sabato 26 maggio 2018

Napoli: il pagellone della stagione



Come ogni fine anno è tempo di bilanci. Dopo una lunghissima e entusiasmante stagione, nonostante l’amaro epilogo, è arrivato il momento di darei i VOTI. Sebbene l’enfasi per il grande arrivo di Carlo Ancelotti, è giusto valutare l’orchestra del maestro Maurizio Sarri.

Pepe Reina 6,5: Stagione buona senza lodi e senza infamie. Leader indiscusso fuori dal campo ma a parte la gara all’Olimpico contro la Roma non si ricordano prestazioni super. In Europa lascia a desiderare, in campionato riesce a battere il record di clean sheet assicurandosi spesso la piena sufficienza.

Luigi Sepe e Rafael Cabral sv.

Elseid Hysaj 6.5: Il motorino albanese disputa una buona stagione, confermandosi una sicurezza sulla destra. I livelli sono lontani dalla prima stagione ma dietro è una garanzia e non manca mai l’impegno. Pecca nella fase offensiva rispetto al passato.

Christian Maggio 6.5: Ogni volta che viene chiamato in causa risponde presente, sfoggiando performance di grande sostanza. Mai una parola fuori posto anche davanti a qualche scelta poco felice del mister, come per esempio l’ultima gara contro il Crotone.

Faozi Ghoulam 7: Prima del grave infortunio contro il City stava disputando la miglior stagione della carriera. Purtroppo il crack al ginocchio mette fine alla sua stagione ma il terzino visto nei primi mesi era da tutti considerato l’esterno di difesa migliore d’Europa.

Mario Rui 6,5: Il terzino portoghese è stato senza dubbio una delle sorprese dell’anno. Partito come riserva, guadagna il posto da titolare a causa dell’infortunio di Ghoulam. Dopo alcune perplessità iniziali, comincia a entrare a pieno nel gioco di Sarri guadagnandosi anche la convocazione per il mondiale 2018. Due reti e numerosi assist addolciscono un bel campionato. Tra tanto bello ricordiamo anche però le  brutte prestazioni contro Roma e Juventus al San Paolo.

Raùl Albiol 7,5: Il miglior anno da quando è a Napoli. Dietro sbaglia pochissimo, forse solo la partita interna con la Roma ma in quel caso non è stato l’unico. Forma una coppia perfetta con Koulibaly. Si toglie anche qualche soddisfazione in zona gol.

Kalidou Koulibaly 8,5: Il migliore insieme ad Allan. Quasi perfetto. Grazie a Sarri è diventato un top player mondiale, sicuramente il giocatore più ambito e importante dell’intera rosa. Non sbaglia quasi nulla ed entra nella storia firmando la leggendaria e indimenticabile vittoria allo scadere allo Stadium di Torino. Colpevolizzato da qualcuno ingiustamente per l’espulsione di Firenze in un match che il gruppo ha perso, come ha dichiarato lo stesso Sarri, la sera prima in hotel.

Vlad Chiriches 6.5: Gioca poco, ma quando scende in campo è una certezza nonostante la sua spalla ballerina. Commette qualche piccolo svarione ma averlo in panchina è quasi un lusso. Certezza per il futuro.

Lorenzo Tonelli 6.5: Scarsamente impiegato, garantisce solidità e affidabilità quando chiamato in causa. Bersaglio nella disfatta di Firenze, dimostra di potersi ritagliare uno spazio in questo Napoli e, come suo solito, risolve anche alcuni match con goal pesanti.

Nikola Maksimovic sv.

Jorginho 7.5: La mente, il motore del Napoli di Sarri è indubbiamente lui. In cabina di regia giostra le danze con sapienza e spiccata maturità. Una crescita esponenziale di questo calciatore, non a caso è nel mirino di un grande club come il Manchester City di Guardiola. Cala alla lunga, complice lo scarso riposo.

Amadou Diawara 6: Passo indietro vertiginoso rispetto allo scorso anno. Sarri lo vede poco e questo non aiuta il giocatore. Nonostante una stagione al chiaro-scuro ci ricordiamo il gol al City e il meraviglioso allo scadere nella partita col Chievo. Il tempo è dalla sua parte, ci si aspettiamo un immediato riscatto.

Allan 8,5: Maestoso, bionico, mostruoso, il migliore insieme a Koulibaly. Sigla la miglior annata della sua carriera. A centrocampo è l’ultimo ad arrendersi anche nelle partite compromesse, mentre in avanti è spesso letale con i suoi inserimenti. La maglia azzurra è diventata una seconda pelle. Indimenticabile le sue lacrime a Firenze.

Marko Rog 6: Gioca pochissimi minuti, quasi sempre gli ultimissimi in partite con risultato acquisito. Questo trattamento non solo lo frena nella crescita ma lo rende troppo “aggressivo” al suo ingresso in campo,  foga dovuta alla voglia di dimostrare il suo valore. Ha grinta da vendere ed un buon piede, peccato per la poca considerazione di Mister Sarri.

Marek Hamsik 6,5: Il peggior anno del capitano da quando veste la casacca azzurra. Firma record su record ma il suo apporto alla causa azzurra è marginale. Resta sufficiente per il lavoro in copertura, la serietà dentro e fuori dal campo e il bottino comunque discreto di gol.

Piotr Zielinski 7: L’anatroccolo è quasi diventato un cigno, non a caso nelle ultime partite Sarri punta sempre su di lui. Peccato per qualche partita a vuoto ma quasi sempre ben oltre la sufficienza. Meraviglioso il goal all’Atalanta per l’inizio della rimonta. Il Napoli fa bene a puntare su di lui.

José Maria Callejon 7: 10 gol, 13 assist e tanta corsa sulla fascia, ancora una volta pedina imprescindibile degli azzurri. Rispetto al passato è più discontinuo, soprattutto nella parte finale. Non può e non deve giocare tutte le partite, il calo è giusto e fisiologico. Bisognava avere un’alternativa valida.

Adam Ounas 6: Gioca anche meno di Rog, soprattutto da febbraio in poi, ed è quasi impossibile giudicarlo. Sarri in pratica lo boccia quasi subito. E’ costretto nel finale a giocare con la Primavera. Per quel poco che abbiamo visto si intravede un buon giocatore.

Lorenzo Insigne 8: Meno pungente rispetto al passato in fase realizzativa ma fenomenale in fase di assist-man. Paga anche lui lo sfinimento fisico ma ci mette cuore e anima fino alla fine. Con Ghoulam prima e Rui poi è un’arma letale per tutte le difese. Pecca per i tanti gol cestinati sotto porta e soprattutto per la testardaggine a voler effettuare alcune giocate, comunque in costante crescita  e sempre più leader. E’ il giusto futuro capitano azzurro.

Zinédine Machach ed Emanuele Giaccherini sv.

Dries Mertens 7: Nella prima metà di campionato è il fenomeno assoluto forse non solo in Italia, siglando anche gol di sublime fattura. Sul lungo cala drasticamente. Sempre pericoloso e imprevedibile, i numeri crollano in maniera vertiginosa ed evidente. Forse qualche giornata di panca gli avrebbe consentito di ricaricare quelle pile ormai quasi completamente scariche nella seconda parte di stagione.

Arek Milik 7: Doveva essere l’alternativa a Mertens prima che il secondo grave infortunio alle ginocchia lo mettesse nuovamente ai box. Tornato dopo 4 mesi con grinta e voglia, è uno dei migliori nella seconda parte di campionato. Al di là dei gol resta ammirevole la forza di volontà e abnegazione di un giocatore reduce da un doppio crack gravissimo. Il Napoli e Ancelotti devono puntare su di lui.

Maurizio Sarri 9: E’ il vero artefice dello Scudetto del Napoli, perché se non di fatto ma in sostanza il tricolore è azzurro. Un allenatore rivoluzionario che ha dato anima e gioco ad un gruppo di grandi giocatori ma quasi privo di reali fuoriclasse. Con una rosa ed un budget ampiamente inferiore a chi lo ha preceduto è riuscito a farsi apprezzare ed ammirare ovunque coniando di fatto una nuova filosofia di gioco, il “sarrismo”, divenuto in tutto il mondo sinonimo di bel gioco e alta qualità. Sul campo meritava ampiamente il titolo, che gli è stato strappato in modi alquanto discutibili ma diventati ormai routine nel campionato italiano. Straccia tutti i record della Società scrivendo pagine indelebili nella storia del Club. Ci sono delle pecche sulla sua gestione della rosa, come la scelta di trascurare le coppe o il mancato utilizzo della panchina. Discutibile qualche sua esternazione quando prova a giustificare le prestazioni sottotono in Europa ma è chiaro che solo grazie ad un Maestro come lui che il popolo napoletano ha potuto sperare e sognare un traguardo che manca da quasi trent’anni e che ampiamente meritava lui e tutta Napoli.





Nessun commento:

Posta un commento