servizio di Vincenzo Capretto @riproduzione riservata
Gli azzurri escono a testa alta seppur sconfitti all’Etihad Stadium.
Prima di addentrarci nelle considerazioni non possiamo non citare alcune esternazioni poco felici di allenatore e presidente nel pre-match. Non comprendiamo De Laurentiis che dichiara “non si devono vincere tutte le partite per passare” e ancora “dobbiamo pensare anche a sabato….. farei riposare qualcuno”. Passiamo a mister Sarri, uomo di pane e calcio, non accettiamo frasi del tipo “questa partita non conta….sono la squadra più forte d’Europa….dovrebbero vincerle tutte” per poi sistemare poi il tiro dicendo “voglio 11 giocatore con la faccia di caxxo”. Non solo, anche tante trasmissioni televisive hanno sottolineato come sia meglio per il Napoli pensare al Campionato tralasciando la Champions. Inconsciamente un giocatore cosa dovrebbe pensare?!
Ecco forse l’inconscio porta un Napoli ad essere nella prima mezz’ora una marionetta nelle mani del City con un approccio completamente sbagliato. La squadra di Guardiola come gioco al momento è davvero la squadra più bella e cinica d’Europa, mezz’ora di grande calcio: passaggi veloci, verticalizzazioni, devastanti e superiori in ogni zona del campo. Gli azzurri però ci mettono del loro, centrocampo inguardabile orfano di un Allan che probabilmente era l’unico che non doveva riposare, giocatori impauriti e sempre in ritardo sulle seconde palle. Nel primo goal è Zielinsky che si perde David Silva a centrocampo, l’azione poi prosegue con il tap-in vincente di Sterling, quattro minuti ed il City raddoppia con una dormita colossale di tutta la linea difensiva, è De Brunye che serve Gabriel Jesus per il facile raddoppio. Azzurri tramortiti ed Il City sfiora anche il tris più volte ma solo per sfortuna non lo ottiene. Dopo la mezz’ora, approfittando anche di un leggero calo del Manchester, il Napoli inizia a palleggiare e alzare finalmente il baricentro, sfortuna vuole che la delizia di questo inizio di stagione diventa la croce. Mertens sbaglia tutti gli appoggi peccando di egoismo, il folletto belga nel finale di tempo spreca, calciando centralmente, anche il calcio di rigore procurato da Albiol che poteva riaprire la partita.
Nel secondo tempo gli azzurri sulla scia degli ultimi quindici minuti del primo entrano in campo convinti e decisi schiacciando il City nella propria metà campo e facendo paura alla squadra di Guardiola. La pressione non si concretizza con vere palle goal, il Napoli comunque sfiora il 2-1 con Hamsik, lo slovacco non riesce a mettere in rete da pochi metri a portiere battuto, colpisce l’unico ostacolo, Stones. La pressione porta ad un nuovo rigore dopo una serpentina di Ghoulam, stavolta è un freddo Diawara che realizza. Purtroppo la partita termina così.
Peccato, peccato, peccato per quella maledetta mezz’ora dove il Napoli ha subito in largo ed in lungo il City, è da lì che si deve ripartire e comprendere il perché. Voltare subito pagina sapendo che a parte quella mezz’ora è stata fatta una prestazione di alto livello contro una squadra che sta mettendo sotto qualunque squadra affronti. Ansia per Insigne che lascia anzi tempo il campo per un risentimento muscolare anche se i pochi minuti del giovane Ounas fanno ben sperare nel caso lo scugnizzo di Frattamaggiore non c’è la facesse. La qualificazione non è compromessa del tutto ma certamente gli azzurri dovranno fare di tutto per vincere il return match al San Paolo con il City.
Il peggiore è Mertens seguito dal capitano Hamsik e Zielinsky. Insufficienza per Maggio, Callejon ed Hysaj, Il migliore è Diawara, vent’anni gioca come un veterano ed ha il coraggio di calciare un rigore pesantissimo. Bene anche Allan che dimostra di essere davvero in palla in questo momento della stagione. Segnali di stanchezza per Koulibaly.
Ora aspettando buone notizie dall’infermeria testa e gambe al big-match di sabato contro l’Inter di Spalletti per continuare a cullare un piccolo sogno. Senza togliere meriti all’Inter di questo inizio di stagione, al momento la cosa che più preoccupa in casa Napoli è la stanchezza sia fisica che mentale.
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