domenica 16 giugno 2019

Sarri, il Comandante dell'INCOERENZA

Era nell’aria ma forse è arrivato nel giorno e nell’ora dove nessuno se lo aspettava. In un torrido pomeriggio di una strana domenica di Giugno arriva la notizia che tutta Napoli non voleva leggere o ascoltare: Sarri è il nuovo allenatore della Juve.
Difficile pronunciarlo, figuriamoci scriverlo. L’allenatore toscano nativo partenopeo è un professionista e nessuno di noi si permette di giudicare l’uomo che prova a guadagnare e possibilmente a vincere con il suo lavoro ma Le vere perplessità per il tifoso napoletano e forse anche juventino sono altre.

Partiamo a ritroso e pensiamo alle dichiarazioni di Sarri di neanche un mese fa. L’allenatore dichiarava che il campionato inglese era il miglior torneo in assoluto ed il livello era altissimo, stimolante e insuperabile. Era un sogno per ogni allenatore poter lavorare in quel contesto. Non si vedeva assolutamente un suo rientro in Italia. Un professionista non deve pensare al cuore. Dopo neanche un mese il suo ritorno in Italia con la motivazione, dichiarata direttamente dal Chelsea, di mancanza degli affetti e della tanto amata penisola. COERENZA
Dopo la vittoria in Europa League, Mister Sarri oltre a dedicarla ai napoletani (oggi mi sembra una presa per i f…… come avrebbe detto lui), alla domanda di un suo possibile approdo alla Juve e la possibile reazione dei tifosi azzurri, arrivano i primi tentativi di arrampicamento sugli specchi. “I napoletani sanno quanti li amo”, “Sono un professionista e capiranno”, “L’importante è stato dare il 110% quando ero lì”, “Le bandiere non esistono”ma la frase che colpisce di più è: “Se due persone divorziano ed uno è ancora innamorato non può mica rimanere fedele per sempre?!”.
Frase chiarissima ed esplicita e soprattutto veritiera. Ma ti vai a sposare con colei che hai sempre denigrato, offeso e combattuto?! COERENZA

Sarri sin dai primi giorni partenopei, nel lontano 2015 anzi nel lontanissimo, si dichiarava tifosissimo tifoso azzurro sin dall’infanzia, “allenare la squadra della mia città è un sogno che si avvera”. Da quel momento tutto il popolo napoletano si è rivisto in quell’uomo umile cresciuto a pane e campi di serie D, un uomo venuto dal nulla e pronto a combattere per sovvertire i pronostici e conquistare quel PALAZZO così inavvicinabile.
Parola che hanno portato l’intera popolazione partenopea ad incoronarlo COMANDANTE di un popolo. Lo stesso allenatore si disse fiero di essere chiamato così e soprattutto di rappresentare un popolo intero.
Difficile trovare tutte le volte che Sarri ha attaccato senza mezze misure la Juventus, il sistema ed il cosiddetto Palazzo. Proviamo a riportarne qualcuna:

9 settembre 2015: “ Rigori al Napoli? Bisognerebbe fucilare i giocatori, oppure mettere maglie a righe”.

25 settembre 2015: “ Sulla Juve la penso come i tifosi, ho il loro stesso retro – pensiero ma non fatemi entrare nei dettagli”

31 gennaio 2016: “La Juventus è palesemente di un’altra categoria, noi ci siamo ritrovati in questa situazione solo per l’inizio del campionato difficile dei bianconeri. Non so se Insigne e Higuain possono colmare il gap con la Juventus. Alla lunga il fatturato pesa”. 

20 agosto 2016:”A me sono girati i coglioni quando esponenti della Juve parlavano di Higuain mentre era un nostro giocatore ed io non farò quello che hanno fatto loro”. 

Dopo il passaggio di Higuain alla Juve disse ai microfoni di Sky: ”L’abbandono purtroppo è stato un momento brutt0. Mi potevo aspettare la Premier, non mi aspettavo la Juve. Per un po’ non l’ho sentito e sinceramente non lo volevo nemmeno sentire. Poi ultimamente siamo tornati a sentirci. E’ come la storia di quando ti fa arrabbiare un figlio: lo sbraneresti per qualche giorno però rimane sempre un figlio


21 gennaio 2018: “Vedendo il calendario, la Juve ha gare abbastanza abbordabili, a parte che per la Juventus lo sono tutte, e questo potrebbe metterci pressione. Penso sia stato un errore mastodontico fatto dalla Lega, in alcune gare si poteva mediare e creare soluzioni simili, quindi o giocare in contemporanea o fare giocare qualche gara avanti no

22 aprile 2018: “Dito medio ai tifosi della Juventus. Non si trattava di tifosi, con i quali anzi abbiamo scherzato in albergo. Era un gruppo di persone che ha sputato contro il nostro pullman e ci ha insultati in quanto napoletani. Il gesto era per loro”

Dopo Firenze:” La gente non ha più fiducia nel calcio italiano? Bisogna pensare solo al campo senza secondi pensieri, io non voglio pensare a nient’altro. Nella vita tutto finisce, quindi prima o poi finirà anche quello che vediamo in Italia”

7 settembre 2018: “Lo scudetto? Mi capita di ripensarci. Sarebbe stato il coronamento di una storia straordinaria, di un sogno mio, della squadra e di tutta la città. Qualcuno ha fatto ironia, ma chi ha fatto sport, sa che abbiamo perso lo scudetto in albergo a Firenze. Mal di pancia per Inter – Juve? Si. Perché quello che è successo il giorno dopo è la conseguenza di quella partita”

E tra le tante, prima di un Napoli Juventus: “ Per battere la Juve servono anima e cuore, voglio una prestazione straordinaria per i tifosi. Settore ospiti chiuso? Resto sempre molto male quando si vieta a dei tifosi di venire allo stadio. Se nella tifoseria juventina ci sono dei delinquenti, bisogna arrestarli. Ma non si può colpire uno per colpirne uno. In fondo hanno solo un difetto: sono juventini”

Il professionista non si discute, così come la bravura sulla panchina ma sicuramente la coerenza e la comunicazione non sono il suo forte e crediamo senza offese per nessuno sia arrivato il momento di togliere la corona ad un COMANDANTE che ha deciso di seguire, appena avuta la possibilità, la strada più semplice per il successo ovvero diventare il COMANDANTE di quel palazzo tanto combattuto.

Mr Maurizio Sarri, il nuovo COMANDANTE DELL’INCOERENZA pardon il nuovo allenatore della JUVENTUS


sabato 1 giugno 2019

Mercato Napoli: arriva Di Lorenzo dall’Empoli


E’ Giovanni Di Lorenzo il primo acquisto azzurro. L’esterno difensore di destra è risultato per molti il miglior laterale difensivo della stagione appena termina ma nonostante questo c’è chi a Napoli a storto il naso  all’annuncio dell’ex empolese, c’è chi parla di poca esperienza e soprattutto c’è chi sottolinea che arriva da una squadra appena retrocessa. 

Di Lorenzo ha iniziato la sua carriera come attaccante ma passando tra le varie categorie è arretrato fino a stabilizzarsi sulla fascia destra. Tra i suoi idoli c’è Joao Cancelo, approda al Napoli per 9,5 milioni di euro con un contratto di 5 anni. Al  suo primo anno di Serie  A con l’Empoli ha siglato 5 reti, di cui una proprio contro gli azzurri.

Toscano della Garfagnana, Di Lorenzo è cresciuto a Lucca e ha giocato lì fino al 2009, quando è approdato alla Reggina, dove diventa capitano della Primavera e fa il suo esordio in Serie B contro il Sassuolo, il 29 maggio 2011, a 17 anni.
Nel 2015 dopo il fallimento della squadra calabrese approda al Matera. Due anni in C con il club lucano, la B sfumata via playoff, e poi l’Empoli per 600 mila euro.

Sotto la guida di Andreazzoli, Di Lorenzo è diventato uno dei migliori terzini della Serie A, in due stagioni il calciatore classe 1993 ha collezionato 76 gare e 6 reti, condite da una promozione in Serie A e una retrocessione quest’anno.
Nonostante lo scetticismo di una frangia di tifosi azzurri, siamo certi che anche questa volta il buon De Laurentiis ci ha visto lungo. 
Presto il campo darà la sua sentenza inappellabile.