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domenica 19 febbraio 2017

Napoli, battuto il Chievo: tre schiaffi alle polemiche

Il Napoli con sofferenza e carattere esce vittorioso dal Bentegodi di Verona portando a casa una partita ostica ed insidiosa. Incontro complicato fin dalle prime battute con un Chievo tutto arroccato nella propria metà campo a difesa del risultato. Gli azzurri con tanta pazienza e forse poche idee tentano di raggirare la difesa clivense con un continuo giro palla senza però essere mai essere pericolosi se non con una punizione di Insigne che termina fuori di poco. Lo stesso scugnizzo lancia involontariamente in contropiede il Chievo con Inglese ma Reina neutralizza il suo diagonale. A dimostrazione che questo è il miglior momento della sua carriera, Lorenzihno sblocca la partita con un meraviglioso tiro a giro: lo scugnizzo dopo aver dedicato il goal a sua moglie corre verso la panchina per abbracciare Mertens e scambiarsi un cenno d'intesa con Sarri, a dimostrare la compatezza del gruppo nonostante le critiche del post Madrid. Il Napoli inizia ad attaccare con più decisione e arriva, pochi minuti dopo, il raddoppio con Hamsik che insacca a porta vuota dopo un'insistita azione di Allan, lo stesso poco minuti dopo esce per infortunio. Finisce così il primo tempo.
La ripresa vede un Chievo all'arrembaggio ed un Napoli che arretra pericolosamente il suo baricentro. Pur soffrendo gli azzurri trovano il tris con Zielinski, subentrato ad Allan, con un tiro da fuori area deviato da un difensore gialloblù. I partenopei, complice ancora le scorie di Madrid, staccano improvvisamente la spina e il Chievo minuto dopo minuto prende coraggio e campo, conseguenza arriva in contropiede, su indecisione di Koulibaly, l'1-3 di Meggiorini con un chirurgico sinistro. Partita clamorosamente aperta, i canarini chiudono il Napoli nella propria metà campo e sfiorano il goal ancora con Meggiorini e Gakpe. Gli azzurri in realtà in ripartenza calano il poker con Giaccherini ma il giudice di linea annulla ingiustamente per fuorigioco. L'incontro termina con l'ultimo sussulto del Chievo con un tiro di Gobbi che finisce fuori di poco.
Partita combattuta nonostante il netto divario tra le due compagini, il Chievo fa la sua partita con la mente sgombra da qualsiasi pensiero di classifica, gli azzurri partono bene, proseguono meglio ma poi le fatiche fisiche e mentali di Champions si fanno sentire e sono costretti a subire la voglia e la miglior freschezza atletica del Chievo, nonostante questo il Napoli porta a casa tre punti fondamentali per la corsa Champions.
I centrali difensivi confermano il non troppo feeling tra loro ed in alternanza si accendono e spengono creando spesso panico nell'area azzurra, sicuramente meglio ancora una volta Koulibaly rispetto a Maksimovic. A centrocampo tanta voglia per Allan e Jorgihn che si dannano per dimostrare a tutti di essere da Napoli. Hamsik partita di alto livello si divide la palma del migliore con Insigne. Sufficienza piena per Callejon e Pavoletti che nonostante ancora non riesca ad entrare a pieno negli schemi degli azzurri mantiene bene l'area creando spazi per i compagni. Il migliore ancora una volta è Insigne che con un colpo da biliardo riesce a scardinare la difesa del Chievo. Non posso non sottolineare il rientro di Milik che in soli quindici minuti dimostra le sue doti tecniche e da centravanti. Bentornato Arkadiusz. L’importante era vincere non solo per la classifica e tenera a bada le inseguitrici ma per mettersi alle spalle la sconfitta e soprattutto le polemiche del Bernabèu. Saper soffrire, soprattutto nelle vittorie, è una virtù non un difetto.

lunedì 26 ottobre 2015

ESAME SUPERATO

Con tenacia e caparbia, il Napoli di Sarri supera quasi a pieni voti la “sindrome da prestazione” con le medie piccole.
Un po’ come ci capita di vedere da qualche domenica, il Napoli concede i primi dieci minuti all’avversario.
Il Chievo, ci mette tanta grinta e fisicità, pressing alto e buone ripartenze. In una di queste, Castro si presenta solo davanti a Reina ma invece di tirare serve, in maniera maldestra, Paloschi che arriva in ritardo per il possibile vantaggio clivense.
Finiti i primi dieci minuti, ecco il Napoli che conosciamo, pressing alto, veloce nella manovra e schemi collaudati, forse l’unico neo, con un Insigne non in vena. Il Napoli sfiora il goal prima con Callejon e poi con due magie del Pipita che gridano ancora vendetta. Uno due con Hamsik e palo di sinistra. Tiro meraviglioso da fuori area e palo di destra. Il primo tempo si conclude con l’amaro in bocca.
Nella ripresa gli uomini di Sarri, lasciano per qualche minuto il campo ad uno sterile Chievo.
In una notte fredda d’autunno veronese, arriva il lampo che scalda i migliaia di tifosi partenopei presenti sugli spalti. Discesa di Ghoulam sulla sinistra, cross rasoterra al centro, ed il Pipita da vero campione di prima intenzione, buca letteralmente le mani al povero Bizzarri. Ancora una volta da leader indiscusso il Pipita inventa una delle sue. Applausi a scena aperta.
La partita viene controllata dal Napoli che sfiora il raddoppio più volte sempre con il Pipita.
A quindici minuti dalla fine la stanchezza si fa sentire, ricordando che il Napoli giovedì ha giocato in Danimarca per l’E.L. IL Chievo prende il pallino del centrocampo, il Napoli corre ai ripari sostituendo un esausto Hamsik per Lopez per ridare equilibrio. Successivamente Gabbiadini per il Pipita e Mertens per Insigne che subisce un piccolo infortunio al ginocchio. Il Chievo gioca duro ma l’unica vera occasione, nasce da un quasi autorete di Koulibaly in anticipo su Castro.
La partita finisce, non il Napoli brillante di Juve, Milan e Fiorentina ma sicuramente un buon Napoli capace di soffrire e di crederci. La stanchezza delle tante partite ravvicinate inizia a vedersi ma quando si hanno campioni del calibro del Pipita anche quella può essere superata agevolmente.
Non è utopia pensare in grande, il Napoli di Sarri ha un’anima ed un gioco e con il passar delle giornata anche i calciatori si stanno rendendo conto che possono fare qualcosa di meraviglioso.
Esame superato, avanti con il prossimo dal nome Palermo.