complimenti alla Viola, non è a caso al primo posto. Bel gioco veloce e bello da guardare. Complimenti anche per lo spirito messo in campo, non è da tutti venire al San Paolo e sfoderare un primo tempo di quel livello. Peccato per lei che al cospetto ha incontrato un grande Napoli con un CUORE……AZZURRO immenso.
Ora arriva il difficile dopo tre prestazione superbe con avversari altisonanti, arrivano le squadre medio-basse vediamo se la lezione passata è servita…….
Non ci svegliate ragazzi, vogliamo continuare a sognare!!!!

lunedì 5 ottobre 2015

CHE NAPOLI !!!

Nella scala del calcio, il Napoli dopo aver domato la Vecchia Signora, distrugge il Diavolo rosso nero con una prestazione straordinaria e convincente.
Con un ormai collaudato 4-3-3 e con interpreti consolidati, gli uomini di Sarri sfoderano una prestazione di altissimo livello, con un Lorenzihno ancora una volta leader indiscusso del campo, al punto tale che quando Sarri gli concede nella ripresa la standing ovation, tutto il Meazza applaude convinto al nostro scugnizzo.
Milan mai in partita, unico tiro importa di KUCKA a fine partita che di testa non impensierisce il nostro Pepe Reina.
Partita iniziata a ritmi alti, con equilibrio in campo. La differenza sta che con il passar dei minuti il Milan già si ferma, mentre il Napoli continua con il pressing alto ed asfissiante. La foto del primo goal è proprio questa, recupero del Napoli a centrocampo, palla ad Insigne che vede Allan infilarsi in aerea, servizio perfetto dello scugnizzo ed Allan trafigge l’incolpevole Lopez.
In pratica anche se siamo a metà primo tempo, la partita finisce là. Il Napoli controlla serenamente l’incontro, il Milan innervosito inizia a giocare duro ma la sostanza non cambia.
Nella ripresa, fenomenale uno-due tra Insigne ed il Pipita, anche lui tra i migliori in campo, ed il raddoppio è servito. Per concludere la meravigliosa serata di Insigne, arriva la pennellata su calcio di punizione. Delirio azzurro. Il Napoli continua a macinare gioco, come se fosse sullo zero a zero e così si arriva alla sfortunata autorete di Ely per il quattro a zero finale.
Applausi al Napoli di Sarri, a parte qualche minuto di sbandamento a metà primo tempo, dove è stato lasciato il centrocampo in mano ai rossoneri, per il resto un giocattolo che sfiora la perfezione, al momento, in tutti i reparti.
Finalmente anche la difesa, supportata da un ottimo centrocampo, tiene bene. L’attenzione è sempre alta e lo spirito di sacrificio è un fattore comune a tutto il Napoli. Peccato per la sosta, perché in un momento del genere era meglio continuare sull’onda positiva. Al rientro, si riparte con il botto. Match clou con la sorprendente capolista Fiorentina per un’altra super sfida.
Ripartiamo da questa partita e dagli abbracci convinti a fine gara tra Sarri ed Higuain e tra quest’ultimo e Insigne. Si vince con la bravura, con il gioco ma soprattutto con l’armonia dentro e fuori il campo ed a Napoli in questo momento c’è tutto…..speriamo che resti per tanto!!!!

domenica 27 settembre 2015

Scacco alla Vecchia Signora

In un’affascinante cornice di pubblico il Napoli, nelle grandi occasioni, non delude mai o quasi.
Questo il fattore comune di tutti gli allenatori passati da Napoli.
Nello schieramento, ormai da qualche domenica consolidato, il Napoli si esalta contro la Vecchia Signora che si presenta un po' opaca ed incerottata.
Segnali positivi sotto tutti i punti di vista. Higuain ed ancora Insigne sugli scudi. Lo scugnizzo napoletano, a metà del primo tempo, trova il goal con un’azione fantastica per intuito e classe supportato da un lucido assist del Pipita. Il San Paolo esplode insieme a Lorenzinho!!
Il primo tempo si gioca a ritmi altissimi, la Juve impensierisce il Napoli con una sola azione davvero pericolosa. Diagonale di Zaza, che il sempre attento Reina neutralizza da grande portiere, quale lui è!!
Il Napoli si accorcia e si allunga come una dolce fisarmonica, mantenendo il pallino del gioco per quasi tutto il primo tempo. Come di consuetudine, la solita indecisione o direi sufficienza porta Koulibaly a servire Zazà a tu per tu con Reina, che con freddezza ed intuito toglie letteralmente il pallone dai piedi all’attaccante juventino. Si susseguono azioni pericolose con Insigne, Higuain e Callejon.Il primo tempo finisce con l’infortunio di Insigne, speriamo nulla di grave. Al momento lo scugnizzo è l’uomo più continuo degli azzurri.
Nella ripresa, inevitabilmente i ritmi si abbassano, fino alla fiammata del Pipita che ruba un pallone sulla trequarti juventina, si invola e trafigge in diagonale Buffon.
Partita chiusa? No il Napoli intento ancora a festeggiare riaccende la speranza alla vecchia signora, con un autorete del sempre amato e odiato Koulibaly. La Juve ci prova ma senza convinzione. La partita finisce lì.
Ottimo Hysaj che vince quasi tutti gli scontri con il fenomeno Pogba. Ottimo il centrocampo, con un Hamsik veloce e convincente tra le linee ed un Jorgihno sempre più a suo agio. Piccole e solide sbavature di Koulibaly che se non le avesse sarebbe tra i difensori più forti della Serie A. Finalmente meglio Albiol. Lì davanti, sfruttando gli esterni, la musica è cambiata!!
Complimenti a Sarri, che dopo poco ha messo da parte le sue convinzioni con il suo classico modulo, comprendendo che al momento è più utile e più fruttifero giocare con un classico 4.3.3.
Lo stato di forma migliora partita dopo partita, ora serve solo continuità e piedi per terra. Non si è brocchi prima, non si è campioni ora.
Abbiamo battuto con merito la Juventus, ma non possiamo non ammettere che quest’anno non è la solita Juve. Guai però a parlare di una Juve finita pensando alla vittoria di ieri. La partita è stata vinta dal Napoli e non persa della Juve!!